Testo dell'articoloVigente
Il TFR si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua. Possibilità di adesione a fondi pensione complementari (Artifond, Cooperlavoro, fondi aperti). Anticipi dopo 8 anni.
Tabella riepilogativa
| Voce | Valore |
|---|---|
| Quota TFR annua | Retribuzione annua / 13,5 |
| Esempio 4° | €22.100 / 13,5 = €1.637/anno |
| Rivalutazione | 1,5% + 75% indice ISTAT |
| Artifond | TFR + 1% dip + 1% azienda |
| Anticipo | 70% (dopo 8 anni) |
Calcolo TFR
Retribuzione annua / 13,5. Per 4° (€22.100/anno): TFR €1.637/anno. Su 10 anni: ~€16.370 + rivalutazione.
Artifond previdenza
Fondo Pensione settore Artigianato. Contributi: TFR + 1% dip + 1% azienda. Rendimenti storici ~2-3%.
Anticipi
Dopo 8 anni, 70% per casa/salute/formazione.
Tassazione
TFR in azienda: ~23-28% IRPEF media. In fondo: 15-9%. Conviene fondo.
Casi pratici
Domande frequenti
Come si calcola il TFR?
Cos'è Artifond?
Conviene aderire ad Artifond?
Posso chiedere anticipo TFR?
Il TFR in azienda è tassato?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive, preavviso e dimissioni, ferie, festività e permessi, maternità e paternità, tredicesima e premi e malattia e infortunio.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Metalmeccanici Artigianato (Confartigianato, CNA). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il trattamento di fine rapporto nel comparto metalmeccanico artigiano segue la disciplina generale dell'art. 2120 c.c., ma la scelta su dove far confluire la quota annua - in azienda o in un fondo di previdenza complementare - assume un rilievo concreto, perché incide sul rendimento e sulla tassazione del risparmio accumulato.
Il meccanismo di calcolo
Ogni anno il datore accantona a titolo di TFR una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, come prevede l'art. 2120 c.c. La somma così accantonata costituisce una retribuzione differita che il lavoratore percepirà alla cessazione del rapporto. La base di computo comprende le voci corrisposte in dipendenza del rapporto a carattere non occasionale, secondo quanto stabilito dalla legge e dal contratto.
La rivalutazione annuale
Il capitale accantonato non resta inerte: si rivaluta ogni anno con un coefficiente composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'incremento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo meccanismo offre una protezione parziale dall'inflazione e un rendimento garantito ma generalmente modesto, soprattutto nelle fasi di prezzi crescenti.
La scelta sulla destinazione del TFR
All'atto dell'assunzione il lavoratore dispone di sei mesi per decidere se mantenere il TFR in azienda o conferirlo a una forma di previdenza complementare. La scelta è importante e, una volta conferito a un fondo, il TFR non può più tornare in azienda. In assenza di una scelta esplicita opera, in determinate condizioni, il meccanismo del conferimento tacito alla previdenza complementare di riferimento.
La previdenza complementare di settore
Il comparto artigiano dispone di un fondo pensione di categoria al quale il lavoratore può aderire conferendo il TFR e versando un contributo, cui si affianca quello dell'azienda nella misura prevista dal contratto. È una pensione integrativa, disciplinata dal D.Lgs. 252/2005, che mira a colmare il divario tra l'ultima retribuzione e la pensione pubblica, costruito su un sistema di calcolo contributivo.
Le anticipazioni
Dopo otto anni di servizio o di adesione al fondo, il lavoratore può chiedere un'anticipazione fino al 70% del maturato, per causali tassative: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa, esigenze legate ai congedi. Le regole differiscono parzialmente a seconda che il TFR sia in azienda o in un fondo, ma la logica di fondo è la stessa: consentire l'accesso anticipato al risparmio solo per esigenze qualificate.
Il trattamento fiscale a confronto
Sul piano fiscale, il TFR lasciato in azienda è soggetto a tassazione separata con aliquota collegata al reddito medio, mentre le prestazioni della previdenza complementare scontano un'imposta sostitutiva di norma più contenuta, decrescente con l'anzianità di partecipazione al fondo. Questo, unito alla deducibilità dei contributi e al contributo aziendale, rende spesso più conveniente il conferimento al fondo, fermo restando che la valutazione va fatta caso per caso considerando l'orizzonte temporale e il profilo di rischio.
Il conferimento tacito e la consapevolezza della scelta
Vale la pena ricordare che la decisione sulla destinazione del TFR, se non espressa entro i sei mesi, può attivare il meccanismo del conferimento tacito alla previdenza complementare di riferimento. È quindi opportuno che il lavoratore maturi una scelta consapevole fin dall'assunzione, valutando l'orizzonte temporale, l'entità del contributo datoriale e la propria propensione al rischio. In un comparto artigiano dove le retribuzioni sono spesso contenute, anche il modesto contributo aziendale al fondo rappresenta un'integrazione non trascurabile del risparmio previdenziale, che si somma ai vantaggi fiscali sui versamenti e sulle prestazioni.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR nel CCNL Metalmeccanici Artigianato?
Il TFR si calcola secondo l'art. 2120 c.c.: ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Il montante si rivaluta annualmente con l'1,5% fisso più il 75% dell'indice ISTAT.
Posso scegliere dove far confluire il TFR?
Sì. Entro sei mesi dall'assunzione il lavoratore decide se mantenere il TFR in azienda o conferirlo a un fondo di previdenza complementare. Una volta conferito al fondo, il TFR non può più tornare in azienda.
Conviene di più lasciare il TFR in azienda o nel fondo?
Dipende dal caso. Le prestazioni del fondo scontano un'imposta sostitutiva di norma più bassa della tassazione separata del TFR in azienda, e beneficiano del contributo aziendale e della deducibilità: spesso il fondo è più conveniente, ma la scelta va valutata sull'orizzonte temporale.
Quando posso chiedere l'anticipo del TFR?
L'anticipazione fino al 70% del maturato è ammessa dopo otto anni, per causali tassative: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa, esigenze legate ai congedi. Le regole variano leggermente tra TFR in azienda e TFR nel fondo.
Che cos'è il fondo pensione del settore artigiano?
È la forma di previdenza complementare di categoria, disciplinata dal D.Lgs. 252/2005, cui il lavoratore può aderire conferendo il TFR e versando un contributo, integrato da quello dell'azienda nella misura prevista dal contratto.