Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 134 D.Lgs. 36/2023 – Contratti gratuiti e forme speciali di partenariato

    Art. 134 D.Lgs. 36/2023 – Contratti gratuiti e forme speciali di partenariato

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per tutte le attività finalizzate alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, l’amministrazione può stipulare contratti gratuiti, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del codice, ferme restando le prescrizioni dell’amministrazione preposta alla loro tutela in ordine alla progettazione e all’esecuzione delle opere e delle forniture e alla direzione dei lavori e al loro collaudo.

    2. Per assicurare la fruizione del patrimonio culturale della nazione e favorire altresì la ricerca scientifica applicata alla sua tutela o alla sua valorizzazione, lo Stato, le regioni e gli enti territoriali possono, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato analoghe o ulteriori rispetto a quelle previste dall’articolo 8.

    3. Resta fermo quanto previsto ai sensi dell’articolo 106, comma 2-bis, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

    4. L’affidamento di contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi o forniture per importi superiori a 40.000 euro, mediante dazione di danaro o accollo del debito, o altre modalità di assunzione del pagamento dei corrispettivi dovuti, ivi compresi quelli relativi a beni culturali nonché ai contratti di sponsorizzazione finalizzati al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura, di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, è soggetto esclusivamente alla previa pubblicazione sul sito internet della stazione appaltante, per almeno trenta giorni, di apposito avviso, con il quale si rende nota la ricerca di sponsor per specifici interventi, ovvero si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta di sponsorizzazione, indicando sinteticamente il contenuto del contratto proposto. Trascorso il periodo di pubblicazione dell’avviso, il contratto può essere liberamente negoziato, purché nel rispetto dei principi di imparzialità e di parità di trattamento fra gli operatori che abbiano manifestato interesse, fermo restando il rispetto degli articoli 66, 94, 95, 97 e 100 in ordine alla verifica dei requisiti degli esecutori e della qualificazione degli operatori economici. Nel caso in cui lo sponsor intenda realizzare i lavori, prestare i servizi o le forniture direttamente a sua cura e spese, resta ferma la necessità di verificare il possesso dei requisiti degli esecutori, nel rispetto dei principi e dei limiti europei in materia e non trovano applicazione le disposizioni nazionali e regionali in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ad eccezione di quelle sulla qualificazione dei progettisti e degli esecutori. La stazione appaltante e l’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali impartiscono opportune prescrizioni in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere o forniture e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi.

  • Art. 136 DPR 230/2000 – Norma finale

    Art. 136 DPR 230/2000 – Norma finale

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. Il regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 aprile 1976, n. 431 , e successive modificazioni ed integrazioni, è abrogato.

  • Art. 132 D.Lgs. 36/2023 – Disciplina comune applicabile ai contratti nel settore dei beni culturali

    Art. 132 D.Lgs. 36/2023 – Disciplina comune applicabile ai contratti nel settore dei beni culturali

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le disposizioni del presente Titolo dettano la disciplina relativa a contratti concernenti i beni culturali tutelati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché relativi all’esecuzione di scavi archeologici, anche subacquei. Per quanto non diversamente disposto, trovano applicazione le pertinenti disposizioni del codice.

    2. Ai contratti concernenti i beni culturali, in considerazione della specificità del settore ai sensi dell’articolo 36 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, non si applica l’istituto dell’avvalimento, di cui all’articolo 104.

  • CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento: welfare, fondo Altea e previdenza ARCO

    CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

    Welfare, fondo Altea e previdenza complementare ARCO nel settore laterizi

    Il CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento affida il welfare contrattuale a due fondi: Altea per l’assistenza sanitaria integrativa e ARCO per la previdenza complementare (art. 55). Dal 1° gennaio 2026 la contribuzione ad Altea è di 15 euro al mese, 12 a carico dell’azienda e 3 del lavoratore che aderisce; ad ARCO l’azienda versa l’1,80% per gli iscritti, che sale all’1,90% dal 1° luglio 2026 e al 2% dal 1° gennaio 2028.

    In sintesi

    Altea: adesione volontaria, 15 euro mensili dal 1° gennaio 2026 (12 a carico dell’azienda, 3 del lavoratore); dall’aprile 2026 gli iscritti passano dal Piano Standard al Piano Plus. ARCO: contributo del lavoratore dell’1,50% (minimo), contributo dell’azienda dell’1,80%, poi 1,90% dal 1° luglio 2026 e 2% dal 1° gennaio 2028, sulla base di minimo tabellare, contingenza, EDR e indennità dei quadri; TFR al fondo per intero se la prima occupazione è dopo il 28 aprile 1993, al 40% se prima.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Ceramica (Raggruppamento Laterizi) · Assobeton · Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
    Ultimo rinnovo
    31 ottobre 2025
    Vigenza
    1° ottobre 2025 – 30 settembre 2028
    Fondo sanitario integrativo
    Altea – adesione volontaria, 15 euro al mese dal 1° gennaio 2026 (12 azienda + 3 lavoratore)
    Fondo pensione complementare
    ARCO – autorizzazione COVIP del 28 settembre 2000, albo n. 106
    Riferimento
    Art. 55 del CCNL (testo 12 febbraio 2020) e ipotesi di accordo 2022 e 2025

    Tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale – CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento
    Pilastro Fondo Contribuzione Adesione
    Sanità integrativa Altea 15 € al mese dal 1° gennaio 2026: 12 € a carico dell’azienda e 3 € del lavoratore (7 € + 3 € dal gennaio 2025; 6 € + 3 € dal 2016) Volontaria: l’azienda versa i 12 € per i lavoratori che aderiscono
    Previdenza complementare ARCO Lavoratore 1,50% (minimo per avere il contributo aziendale); azienda 1,80%, 1,90% dal 1° luglio 2026, 2% dal 1° gennaio 2028; base: minimo tabellare, contingenza, EDR e indennità di funzione dei quadri Volontaria; per le prime assunzioni dal 1° luglio 2026 adesione automatica salvo rinuncia entro 60 giorni

    Nota: importi e decorrenze sono quelli dell’art. 55 del CCNL (testo del 12 febbraio 2020) e delle ipotesi di accordo del 31 maggio 2022 (Altea a 7 € dal gennaio 2025) e del 31 ottobre 2025 (Altea a 12 € dal 1° gennaio 2026; ARCO all’1,90% e al 2%). Le prestazioni sanitarie dipendono dal piano del fondo e sono descritte più sotto.

    Il Fondo Altea: assistenza sanitaria integrativa

    Altea è il fondo di assistenza sanitaria integrativa dei settori legno e materiali da costruzione (cemento, calce e gesso, lapidei, laterizi e manufatti), costituito nel 2012 da Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e iscritto all’Anagrafe dei fondi sanitari del Ministero della Salute. Il CCNL lo ha individuato come fondo di assistenza sanitaria dal 1° novembre 2016. Le prestazioni sono erogate in convenzione con UniSalute; il gestore amministrativo è Cassagest.

    L’adesione non è automatica. Per il CCNL Laterizi e Manufatti Industria il Fondo indica l’adesione su base volontaria: il lavoratore che decide di iscriversi versa 3 euro al mese e l’azienda 12 euro mensili in favore di chi aderisce (art. 55; accordo 31 ottobre 2025). Il contratto lascia alla contrattazione di secondo livello la possibilità di integrare le prestazioni di welfare messe a disposizione dai piani del Fondo, ferma restando la quota minima di 3 euro del lavoratore.

    Dal Piano Standard al Piano Plus

    Per effetto dell’aumento della contribuzione, dal mese di aprile 2026 gli iscritti del settore passano dal Piano Standard al Piano Plus. Il Fondo indica inoltre, per laterizi e manufatti industria, polizze accessorie per infortuni e non autosufficienza (LTC) dal 1° gennaio 2026. Nella sintesi del Piano Plus pubblicata dal Fondo (aggiornata al 1° gennaio 2024; massimali per anno solare e per iscritto) risultano, tra le altre:

    Piano Plus di Altea – alcune coperture (sintesi del Fondo, 1° gennaio 2024)
    Prestazione Copertura
    Diaria per ricovero con grande intervento chirurgico 150 € al giorno per 60 giorni
    Diaria per altro ricovero (compreso il parto) 90 € al giorno per 30 giorni
    Alta specializzazione Gratuita in strutture convenzionate UniSalute; ticket SSN rimborsati; 70% con franchigia di 40 € in strutture non convenzionate; massimale 5.000 €
    Visite specialistiche Franchigia di 30 € nelle strutture convenzionate; ticket SSN rimborsati; massimale 500 €
    Ticket SSN per visite, accertamenti e pronto soccorso Rimborso integrale; massimale 750 €
    Protesi ortopediche e acustiche Rimborso all’80% con franchigia di 100 € per fattura; massimale 1.000 €
    Check-up annuale Esami del sangue, urine, feci ed ecografia addome in strutture convenzionate, una volta l’anno

    Le condizioni complete, le esclusioni e le procedure di rimborso sono nella guida al piano sanitario pubblicata dal Fondo.

    ARCO: il fondo pensione complementare di settore

    ARCO è il fondo nazionale di previdenza complementare dei lavoratori dei settori legno, sughero, mobile e arredamento, laterizi e manufatti in cemento, lapidei e maniglie, autorizzato dalla COVIP il 28 settembre 2000 (albo n. 106). Possono aderire i dipendenti a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale, e a tempo determinato con attività di durata non inferiore a 3 mesi. Al 31 dicembre 2025 contava 84.749 associati, 4.524 aziende e 918,692 milioni di euro di patrimonio. I comparti di investimento sono tre: Garantito, Bilanciato Prudente e Bilanciato Dinamico.

    Quanto si versa

    • Contributo del lavoratore: 1,50% (misura minima per avere diritto al contributo dell’azienda; si può scegliere una misura maggiore).
    • Contributo dell’azienda, solo per gli iscritti: 1,80% dal 1° luglio 2020, 1,90% dal 1° luglio 2026 e 2% dal 1° gennaio 2028 (ipotesi di accordo 31 ottobre 2025). Base di calcolo: minimo tabellare, contingenza, EDR e indennità di funzione dei quadri.
    • TFR: 100% del TFR maturato nell’anno per chi ha la prima occupazione dopo il 28 aprile 1993; 40% per gli altri (art. 55, in vigore dal 1° maggio 2004).

    Chi non aderisce non riceve il contributo dell’azienda. Per le prime assunzioni nel settore privato dal 1° luglio 2026 l’adesione alla previdenza complementare è automatica: entro 60 giorni dalla prima assunzione si può rinunciare e scegliere un altro fondo oppure mantenere il TFR secondo l’art. 2120 c.c. (art. 8 D.Lgs. 252/2005, commi 7 e seguenti; L. 199/2025, art. 1, commi 202 e 205).

    Vantaggi fiscali

    • I contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro sono deducibili dal reddito complessivo fino a 5.164,57 euro annui; dal periodo d’imposta 2026 il limite è di 5.300 euro (art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005).
    • I rendimenti maturati sono tassati con un’imposta sostitutiva del 20% (art. 17 D.Lgs. 252/2005).
    • Le prestazioni sono tassate al 15%, ridotto di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9% (art. 11, c. 6, D.Lgs. 252/2005).

    Bilateralità e altri strumenti

    Nel testo del CCNL non abbiamo trovato enti bilaterali che eroghino sussidi, borse di studio o contributi per maternità. Le parti hanno previsto un Osservatorio dei settori laterizi e manufatti cementizi; l’ipotesi di accordo del 31 ottobre 2025 istituisce un gruppo di lavoro che dovrà presentare un progetto per il Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC). Eventuali prestazioni di welfare aggiuntive, compresi i pacchetti integrativi dei piani Altea, passano dalla contrattazione aziendale di secondo livello.

    Casi pratici

    Tizio – Prima assunzione dopo il 1° luglio 2026, adesione ad ARCO
    Tizio, livello C, è assunto il 1° settembre 2026 ed è alla sua prima occupazione nel settore privato: l’adesione alla previdenza complementare è automatica e può essere rifiutata entro 60 giorni dalla prima assunzione. Se resta iscritto, versa l’1,50% della retribuzione utile (minimo 1.539,23 € + contingenza 517,52 € + EDR 10,33 € = 2.067,08 €), cioè 31,01 € al mese; l’azienda aggiunge l’1,90%, cioè 39,27 € al mese, e il TFR maturato va per intero al fondo.
    Caia – Iscritta ad Altea, visita specialistica
    Caia ha aderito ad Altea: paga 3 € al mese e l’azienda 12 €. Fa una visita specialistica in una struttura convenzionata UniSalute: nel Piano Plus resta a suo carico una franchigia di 30 € e il fondo copre il resto entro il massimale annuo di 500 €. Se la stessa visita è fatta nel SSN, il ticket è rimborsato per intero.
    Sempronio – Prima occupazione nel 1990, quota di TFR
    Sempronio ha la prima occupazione nel 1990, quindi prima del 28 aprile 1993. Se aderisce ad ARCO, il contratto prevede che versi al fondo il 40% del TFR maturato nell’anno (art. 55); può scegliere di conferire una quota maggiore, fino all’intero flusso.

    Domande frequenti

    Cos’è il Fondo Altea e a chi si applica?
    Altea è il fondo di assistenza sanitaria integrativa dei settori legno e materiali da costruzione. Per il CCNL Laterizi e Manufatti Industria l’adesione è volontaria: chi aderisce versa 3 € al mese e l’azienda 12 €, per un totale di 15 € dal 1° gennaio 2026.
    Qual è il contributo aziendale per Altea?
    12 euro al mese per ogni lavoratore che aderisce, dal 1° gennaio 2026 (accordo 31 ottobre 2025). Era di 6 € dal 2016 e di 7 € da gennaio 2025. Il lavoratore versa 3 € al mese.
    Cosa prevede il Piano Plus di Altea?
    Dall’aprile 2026 gli iscritti del settore passano dal Piano Standard al Piano Plus. Nella sintesi del Fondo, aggiornata al 1° gennaio 2024, ci sono diarie di ricovero (150 € al giorno per 60 giorni con grande intervento), alta specializzazione fino a 5.000 €, visite specialistiche fino a 500 € e ticket SSN fino a 750 €.
    Cos’è ARCO e quanto si versa?
    ARCO è il fondo pensione negoziale dei settori legno, laterizi, lapidei e maniglie. Il lavoratore versa almeno l’1,50% e l’azienda l’1,80%, 1,90% dal 1° luglio 2026 e 2% dal 1° gennaio 2028, su minimo tabellare, contingenza, EDR e indennità dei quadri; il TFR va per intero al fondo se la prima occupazione è dopo il 28 aprile 1993, al 40% se prima.
    Si può scegliere di non aderire?
    Sì, sia ad Altea sia ad ARCO l’adesione è volontaria, con una regola nuova per ARCO: per le prime assunzioni nel privato dal 1° luglio 2026 l’adesione è automatica e si può rinunciare entro 60 giorni. Chi non aderisce ad ARCO non riceve il contributo dell’azienda; chi non aderisce ad Altea non ha le prestazioni del Fondo.
    Esiste un ente bilaterale con sussidi nel settore laterizi?
    Nel testo del CCNL non risultano enti bilaterali che erogano sussidi o borse di studio. Esiste un Osservatorio di settore e l’ipotesi di accordo 2025 prevede un gruppo di lavoro per progettare il Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e premio di risultato.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sull’art. 55 del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento (testo del 12 febbraio 2020), sulle ipotesi di accordo del 31 maggio 2022 e del 31 ottobre 2025 e sui siti del Fondo Altea e del Fondo ARCO (consultati a ottobre 2026). Prestazioni e massimali dipendono dai piani sanitari e dai regolamenti dei fondi. Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) o ai fondi.

  • Art. 131 D.Lgs. 36/2023 – Servizi sostitutivi di mensa

    Art. 131 D.Lgs. 36/2023 – Servizi sostitutivi di mensa

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. L’attività di emissione di buoni pasto ha per scopo l’erogazione del servizio sostitutivo di mensa aziendale per il tramite di esercizi convenzionati, a mezzo di buoni pasto o di altri titoli rappresentativi di servizi.

    2. L’affidamento dei servizi sostitutivi di cui al presente articolo è riservato a società di capitali, con capitale versato non inferiore a 750.000 euro e costituite con tale specifico oggetto sociale, il cui bilancio deve essere corredato della relazione redatta da una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della giustizia ai sensi dell’articolo 2409-bis del codice civile.

    3. Il possesso dei requisiti di cui al comma 2 deve essere provato mediante preventiva segnalazione certificata di inizio attività, redatta dai rappresentanti legali della società e trasmessa, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, al Ministero delle imprese e del made in Italy.

    4. Gli operatori economici attivi nel settore dell’emissione di buoni pasto aventi sede in altri Paesi dell’Unione europea possono esercitare l’attività se a ciò autorizzati in base alle norme del Paese di appartenenza.

    5. L’affidamento dei servizi di cui al presente articolo avviene esclusivamente con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta pertinenti, tra cui:

    a) il ribasso sul valore nominale del buono pasto;

    b) la rete degli esercizi da convenzionare, con specifica valorizzazione, in sede di attribuzione dei punti o dei pesi, delle caratteristiche qualitative che connotano il servizio sostitutivo di mensa offerto dalla rete di esercizi selezionata;

    c) lo sconto incondizionato verso gli esercenti, in misura non superiore al 5 per cento del valore nominale del buono pasto. Tale sconto incondizionato remunera altresì ogni eventuale servizio aggiuntivo offerto agli esercenti;

    d) i termini di pagamento agli esercizi convenzionati;

    e) il progetto tecnico.

    6. L’allegato II.17 individua gli esercizi presso cui può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa, le caratteristiche dei buoni pasto e il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione dei buoni e i titolari degli esercizi convenzionabili. Nel caso di buoni pasto in forma elettronica è garantito agli esercizi convenzionati un unico terminale di pagamento. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2024, N. 209.

    7. Ai fini del possesso della rete di esercizi attraverso cui si espleta il servizio sostitutivo di mensa, eventualmente richiesto come criterio di partecipazione o di aggiudicazione, è sufficiente l’assunzione, da parte dell’operatore economico, dell’impegno all’attivazione della rete stessa entro un congruo termine dal momento dell’aggiudicazione, fissato in sede di bando. La mancata attivazione della rete richiesta entro il termine indicato comporta la decadenza dell’aggiudicazione.

    8. Le stazioni appaltanti che acquistano i buoni pasto, le società di emissione e gli esercizi convenzionati consentono, ciascuno nell’esercizio della rispettiva attività contrattuale e delle obbligazioni di propria pertinenza, la utilizzabilità del buono pasto per l’intero valore nominale.

  • CCNL Occhialeria: welfare Previmoda e Sanimoda 2026

    CCNL Occhialeria (Anfao)

    CCNL Occhialeria: welfare, Previmoda e Sanimoda 2026

    Il welfare contrattuale del CCNL Occhialeria si articola su due fondi operativi e verificati: Previmoda per la previdenza complementare e Sanimoda per la sanità integrativa. Il rinnovo del 30 gennaio 2026 ha rafforzato entrambe le coperture, con aumenti contributivi progressivi fino al 2028.

    In sintesi

    Il CCNL Occhialeria prevede Previmoda come fondo di previdenza complementare (contributo datore 2,00% ERN, elevato al 2,20% dal gennaio 2028) e Sanimoda come fondo sanitario integrativo (18 €/mese dal gennaio 2027). Entrambi i fondi sono operativi e verificati. Dal 2026 è confermata la polizza premorienza/invalidità permanente (0,24% ERN a carico del datore).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Anfao (Confindustria Moda) · Femca-Cisl · Filctem-Cgil · Uiltec-Uil
    Ultimo rinnovo
    30 gennaio 2026
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Fondo previdenza
    Previmoda (previmoda.it)
    Fondo sanità
    Sanimoda (sanimoda.it)

    Tabella riepilogativa

    Welfare contrattuale CCNL Occhialeria 2026-2028 – contributi e decorrenze
    Istituto A carico di Importo/Percentuale Decorrenza
    Previmoda – contributo datoriale Datore di lavoro 2,00% ERN Dal 1° ottobre 2019 (confermato nel 2026)
    Previmoda – contributo datoriale (aumento) Datore di lavoro 2,20% ERN Dal 1° gennaio 2028
    Previmoda – contributo lavoratore Lavoratore 1,70% ERN In vigore (confermato nel 2026)
    Previmoda – polizza premorienza/invalidità Datore di lavoro 0,24% ERN Dal 1° gennaio 2026
    Sanimoda – contributo aziendale Datore di lavoro 15 €/mese In vigore fino a dicembre 2026
    Sanimoda – contributo aziendale (aumento) Datore di lavoro 18 €/mese Dal 1° gennaio 2027
    Sanimoda – durante aspettativa non retribuita Datore di lavoro 18 €/mese (conferma) Dal 1° aprile 2026 (novità rinnovo 2026)

    ERN = Elemento Retributivo Nazionale (corrisponde indicativamente al minimo tabellare di riferimento contrattuale). I dati riportati sono verificati sulle comunicazioni ufficiali delle parti firmatarie e sui siti istituzionali dei fondi (previmoda.it, sanimoda.it).

    Previmoda: il fondo pensione complementare del settore moda

    Previmoda è il fondo pensione complementare negoziale del settore della moda (tessile, abbigliamento, calzature, pellicceria, occhialeria e settori affini), istituito ai sensi del D.lgs. 252/2005. Opera dal 1997 ed è aperto a tutti i lavoratori dipendenti delle aziende che applicano il CCNL Occhialeria.

    Come funziona l’adesione

    L’adesione a Previmoda avviene compilando il modulo di iscrizione disponibile sul sito previmoda.it e consegnandolo all’ufficio HR dell’azienda. Il fondo invia le credenziali di accesso entro un mese. Per i lavoratori assunti dopo il 28 aprile 1993 e che non effettuano una scelta entro 6 mesi dall’assunzione, il TFR viene automaticamente conferito a Previmoda (silenzio-assenso).

    Contribuzione e TFR

    La contribuzione prevede:

    • Quota lavoratore: 1,70% dell’ERN mensile, versata tramite trattenuta in busta paga;
    • Quota datore: 2,00% dell’ERN (elevato a 2,20% dal 1° gennaio 2028 per il rinnovo 2026);
    • TFR maturando: per gli iscritti il TFR annuale viene conferito interamente al fondo (obbligatorio per gli assunti post 28 aprile 1993);
    • Polizza premorienza/invalidità permanente: 0,24% dell’ERN a carico del datore, garantisce una prestazione in caso di decesso o invalidità grave prima del pensionamento.

    La quota versata al fondo è deducibile fiscalmente fino a 5.164,57 € annui. Al pensionamento (o alla cessazione del rapporto) il capitale accumulato può essere percepito come rendita vitalizia, come capitale parziale o come liquidazione in unica soluzione (con limiti normativi).

    Sanimoda: la sanità integrativa del settore moda

    Sanimoda è il fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore moda e occhialeria, costituito il 28 luglio 2017. Eroga prestazioni sanitarie complementari al Servizio Sanitario Nazionale ai lavoratori iscritti e alle loro famiglie.

    Contribuzione e decorrenza

    Il contributo aziendale a Sanimoda per il settore occhialeria è attualmente di 15 €/mese per lavoratore, che salirà a 18 €/mese dal 1° gennaio 2027. Il contributo è interamente a carico del datore. Dal 1° aprile 2026 (novità del rinnovo 2026) il contributo è esteso anche ai periodi di aspettativa non retribuita successivi al comporto, garantendo la continuità della copertura sanitaria anche durante i periodi di assenza prolungata per malattia grave.

    Piano sanitario e prestazioni

    Il CCNL Occhialeria prevede l’accesso al Piano Sanitario Premium + LTC (Long Term Care). Le principali coperture includono:

    • rimborso di visite specialistiche e diagnostica ambulatoriale;
    • interventi chirurgici in libera professione e strutture convenzionate;
    • odontoiatria (estrazioni, impianti, ortodonzia parziale);
    • oculistica (visite, occhiali da vista con convenzioni dedicate agli operatori del settore);
    • Long Term Care: diaria giornaliera in caso di non autosufficienza grave (la polizza integra ma non sostituisce l’assistenza pubblica);
    • assistenza infermieristica domiciliare post-ricovero.

    Nota sul settore occhialeria: Sanimoda prevede convenzioni speciali con centri ottici selezionati e con Audionova per la fornitura di apparecchi acustici – un benefit particolarmente rilevante per i lavoratori esposti al rumore in produzione.

    Il progetto Anfao «Walk the Talk» e la parità di genere

    Il rinnovo 2026 ha confermato il progetto «Walk the Talk» di Anfao, nato nell’ambito del Comitato per le pari opportunità: un programma di inclusione e valorizzazione della diversità nelle aziende del settore, con strumenti formativi per responsabili HR e iniziative di sensibilizzazione sull’equilibrio tra vita privata e lavoro. Il progetto è parte integrante degli impegni in materia di welfare aziendale e si affianca alla gestione dei congedi di cura e alle misure contro la violenza di genere già introdotte nel rinnovo.

    Casi pratici

    Tizio – Adesione a Previmoda all’assunzione
    Tizio viene assunto il 1° giugno 2026 al livello 4 (ERN 2.042,96 €). Entro 6 mesi deve scegliere dove destinare il TFR. Aderisce a Previmoda: il suo contributo mensile è 2.042,96 × 1,70% = 34,73 €, il datore versa 2.042,96 × 2,00% = 40,86 €. Mensualmente confluiscono nel fondo anche la quota di TFR mensile maturando. In busta paga Tizio vede una trattenuta di 34,73 €, deducibile dalla sua dichiarazione dei redditi.
    Caia – Sanimoda e prestazione oculistica
    Caia, addetta al controllo qualità lenti, ha bisogno di occhiali progressivi. Attraverso Sanimoda accede a un ottico convenzionato: la montatura e le lenti progressive (valore circa 350 €) sono rimborsate parzialmente secondo il piano sanitario (rimborso indicativo 80-100 € o accesso a tariffa convenzionata). Caia non deve fare richiesta all’INPS né al SSN: il rimborso avviene tramite il portale Sanimoda entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione.
    Sempronio – Polizza premorienza: il beneficio alla famiglia
    Sempronio (livello 5S, ERN 2.378,85 €) è iscritto a Previmoda. Il datore versa mensilmente la polizza premorienza: 2.378,85 × 0,24% = 5,71 €/mese. In caso di decesso di Sempronio, la polizza eroga una prestazione ai beneficiari designati, che si aggiunge alla posizione individuale accumulata nel fondo pensione. Non si tratta di un istituto INAIL: copre eventi che non siano infortuni sul lavoro.

    Domande frequenti

    Cos’è Previmoda e come funziona per i lavoratori dell’occhialeria?
    Previmoda è il fondo pensione complementare del settore moda/occhialeria. Il lavoratore versa 1,70% dell’ERN e il datore 2,00% (2,20% dal 2028). Il TFR maturando è conferito al fondo per chi aderisce. Al pensionamento il capitale è convertibile in rendita vitalizia o liquidazione parziale.
    Cos’è Sanimoda e cosa copre?
    Sanimoda è il fondo di sanità integrativa del settore moda/occhialeria. Il contributo aziendale è di 15 €/mese (18 € dal gennaio 2027). Copre visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, oculistica e Long Term Care per la non autosufficienza.
    Chi paga i contributi Sanimoda?
    Il contributo a Sanimoda è interamente a carico del datore di lavoro. Il lavoratore non versa nulla, ma può aggiungere una quota volontaria per estendere le coperture a familiari.
    Cosa copre la polizza premorienza/invalidità?
    La polizza (0,24% ERN a carico del datore, dal 1° gennaio 2026) garantisce una prestazione ai lavoratori iscritti a Previmoda in caso di decesso o invalidità permanente grave prima del pensionamento. È una copertura aggiuntiva rispetto all’INAIL.
    Posso aderire a Previmoda anche se non me l’hanno proposto?
    Sì. Chiunque lavori in un’azienda che applica il CCNL Occhialeria può aderire autonomamente compilando il modulo su previmoda.it e consegnandolo all’HR. L’adesione attiva il diritto al contributo datoriale del 2,00% sull’ERN.
    Cosa succede a Sanimoda durante un’aspettativa non retribuita?
    Dal 1° aprile 2026 il contributo aziendale a Sanimoda è esteso anche ai periodi di aspettativa non retribuita successivi al comporto (novità del rinnovo 2026). In precedenza la copertura si interrompeva.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità congedi e tutele 2026 e tredicesima, PPVA e premi 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per l’industria degli occhiali e articoli inerenti l’occhialeria sottoscritto il 30 gennaio 2026 da Anfao (Confindustria Moda), Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil. I dati su Previmoda (contributo datoriale 2,00% ERN, elevato al 2,20% dal gennaio 2028; contributo lavoratore 1,70% ERN; polizza premorienza 0,24% dal gennaio 2026) e su Sanimoda (15 €/mese fino a dicembre 2026, 18 €/mese dal gennaio 2027; estensione aspettativa dal aprile 2026) sono verificati dalle comunicazioni ufficiali delle parti sindacali, dai siti previmoda.it e sanimoda.it. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 130 D.Lgs. 36/2023 – Servizi di ristorazione

    Art. 130 D.Lgs. 36/2023 – Servizi di ristorazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 127, i servizi di ristorazione indicati nell’allegato XIV alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. La valutazione dell’offerta tecnica tiene conto, in particolare, tramite l’attribuzione di un punteggio premiale:

    a) della qualità dei generi alimentari, con particolare riferimento ai prodotti biologici, tipici e tradizionali, ai prodotti a denominazione protetta, nonché ai prodotti provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell’agricoltura sociale;

    b) del rispetto delle disposizioni ambientali in materia di economia sostenibile (green economy), nonché dei pertinenti criteri ambientali minimi di cui all’articolo 57;

    c) della qualità della formazione degli operatori.

    2. Per l’affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica e di fornitura di alimenti e prodotti agroalimentari agli asili nido, alle scuole dell’infanzia, alle scuole primarie, alle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alle altre strutture pubbliche che abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età, resta fermo l’obbligo di cui all’articolo 4, comma 5-quater del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128.

    3. Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono prevedere, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura, nel rispetto dell’articolo 6, comma 1, della legge 18 agosto 2015, n. 141, criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agroalimentari provenienti da operatori dell’agricoltura sociale.

    4. Con decreti del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, sono definite e aggiornate le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica. Fino all’adozione di dette linee di indirizzo, le stazioni appaltanti individuano nei documenti di gara le specifiche tecniche finalizzate a garantire la qualità del servizio richiesto.

  • CCNL Tessile e Moda Artigianato: tredicesima, quattordicesima e premi 2024

    CCNL Tessile e Moda (Artigianato)

    Tredicesima e premi nel CCNL Tessile e Moda Artigianato

    Guida alle mensilità aggiuntive e agli istituti retributivi differiti nelle imprese artigiane del tessile, abbigliamento e moda: maturazione, calcolo dei ratei, una tantum 2024 e premi di risultato.

    In sintesi

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato prevede la tredicesima a dicembre, pari a una mensilità di retribuzione globale maturata pro-rata. Non è prevista la quattordicesima: le mensilità contrattuali sono 13. Il rinnovo luglio 2024 ha confermato una tantum di 110 € lordi in due rate (settembre 2024 e marzo 2025), esclusa dal TFR. I premi di risultato sono affidati alla contrattazione di secondo livello.

    Dati contrattuali

    Parti datoriali
    Confartigianato Moda · CNA Federmoda · Casartigiani · CLAAI
    Parti sindacali
    Femca-CISL · Filctem-CGIL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    16 luglio 2024
    Vigenza
    1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026
    Una tantum 2024
    110 € lordi (77 € apprendisti) in due rate: settembre 2024 e marzo 2025

    Tabella riepilogativa: mensilità aggiuntive e istituti connessi

    Tredicesima e istituti retributivi differiti – CCNL Tessile e Moda Artigianato
    Istituto Scadenza di pagamento Periodo di maturazione Base di calcolo
    Tredicesima mensilità Entro il 24 dicembre Gennaio – dicembre (anno solare) Retribuzione mensile globale (minimo + scatti + indennità fisse)
    Una tantum carenza 2024 (1ª rata) Settembre 2024 Copertura gennaio – giugno 2024 55 € lordi (38,50 € apprendisti) – non TFR
    Una tantum carenza 2024 (2ª rata) Marzo 2025 Copertura gennaio – giugno 2024 55 € lordi (38,50 € apprendisti) – non TFR
    Premio di risultato Da definire in sede aziendale/territoriale Variabile per accordo Parametri di produttività, redditività, qualità (da accordo)

    Nota: La retribuzione mensile globale utile ai fini delle mensilità aggiuntive comprende il minimo tabellare, gli scatti di anzianità maturati e le indennità contrattuali fisse (es. indennità di funzione per il livello 6S). Non si includono le voci variabili come straordinario, maggiorazioni per turni e indennità occasionali.

    La tredicesima mensilità: maturazione e calcolo

    La tredicesima mensilità è una gratifica natalizia contrattualmente prevista, corrisposta entro il 24 dicembre di ogni anno. È pari a una mensilità della retribuzione globale mensile, calcolata pro-rata in ragione di 1/12 per ogni mese di servizio (o per ogni frazione pari o superiore a 15 giorni) nel periodo di riferimento gennaio-dicembre.

    La base di calcolo è la retribuzione mensile globale, che comprende:

    • Minimo tabellare CCNL vigente al momento dell’erogazione.
    • Scatti di anzianità maturati.
    • Indennità fisse riconosciute contrattualmente (es. indennità di funzione livello 6S).
    • Eventuali superminimi individuali non assorbibili concordati per iscritto.

    Non rientrano nella base di calcolo le voci variabili: straordinario, maggiorazioni per lavoro notturno/festivo, indennità legate a situazioni contingenti. La tredicesima è soggetta a IRPEF ordinaria e a contribuzione previdenziale integrale.

    Per i lavoratori assunti o cessati nel corso dell’anno, il rateo spettante si calcola moltiplicando la retribuzione mensile globale per il numero di mesi interi (o frazioni ≥ 15 giorni) lavorati nell’anno e dividendo per 12.

    La quattordicesima non è prevista

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato non prevede la quattordicesima mensilità: oltre alla retribuzione mensile spetta solo la tredicesima. Lo conferma anche l’elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.) che l’impresa non aderente alla bilateralità deve pagare, di 25 € lordi al mese per 13 mensilità. Una quattordicesima può esistere solo se la riconosce un accordo aziendale o un patto individuale più favorevole. In caso di cessazione del rapporto il lavoratore ha diritto al rateo di tredicesima maturato, da liquidare nel conguaglio finale insieme agli altri istituti differiti.

    Una tantum del rinnovo 2024: cosa è e come è tassata

    Il rinnovo del 16 luglio 2024 ha previsto un’una tantum di 110 € lordi (ridotta a 77 € lordi per gli apprendisti) a copertura della carenza contrattuale del primo semestre 2024 (periodo 1° gennaio – 30 giugno 2024, durante il quale non era ancora intervenuto il rinnovo). L’erogazione avviene in due rate uguali:

    • Prima rata: 55 € lordi (o 38,50 € per apprendisti) con la retribuzione di settembre 2024.
    • Seconda rata: 55 € lordi (o 38,50 € per apprendisti) con la retribuzione di marzo 2025.

    L’una tantum è espressamente esclusa dal computo del TFR, della tredicesima e da tutti gli istituti retributivi diretti o differiti. È assoggettata a IRPEF ordinaria e a contribuzione previdenziale. I lavoratori a tempo parziale o con contratti a durata ridotta percepiscono l’una tantum in proporzione.

    Premi di risultato: struttura e agevolazioni fiscali

    Il CCNL Tessile Moda Artigianato non fissa a livello nazionale un premio di risultato direttamente applicabile. I premi di produttività e di risultato sono rimessi alla contrattazione di secondo livello (accordi aziendali o accordi territoriali di categoria), in linea con le previsioni del contratto quadro artigiano.

    Gli accordi aziendali o territoriali possono prevedere premi legati a:

    • Obiettivi di produttività (es. volumi produttivi, riduzione degli scarti).
    • Obiettivi di redditività (es. risultato operativo, utile aziendale).
    • Obiettivi di qualità (es. riduzione dei resi, customer satisfaction).
    • Partecipazione agli utili d’impresa.

    I premi di risultato erogati in esecuzione di accordi collettivi di secondo livello godono, nel 2026 e nel 2027, dell’imposta sostitutiva dell’1% (in luogo di IRPEF e addizionali), fino a un massimo di 5.000 € annui per lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 € nell’anno precedente, ai sensi dell’art. 1, comma 182 e ss., L. n. 208/2015 (come modificato dalla legge di bilancio 2026). L’accordo deve essere depositato telematicamente presso il Ministero del Lavoro.

    Rapporto con il TFR

    La tredicesima rientra nella retribuzione annua utile ai fini del TFR (art. 2120 c.c.). Il TFR si calcola sommando tutte le voci della retribuzione annua lorda (incluse le mensilità aggiuntive) e dividendo per il coefficiente 13,5. Pertanto, un incremento del minimo tabellare aumenta automaticamente anche la quota TFR annua accantonata. L’una tantum 2024, come detto, è invece espressamente esclusa.

    Casi pratici

    Tizio – Operaio assunto a maggio: quanto prende di tredicesima?
    Tizio viene assunto il 1° maggio 2025, livello 3, minimo 1.551,03 €. Al 24 dicembre 2025 ha maturato 8 mesi interi (maggio-dicembre). Il rateo di tredicesima spettante è 1.551,03 × 8/12 = 1.034,02 € lordi. La retribuzione di settembre 2025 include già la seconda rata dell’una tantum 2024 di 55 € (se al 16 luglio 2024 era in forza, altrimenti non spetta per i mesi precedenti l’assunzione).
    Caia – Impiegata di livello 5 con superminimo: base di calcolo della tredicesima
    Caia, livello 5, ha un minimo tabellare di 1.751,06 €, uno scatto di anzianità di 10,85 € e un superminimo non assorbibile di 120 € mensili. La sua retribuzione globale mensile è 1.751,06 + 10,85 + 120 = 1.881,91 €. A dicembre percepisce la tredicesima pari a 1.881,91 € (12 mesi interi nell’anno solare). La tredicesima è rilevante anche per il calcolo del TFR; il contratto non prevede una quattordicesima.
    Sempronio – Premio di risultato aziendale: come viene tassato?
    Il laboratorio artigiano di Sempronio ha sottoscritto un accordo aziendale depositato al Ministero del Lavoro, che prevede un premio di produttività di 1.200 € annui legato al raggiungimento degli obiettivi di produzione. Sempronio ha un reddito da lavoro dipendente di 28.000 € nell’anno precedente. Il premio di 1.200 € è assoggettato a imposta sostitutiva dell’1% (12 €) invece di IRPEF ordinaria (276 € con l’aliquota del 23%): un risparmio fiscale di circa 264 €.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Tessile Moda Artigianato?
    Entro il 24 dicembre di ogni anno. Matura in ragione di 1/12 della retribuzione mensile globale per ogni mese intero di servizio (o frazioni ≥ 15 giorni) nell’anno solare.
    Il CCNL prevede la quattordicesima?
    No. Il CCNL Tessile Moda Artigianato prevede 13 mensilità: la quattordicesima non è dovuta, salvo che la riconosca un accordo aziendale o un patto individuale più favorevole.
    L’una tantum 2024 è inclusa nel TFR?
    No. L’una tantum di 110 € lordi prevista dal rinnovo del luglio 2024 (per copertura carenza contrattuale) è espressamente esclusa dal calcolo del TFR, della tredicesima e di tutti gli istituti retributivi indiretti.
    Come si calcola il rateo di tredicesima in caso di dimissioni?
    Il rateo spettante si calcola come: retribuzione mensile globale × mesi interi di servizio nell’anno solare (o frazioni di almeno 15 giorni) / 12. Va liquidato nel saldo finale insieme al TFR, alle ferie non godute e agli altri istituti maturati.
    Il premio di risultato ha una tassazione agevolata?
    Sì, se erogato in esecuzione di un accordo collettivo di secondo livello regolarmente depositato al Ministero del Lavoro, a lavoratori con reddito dell’anno precedente non superiore a 80.000 €. Nel 2026 e nel 2027 l’imposta sostitutiva è dell’1% fino a 5.000 € annui (fino al 2025: 5% entro 3.000 €).

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e malattia e infortunio 2024.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Tessile-Moda e Chimica-Ceramica per l’Artigianato del 16 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (Femca-CISL, Filctem-CGIL, Uiltec-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 129 D.Lgs. 36/2023 – Appalti riservati

    Art. 129 D.Lgs. 36/2023 – Appalti riservati

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le stazioni appaltanti hanno facoltà, con bando predisposto a norma delle disposizioni che seguono, di riservare agli enti di cui al comma 2 il diritto di partecipare alle procedure per l’affidamento dei servizi sanitari, sociali e culturali individuati nell’allegato XIV alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

    2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

    a) gli enti riservatari devono avere come obiettivo statutario il perseguimento di una missione di servizio pubblico legata alla prestazione dei servizi di cui al comma 1;

    b) deve essere previsto un vincolo di reinvestimento dei profitti, per il conseguimento degli obiettivi statutari o, comunque, una distribuzione o redistribuzione fondata su considerazioni partecipative;

    c) le strutture di gestione o proprietà degli enti devono essere basate su principi partecipativi o di azionariato dei dipendenti, ovvero richiedere la partecipazione attiva di dipendenti, utenti o soggetti interessati.

    3. È esclusa la riserva a favore di enti che nei tre anni precedenti all’affidamento siano stati già aggiudicatari di un appalto o di una concessione per i servizi di cui al comma 1, disposti a norma del presente articolo.

    4. La durata massima del contratto non può superare i tre anni.

  • Art. 128 D.Lgs. 36/2023 – Servizi alla persona

    Art. 128 D.Lgs. 36/2023 – Servizi alla persona

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Salvo quanto previsto dall’articolo 127, per l’affidamento dei servizi alla persona si applicano le disposizioni che seguono.

    2. Ai fini della presente Parte, sono considerati servizi alla persona i seguenti servizi, come individuati dall’allegato XIV alla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014:

    a) servizi sanitari, servizi sociali e servizi connessi;

    b) servizi di prestazioni sociali;

    c) altri servizi pubblici, sociali e personali, inclusi i servizi forniti da associazioni sindacali, da organizzazioni politiche, da associazioni giovanili e altri servizi di organizzazioni associative.

    3. L’affidamento deve garantire la qualità, la continuità, l’accessibilità, la disponibilità e la completezza dei servizi, tenendo conto delle esigenze specifiche delle diverse categorie di utenti, compresi i gruppi svantaggiati e promuovendo il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli utenti.

    4. In applicazione dell’articolo 37 le stazioni appaltanti approvano gli strumenti di programmazione nel rispetto della legislazione statale e regionale di settore.

    5. Le finalità di cui agli articoli 62 e 63 sono perseguite anche tramite le forme di aggregazione previste dalla normativa di settore, con particolare riguardo ai distretti sociosanitari e a istituzioni analoghe.

    6. Si applicano le procedure di aggiudicazione di cui agli articoli da 32 a 34, all’articolo 59 e agli articoli da 71 a 76.

    7. Si applicano, altresì, le disposizioni di cui agli articoli 79, 80, 84, 85, 89, 94, 95, 98, 99, 100, 101 e 110, adottando il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

    8. Per l’affidamento e l’esecuzione di servizi alla persona di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 14, comma 1, lettera d), si applicano i principi e i criteri di cui al comma 3 del presente articolo.

  • Art. 126 D.Lgs. 36/2023 – Penali e premi di accelerazione

    Art. 126 D.Lgs. 36/2023 – Penali e premi di accelerazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. I contratti di appalto prevedono penali per il ritardo nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali da parte dell’appaltatore commisurate ai giorni di ritardo e proporzionali rispetto all’importo del contratto o delle prestazioni contrattuali.

    Le penali dovute per il ritardato adempimento sono calcolate in misura giornaliera compresa tra lo 0,5 per mille e l’1,5 per mille dell’ammontare netto contrattuale, da determinare in relazione all’entità delle conseguenze legate al ritardo, e non possono comunque superare, complessivamente, il 10 per cento di detto ammontare netto contrattuale.

    2. Per gli appalti di lavori la stazione appaltante prevede nel bando o nell’avviso di indizione della gara che, se l’ultimazione dei lavori avviene in anticipo rispetto al termine fissato contrattualmente, sia riconosciuto un premio di accelerazione per ogni giorno di anticipo. L’ammontare del premio è commisurato, nei limiti delle somme disponibili, indicate nel quadro economico dell’intervento alla voce ‘imprevistì, nonché nel limite del 50 per cento delle economie derivanti dai ribassi d’asta, ai giorni di anticipo ed in proporzione all’importo del contratto o delle prestazioni contrattuali, in conformità ai criteri definiti nei documenti di gara e secondo scaglioni temporali e soglie prestazionali progressive, ed è corrisposto a seguito della conclusione delle operazioni di collaudo, sempre che l’esecuzione dei lavori sia conforme alle obbligazioni assunte e che siano garantite le condizioni di sicurezza a tutela dei lavoratori impiegati nell’esecuzione. La stazione appaltante riconosce un premio di accelerazione determinato sulla base dei criteri indicati nel secondo periodo anche nel caso in cui il termine contrattuale sia legittimamente prorogato, qualora l’ultimazione dei lavori avvenga in anticipo rispetto al termine prorogato. Il termine di cui al terzo periodo si computa dalla data originariamente prevista nel contratto.

    2-bis. Le stazioni appaltanti possono prevedere nel bando o nell’avviso di indizione della gara il riconoscimento di premialità anche in caso di appalti di servizi e forniture, ove compatibile con l’oggetto dell’appalto. In tal caso, la stazione appaltante determina, nel bando o nell’avviso di indizione della gara, i criteri per il riconoscimento del premio di accelerazione e per la determinazione del relativo ammontare.

  • Art. 307 D.Lgs. 209/2005 – Collaborazione con la Guardia di finanza

    Art. 307 D.Lgs. 209/2005 – Collaborazione con la Guardia di finanza

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, l' IVASS può avvalersi della Guardia di finanza, che esegue le verifiche e gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.

    2. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nell'assolvimento dei compiti previsti dal comma 1 sono comunicati all' IVASS .

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.