Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 186 D.Lgs. 36/2023 – Affidamenti dei concessionari

    Art. 186 D.Lgs. 36/2023 – Affidamenti dei concessionari

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Agli appalti affidati dai concessionari che siano stazioni appaltanti si applicano le disposizioni del codice in materia di appalti.

    2. I titolari di concessioni di lavori e di servizi pubblici, ad esclusione di quelli disciplinati dal Libro III, già in essere alla data di entrata in vigore del codice, di importo pari o superiore alle soglia di rilevanza europea, e non affidate conformemente al diritto dell’Unione europea vigente al momento dell’affidamento o della proroga, affidano mediante procedura ad evidenza pubblica una quota tra il 50 per cento e il 60 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture stabilita convenzionalmente dal concedente e dal concessionario; l’ente concedente tiene conto delle dimensioni economiche e dei caratteri dell’impresa, dell’epoca di assegnazione della concessione, della sua durata residua, del suo oggetto, del suo valore economico e dell’entità degli investimenti effettuati.

    L’affidamento avviene mediante procedura ad evidenza pubblica, con la previsione di clausole sociali per la stabilità del personale impiegato e per la salvaguardia delle professionalità.

    3. In caso di comprovata indivisibilità delle prestazioni di servizi dedotte in concessione, in sostituzione dell’obbligo di esternalizzazione di cui al comma 2, il concessionario corrisponde all’ente concedente un importo compreso tra il minimo del 5 per cento ed il massimo del 10 per cento degli utili previsti dal piano economico-finanziario, tenendo conto dell’epoca di assegnazione della concessione, della sua durata, del suo oggetto, del suo valore economico e dell’entità degli investimenti.

    4. Le concessioni di cui ai commi 2 e 3 già in essere sono adeguate alle predette disposizioni entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore del codice.

    5. Le modalità di calcolo delle quote di cui comma 2, primo periodo, sono definite dall’ANAC entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del codice. Sull’applicazione del presente articolo vigila l’ANAC anche tenuto conto del valore delle prestazioni eseguite.

    6. Per i concessionari autostradali, le quote e i criteri di determinazione di cui al comma 2 sono calcolati sulla base degli importi risultanti dai piani economici finanziari annessi agli atti convenzionali. La verifica del rispetto delle predette soglie è effettata dal concedente con cadenza quinquennale. A tal fine, i concessionari presentano al concedente il piano complessivo dei lavori, servizi e forniture. Ove siano accertate situazioni di squilibrio rispetto alle quote obbligatorie di affidamento indicate dal comma 2, primo periodo, in sede di aggiornamento del rapporto concessorio sono adottate misure di riequilibrio a valere sui relativi piani economici finanziari. Nell’ipotesi di mancato rispetto delle quote di cui al comma 2, l’ente concedente può altresì richiedere al concessionario la presentazione di garanzie fideiussorie. Tali garanzie fideiussorie sono svincolate in sede di aggiornamento del piano economico-finanziario ove sia accertato il rispetto delle quote di cui al comma 2.

    7. Le concessioni autostradali relative ad autostrade che interessano una o più regioni possono essere affidate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a società in house di altre amministrazioni pubbliche anche appositamente costituite. A tal fine il controllo analogo sulla predetta società in house può essere esercitato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti attraverso un comitato disciplinato da apposito accordo ai sensi dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, che eserciti sulla società in house i relativi poteri.

  • Imposta sui premi di assicurazione: come funziona

    In sintesi

    • L’imposta colpisce i premi e gli accessori dei contratti di assicurazione stipulati con imprese operanti in Italia.
    • L’aliquota varia a seconda del ramo assicurativo: RC auto, incendio, infortuni, vita e altri hanno regimi distinti.
    • A pagare è di fatto l’assicurato, poiché l’imposta è inclusa nel premio totale che egli corrisponde.
    • Il soggetto obbligato al versamento all’Erario è però l’impresa di assicurazione, che la liquida periodicamente.
    • Sull’RC auto si aggiunge un contributo al Servizio Sanitario Nazionale e può incidere anche una variazione provinciale.
    • Alcuni rami, come talune polizze vita, godono di esenzioni o regimi agevolati previsti dalla legge.

    Che cos'è l'imposta sui premi di assicurazione

    Ogni volta che un privato o un’impresa sottoscrive un contratto di assicurazione con una compagnia operante in Italia, nel premio versato è già compresa una voce fiscale spesso invisibile: l’imposta sui premi di assicurazione, disciplinata dalla legge n. 1216 del 1961. Non si tratta di un tributo che l’assicurato paga separatamente, ma di un importo che la compagnia incorpora nel costo della polizza e poi versa periodicamente all’Erario.

    Il meccanismo è pensato per semplificare la riscossione: invece di coinvolgere milioni di contraenti, lo Stato si rivolge direttamente alle imprese assicurative, che fungono da sostituti nella fase di versamento. Dal punto di vista economico, tuttavia, l’onere ricade sull’assicurato, perché è lui a finanziare quel costo attraverso il premio che paga.

    Capire come funziona questa imposta aiuta a leggere meglio i documenti pre-contrattuali e il dettaglio delle spese di una polizza, evitando sorprese al momento del rinnovo o della sottoscrizione di una nuova copertura.

    Rami assicurativi e regime fiscale: schema riepilogativo
    Ramo assicurativo Regime fiscale Note
    RC auto Aliquota ordinaria di tariffa Si aggiunge contributo SSN e possibile variazione provinciale
    Incendio Aliquota ordinaria di tariffa Nessuna agevolazione specifica
    Infortuni Aliquota ordinaria di tariffa Verifica tariffa vigente per la misura esatta
    Polizze vita (talune) Regime agevolato o esenzione Condizioni previste dalla legge; verificare caso per caso
    Altri rami Aliquota di tariffa per ramo Rinvia alle aliquote vigenti per ciascun ramo

    Esempio pratico

    • Tizio stipula una polizza RC auto annuale. La compagnia calcola il premio tecnico netto, aggiunge l’imposta sui premi al tasso di tariffa vigente per il ramo RC auto, il contributo al Servizio Sanitario Nazionale e l’eventuale quota provinciale. L’importo complessivo che Tizio paga alla firma è già onnicomprensivo: non riceverà alcun avviso separato dall’Agenzia delle Entrate. Sarà la compagnia, entro le scadenze di legge, a versare la quota d’imposta raccolta all’Erario.

    Documenti necessari

    • Contratto di assicurazione (polizza) con evidenza del premio imponibile e delle imposte applicate
    • Documento informativo precontrattuale (DIP o DIP aggiuntivo) con dettaglio delle voci di costo
    • Ricevuta o quietanza di pagamento del premio, dove l’imposta è spesso indicata a parte
    • Certificato assicurativo per polizze RC auto, che attesta la copertura e può riportare il riepilogo delle spese
    • Comunicazione annuale della compagnia per polizze pluriennali, con aggiornamento dell’importo di premio e imposte

    Caso 1: polizza RC auto con variabile provinciale

    Scenario. Caio risiede in una provincia che ha deliberato una variazione dell’aliquota sull’RC auto rispetto alla misura base. Al momento del rinnovo, nota che il premio è leggermente più alto rispetto a un collega che abita in una provincia diversa con stessa auto e stessa storia assicurativa.

    Come si applica. La differenza è spiegata proprio dalla componente provinciale dell’imposta sui premi RC auto: la legge consente alle province di modificare l’aliquota entro un margine, creando variazioni geografiche nel costo finale della polizza. A ciò si somma il contributo al Servizio Sanitario Nazionale, anch’esso incluso nel premio. Nessuna delle due voci è negoziabile dal singolo contraente: dipendono dalla norma vigente e dalla delibera provinciale.

    In pratica

    • Confronta i preventivi tenendo conto che la variabile provinciale può incidere sul premio finale.
    • Chiedi alla compagnia o al broker un dettaglio delle voci fiscali applicate al tuo contratto.
    • Verifica la delibera provinciale vigente se vuoi conoscere l’aliquota esatta applicata nella tua provincia.

    Caso 2: polizza vita e regime agevolato

    Scenario. Alfa Srl valuta la sottoscrizione di polizze vita a favore dei propri dipendenti. Il responsabile amministrativo si chiede se tali contratti siano soggetti alla stessa imposizione delle polizze danni.

    Come si applica. Alcune polizze vita godono di esenzioni o regimi agevolati rispetto all’imposta ordinaria sui premi assicurativi. Le condizioni per accedere a tali regimi sono stabilite dalla legge e possono dipendere dalla tipologia di contratto, dalla durata e dalle caratteristiche dei beneficiari. Prima di procedere, è opportuno verificare con la compagnia o con un consulente fiscale quale trattamento si applica al contratto specifico che si intende stipulare, poiché non tutte le polizze vita fruiscono automaticamente dell’agevolazione.

    In pratica

    • Non dare per scontato che tutte le polizze vita siano agevolate: verificare la tipologia contrattuale.
    • Richiedere alla compagnia la specifica del trattamento fiscale applicato al premio prima della firma.
    • Consultare un fiscalista per valutare l’impatto complessivo, incluse le deduzioni IRPEF eventualmente spettanti al lavoratore o all’azienda.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Chi è tenuto a versare l'imposta sui premi all'Erario?

    Il soggetto obbligato è l’impresa di assicurazione, che raccoglie la quota d’imposta inclusa nel premio pagato dal contraente e la versa periodicamente all’Erario secondo le scadenze previste dalla legge.

    L'assicurato riceve un avviso di pagamento separato per questa imposta?

    No. L’imposta è già incorporata nel premio totale indicato in polizza. Il contraente paga un’unica somma alla compagnia; non riceve alcuna comunicazione separata dall’Agenzia delle Entrate per questa voce.

    L'aliquota è uguale per tutti i tipi di polizza?

    No. L’aliquota varia a seconda del ramo assicurativo. RC auto, incendio, infortuni e vita hanno misure differenti fissate dalla tariffa di legge. Alcune polizze vita beneficiano inoltre di regimi agevolati o esenzioni.

    Cosa si aggiunge all'imposta nel caso della RC auto?

    Oltre all’imposta sul premio, sulla RC auto si applica un contributo al Servizio Sanitario Nazionale. In molte province può aggiungersi anche una variazione provinciale dell’aliquota deliberata dall’ente locale entro i limiti di legge.

    Come posso conoscere l'importo esatto dell'imposta incluso nel mio premio?

    Il documento informativo precontrattuale e la quietanza di pagamento riportano di norma il dettaglio delle voci fiscali. In alternativa, puoi chiedere alla compagnia o all’intermediario un prospetto analitico del premio.

    Le polizze vita sono sempre esenti dall'imposta sui premi?

    Non sempre. Alcune tipologie di polizze vita godono di regimi agevolati o esenzioni previsti dalla legge, ma le condizioni variano in base alla struttura del contratto. È necessario verificare caso per caso con la compagnia o un consulente.

  • Costituzione in mora e interruzione prescrizione: fac-simile

    Modelli e fac-simile · Crediti e diffide

    In sintesi

    La costituzione in mora (art. 1219 c.c.) è l’intimazione scritta con cui si richiede al debitore di pagare: fa decorrere gli interessi di mora e soprattutto interrompe la prescrizione del credito (art. 2943 c.c.), facendo ripartire il termine.

    Scheda rapida

    Quando si usa
    Per intimare un pagamento e bloccare la prescrizione
    Forma
    Scritta (raccomandata A/R o PEC)
    Invio consigliato
    Raccomandata A/R o PEC
    Riferimenti
    Artt. 1219, 1224, 2943 c.c.

    Cos’è e quando si usa

    La costituzione in mora è l’atto con cui il creditore intima per iscritto al debitore di adempiere. Ha due effetti fondamentali: fa decorrere gli interessi di mora (art. 1224 c.c.) e interrompe la prescrizione del diritto (art. 2943 c.c.), azzerando il tempo già trascorso e facendo ripartire da capo il termine.

    È lo strumento da usare quando un credito si avvicina alla prescrizione e non si è ancora pronti ad agire in giudizio: una raccomandata di costituzione in mora “congela” la situazione e tutela il creditore. A differenza della diffida ad adempiere, non produce la risoluzione del contratto, ma è spesso il primo passo del recupero del credito.

    Cosa deve contenere

    • Dati del creditore e del debitore
    • Indicazione del credito (titolo, importo, scadenza)
    • Intimazione espressa a pagare entro un termine
    • Dichiarazione che l’atto vale a interrompere la prescrizione
    • Riserva di interessi, spese e azioni
    • Luogo, data e firma

    Fac-simile: atto di costituzione in mora

    Fac-simile da compilare
    [LUOGO], [DATA]
    
    Raccomandata A/R / PEC
    
    Spett.le [NOME E COGNOME / RAGIONE SOCIALE DEBITORE]
    [INDIRIZZO / PEC]
    
    Oggetto: costituzione in mora e interruzione della prescrizione
    
    Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F./P.IVA [DATI], creditore della somma di euro [IMPORTO] in forza di [INDICARE IL TITOLO, es. fattura n. ___ del ___ / contratto del ___ / prestazione resa in data ___], scaduta e non pagata,
    
    INTIMO E DIFFIDO
    
    la S.V. a versare l'intera somma di euro [IMPORTO], oltre interessi, entro [NUMERO] giorni dal ricevimento, mediante [bonifico su IBAN ___].
    
    La presente vale quale formale costituzione in mora ai sensi degli artt. 1219 e 1224 c.c. e quale atto interruttivo della prescrizione ai sensi dell'art. 2943 c.c.
    
    In difetto di pagamento, agirò per il recupero del credito nelle competenti sedi, con ogni conseguenza in ordine a interessi e spese.
    
    Distinti saluti.
    
    [FIRMA]

    I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

    Come inviarlo e conservarlo

    Invia l’atto con raccomandata A/R o PEC: deve risultare la data di ricezione da parte del debitore, perché è quella che interrompe la prescrizione. Conserva con cura ricevuta di ritorno o ricevuta di consegna PEC e copia della lettera.

    Ricorda che l’interruzione fa ripartire il termine da capo: se il credito non viene pagato, valuta con un legale il decreto ingiuntivo o l’azione ordinaria. Una nuova raccomandata può interrompere nuovamente la prescrizione se necessario.

    Errori da evitare

    • Inviare l’atto senza prova della data di ricezione
    • Lasciar prescrivere il credito senza alcuna interruzione
    • Non indicare con precisione il titolo e l’importo del credito
    • Confondere la costituzione in mora con la diffida ad adempiere (effetti diversi)

    Domande frequenti

    La costituzione in mora interrompe davvero la prescrizione?
    Sì. L’intimazione scritta è un atto idoneo a interrompere la prescrizione ai sensi dell’art. 2943 c.c.: il tempo già trascorso si azzera e il termine ricomincia a decorrere dalla ricezione.
    Da quando decorrono gli interessi di mora?
    Dalla costituzione in mora del debitore. Per i crediti commerciali tra imprese e PA possono applicarsi gli interessi moratori previsti dalla normativa sui ritardi di pagamento.
    Devo usare per forza la raccomandata?
    Serve un mezzo che provi la ricezione: raccomandata A/R o PEC. Senza prova della data l’effetto interruttivo è difficile da dimostrare.

    Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

  • Art. 185 D.Lgs. 36/2023 – Criteri di aggiudicazione

    Art. 185 D.Lgs. 36/2023 – Criteri di aggiudicazione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Per l’aggiudicazione dei contratti di cui al presente Titolo, l’ente concedente pone a base di gara almeno un progetto di fattibilità. L’aggiudicatario provvede alla predisposizione del successivo livello progettuale. Le concessioni sono aggiudicate sulla base di criteri oggettivi, tali da assicurare una valutazione delle offerte in condizioni di concorrenza effettiva in modo da individuare un vantaggio economico complessivo per l’ente concedente.

    2. I criteri di aggiudicazione sono connessi all’oggetto della concessione e non attribuiscono una incondizionata libertà di scelta all’ente concedente. Essi includono, tra l’altro, criteri ambientali, sociali o relativi all’innovazione. Tali criteri sono accompagnati da requisiti che consentono di verificare efficacemente le informazioni fornite dagli offerenti. L’ente concedente verifica la conformità delle offerte ai criteri di aggiudicazione.

    3. L’ente concedente elenca i criteri in ordine decrescente di importanza.

    4. In deroga al comma 3, l’ente concedente, se riceve un’offerta che propone una soluzione innovativa con un livello straordinario di prestazioni funzionali che non avrebbe potuto essere prevista da un ente concedente diligente, può, in via eccezionale, modificare l’ordine dei criteri di aggiudicazione per tenere conto di tale soluzione. In tal caso l’ente concedente informa tutti gli offerenti in merito alla modifica dell’ordine di importanza ed emette un nuovo invito a presentare offerte.

    5. Prima di assegnare il punteggio all’offerta economica la commissione aggiudicatrice verifica l’adeguatezza e la sostenibilità del piano economico-finanziario.

    6. I componenti delle commissioni di valutazione devono essere altamente qualificati e competenti. Il bando può prevedere l’oscuramento dei nomi degli operatori economici che hanno presentato l’offerta.

  • Art. 184 D.Lgs. 36/2023 – Termini e comunicazioni

    Art. 184 D.Lgs. 36/2023 – Termini e comunicazioni

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Nel fissare i termini per la ricezione delle domande o delle offerte, gli enti concedenti tengono conto, in particolare, della complessità della concessione e del tempo necessario per preparare le offerte o le domande, fatti salvi i termini minimi stabiliti dal presente articolo.

    2. Quando le domande o le offerte possono essere presentate soltanto a seguito di una visita dei luoghi o dopo consultazione in loco dei documenti allegati ai documenti di gara, i termini per la ricezione delle domande di partecipazione alla concessione o per la ricezione delle offerte sono stabiliti in modo che tutti gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza delle informazioni necessarie per presentare le domande o le offerte e sono comunque superiori ai termini minimi stabiliti ai paragrafi 3 e 4 dell’articolo 39 della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.

    3. Il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione alla concessione, comprese eventualmente le offerte, è di trenta giorni dalla data di trasmissione del bando secondo le indicazioni degli articoli 84 e 85.

    4. Se la procedura si svolge in fasi successive, il termine minimo per la ricezione delle offerte iniziali è di ventidue giorni dalla data di trasmissione dell’invito a presentare offerte.

    5. L’ente concedente comunica quanto prima, e in ogni caso entro quindici giorni, agli offerenti le decisioni prese riguardo all’aggiudicazione, in particolare il nome dell’offerente cui è stato aggiudicato il contratto, i motivi del rigetto della domanda di partecipazione e dell’offerta, nonché i motivi per i quali ha deciso di non aggiudicare un contratto per il quale sia stato pubblicato un bando di concessione o di riavviare la procedura. Su richiesta della parte interessata, l’ente concedente comunica quanto prima, e in ogni caso entro quindici giorni dalla ricezione di una richiesta scritta, a ogni offerente che abbia presentato un’offerta ammissibile, le caratteristiche e i vantaggi relativi dell’offerta selezionata.

    6. L’ente concedente può decidere di non divulgare talune informazioni di cui al comma 5 relative al contratto, qualora la loro diffusione ostacoli l’applicazione della legge, sia contraria all’interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi commerciali di operatori economici oppure possa recare pregiudizio alla concorrenza leale tra questi operatori.

  • Art. 183 D.Lgs. 36/2023 – Procedimento

    Art. 183 D.Lgs. 36/2023 – Procedimento

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le concessioni sono aggiudicate sulla base dei criteri di aggiudicazione stabiliti dall’ente concedente purché siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

    a) l’offerta risponde ai requisiti minimi eventualmente prescritti dall’ente concedente;

    b) l’offerente ottempera alle condizioni di partecipazione relative alle capacità tecniche e professionali e alla capacità finanziaria ed economica richieste nel bando;

    c) l’offerente non è escluso dalla partecipazione alla procedura di aggiudicazione ai sensi degli articoli 94, 95, con riferimento agli accordi internazionali elencati nell’allegato X alla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, 96, 97 e 98.

    2. I requisiti minimi di cui al comma 1, lettera a), contengono le condizioni e le caratteristiche, in particolare tecniche, fisiche, funzionali e giuridiche, che ogni offerta deve soddisfare o possedere.

    3. Gli enti concedenti forniscono, nel bando di concessione, una descrizione della concessione e delle condizioni di partecipazione e, nell’invito a presentare offerte o negli altri documenti di gara, una descrizione dei criteri di aggiudicazione e, se del caso, dei requisiti minimi da soddisfare.

    4. L’ente concedente può limitare il numero di candidati o di offerenti a un livello adeguato, purché ciò avvenga in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi. Il numero di candidati o di offerenti invitati a partecipare deve essere sufficiente a garantire un’effettiva concorrenza.

    5. L’ente concedente comunica a tutti i partecipanti la descrizione della prevista organizzazione della procedura e un termine indicativo per il suo completamento. Le eventuali modifiche sono comunicate a tutti i partecipanti e, nella misura in cui riguardino elementi indicati nel bando di concessione, sono rese pubbliche per tutti gli operatori economici.

    6. L’ente concedente assicura il ricorso alla digitalizzazione della procedura secondo le norme di cui al Libro I, Parte II.

    L’utilizzo di supporti e modalità digitali garantisce la trasparenza della procedura e l’imputabilità degli atti.

    7. L’ente concedente può condurre liberamente negoziazioni con i candidati e gli offerenti. L’oggetto della concessione, i criteri di aggiudicazione e i requisiti minimi non sono modificati nel corso delle negoziazioni. Tali negoziazioni sono condotte di regola attraverso un dialogo competitivo ai sensi dell’articolo 74.

    8. L’ente concedente verifica le condizioni di partecipazione relative alle capacità tecniche e professionali e alla capacità finanziaria ed economica dei candidati o degli offerenti, sulla base di autocertificazioni o referenze che devono essere presentate come prova in base ai requisiti specificati nel bando di concessione; i requisiti sono non discriminatori e proporzionati all’oggetto della concessione. Le condizioni di partecipazione sono correlate e proporzionali alla necessità di garantire la capacità del concessionario di eseguire la concessione, tenendo conto dell’oggetto della concessione e dell’obiettivo di assicurare la concorrenza effettiva.

    9. Per soddisfare le condizioni di partecipazione, ove opportuno e nel caso di una particolare concessione, l’operatore economico può affidarsi alle capacità di altri soggetti, indipendentemente dalla natura giuridica dei suoi rapporti con loro. Se un operatore economico vuole fare affidamento sulle capacità di altri soggetti deve dimostrare all’ente concedente che disporrà delle risorse necessarie per l’intera durata della concessione, per esempio mediante presentazione dell’impegno a tal fine di detti soggetti. Per quanto riguarda la capacità finanziaria, l’ente concedente può richiedere che l’operatore economico e i soggetti in questione siano responsabili in solido dell’esecuzione del contratto.

    10. Alle stesse condizioni, un raggruppamento di operatori economici può far valere le capacità dei partecipanti al raggruppamento o di altri soggetti.

    11. Si applicano le disposizioni in materia di soccorso istruttorio di cui all’articolo 101.

  • Art. 180 D.Lgs. 36/2023 – Contratti misti di concessione

    Art. 180 D.Lgs. 36/2023 – Contratti misti di concessione

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le concessioni aventi per oggetto sia lavori che servizi sono aggiudicate in conformità alle disposizioni applicabili alla prestazione che caratterizza l’oggetto principale delle concessioni stesse.

    2. Nel caso di concessioni miste che consistono in parte in servizi sociali e altri servizi specifici elencati all’allegato IV alla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, l’oggetto principale è determinato in base al valore stimato più elevato tra quelli dei rispettivi servizi.

    3. I contratti misti che contengono elementi della concessione ed elementi dell’appalto pubblico sono aggiudicati in conformità alla disciplina degli appalti.

    4. Se le diverse parti di un determinato contratto sono oggettivamente non separabili, il regime giuridico applicabile è determinato in base all’oggetto principale del contratto in questione. Nel caso in cui tali contratti contengano elementi sia di una concessione di servizi sia di un contratto di forniture, l’oggetto principale è determinato in base al valore stimato più elevato tra quelli dei rispettivi servizi o forniture.

    5. I contratti misti che contengono elementi delle concessioni di lavori e servizi, nonché elementi delle concessioni di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni, sono aggiudicati in conformità alla disciplina della presente Parte.

  • Art. 179 D.Lgs. 36/2023 – Soglia e metodi di calcolo del valore stimato delle concessioni

    Art. 179 D.Lgs. 36/2023 – Soglia e metodi di calcolo del valore stimato delle concessioni

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Il valore di una concessione è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto, al netto dell’IVA, stimato dall’ente concedente, quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione, nonché per le forniture accessorie a tali lavori e servizi.

    2. Il valore è stimato al momento dell’invio del bando di concessione o, nei casi in cui non sia previsto detto bando, al momento in cui l’ente concedente avvia la procedura di aggiudicazione della concessione. Se il valore della concessione al momento dell’aggiudicazione è superiore al valore stimato di oltre il 20 per cento, si considera il valore della concessione al momento dell’aggiudicazione.

    3. Il valore stimato della concessione è calcolato secondo un metodo oggettivo specificato nei documenti di gara della concessione.

    Gli enti concedenti tengono conto, se del caso, anche dei seguenti elementi:

    a) il valore di eventuali clausole di opzione;

    b) gli introiti derivanti dal pagamento, da parte degli utenti dei lavori e dei servizi, di tariffe e multe diverse da quelle riscosse per conto dell’ente concedente;

    c) i pagamenti o qualsiasi vantaggio finanziario conferito al concessionario in qualsivoglia forma dall’ente concedente o da altre amministrazioni pubbliche, incluse le compensazioni per l’assolvimento di un obbligo di servizio pubblico e le sovvenzioni pubbliche di investimento;

    d) il valore delle sovvenzioni o di qualsiasi altro vantaggio finanziario in qualsivoglia forma conferiti da terzi per l’esecuzione della concessione;

    e) le entrate derivanti dalla vendita di elementi dell’attivo facenti parte della concessione;

    f) il valore dell’insieme delle forniture e dei servizi messi a disposizione del concessionario dagli enti concedenti, purché siano necessari per l’esecuzione dei lavori o la prestazione dei servizi;

    g) ogni premio o pagamento ai candidati o agli offerenti.

    4. La scelta del metodo per il calcolo del valore stimato della concessione non può essere effettuata con l’intenzione di escludere tale concessione dall’ambito di applicazione del codice. Una concessione non può essere frazionata allo scopo di evitare che rientri nell’ambito di applicazione del codice, a meno che ragioni oggettive lo giustifichino.

    5. Quando un’opera o un servizio proposti possono dar luogo all’aggiudicazione di una concessione per lotti distinti è computato il valore complessivo stimato dei lotti.

    6. Quando il valore complessivo dei lotti è pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 14 la presente Parte si applica all’aggiudicazione di ciascun lotto.

  • Art. 67 TUPI: Integrazione funzionale del Dipartimento della funzione pubblica con la Ragioneria generale dello Stato

    Art. 67 TUPI: Integrazione funzionale del Dipartimento della funzione pubblica con la Ragioneria generale dello Stato

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Integrazione funzionale del Dipartimento della funzione pubblica con la Ragioneria generale dello Stato ( Art.70 del d.lgs n.29 del 1993 , come sostituito dall' art.35 del d.lgs n.546 del 1993 ) 1.

    Il più efficace perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 48, commi da 1 a 3, ed agli articoli da 58 a 60 è realizzato attraverso l'integrazione funzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica con il Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, da conseguirsi mediante apposite conferenze di servizi presiedute dal Ministro per la funzione pubblica o da un suo delegato.

    L'applicazione dei contratti collettivi di lavoro, nazionali e decentrati, per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, è oggetto di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze e della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, con riguardo, rispettivamente, al rispetto dei costi prestabiliti ed agli effetti degli istituti contrattuali sull'efficiente organizzazione delle amministrazioni pubbliche e sulla efficacia della loro azione.

    Gli schemi di provvedimenti legislativi e i progetti dì legge, comunque sottoposti alla valutazione del Governo, contenenti disposizioni relative alle amministrazioni pubbliche richiedono il necessario concerto del Ministero dell'economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica.

    I provvedimenti delle singole amministrazioni dello Stato incidenti nella medesima materia sono adottati d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica in apposite conferenze di servizi da indire ai sensi e con le modalità di cui all' articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 , e successive modificazioni ed integrazioni.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 177 D.Lgs. 36/2023 – Contratto di concessione e traslazione del rischio operativo

    Art. 177 D.Lgs. 36/2023 – Contratto di concessione e traslazione del rischio operativo

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. L’aggiudicazione di una concessione comporta il trasferimento al concessionario di un rischio operativo legato alla realizzazione dei lavori o alla gestione dei servizi e comprende un rischio dal lato della domanda o dal lato dell’offerta o da entrambi. Per rischio dal lato della domanda si intende il rischio associato alla domanda effettiva di lavori o servizi che sono oggetto del contratto. Per rischio dal lato dell’offerta si intende il rischio associato all’offerta dei lavori o servizi che sono oggetto del contratto, in particolare il rischio che la fornitura di servizi non corrisponda al livello qualitativo e quantitativo dedotto in contratto.

    2. Si considera che il concessionario abbia assunto il rischio operativo quando, in condizioni operative normali, non sia garantito il recupero degli investimenti effettuati o dei costi sostenuti per la gestione dei lavori o dei servizi oggetto della concessione. La parte del rischio trasferita al concessionario deve comportare una effettiva esposizione alle fluttuazioni del mercato tale per cui ogni potenziale perdita stimata subita dal concessionario non sia puramente nominale o trascurabile. Ai fini della valutazione del rischio operativo deve essere preso in considerazione il valore attuale netto dell’insieme degli investimenti, dei costi e dei ricavi del concessionario.

    3. Il rischio operativo, rilevante ai fini della qualificazione dell’operazione economica come concessione, è quello che deriva da fattori esterni, non soggetti al controllo delle parti. Non rilevano i rischi connessi a cattiva gestione, a inadempimenti contrattuali dell’operatore economico o a causa di forza maggiore.

    4. I contratti remunerati dall’ente concedente senza alcun corrispettivo in denaro a titolo di prezzo si configurano come concessioni se il recupero degli investimenti effettuati e dei costi sostenuti dall’operatore dipende esclusivamente dalla domanda del servizio o del bene, oppure dalla loro fornitura. Nelle operazioni economiche comprendenti un rischio soltanto sul lato dell’offerta il contratto prevede che il corrispettivo venga erogato solo a fronte della disponibilità dell’opera, nonché un sistema di penali che riduca proporzionalmente o annulli il corrispettivo dovuto all’operatore economico nei periodi di ridotta o mancata disponibilità dell’opera, di ridotta o mancata prestazione dei servizi, oppure in caso di mancato raggiungimento dei livelli qualitativi e quantitativi della prestazione assunta dal concessionario. Le variazioni del corrispettivo devono, in ogni caso, essere in grado di incidere significativamente sul valore attuale netto dell’insieme dell’investimento, dei costi e dei ricavi.

    5. L’assetto di interessi dedotto nel contratto di concessione deve garantire la conservazione dell’equilibrio economico-finanziario, intendendosi per tale la contemporanea presenza delle condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria. L’equilibrio economico-finanziario sussiste quando i ricavi attesi del progetto sono in grado di coprire i costi operativi e i costi di investimento, di remunerare e rimborsare il capitale di debito e di remunerare il capitale di rischio.

    6. Se l’operazione economica non può da sola conseguire l’equilibrio economico-finanziario, è ammesso un intervento pubblico di sostegno. L’intervento pubblico può consistere in un contributo finanziario, nella prestazione di garanzie o nella cessione in proprietà di beni immobili o di altri diritti. Non si applicano le disposizioni sulla concessione, ma quelle sugli appalti, se l’ente concedente attraverso clausole contrattuali o altri atti di regolazione settoriale sollevi l’operatore economico da qualsiasi perdita potenziale, garantendogli un ricavo minimo pari o superiore agli investimenti effettuati e ai costi che l’operatore economico deve sostenere in relazione all’esecuzione del contratto. La previsione di un indennizzo in caso di cessazione anticipata della concessione per motivi imputabili all’ente concedente, oppure per cause di forza maggiore, non esclude che il contratto si configuri come concessione.

    7. Ai soli fini di contabilità pubblica si applicano i contenuti delle decisioni Eurostat. In ogni caso, l’eventuale riconoscimento di un contributo pubblico, in misura superiore alla percentuale indicata nelle decisioni Eurostat e calcolato secondo le modalità ivi previste, non ne consente la contabilizzazione fuori bilancio.

  • Art. 70-bis L. 633/1941 – Text and data mining per ricerca scientifica

    Testo della norma consultabile sul portale ufficiale Normattiva. Di seguito la lettura divulgativa a cura della redazione.

  • Art. 175 D.Lgs. 36/2023 – Programmazione, valutazione preliminare, controllo e monitoraggio

    Art. 175 D.Lgs. 36/2023 – Programmazione, valutazione preliminare, controllo e monitoraggio

    D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici. Testo vigente letto su Normattiva il 7 ottobre 2026.

    1. Le pubbliche amministrazioni adottano il programma triennale delle esigenze pubbliche idonee a essere soddisfatte attraverso forme di partenariato pubblico-privato.

    2. Il ricorso al partenariato pubblico-privato è preceduto da una valutazione preliminare di convenienza e fattibilità. La valutazione si incentra sull’idoneità del progetto a essere finanziato con risorse private, sulle condizioni necessarie a ottimizzare il rapporto tra costi e benefici, sulla efficiente allocazione del rischio operativo, sulla capacità di generare soluzioni innovative, nonché sulla capacità di indebitamento dell’ente e sulla disponibilità di risorse sul bilancio pluriennale. A tal fine, la valutazione confronta la stima dei costi e dei benefici del progetto di partenariato, nell’arco dell’intera durata del rapporto, con quella del ricorso alternativo al contratto di appalto per un arco temporale equivalente.

    3. Nei casi di progetti di interesse statale oppure di progetti finanziati con contributo a carico dello Stato, per i quali non sia già previsto che si esprima il CIPESS, gli enti concedenti interessati a sviluppare i progetti secondo la formula del partenariato pubblico-privato, il cui ammontare dei lavori o dei servizi sia di importo pari o superiore a 50 milioni di euro, richiedono parere non vincolante ai fini della valutazione preliminare di cui al comma 2, al Nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS), inviando contestualmente la documentazione anche al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Il Nars, previa acquisizione delle valutazioni del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato che devono essere espresse entro 25 giorni dalla richiesta, si pronuncia entro i successivi 20 giorni. Qualora l’ente concedente intenda discostarsi dal parere reso, è tenuto a darne adeguata motivazione, dando conto delle ragioni della decisione e indicando, in particolare, la modalità di contabilizzazione adottata. Il suddetto parere deve essere chiesto prima della pubblicazione del bando di gara in caso di progetto a iniziativa pubblica ovvero prima della dichiarazione di fattibilità in caso di progetto a iniziativa privata. Il Presidente del Consiglio dei ministri, dopo la valutazione preliminare, può sottoporre lo schema di contratto ai pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio di Stato, anche per la valutazione di profili diversi da quello della convenienza.

    4. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 31 DICEMBRE 2024, N. 209.

    5. L’ente concedente, sentito l’operatore economico, affida al RUP nominato ai sensi dell’articolo 15 le funzioni di responsabile unico del progetto di partenariato. Il responsabile coordina e controlla, sotto il profilo tecnico e contabile, l’esecuzione del contratto, verificando costantemente il rispetto dei livelli di qualità e quantità delle prestazioni.

    6. L’ente concedente esercita il controllo sull’attività dell’operatore economico, verificando in particolare la permanenza in capo all’operatore economico del rischio operativo trasferito.

    L’operatore economico fornisce tutte le informazioni necessarie allo scopo, con le modalità stabilite nel contratto.

    7. Il monitoraggio dei partenariati pubblici privati è affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri -Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) e al Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, che lo esercitano tramite l’accesso al portale sul monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato istituito presso la Ragioneria generale dello Stato mediante il quale gli enti concedenti sono tenuti a trasmettere le informazioni sui contratti stipulati che prevedono la realizzazione di opere o lavori, quale condizione di efficacia. Gli enti concedenti sono tenuti altresì a dare evidenza dei contratti di partenariato pubblico privato stipulati mediante apposito allegato al bilancio d’esercizio con l’indicazione del codice unico di progetto (CUP) e del codice identificativo di gara (CIG), del valore complessivo del contratto, della durata, dell’importo del contributo pubblico e dell’importo dell’investimento a carico del privato.

    8. Sul portale di cui al comma 7 sono pubblicati e aggiornati periodicamente le migliori prassi in materia di forme e caratteristiche tecniche di finanziamento di partenariato pubblico-privato più ricorrenti sul mercato.

    9. Ai soli fini di contabilità pubblica, si applicano i contenuti delle decisioni Eurostat a cui sono tenute le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

    9-bis. Il DIPE, di concerto con l’ANAC e con il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, approva contratti-tipo in materia di partenariato pubblico-privato, con riferimento ai contratti di cui alle Parti II, III, IV e V del presente Libro.

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