Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 761 c.p.c. – Accesso nei luoghi sigillati

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Il giudice e il cancelliere non possono entrare nei luoghi chiusi con l’apposizione dei sigilli, finchè non ne sia stata ordinata la rimozione a norma dell’articolo 762, salvo che il giudice disponga con decreto motivato l’accesso per urgenti motivi.

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In sintesi

  • Il giudice e il cancelliere non possono entrare nei luoghi chiusi con sigilli fino alla loro rimozione autorizzata.
  • La rimozione dei sigilli è disciplinata dall'art. 762 c.p.c.
  • È ammessa una deroga in caso di urgenti motivi, ma solo con decreto motivato del pretore.
  • La norma tutela l'integrità della misura conservativa apposta sui beni.
Indice dei contenuti

L'art. 761 c.p.c. vieta al pretore e al cancelliere l'accesso nei luoghi sigillati salvo decreto motivato per urgenti motivi.

Ratio

L'articolo 761 c.p.c. presidia l'efficacia della misura cautelare dell'apposizione dei sigilli, garantendo che i luoghi chiusi con tale strumento non vengano violati nemmeno dagli organi della procedura senza le necessarie formalità. Il divieto di accesso serve a preservare lo stato dei luoghi e la consistenza dei beni fino al momento in cui, con le garanzie previste dalla legge, si proceda alla rimozione dei sigilli e all'inventario.

Analisi

La norma si rivolge a due soggetti specifici: il pretore e il cancelliere, che sono gli organi tipicamente competenti nelle procedure di sigillatura. Il divieto di accesso è assoluto fino a quando non sia stata ordinata la rimozione dei sigilli con le modalità previste dall'art. 762 c.p.c., che fissa un termine minimo di tre giorni dall'apposizione. La deroga è ammessa esclusivamente per urgenti motivi e richiede un decreto motivato del pretore, che deve quindi esplicitare le ragioni che rendono necessario l'accesso immediato senza attendere le ordinarie procedure di rimozione.

Quando si applica

La norma si applica ogni volta che siano stati apposti i sigilli a norma degli artt. 752 ss. c.p.c. e si verifichi la necessità per il pretore o il cancelliere di accedere ai locali sigillati prima della formale procedura di rimozione. Casi tipici: verifica dell'integrità dei sigilli, accertamento di deterioramento dei beni, necessità di recuperare documenti urgenti.

Connessioni

La norma si collega all'art. 762 c.p.c. (termine per la rimozione), all'art. 763 c.p.c. (provvedimento di rimozione) e all'art. 767 c.p.c. (alterazioni dello stato dei sigilli). Il decreto motivato richiamato dalla norma è atto di giurisdizione volontaria del pretore nell'ambito della procedura di sigillatura.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Dopo la morte di Tizio, il cancelliere del tribunale si reca nell'abitazione del defunto per controllare lo stato dei sigilli apposti il giorno precedente. Trovando la porta aperta, intende entrare, ma la norma glielo vieta: può solo constatare dall'esterno lo stato dei sigilli e riferire al pretore, senza accedere ai locali sigillati in assenza del decreto di rimozione.

Caso 2: Caso 2

Caio, coerede, segnala al pretore che nell'immobile sigillato di Sempronio defunto vi è un impianto del gas che perde, con rischio di esplosione. Il pretore, riconoscendo l'urgenza, emette un decreto motivato che autorizza l'accesso ai locali sigillati per consentire il necessario intervento tecnico, derogando così al divieto generale dell'art. 761 c.p.c.

Domande frequenti

Il cancelliere può entrare in un locale sigillato per verificare lo stato dei beni?

No. L'art. 761 c.p.c. vieta espressamente al cancelliere di accedere nei luoghi sigillati fino a quando non sia stata ordinata la rimozione con le formalità previste dall'art. 762 c.p.c.

Esistono eccezioni al divieto di accesso ai locali sigillati?

Sì. Il pretore può disporre l'accesso con decreto motivato in presenza di urgenti motivi, come pericoli per l'incolumità o la conservazione dei beni, anche prima della formale procedura di rimozione.

Chi può richiedere l'accesso urgente ai locali sigillati?

L'accesso urgente è disposto dal pretore d'ufficio o su istanza di chiunque vi abbia interesse, quando sussistano urgenti motivi che non consentono di attendere le ordinarie procedure di rimozione dei sigilli.

Cosa rischia chi accede abusivamente ai locali sigillati?

La violazione dei sigilli costituisce reato ai sensi dell'art. 349 c.p. (violazione di sigilli), punito con la reclusione. Sul piano processuale, l'accesso abusivo può comportare responsabilità disciplinare per gli organi della procedura.

Il decreto di accesso urgente sostituisce il provvedimento di rimozione dei sigilli?

No. Il decreto motivato per urgenti motivi autorizza solo l'accesso temporaneo ai locali, non la rimozione definitiva dei sigilli, che deve seguire le formalità previste dagli artt. 762 e 763 c.p.c.

Ultimo aggiornamento redazionale: 11 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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