Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 676 c.p.c. – Custodia nel caso di sequestro giudiziario

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Nel disporre il sequestro giudiziario, il giudice nomina il custode, stabilisce i criteri e i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate e le particolari cautele idonee a render più sicura la custodia e a impedire la divulgazione dei segreti.

Il giudice può nominare custode quello dei contendenti che offre maggiori garanzie e dà cauzione.

Il custode della cosa sequestrata ha gli obblighi e i diritti previsti negli articoli 521, 522 e 560.

In sintesi

  • Il giudice nomina il custode nel decreto che dispone il sequestro giudiziario.
  • Il giudice fissa i criteri e i limiti dell'amministrazione delle cose sequestrate.
  • Può essere nominato custode uno dei litiganti se offre garanzie sufficienti e presta cauzione.
  • Il custode ha gli obblighi e i diritti del custode nell'espropriazione forzata (artt. 521, 522 e 560 c.p.c.).
  • Il giudice può imporre cautele specifiche per evitare la divulgazione di segreti aziendali o industriali.
Indice dei contenuti

Nel sequestro giudiziario il giudice nomina un custode, stabilisce le modalità di amministrazione dei beni e può scegliere come custode la parte che offre maggiori garanzie.

Ratio

L'articolo 676 c.p.c. disciplina la figura del custode nel sequestro giudiziario, strumento cautelare volto a garantire la conservazione di beni o documenti in attesa della definizione del giudizio di merito. La norma risponde all'esigenza di individuare un soggetto responsabile della corretta custodia dei beni sequestrati, evitando che essi si deteriorino, vengano alienati o che i segreti eventualmente connessi (aziendali, industriali, professionali) vengano divulgati prima della decisione del giudice.

La scelta di affidare la custodia a uno dei contendenti, possibilità espressamente prevista dal secondo comma, è ispirata a criteri di economicità e funzionalità: il soggetto già coinvolto nella lite può essere il più idoneo a gestire i beni, purché offra adeguate garanzie di imparzialità e affidabilità. La cauzione costituisce il presidio economico a tutela dell'altra parte in caso di mala gestio.

Analisi

La norma si articola in tre commi. Il primo comma attribuisce al giudice il potere di nomina del custode e la fissazione dei criteri e limiti di amministrazione delle cose sequestrate, nonché delle cautele idonee a garantire la custodia sicura e a impedire la divulgazione di segreti. Si tratta di un potere discrezionale che il giudice esercita caso per caso in relazione alla natura dei beni sequestrati.

Il secondo comma prevede la possibilità, non l'obbligo, di nominare custode uno dei contendenti purché offra «maggiori garanzie» e presti cauzione. La valutazione delle garanzie è rimessa al giudice. La cauzione può essere prestata nelle forme previste dall'art. 518 c.p.c. Il terzo comma rinvia agli artt. 521 (obblighi del custode), 522 (diritti del custode) e 560 (custodia dell'immobile pignorato) per la disciplina degli obblighi e dei diritti del custode, rendendo applicabile in via analogica al sequestro la disciplina pensata per l'esecuzione forzata.

Quando si applica

L'articolo 676 c.p.c. si applica ogni volta che il giudice dispone il sequestro giudiziario ai sensi dell'art. 670 c.p.c., ossia quando vi è controversia sulla proprietà o sul possesso di un bene mobile o immobile, o su aziende, opere d'arte, archivi o altri beni che richiedono custodia qualificata. L'istituto trova applicazione frequente nelle liti societarie (custodia di documentazione contabile), nelle controversie su beni culturali, nel contenzioso tra co-eredi su beni dell'asse ereditario, nelle liti tra soci su beni aziendali.

Connessioni

La norma si collega a: art. 670 c.p.c. (presupposti del sequestro giudiziario), art. 675 c.p.c. (termine di efficacia del provvedimento), art. 677 c.p.c. (esecuzione del sequestro giudiziario), art. 521 c.p.c. (obblighi del custode), art. 522 c.p.c. (diritti del custode), art. 560 c.p.c. (custodia dell'immobile pignorato). Rileva anche il D.Lgs. 231/2007 per la custodia di beni soggetti a normativa antiriciclaggio.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio e Caio, soci di una Srl, sono in lite sulla proprietà di un brevetto industriale. Il tribunale dispone il sequestro giudiziario dei documenti tecnici relativi all'invenzione e nomina un custode professionale (un ingegnere). Il giudice, nel decreto, ordina che i documenti siano conservati in plichi sigillati, vietando qualsiasi accesso non autorizzato, e impone specifiche cautele per impedire la divulgazione del segreto industriale a terzi. Il custode risponde degli obblighi di cui all'art. 521 c.p.c. e presta garanzia per i danni da eventuale inadempimento.

Caso 2: Caso 2

Sempronia e Mevio sono in lite su una collezione d'arte appartenente alla successione del padre. Il giudice dispone il sequestro giudiziario delle opere e, valutate le garanzie offerte dalle parti, nomina custode Mevio, che già conserva le opere in un deposito attrezzato e presta idonea cauzione, fissando i criteri di conservazione e il divieto di spostamento delle opere senza autorizzazione del giudice. Filano, terzo acquirente interessato, non può effettuare sopralluoghi senza il consenso del custode e l'autorizzazione del tribunale.

Domande frequenti

Chi può essere nominato custode nel sequestro giudiziario?

Il giudice può nominare qualsiasi soggetto idoneo, incluso uno dei contendenti purché offra maggiori garanzie e presti cauzione. Spesso viene nominato un professionista (perito, avvocato, tecnico) o un istituto specializzato.

Quali obblighi ha il custode nel sequestro giudiziario?

Il custode è tenuto agli obblighi previsti dagli artt. 521 e 522 c.p.c.: deve conservare e amministrare i beni con la diligenza del buon padre di famiglia, rendere il conto della gestione e risponde dei danni causati da inadempimento.

Il custode può essere sostituito durante il sequestro?

Sì, il giudice può revocare e sostituire il custode in qualsiasi momento per giustificati motivi, come l'inadempimento agli obblighi di custodia, la perdita delle garanzie prestate o la sopravvenienza di conflitti di interesse.

Come vengono protetti i segreti aziendali durante il sequestro giudiziario?

Il giudice può imporre nel provvedimento di sequestro specifiche cautele volte a impedire la divulgazione di segreti industriali, commerciali o professionali, come obblighi di riservatezza, divieti di accesso e custodia in plichi sigillati.

Il custode ha diritto a un compenso?

Sì, ai sensi dell'art. 522 c.p.c. il custode ha diritto a un compenso per l'attività svolta e al rimborso delle spese sostenute, da liquidarsi da parte del giudice tenendo conto dell'entità e della complessità della custodia.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.