Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 61 Cost. – Sezione I: Le Camere

In vigore dal 1° gennaio 1948

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

In sintesi

  • Le elezioni delle nuove Camere devono tenersi entro 70 giorni dalla fine delle precedenti.
  • La prima riunione delle nuove Camere avviene entro il ventesimo giorno dalle elezioni.
  • Fino alla riunione delle nuove Camere, i poteri delle precedenti sono prorogati (prorogatio).
Indice dei contenuti

Le nuove Camere si riuniscono entro 90 giorni dallo scioglimento; nel frattempo restano in carica le precedenti.

Ratio

L'articolo 61 della Costituzione disciplina il calendario temporale delle elezioni delle nuove Camere e della prima riunione dopo le elezioni generali. La disposizione stabilisce una sequenza temporale stretta che garantisce continuità nella funzione legislativa: lo scioglimento delle Camere precedenti non lascia un vuoto organizzativo. L'articolo contiene inoltre una disposizione sulla prorogatio potestatis, affermando che i poteri delle Camere precedenti continuano a vigere fino al momento dell'insediamento delle nuove. Questo meccanismo assicura che non vi sia interruzione nella capacità dello Stato di legiferare e di funzionare.

Analisi

La prima parte della norma fissa un termine massimo di settanta giorni dalla fine delle precedenti Camere per lo svolgimento delle elezioni delle nuove Camere. Questo termine rappresenta un equilibrio tra l'esigenza di rapido rinnovo della rappresentanza e la necessità di organizzazione logistica della campagna elettorale. La seconda parte stabilisce che la prima riunione delle nuove Camere deve avvenire non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni: questo termine garantisce che il nuovo Parlamento possa insediarsi e riprendere i lavori in tempi ragionevoli. La terza parte della disposizione contiene la regola della prorogatio: i poteri delle Camere precedenti continuano fino all'insediamento delle nuove, garantendo che le Camere uscenti possano continuare a operare e a deliberare fino a quando le nuove non si insediano. Questo meccanismo impedisce vuoti di potere legislativo.

Quando si applica

La disposizione si applica al momento dello scioglimento delle Camere, sia per cause ordinarie (scadenza quinquennale) sia per cause straordinarie (dimissioni volontarie, situazioni di crisi politica). Dal momento dello scioglimento, il termine di settanta giorni decorre per l'indizione e lo svolgimento delle elezioni. Successivamente, il termine di venti giorni per la prima riunione decorre dalla data delle elezioni. Durante l'intero periodo intercorrente tra lo scioglimento e l'insediamento delle nuove Camere, le Camere precedenti mantengono la loro capacità operativa.

Connessioni

L'articolo 61 Cost. si connette all'articolo 60, che disciplina la durata ordinaria delle Camere e i meccanismi di scioglimento. Si relaziona inoltre all'articolo 88 Cost., che attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di scioglimento delle Camere. Infine, interagisce con l'articolo 62 Cost., che fissa i calendari di riunione ordinaria e straordinaria.

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 5/1995

AMMISSIBILITA

In tema di referendum sulle leggi elettorali, la Corte chiarisce che dagli artt. 60 e 61 Cost. non puo desumersi un principio di continuita delle leggi per l'elezione del Parlamento ne una implicita ultrattivita della legge elettorale abrogata. Pronuncia chiave nel definire i confini del principio di prorogatio rispetto alla disciplina elettorale.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Scioglimento anticipato e rispetto dei termini
Il Presidente della Repubblica scioglie le Camere a febbraio. Con decreto fissa le elezioni per l'aprile successivo, nel rispetto del termine di settanta giorni. Tizio, studioso di diritto costituzionale, verifica che anche la data della prima seduta, fissata per i primi di maggio, cada entro il ventesimo giorno dal voto: tutti i termini dell'art. 61 risultano rispettati.

La prorogatio in azione
A seguito delle elezioni, le nuove Camere non si sono ancora riunite. Il Governo chiede alle Camere uscenti di convertire un decreto-legge urgente in materia di protezione civile. Caio, costituzionalista, ricorda che la prorogatio consente alle Camere uscenti di operare limitatamente agli atti urgenti e necessari: la conversione del decreto rientra tra questi, e il Parlamento può procedere legittimamente.

Inerzia nell'indizione delle elezioni
Sempronio, cittadino attento, constata che il decreto di convocazione dei comizi non è stato ancora emanato a cinquanta giorni dallo scioglimento. Egli segnala che i restanti venti giorni renderebbero matematicamente impossibile rispettare il termine costituzionale di settanta giorni, configurando una grave violazione dell'art. 61 Cost. e del principio democratico di tempestivo rinnovo della rappresentanza.

Domande frequenti

Entro quanti giorni dallo scioglimento devono tenersi le elezioni delle nuove Camere?

Le elezioni delle nuove Camere devono svolgersi entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. Si tratta di un termine perentorio fissato dalla Costituzione per garantire la rapida ricostituzione della rappresentanza parlamentare.

Quando si riunisce per la prima volta il nuovo Parlamento dopo le elezioni?

La prima riunione delle nuove Camere deve avvenire entro il ventesimo giorno successivo alle elezioni. Il rispetto di questo termine assicura una rapida attivazione del nuovo Parlamento eletto dai cittadini.

Cosa si intende per prorogatio delle Camere?

La prorogatio è il meccanismo per cui le Camere uscenti mantengono i propri poteri fino alla riunione delle nuove. Serve a evitare vuoti istituzionali, ma i poteri esercitabili sono limitati agli atti urgenti e indifferibili.

Le Camere in prorogatio possono approvare qualsiasi legge?

No. La dottrina e la prassi costituzionale limitano i poteri delle Camere in prorogatio agli atti urgenti e necessari. Non possono adottare provvedimenti di ampio indirizzo politico, che spettano al nuovo Parlamento eletto.

Chi fissa la data delle elezioni e della prima riunione delle nuove Camere?

La data delle elezioni è fissata con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio. Il decreto deve rispettare i termini costituzionali di settanta giorni per il voto e venti giorni per la prima seduta.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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