Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 402 c.p.c. – Decisione

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Con la sentenza che pronuncia la revocazione il giudice decide il merito della causa e dispone l’eventuale restituzione di ciò che siasi conseguito con la sentenza revocata .

Il giudice, se per la decisione del merito della causa ritiene di dover disporre nuovi mezzi istruttori, pronuncia, con sentenza, la revocazione della sentenza impugnata e rimette con ordinanza le parti davanti all’istruttore.

In sintesi

  • La sentenza che pronuncia la revocazione non annulla semplicemente la sentenza precedente, bensì decide il merito della causa stessa
  • Se il giudice ritiene utile disporre ulteriori prove istruttorie, revoca la sentenza e rimette le parti davanti all'istruttore
  • Ordina la restituzione di ciò che è stato conseguito (denaro, beni) con la sentenza revocata
  • Sono previste due modalità: decisione diretta del merito, oppure rinvio a istruttoria
Indice dei contenuti

Accolta la revocazione, il giudice decide il merito della causa originaria e ordina eventuale restituzione di quanto conseguito con la sentenza revocata.

Ratio

L'art. 402 stabilisce che la revocazione non è una semplice cassazione, ma implica una decisione nuova della causa al fondo. Il giudice della revocazione non si limita a annullare la sentenza viziata, bensì decreta direttamente il merito (entro i termini della causa originaria), oppure se occorrono nuove prove, rinvia a istruttore. Questo risponde all'esigenza di evitare ulteriori rinvii e accelerare la definizione della controversia una volta accertato il vizio della sentenza precedente.

Analisi

Il primo comma prevede che la sentenza sulla revocazione decida il merito della causa originaria in modo definitivo. Quindi il giudice non annulla solo e basta; esamina le prove ormai a disposizione (escludendo quelle viziante per dolo, falsità, ecc.) e pronuncia una nuova sentenza, che sarà il nuovo giudicato. Se il dolo era della controparte, il giudice revoca la sentenza viziata e condanna la controparte. Il secondo comma prevede deroga: se il giudice ritiene di dover acquisire nuove prove per decidere il merito (perché il vizio della sentenza precedente riguardava documentazione centrale), revoca la sentenza e rimette le parti davanti all'istruttore, rimandando così il merito a nuova istruzione.

Quando si applica

Sempre quando il giudice accoglie la revocazione. Se rigetta la revocazione, la sentenza originaria rimane in vigore. Se l'accoglie, il giudice entra nel merito della causa e decide. Ad es.: Tizio ricorre in revocazione per falsità documentale. Il giudice accerta la falsità e accoglie la revocazione. Allora il giudice decide il merito esaminando le prove autentiche rimaste: se risulta comunque che Tizio deve pagare (ma per motivi diversi), lo condanna. Se risulta che non deve pagare, lo assolve.

Connessioni

Rimandi: art. 395-398 (motivi e procedura), art. 371 (poteri istruttori del giudice), art. 192 e ss. (attività istruttoria e rinvio a istruttore). La decisione della revocazione è assimilata a una sentenza di primo grado e pertanto ricorribile in appello secondo le norme ordinarie.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio ricorre in revocazione contestando una sentenza che lo condanna a pagare 100.000 euro a Mevio. Il motivo è che Mevio ha presentato una perizia falsa al giudizio originario. Il giudice della revocazione accerta effettivamente la falsità della perizia. Accoglie la revocazione. Allora entra nel merito: valuta le prove autentiche rimaste nel fascicolo (contratti, testimonianze, documentazione non viziata). Conclude che Tizio comunque deve pagare 70.000 euro a Mevio (il resto non era dovuto). Pronuncia sentenza di revocazione che accoglie la revocazione stessa, e al contempo condanna Tizio a pagare 70.000 euro (non più 100.000), ordinando la restituzione degli ulteriori 30.000 euro se già pagati.

Caso 2: Caso 2

Caio ricorre in revocazione allegando che durante l'istruzione della causa originaria il giudice aveva acquisito un documento cruciale, ma quel documento è risultato falso. Il giudice della revocazione accerta la falsità. Però per decidere il merito ha bisogno di riacquisire nuove prove: non c'è documentazione sufficiente nel fascicolo attuale. Allora il giudice revoca la sentenza originaria e, con ordinanza separata, rimette il merito davanti all'istruttore per una nuova fase istruttoria. Caio e Filano ripetono le loro richieste istruttorie (perizie, testimoni). L'istruttore presiede l'istruzione. Poi il giudice di merito decide definitivamente.

Domande frequenti

Se vince la revocazione, sono automaticamente assolto oppure il giudice può comunque condannarmi?

Dipende dal merito. La revocazione annulla la sentenza viziata (per dolo, falsità, ecc.), ma il giudice decide comunque il merito sulla base delle prove autentiche rimaste. Se le prove autentiche ti sfavoriscono, il giudice ti condanna (magari per un importo minore). Se le prove non sono sufficienti contro di te, il giudice ti assolve. La revocazione è un rimedio procedurale, non una scusa dal merito.

Chi ha l'onere di restituire il denaro/i beni conseguiti con la sentenza originaria?

La sentenza di revocazione ordina la restituzione a carico della parte che si è giovata della sentenza viziata. Di solito è la controparte che aveva vinto nella sentenza annullata. Se Mevio aveva vinto e ottenuto 100.000 euro da Tizio, e la sentenza è revocata, il giudice ordina a Mevio di restituire i 100.000 euro (o la parte riconosciuta indebita). Se Mevio ha già speso il denaro, sarà responsabile anche degli interessi dal giorno della restituzione ordinata.

Se il giudice rinvia a istruttore, quanto altro tempo occorre per decidere il merito?

Dipende dalla complessità dell'istruttoria. Se sono poche prove (un testimone, una perizia), l'istruttore può concludere in 2-3 mesi. Se sono molte prove, possono essere 6-12 mesi. Dopo l'istruzione, il merito torna al giudice di merito per la sentenza finale. Calcola che dalla revocazione al merito definitivo, nel caso di rinvio istruttorio, possono passare 9-18 mesi.

La sentenza di revocazione che decide il merito è definitiva?

No. È una sentenza di primo grado (anche se pronunciata sulla revocazione di una sentenza già definitiva). La sentenza di revocazione è ricorribile in appello come una sentenza ordinaria. Puoi fare appello entro 30 giorni se non ti piace il merito pronunciato dal giudice della revocazione.

Se il giudice decide il merito e mi condanna più pesantemente della sentenza originaria, posso lamentarmene?

Sì, puoi fare appello e lamentarti della sentenza di revocazione come di una sentenza ordinaria. Però il rischio di una decisione più gravosa c'è: il giudice della revocazione ha piena libertà decisionale sul merito, una volta accertato il vizio della sentenza precedente. È un rischio della revocazione che va considerato prima di proporre il ricorso.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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