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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 406 c.p.c. – Procedimento

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Davanti al giudice adito si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti a lui, in quanto non derogate da quelle del presente capo.

In sintesi

  • Rinvio alle norme ordinarie del procedimento
  • Applicazione dei criteri specifici del giudice adito
  • Integrazione con norme dell'opposizione quando specifiche
  • Primazia del giudizio ordinario per aspetti procedurali

L'articolo 406 stabilisce che il procedimento di opposizione all'esecuzione segue le norme ordinarie del giudice davanti al quale è proposto.

Ratio

L'articolo 406 c.p.c. rappresenta un principio di economia processuale: laddove le norme sulla procedura di opposizione all'esecuzione non contengono disposizioni specifiche, si applicano le regole ordinarie del procedimento civile davanti al giudice competente. Ciò assicura coerenza con il sistema processuale civile e garantisce che lacune normative non creino vuoti procedurali.

Il fondamento costituzionale risiede nel diritto al giusto processo e alla difesa (art. 24 Cost.), equilibrando l'efficacia dell'esecuzione con le garanzie procedurali.

Analisi

La norma opera per integrazione: le regole sulla procedura di opposizione (artt. 406-413 c.p.c.) costituiscono un insieme di norme speciali. Quando il presente capo non deroga alle norme ordinarie, queste rimangono applicabili. La dizione «non derogate» significa che la specialità dell'opposizione prevale solo laddove esplicitamente enunciata.

Esempi: termini per la presentazione di memorie difensive, modello del procedimento in camera di consiglio, comunicazioni delle parti, ruolo del cancelliere, ricusazione del giudice. Se non specificato dal capo sull'opposizione, si applicano le discipline generali (artt. 164 ss. c.p.c.).

Quando si applica

La norma opera ogni volta che il giudice dell'opposizione all'esecuzione deve risolvere un aspetto procedurale non coperto dalle regole specifiche degli artt. 406-413. Esempi concreti: se l'art. 407 non specifica come deve essere redatto il ricorso, si applica la disciplina ordinaria dei ricorsi (artt. 165-172 c.p.c.). Se non è fissato un termine per la costituzione del convenuto, vale il termine ordinario.

La norma non pregiudica l'applicabilità delle norme speciali quando presenti: quest'ultime prevalgono per il principio di specialità.

Connessioni

Vedi artt. 373 c.p.c. (ordinanza cautelare sospensiva), 407-413 c.p.c. (procedimento di opposizione), 164-172 c.p.c. (procedimento ordinario davanti al tribunale), 187 c.p.c. (procedimento in camera di consiglio). Riferimenti anche a artt. 24, 111 Cost. (diritti processuali).

Connesso altresì al D.L. 19 febbraio 1998, n. 51 (riforma procedura di opposizione) e al D.P.R. 17 ottobre 1950, n. 857 (modifiche procedurali).

Domande frequenti

Se il capo sull'opposizione all'esecuzione non dice come depositare le memorie, quale procedura vale?

Vale la procedura ordinaria davanti al tribunale, secondo gli artt. 164-172 c.p.c. L'art. 406 rimanda alle norme ordinarie quando il capo non lo regola specificamente. Se il procedimento è in camera di consiglio, si applicano i termini di cui all'art. 187 c.p.c.

L'art. 406 significa che l'opposizione all'esecuzione segue esattamente il rito ordinario?

No: l'art. 406 significa che si applicano le norme ordinarie SOLO PER GLI ASPETTI NON REGOLATI DAL CAPO SULL'OPPOSIZIONE. Dove il capo dà regole specifiche (es. art. 407 su ordine cautelare, art. 411 su processo verbale conciliazione), quelle prevalgono.

Se il giudice dell'opposizione non è competente su una questione incidentale, quale rito applica?

Dipende: se la questione rientra nel giudizio di opposizione, il giudice applica le norme ordinarie tramite l'art. 406. Se è questione di competenza o ricusazione, valgono le norme generali (artt. 38-61 c.p.c.). Se è sospensione dell'esecuzione, l'art. 407 specifica il procedimento in camera di consiglio.

L'art. 406 obbliga il giudice a seguire alla lettera la procedura ordinaria?

No, la obbliga solo per gli aspetti non diversamente regolati dal capo sull'opposizione. Il principio è di integrazione: le norme speciali (artt. 406-413) formano un complesso, e l'art. 406 riempie i vuoti con la disciplina ordinaria.

Quali norme ordinarie non si applicano mai all'opposizione all'esecuzione?

Quelle espressamente derogate dal capo sull'opposizione. Ad esempio, alcuni termini, il ruolo della conciliazione (art. 410 c.p.c.), il procedimento in camera di consiglio (art. 187 applicato con le specificazioni dell'art. 407). In dubbio, si consulti il testo dei singoli articoli del capo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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