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Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 397 c.p.c. – Revocazione proponibile dal pubblico ministero

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Nelle cause in cui l’intervento del pubblico ministero è obbligatorio a norma dell’articolo 70 primo comma, le sentenze previste nei due articoli precedenti possono essere impugnate per revocazione dal pubblico ministero:

quando la sentenza è stata pronunciata senza che egli sia stato sentito;

quando la sentenza è l’effetto della collusione posta in opera dalle parti per frodare la legge.

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In sintesi

  • Il pubblico ministero ha diritto di revocazione solo in cause dove il suo intervento è obbligatorio per legge
  • Due motivi specifici: sentenza pronunciata senza che il PM sia stato sentito, ovvero effetto di collusione fraudolenta fra le parti
  • Rimedio eccezionale che bilancia l'interesse pubblico con la stabilità del giudicato
  • Non si applica a tutte le cause, ma solo a quelle con vincoli di partecipazione PM obbligatoria

Il pubblico ministero può eccezionalmente ricorrere in revocazione quando la sentenza è stata pronunciata senza suo intervento obbligatorio o risulta da collusione fraudolenta.

Ratio

L'art. 397 riconosce al pubblico ministero un diritto di revocazione speciale fondato sul principio che in certe materie (diritto di famiglia, questioni di stato, diritti indisponibili) la partecipazione del PM è essenziale per la legittimità processuale. Se il PM non è stato sentito o la sentenza scaturisce da accordo fraudolento delle parti, lo Stato ha interesse a sindacare la sentenza per evitare che essa sia il frutto di violazione di diritti indisponibili o violazione dell'ordine pubblico processuale.

Analisi

La norma contiene due ipotesi ben distinte. La prima: sentenza pronunciata pur non essendo il PM stato sentito (violazione del contraddittorio pubblico). La seconda: sentenza che è l'effetto di collusione (accordo fraudolento, non semplice transazione). L'art. 70 c.p.c. specifica quando l'intervento del PM è obbligatorio (ad es. cause di nullità matrimoniale, separazione, adozione, questioni di capacità giuridica). Il PM ha interesse legittimo generale, non interesse di parte, quindi l'onere probatorio è diverso da quello di una parte ordinaria.

Quando si applica

Solo in cause dove l'art. 70 prescrive l'intervento obbligatorio del PM (famiglia, minori, incapaci). Esempio: causa di separazione coniugale. Se il giudice sentenza sulla separazione senza che il PM sia mai stato chiamato a dire la sua, il PM può ricorrere in revocazione perché la sentenza è nulla nel presupposto processuale. Altro esempio: cause di manomissione di persone incapaci dove le parti colludono per far passare un abuso.

Connessioni

Rimandi essenziali: art. 70 c.p.c. (intervento obbligatorio PM), art. 395-396 (motivi generali e straordinari), art. 398-399 (procedura di revocazione). La norma tutela la sovranità dello Stato nella difesa di diritti pubblici e indisponibili che il PM rappresenta.

Domande frequenti

In quali cause il pubblico ministero ha diritto di intervento obbligatorio?

Principalmente in cause di nullità matrimoniale, scioglimento matrimoniale, separazione personale, dichiarazione di morte presunta, capacità giuridica di persone fisiche, adozione, stato delle persone e dei minori. L'art. 70 c.p.c. specifica il catalogo completo. Se non sei sicuro, controlla il titolo della causa e consultati con un avvocato.

Il PM può ricorrere in revocazione per semplice errore di diritto della sentenza?

No. L'art. 397 limita il diritto di revocazione del PM a due motivi specifici: mancanza di suo intervento obbligatorio e collusione fraudolenta fra le parti. Errori di diritto, valutazioni delle prove, ecc. non sono motivi di revocazione né per il PM né per le parti ordinarie. Per quelli vale l'appello.

Come fa il PM a provare che c'è stata collusione se le parti pubblicamente non l'ammettono?

Il PM deve raccogliere prove indirette: email fra le parti che attestano accordo fraudolento, testimonianze di partecipanti, elementi procedurali sospetti (ad es. nessuna eccezione opposta mentre normalmente ci sarebbero), analisi della sentenza che riveli logica inconsistente con la causa presentata. L'indizio di collusione deve essere serio e specifico, non vago.

Se il PM interviene nella causa ma poi non è d'accordo con la sentenza, può ricorrere in revocazione?

No. La revocazione per il PM richiede che non sia stato sentito oppure che ci sia stata collusione fraudolenta. Semplice disaccordo sulla sentenza, anche se il PM ha un ruolo, non è motivo sufficiente. Il PM avrebbe dovuto fare ricorso ordinario (cassazione) se riteneva la sentenza illegittima nel diritto.

Quanto tempo ha il PM per proporre revocazione dopo la sentenza?

L'art. 397 rimanda agli artt. 395-396 per i termini. Sommariamente: se scopre il motivo entro il termine di appello, ricorre in revocazione ordinaria. Se scopre dopo, usa la revocazione straordinaria (art. 396) con gli stessi termini di una parte ordinaria. Non esiste un termine speciale per il PM; vale la regola generale di 30 giorni da scoperta o da notificazione della sentenza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
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