- Correzione d'ufficio se concordata da tutte le parti: decreto semplice
- Correzione su istanza di una parte: decreto con fissazione udienza
- Notificazione secondo articolo 170 c.p.c.
- Ordinanza di correzione va annotata sull'originale del provvedimento
- Impugnabilità limitata alle parti corrette
Testo dell'articoloVigente
Art. 288 c.p.c. – Procedimento di correzione
In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)
Se tutte le parti concordano nel chiedere la stessa correzione, il giudice provvede con decreto.
Se è chiesta da una delle parti, il giudice, con decreto da notificarsi insieme col ricorso a norma dell’articolo 170 primo e terzo comma, fissa l’udienza nella quale le parti debbono comparire davanti a lui. Sull’istanza il giudice provvede con ordinanza, che deve essere annotata sull’originale del provvedimento.
Se è chiesta la correzione di una sentenza dopo un anno dalla pubblicazione, il ricorso e il decreto debbono essere notificati alle altre parti personalmente.
Le sentenze possono essere impugnate relativamente alle parti corrette nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l’ordinanza di correzione.
Stesso numero, altri codici
- Art. 288 Cod. Amb. — controlli e sanzioni
- Art. 288 D.Lgs. 209/2005 — (Diritti dei danneggiati nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della Strada)
- Art. 288 Codice Civile: Procedura
- Articolo 288 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 288 c.p.p.: Sospensione dall’esercizio della potestà dei ge
- Art. 288 c.p.: Arruolamento o armamenti non autorizzati a serviz
Commento
Il procedimento di correzione segue iter diversi a seconda se richiesto da tutte le parti di comune accordo oppure da una sola parte.
Ratio
L'articolo 288 disciplina il procedimento correttivo vero e proprio, distinguendo due percorsi: uno agile (consensuale) quando tutte le parti sono d'accordo sulla correzione, e uno contraddittorio quando l'istanza proviene da una sola parte e le altre potrebbero avere eccezioni. La distinzione rispecchia l'economia procedurale: se non vi è controversia sulla correzione, il giudice provvede rapidamente con decreto; se emerge contestazione, occorre garantire il diritto di udienza alle parti interessate.
Analisi
Primo comma: se tutte le parti concordano nella richiesta medesima, il giudice provvede con decreto (atto semplice, non ordinanza). Secondo comma: se l'istanza proviene da una parte, il giudice emana decreto che fissa udienza e notifica il ricorso insieme al decreto a norma dell'articolo 170. Sull'istanza provvede poi con ordinanza, che deve essere annotata sull'originale. Terzo comma: se la correzione è richiesta oltre un anno dalla pubblicazione, ricorso e decreto vanno notificati personalmente alle altre parti. Quarto comma: la sentenza corretta si intende impugnabile limitatamente alle parti corrette, entro il termine ordinario decorrente dalla notificazione dell'ordinanza.
Quando si applica
In tutti i casi disciplinati dall'articolo 287, dunque errori materiali, errori di calcolo, omissioni del dispositivo. È processo abbreviato utile per rimediare a carenze formali senza gravare il sistema con impugnazioni complesse. Frequente quando il giudice stesso rileva l'errore o una parte lo segnala tempestivamente.
Connessioni
Articolo 287 (casi di correzione), articolo 170 c.p.c. (modalità notificazione), articolo 395 c.p.c. (revocazione quale rimedio alternativo). Rimandi alla terminologia generale del c.p.c. su decorrenza termini e impugnabilità.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio e Caio, dopo una causa civile, decidevano concordemente che la sentenza conteneva un evidente errore di calcolo degli interessi. Accordandosi mediante una scrittura privata, Tizio e Caio chiedevano congiuntamente al giudice la correzione. Il giudice provvedeva con decreto semplice (non ordinanza) senza fissazione di udienza, prontamente correggendo l'importo.
Caso 2: Caso 2
Sempronio riceveva sentenza e riscontrava che il dispositivo aveva omesso di indicare a chi spettava il pagamento di una somma accessoria (rimborso spese processuali). Sempronio ricorreva al giudice per la correzione. Il giudice emetteva decreto fissando udienza e notificava il ricorso. Durante l'udienza, Mevio (controparte) non presentava eccezioni, e il giudice emetteva ordinanza di correzione da annotarsi sull'originale della sentenza.
Domande frequenti
Se le parti concordano, la correzione è più veloce?
Sì. Se tutte le parti chiedono la medesima correzione, il giudice provvede direttamente con decreto semplice, senza necessità di udienza.
Devo notificare la sentenza corretta?
L'ordinanza di correzione deve essere notificata alle parti interessate secondo l'articolo 170 c.p.c., con le stesse modalità della sentenza.
Posso impugnare una sentenza già corretta?
Sì, ma entro il termine ordinario, e limitatamente alle parti corrette. Il termine decorre dalla notificazione dell'ordinanza di correzione.
Qual è il limite di tempo per chiedere correzione?
Se richiesta entro un anno dalla pubblicazione, il ricorso e decreto si notificano secondo regole ordinarie. Oltre un anno, va notificazione personale.
L'ordinanza di correzione è esecutiva?
Sì, l'ordinanza di correzione ha effetto retroattivo sulla sentenza originaria, rendendo esecutiva la sentenza corretta secondo le nuove determinazioni.
Vedi anche