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  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 285 c.p.c. – Modo di notificazione della sentenza

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

La notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione, si fa, su istanza di parte, a norma dell’articolo 170 …

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In sintesi

  • L’art. 285 c.p.c. disciplina il modo in cui si notifica la sentenza al fine di far decorrere il termine breve per l’impugnazione.
  • La notificazione si esegue su istanza di parte, a norma dell’art. 170 c.p.c.
  • Di regola la notificazione è rivolta al procuratore costituito della controparte.
  • La notificazione della sentenza fa decorrere il termine breve di impugnazione, distinto dal termine lungo.
  • La corretta esecuzione della notifica è presupposto per il passaggio in giudicato a termine breve.
Indice dei contenuti

L’art. 285 c.p.c. regola un aspetto cruciale della dinamica processuale: il modo in cui la sentenza deve essere notificata affinché cominci a decorrere il termine per impugnarla. La disposizione, di apparente tecnicismo, ha in realtà un impatto rilevante sulla stabilità delle decisioni, perché collega la notifica della sentenza all’attivazione del cosiddetto termine breve di impugnazione. Comprendere questo meccanismo è essenziale per chiunque debba valutare i tempi e le modalità per contestare una pronuncia giurisdizionale.

La funzione della notificazione della sentenza

La notificazione della sentenza non è condizione di esistenza o di efficacia della decisione, ma assume rilievo soprattutto sul piano dei termini di impugnazione. La sentenza, una volta pubblicata, è già venuta a esistenza; la notifica serve a portarla formalmente a conoscenza della controparte e, soprattutto, a innescare la decorrenza del termine breve entro cui essa deve essere impugnata. La parte che intende stabilizzare la decisione, dunque, ha interesse a notificarla per far decorrere tale termine più rapido.

L’istanza di parte e il richiamo all’art. 170 c.p.c.

La norma precisa che la notificazione si fa su istanza di parte, a norma dell’art. 170 c.p.c. Questo richiamo è significativo: l’art. 170 stabilisce che, nel corso del giudizio, le notificazioni e le comunicazioni si fanno al procuratore costituito. Ne consegue che la sentenza deve essere notificata, di regola, non direttamente alla parte personalmente, bensì al difensore che la rappresenta in giudizio. Questa scelta risponde a un principio di concentrazione e di affidamento sulla figura tecnica del procuratore, che è il referente delle attività processuali.

Il termine breve e il termine lungo

Il sistema delle impugnazioni conosce due termini: quello breve, che decorre dalla notificazione della sentenza ai sensi dell’art. 285 c.p.c. in collegamento con l’art. 325 c.p.c., e quello lungo, che decorre dalla pubblicazione della sentenza indipendentemente dalla notifica, secondo l’art. 327 c.p.c. La notificazione regolata dall’art. 285 ha quindi la funzione di accelerare la formazione del giudicato, sostituendo al termine lungo il termine breve a carico di entrambe le parti.

I presupposti di una notifica idonea

Perché la notificazione produca l’effetto di far decorrere il termine breve, deve essere eseguita ritualmente, ossia nelle forme e verso il soggetto corretto. La notifica al procuratore costituito, secondo il richiamo all’art. 170, è la modalità tipica. Una notifica eseguita in modo non conforme può risultare inidonea a far decorrere il termine breve, con la conseguenza che troverebbe applicazione il più ampio termine lungo. La regolarità formale dell’atto è dunque presupposto della sua efficacia acceleratoria.

Effetti sulla formazione del giudicato

La notificazione della sentenza, attivando il termine breve, incide direttamente sul momento in cui la decisione diviene definitiva. Decorso il termine breve senza che sia stata proposta impugnazione, la sentenza passa in giudicato e diventa incontrovertibile. Per questo la parte vittoriosa ha interesse a notificare tempestivamente la sentenza, mentre la parte soccombente, ricevuta la notifica, deve attivarsi entro il termine più ristretto per non perdere la possibilità di impugnare.

Il coordinamento con le norme sulle impugnazioni

L’art. 285 c.p.c. non opera isolatamente, ma si coordina con le disposizioni generali sulle impugnazioni. In particolare, il collegamento con le norme sui termini consente di individuare con precisione il momento da cui decorre il termine breve e quello da cui decorre il termine lungo. La notificazione della sentenza, regolata da questa norma, costituisce il presupposto formale dell’applicazione del termine breve a entrambe le parti: una volta eseguita ritualmente, essa segna l’avvio del computo del termine entro cui occorre proporre l’impugnazione, secondo le regole proprie di ciascun mezzo. La disposizione è dunque uno snodo che mette in relazione la fase della decisione con quella dell’eventuale gravame.

La notifica e le vicende del procuratore

Poiché la notificazione si esegue di regola presso il procuratore costituito, assumono rilievo le vicende che possono interessare il difensore, come la morte, la radiazione o la sospensione. In tali ipotesi, la disciplina processuale prevede regole volte a salvaguardare il diritto di difesa della parte, evitando che la notifica eseguita presso un procuratore non più idoneo produca effetti pregiudizievoli. La ratio del richiamo all’art. 170 c.p.c. — concentrare le notifiche sul referente tecnico del processo — va quindi contemperata con l’esigenza di assicurare che la parte sia effettivamente posta in condizione di conoscere la sentenza e di esercitare il proprio diritto all’impugnazione.

Notifica e domicilio eletto

Nel processo le parti eleggono di regola domicilio presso il procuratore costituito, e a tale domicilio si indirizzano le notificazioni. La notificazione della sentenza segue questa logica, rivolgendosi al luogo individuato per le comunicazioni processuali. Le modalità telematiche di notifica, ormai centrali nella prassi, si innestano su questo schema, individuando nell’indirizzo digitale del procuratore il recapito a cui far pervenire l’atto. Resta fermo che la correttezza dell’indirizzo e l’osservanza delle forme prescritte condizionano l’idoneità della notifica a far decorrere il termine breve.

Profili pratici

Nella prassi forense, la notificazione della sentenza è uno strumento di gestione strategica dei tempi processuali. Chi ha ottenuto una decisione favorevole valuta l’opportunità di notificarla per consolidarla in tempi rapidi; chi l’ha subita deve calendarizzare con precisione la decorrenza del termine breve dalla data di ricezione. La corretta individuazione del destinatario della notifica — il procuratore costituito — e delle forme richieste è decisiva per evitare contestazioni sulla tempestività dell’impugnazione. Un errore nell’individuazione del destinatario o nelle modalità di notifica può tradursi nell’inefficacia dell’atto rispetto alla decorrenza del termine breve, con conseguenze rilevanti sulla stabilità della decisione.

Domande frequenti

A cosa serve la notificazione della sentenza ex art. 285 c.p.c.?

Serve a far decorrere il termine breve per impugnare la sentenza; la notifica si esegue su istanza di parte a norma dell'art. 170 c.p.c.

A chi va notificata la sentenza?

Di regola al procuratore costituito della controparte, in forza del richiamo all'art. 170 c.p.c., e non alla parte personalmente.

Qual è la differenza tra termine breve e termine lungo?

Il termine breve decorre dalla notificazione della sentenza; il termine lungo decorre dalla pubblicazione, a prescindere dalla notifica, secondo l'art. 327 c.p.c.

Cosa accade se la notifica è irregolare?

Una notifica non rituale può risultare inidonea a far decorrere il termine breve, con la conseguenza che resta applicabile il più ampio termine lungo.

Perché conviene notificare la sentenza?

Perché attiva il termine breve e accelera il passaggio in giudicato della decisione, consolidando più rapidamente il risultato ottenuto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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