Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 2566 c.c. – Registrazione della ditta
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Per le imprese commerciali, l’ufficio del registro delle imprese deve rifiutare l’iscrizione della ditta, se questa non è conforme a quanto è prescritto dal secondo comma dell’art. 2563 o, trattandosi di ditta derivata, se non è depositata copia dell’atto in base al quale ha avuto luogo la successione nell’azienda.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 2564 - Articolo 2564 Codice Civile: Modificazione della ditta→Cod. civ. art. 2567 - Art. 2567 Codice Civile: Società→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 2568 Codice Civile: Insegna→Art. 2563 Codice Civile: Ditta→Articolo 2569 Codice Civile: Diritto di esclusività→Articolo 2562 Codice Civile: Affitto dell’azienda→Articolo 2570 Codice Civile: Marchi collettivi→Articolo 2561 Codice Civile: Usufrutto dell’azienda→Art. 2571 Codice Civile: Preuso
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Ratio
L'art. 2566 c.c. attribuisce all'ufficio del registro delle imprese un potere-dovere di controllo formale sulle ditte commerciali che si presentano per l'iscrizione. La ratio è di garanzia preventiva: evitare che nel registro siano inserite ditte illegittime, sia perché non conformi ai requisiti strutturali (assenza del cognome o della sigla dell'imprenditore ex art. 2563, secondo comma), sia perché le ditte derivate vengono trasferite senza la prova documentale della legittimità del passaggio. Il registro delle imprese non è solo un archivio passivo, ma svolge una funzione di certificazione pubblica: ciò che vi è iscritto deve rispondere a requisiti formali minimi, altrimenti la pubblicità legale perde il suo valore di affidabilità per i terzi.
Analisi
La norma individua due cause di rifiuto dell'iscrizione: la prima riguarda la ditta originaria che non contiene il cognome o la sigla dell'imprenditore (violazione dell'art. 2563, secondo comma); la seconda riguarda la ditta derivata, ovvero quella trasmessa con l'azienda ai sensi dell'art. 2565 c.c., per la quale si richiede il deposito di copia dell'atto da cui risulta la successione nell'azienda (contratto di cessione, atto di donazione, verbale di conferimento, ecc.). Il controllo è esclusivamente formale: l'ufficio verifica la presenza degli elementi richiesti dalla legge, non la veridicità o la convenienza dell'atto. Il rifiuto deve essere motivato e può essere impugnato davanti al giudice del registro. Va notato che la norma parla di «rifiuto», non di «sospensione»: l'ufficio non può semplicemente differire l'iscrizione, ma deve formalmente rifiutarla se mancano i requisiti.
Quando si applica
La norma si applica alle imprese commerciali, che sono soggette all'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell'art. 2195 c.c. Non si applica alle imprese agricole né ai piccoli imprenditori ex art. 2083 c.c., che hanno obblighi di iscrizione diversi (sezione speciale del registro). Ogni volta che un imprenditore commerciale presenta domanda di iscrizione della propria ditta, l'ufficio del registro deve verificare la conformità ai requisiti dell'art. 2563, secondo comma. Il rifiuto ha carattere definitivo e formale, ma l'imprenditore può ripresentare la domanda con una ditta corretta.
Connessioni
La norma è strettamente collegata all'art. 2563 c.c. (requisiti strutturali della ditta), all'art. 2565 c.c. (ditta derivata e sua trasmissibilità) e all'art. 2564 c.c. (conflitto tra ditte simili). Il sistema della pubblicità commerciale si completa con l'art. 2193 c.c. (opponibilità dei fatti iscritti) e l'art. 2194 c.c. (presunzione di conoscenza). La procedura di rifiuto si coordina con il d.P.R. 581/1995 (regolamento del registro delle imprese) e con le disposizioni processuali sul ricorso al giudice del registro ex art. 2189 c.c.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio vuole iscrivere la propria impresa di idraulica con la ditta «IdraulicaExpress», senza includere il proprio cognome né una sigla. L'ufficio del registro delle imprese deve rifiutare l'iscrizione perché la ditta non contiene il cognome o la sigla dell'imprenditore, come richiesto dall'art. 2563, secondo comma. Tizio dovrà riformulare la ditta, ad esempio in «IdraulicaExpress di Tizio» o «IdraulicaExpress T.».
Caso 2: Caso 2
Caio acquista l'azienda di Sempronio, che opera con la ditta storica «Sempronio & Figli Pelletteria». Caio vuole continuare ad utilizzare questa ditta derivata ai sensi dell'art. 2565 c.c. L'ufficio del registro deve richiedere il deposito di copia del contratto di cessione d'azienda prima di procedere all'iscrizione. Senza tale documento, l'iscrizione della ditta derivata deve essere rifiutata.
Domande frequenti
Il registro delle imprese può rifiutare l'iscrizione di una ditta?
Sì. L'art. 2566 c.c. impone all'ufficio del registro delle imprese di rifiutare l'iscrizione se la ditta non contiene il cognome o la sigla dell'imprenditore (art. 2563, secondo comma) oppure, nel caso di ditta derivata, se non è depositata copia dell'atto che prova la successione nell'azienda.
Cosa si intende per ditta derivata?
La ditta derivata è la ditta che viene trasmessa insieme all'azienda a un nuovo titolare, diverso da quello originario. Ai sensi dell'art. 2565 c.c., l'acquirente può continuare ad usare la ditta del precedente titolare, anche se non contiene il proprio cognome, purché sia indicata la qualità di successore.
Quale documento serve per registrare una ditta derivata?
È necessario depositare copia dell'atto da cui risulta la successione nell'azienda: può essere il contratto di cessione d'azienda, l'atto di donazione, il verbale di conferimento in società o qualsiasi altro documento che provi il legittimo passaggio dell'azienda (e della relativa ditta) al nuovo titolare.
Cosa succede se si presenta una domanda di iscrizione con una ditta non conforme?
L'ufficio del registro delle imprese deve emettere un formale provvedimento di rifiuto. L'imprenditore può impugnare il rifiuto davanti al giudice del registro oppure presentare una nuova domanda con una ditta corretta che rispetti i requisiti dell'art. 2563 c.c.
La norma si applica a tutte le imprese?
No. L'art. 2566 c.c. si applica alle sole imprese commerciali, soggette all'obbligo di iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese ai sensi dell'art. 2195 c.c. Le imprese agricole e i piccoli imprenditori sono iscritti in sezioni diverse e seguono regole parzialmente differenti.