← Torna a CAD — Codice Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 10 del Codice dell'Amministrazione Digitale è stato abrogato dal D.Lgs. 26 agosto 2016, n. 179, che ha operato una revisione complessiva del CAD semplificando e razionalizzando le disposizioni originarie. La norma non produce pertanto effetti giuridici nell'ordinamento vigente. Il D.Lgs. 179/2016 ha eliminato numerose previsioni divenute superate o assorbite da altre disposizioni del Codice, con l'obiettivo di rendere il testo normativo più coerente con l'evoluzione tecnologica e con il quadro giuridico europeo nel frattempo consolidatosi, in particolare con il Regolamento eIDAS (Reg. UE 910/2014) e le misure di implementazione dell'Agenda digitale europea. L'abrogazione non determina alcun vuoto normativo, poiché le materie già disciplinate dall'articolo 10 risultano ora regolate da altre disposizioni del CAD o da normativa di settore. Ai fini della ricerca giuridica, è importante verificare il testo vigente del Codice nella versione aggiornata, escludendo gli articoli formalmente abrogati da qualsiasi applicazione interpretativa diretta.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 10 D.Lgs. 82/2005 CAD — Articolo abrogato

In vigore dal 01/01/2006

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179

Commento

L'abrogazione dell'art. 10 CAD si inserisce nel quadro del riordino sistematico operato dal D.Lgs. 179/2016, delegato dalla L. 124/2015 (cd. riforma Madia) con l'obiettivo di semplificare e aggiornare la disciplina della pubblica amministrazione digitale. Il legislatore delegato ha scelto di eliminare articoli che, dopo oltre dieci anni dall'entrata in vigore del CAD originario (2005), risultavano obsoleti, ridondanti o assorbiti da disposizioni sopravvenute di rango primario o europeo.

Il metodo dell'abrogazione espressa, anziché della novellazione, garantisce certezza giuridica: gli operatori del diritto sanno con precisione che quella disposizione non è più applicabile, senza necessità di verificare se sia stata tacitamente superata da norme successive. Questa tecnica è preferita dalla prassi legislativa italiana per le disposizioni di codificazione, in cui la chiarezza del quadro normativo è essenziale per la corretta applicazione da parte delle amministrazioni.

Sul piano pratico, l'art. 10 abrogato non può essere invocato come base giuridica per atti amministrativi, regolamenti attuativi o comportamenti delle PA. Eventuali provvedimenti adottati in passato sulla base di tale articolo rimangono validi se non impugnati nei termini, ma la norma non può fondare nuove pretese o obblighi. Chi opera nel diritto amministrativo digitale deve fare riferimento al testo consolidato del CAD, reperibile nelle banche dati normative ufficiali (Normattiva), che riporta la versione vigente con le abrogazioni evidenziate.

Casi pratici

Caso 1: Verifica della base giuridica in un provvedimento digitale

Un funzionario istruttore che redige un provvedimento amministrativo in materia di digitalizzazione cita per errore l'art. 10 CAD come base normativa. Il responsabile del procedimento, consultando il testo vigente del CAD su Normattiva, rileva l'abrogazione e sostituisce il riferimento con la disposizione attualmente in vigore che disciplina la medesima materia. Questo controllo preventivo evita che il provvedimento venga annullato in autotutela o impugnato in sede giurisdizionale per difetto di base legale, confermando l'importanza di verificare sempre la vigenza delle norme citate negli atti pubblici.

Caso 2: Ricerca giuridica su una controversia ante-2016

Un avvocato che assiste un ente pubblico in un contenzioso relativo a un contratto di fornitura informatica stipulato nel 2014 deve verificare quale disciplina era applicabile ratione temporis. Ricostruendo il testo del CAD vigente all'epoca, constata che l'art. 10 era in vigore e ne analizza il contenuto originario per valutarne la rilevanza nella controversia. La corretta distinzione tra il regime previgente e quello attuale, post-abrogazione del 2016, è determinante per impostare correttamente le difese e per valutare la legittimità del comportamento dell'amministrazione al momento dei fatti contestati.

Domande frequenti

Quando è stato abrogato l'art. 10 del CAD e da quale provvedimento?

L'art. 10 CAD è stato abrogato dal D.Lgs. 26 agosto 2016, n. 179, che ha operato una revisione organica del Codice dell'Amministrazione Digitale in attuazione della delega contenuta nella L. 7 agosto 2015, n. 124 (riforma Madia della pubblica amministrazione).

L'abrogazione dell'art. 10 crea un vuoto normativo?

No. Il D.Lgs. 179/2016 ha riorganizzato l'intero impianto del CAD in modo da non lasciare lacune: le materie già disciplinate dall'art. 10 sono state assorbite da altre disposizioni del Codice o da normativa di settore, incluse le Linee guida AgID e il quadro europeo eIDAS.

I provvedimenti amministrativi adottati sotto la vigenza dell'art. 10 sono ancora validi?

Sì, se non impugnati nei termini. L'abrogazione opera ex nunc e non inficia la validità degli atti già adottati sulla base della norma. Non è però possibile fondare nuovi atti o pretese sull'art. 10, che non produce più effetti giuridici.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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