Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Cooperative di Consumo

Buoni pasto e mensa nel CCNL Cooperative di Consumo: diritto e regime fiscale

Nei settori d’ufficio e dei servizi il buono pasto è il benefit più diffuso. Non è però un diritto automatico di legge: nasce dal CCNL o dall’accordo aziendale, e gode dell’esenzione fiscale solo entro soglie precise, diverse tra buono cartaceo ed elettronico.

In sintesi

Il buono pasto non è un diritto di legge: lo riconosce il CCNL o l’accordo aziendale. È esente da imposte e contributi fino a 4 €/giorno se cartaceo e 8 €/giorno se elettronico; l’eccedenza è imponibile. La mensa aziendale e le convenzioni sono invece integralmente esenti. Di norma spetta un solo beneficio per giornata.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
Istituti trattati
Buoni pasto cartacei ed elettronici · Mensa e convenzioni · Regime fiscale
Riferimenti
Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL per spettanza e importi
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Le forme del servizio pasto a confronto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
Forma In che cosa consiste Regime fiscale
Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 8,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

Buoni pasto: cartacei ed elettronici

Il buono pasto (ticket restaurant) è il benefit più comune negli uffici. La sua disciplina fiscale distingue nettamente due tipologie.

Le soglie di esenzione

Il buono pasto è esente da imposte e contributi fino a 4,00 € al giorno se in formato cartaceo e fino a 8,00 € al giorno se in formato elettronico; la parte eccedente concorre al reddito. La differenza incentiva l’uso del formato elettronico.

Le regole d’uso

I buoni pasto non sono cumulabili oltre un certo numero per singolo acquisto, non sono cedibili né convertibili in denaro e spettano per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dia titolo al pasto. Non maturano nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Un diritto contrattuale

Il buono pasto non è previsto dalla legge come diritto generale: spetta se e nella misura in cui lo stabiliscono il CCNL o l’accordo aziendale. Per importo e condizioni si rinvia quindi al contratto applicato.

Un diritto contrattuale, non di legge

È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Casi pratici

Tizio — buono pasto elettronico da 9 euro
Tizio riceve un buono pasto elettronico del valore di 9 € per ogni giorno lavorato. La quota fino a 8 € è esente; il restante 1 € concorre al reddito imponibile. Se il buono fosse cartaceo, l’esenzione si fermerebbe a 4 €.
Caia — part-time e diritto al buono pasto
Caia è part-time orizzontale e lavora solo il mattino, senza pausa pasto. Il diritto al buono pasto dipende da come il CCNL o l’accordo aziendale lo collegano alla presenza e alla pausa: se è previsto per le giornate con orario che dà titolo al pasto, va verificata la sua specifica articolazione oraria.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
Qual è la differenza fiscale tra buono pasto cartaceo ed elettronico?
Il buono cartaceo è esente fino a 4 €/giorno, quello elettronico fino a 8 €/giorno. La parte eccedente concorre al reddito. Per questo molte aziende adottano il formato elettronico.

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Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il buono pasto non è un diritto di legge: nasce dal CCNL o dall'accordo aziendale, che ne fissano spettanza e importo.
  • Il regime fiscale è dettato dall'art. 51, comma 2, TUIR: esenzione fino a 4,00 euro al giorno per il buono cartaceo e fino a 8,00 euro per quello elettronico; l'eccedenza è imponibile.
  • La mensa aziendale e le convenzioni non concorrono al reddito, senza limite di importo.
  • L'indennità sostitutiva in denaro è di norma imponibile, salva l'esenzione fino a 5,29 euro per cantieri e zone prive di ristorazione.
  • Di regola spetta un solo beneficio per giornata lavorativa di effettiva presenza.
Indice dei contenuti

Il buono pasto è il benefit più diffuso negli uffici e nei servizi, ma è anche uno dei più fraintesi. La confusione nasce dal sovrapporsi di due piani distinti: la spettanza del beneficio, che dipende dal contratto, e il suo trattamento fiscale, che dipende dalla legge. Tenerli separati è la chiave per leggere correttamente la busta paga.

Il buono pasto non è un diritto di legge

Nessuna norma impone al datore di erogare buoni pasto: il diritto e l'importo nascono dal CCNL applicato o dall'accordo aziendale. Nel settore delle cooperative di consumo la fonte è dunque contrattuale, e per conoscere se e in quale misura spetti il beneficio occorre leggere il testo del contratto o l'accordo di secondo livello.

Le forme del servizio sostitutivo della mensa

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere più forme: la mensa aziendale o le convenzioni, il buono pasto cartaceo, il buono pasto elettronico e l'indennità sostitutiva in denaro. A ciascuna corrisponde un diverso trattamento fiscale, fissato dall'art. 51, comma 2, del TUIR. È questa norma - non il contratto - a stabilire le soglie di esenzione.

Le soglie di esenzione fiscale

La mensa aziendale e le convenzioni di ristorazione non concorrono al reddito, senza limite di importo. Il buono pasto è invece esente da imposte e contributi fino a 4,00 euro al giorno se cartaceo e fino a 8,00 euro al giorno se elettronico; la parte eccedente concorre alla formazione del reddito imponibile. La differenza tra le due soglie spiega la diffusione del formato elettronico.

L'indennità sostitutiva di mensa

Quando al servizio si sostituisce una somma in denaro, l'indennità è di regola imponibile. Resta una specifica esenzione, fino a 5,29 euro al giorno, per gli addetti a cantieri edili e per le strutture lavorative a carattere temporaneo o in unità produttive collocate in zone prive di servizi di ristorazione. Fuori da questi casi l'indennità entra a pieno titolo nella retribuzione imponibile.

Le regole d'uso dei buoni

I buoni pasto seguono regole d'uso precise: spettano per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dia titolo al pasto, non sono cedibili né convertibili in denaro e sono cumulabili nell'utilizzo solo entro i limiti fissati dalla disciplina di settore. Di norma spetta un unico beneficio per giornata lavorativa, sicché mensa e buono pasto non si sommano per lo stesso giorno.

Verifica della spettanza nel contratto

Mentre le soglie di esenzione sono fisse perché di legge, l'importo del buono e le condizioni di spettanza sono variabili e dipendono dal CCNL o dall'accordo aziendale. Per i valori esatti - importo nominale del buono, numero di giornate, eventuali condizioni di orario - si rinvia al testo contrattuale vigente e agli accordi di secondo livello.

Domande frequenti

Il buono pasto è obbligatorio per legge?

No. Non esiste un diritto di legge al buono pasto: spettanza e importo nascono dal CCNL applicato o dall'accordo aziendale. Per le cooperative di consumo la fonte è contrattuale.

Fino a quanto è esente il buono pasto?

Secondo l'art. 51, comma 2, TUIR è esente da imposte e contributi fino a 4,00 euro al giorno se cartaceo e fino a 8,00 euro al giorno se elettronico. La parte eccedente concorre al reddito.

La mensa aziendale è tassata?

No. La mensa aziendale e le convenzioni di ristorazione non concorrono al reddito, senza limite di importo. È un regime più favorevole rispetto al buono pasto.

Posso ricevere mensa e buono pasto nello stesso giorno?

Di norma no. Spetta un solo beneficio per giornata lavorativa di effettiva presenza: mensa e buono pasto non si sommano per lo stesso giorno.

L'indennità in denaro al posto del buono è tassata?

Di regola sì, è imponibile. È prevista un'esenzione fino a 5,29 euro al giorno per gli addetti a cantieri e per le unità produttive in zone prive di servizi di ristorazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.