Testo dell'articoloVigente
Buoni pasto e mensa nel CCNL Cooperative di Consumo: diritto e regime fiscale
Nei settori d’ufficio e dei servizi il buono pasto è il benefit più diffuso. Non è però un diritto automatico di legge: nasce dal CCNL o dall’accordo aziendale, e gode dell’esenzione fiscale solo entro soglie precise, diverse tra buono cartaceo ed elettronico.
Il buono pasto non è un diritto di legge: lo riconosce il CCNL o l’accordo aziendale. È esente da imposte e contributi fino a 4 €/giorno se cartaceo e 8 €/giorno se elettronico; l’eccedenza è imponibile. La mensa aziendale e le convenzioni sono invece integralmente esenti. Di norma spetta un solo beneficio per giornata.
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Le forme del servizio pasto a confronto
Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.
| Forma | In che cosa consiste | Regime fiscale |
|---|---|---|
| Mensa aziendale / convenzioni | Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi | Non concorre al reddito (esente, senza limite) |
| Buono pasto cartaceo | Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata | Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile |
| Buono pasto elettronico | Ticket su card/app | Esente fino a 8,00 €/giorno; eccedenza imponibile |
| Indennità sostitutiva di mensa | Somma in denaro al posto del servizio | Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione |
Buoni pasto: cartacei ed elettronici
Il buono pasto (ticket restaurant) è il benefit più comune negli uffici. La sua disciplina fiscale distingue nettamente due tipologie.
Le soglie di esenzione
Il buono pasto è esente da imposte e contributi fino a 4,00 € al giorno se in formato cartaceo e fino a 8,00 € al giorno se in formato elettronico; la parte eccedente concorre al reddito. La differenza incentiva l’uso del formato elettronico.
Le regole d’uso
I buoni pasto non sono cumulabili oltre un certo numero per singolo acquisto, non sono cedibili né convertibili in denaro e spettano per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dia titolo al pasto. Non maturano nei giorni di assenza, ferie o malattia.
Un diritto contrattuale
Il buono pasto non è previsto dalla legge come diritto generale: spetta se e nella misura in cui lo stabiliscono il CCNL o l’accordo aziendale. Per importo e condizioni si rinvia quindi al contratto applicato.
Un diritto contrattuale, non di legge
È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.
Casi pratici
Domande frequenti
Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
Qual è la differenza fiscale tra buono pasto cartaceo ed elettronico?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.
Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il buono pasto è il benefit più diffuso negli uffici e nei servizi, ma è anche uno dei più fraintesi. La confusione nasce dal sovrapporsi di due piani distinti: la spettanza del beneficio, che dipende dal contratto, e il suo trattamento fiscale, che dipende dalla legge. Tenerli separati è la chiave per leggere correttamente la busta paga.
Il buono pasto non è un diritto di legge
Nessuna norma impone al datore di erogare buoni pasto: il diritto e l'importo nascono dal CCNL applicato o dall'accordo aziendale. Nel settore delle cooperative di consumo la fonte è dunque contrattuale, e per conoscere se e in quale misura spetti il beneficio occorre leggere il testo del contratto o l'accordo di secondo livello.
Le forme del servizio sostitutivo della mensa
Il servizio sostitutivo della mensa può assumere più forme: la mensa aziendale o le convenzioni, il buono pasto cartaceo, il buono pasto elettronico e l'indennità sostitutiva in denaro. A ciascuna corrisponde un diverso trattamento fiscale, fissato dall'art. 51, comma 2, del TUIR. È questa norma - non il contratto - a stabilire le soglie di esenzione.
Le soglie di esenzione fiscale
La mensa aziendale e le convenzioni di ristorazione non concorrono al reddito, senza limite di importo. Il buono pasto è invece esente da imposte e contributi fino a 4,00 euro al giorno se cartaceo e fino a 8,00 euro al giorno se elettronico; la parte eccedente concorre alla formazione del reddito imponibile. La differenza tra le due soglie spiega la diffusione del formato elettronico.
L'indennità sostitutiva di mensa
Quando al servizio si sostituisce una somma in denaro, l'indennità è di regola imponibile. Resta una specifica esenzione, fino a 5,29 euro al giorno, per gli addetti a cantieri edili e per le strutture lavorative a carattere temporaneo o in unità produttive collocate in zone prive di servizi di ristorazione. Fuori da questi casi l'indennità entra a pieno titolo nella retribuzione imponibile.
Le regole d'uso dei buoni
I buoni pasto seguono regole d'uso precise: spettano per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dia titolo al pasto, non sono cedibili né convertibili in denaro e sono cumulabili nell'utilizzo solo entro i limiti fissati dalla disciplina di settore. Di norma spetta un unico beneficio per giornata lavorativa, sicché mensa e buono pasto non si sommano per lo stesso giorno.
Verifica della spettanza nel contratto
Mentre le soglie di esenzione sono fisse perché di legge, l'importo del buono e le condizioni di spettanza sono variabili e dipendono dal CCNL o dall'accordo aziendale. Per i valori esatti - importo nominale del buono, numero di giornate, eventuali condizioni di orario - si rinvia al testo contrattuale vigente e agli accordi di secondo livello.
Domande frequenti
Il buono pasto è obbligatorio per legge?
No. Non esiste un diritto di legge al buono pasto: spettanza e importo nascono dal CCNL applicato o dall'accordo aziendale. Per le cooperative di consumo la fonte è contrattuale.
Fino a quanto è esente il buono pasto?
Secondo l'art. 51, comma 2, TUIR è esente da imposte e contributi fino a 4,00 euro al giorno se cartaceo e fino a 8,00 euro al giorno se elettronico. La parte eccedente concorre al reddito.
La mensa aziendale è tassata?
No. La mensa aziendale e le convenzioni di ristorazione non concorrono al reddito, senza limite di importo. È un regime più favorevole rispetto al buono pasto.
Posso ricevere mensa e buono pasto nello stesso giorno?
Di norma no. Spetta un solo beneficio per giornata lavorativa di effettiva presenza: mensa e buono pasto non si sommano per lo stesso giorno.
L'indennità in denaro al posto del buono è tassata?
Di regola sì, è imponibile. È prevista un'esenzione fino a 5,29 euro al giorno per gli addetti a cantieri e per le unità produttive in zone prive di servizi di ristorazione.