Indice
La guida
Lavoro festivo, domenicale e notturno nel CCNL Cooperative di Consumo
Nel CCNL della distribuzione cooperativa il lavoro ordinario di notte (dalle 22 alle 6) vale il 25% in più sulla retribuzione normale. La domenica lavorata nelle aperture autorizzate non dà invece diritto a maggiorazione straordinaria: dà diritto al riposo settimanale in un altro giorno. I festivi e il riposo settimanale lavorato si pagano il 35% in più.
Notturno ordinario (22-6): quota oraria della retribuzione di fatto più 25% sulla retribuzione normale. Straordinario: 20% fino alla 48ª ora settimanale, 25% oltre; festivo 35%; notturno 55%. Ore nel giorno di riposo settimanale: 35% e riposo compensativo. Domenica ordinaria nelle aperture autorizzate: nessuna maggiorazione, ma il riposo settimanale va dato. Le maggiorazioni non si cumulano: vale la più alta.
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Le maggiorazioni in tabella
| Situazione | Cosa spetta |
|---|---|
| Lavoro ordinario notturno (dalle 22 alle 6) | Quota oraria della retribuzione di fatto più maggiorazione del 25% calcolata sulla retribuzione normale |
| Straordinario diurno feriale | Quota oraria della retribuzione di fatto più 20% fino alla 48ª ora settimanale, 25% per le ore oltre la 48ª |
| Straordinario nei giorni festivi | Quota oraria della retribuzione di fatto più 35% sulla retribuzione normale |
| Straordinario notturno (22-6, se non sono turni regolari di servizio) | Quota oraria della retribuzione di fatto più 55% sulla quota oraria della retribuzione normale |
| Ore lavorate nel giorno di riposo settimanale | Sola maggiorazione del 35% sulla quota oraria della retribuzione normale, fermo il riposo compensativo |
| Ore di lavoro in una delle festività elencate dal contratto | Pagate come lavoro straordinario festivo (35%) |
| Ore normali di domenica nei negozi autorizzati all’apertura | Nessuna maggiorazione straordinaria; il riposo settimanale va dato in un altro giorno |
| Festività che cade di domenica (lavoratori a retribuzione mensile fissa) | In più rispetto alla retribuzione mensile, un importo pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto |
Cumulo: le maggiorazioni dell’articolo sul lavoro straordinario non sono cumulabili tra loro né con altre maggiorazioni; se ne concorrono più d’una si applica soltanto la più alta. Il testo parla di «retribuzione normale» per la base della maggiorazione e di «retribuzione di fatto» per la quota oraria pagata.
Domenica: perché in genere non c’è la maggiorazione
Il contratto stabilisce che le imprese autorizzate all’apertura domenicale di negozi, spacci o magazzini devono dare il riposo settimanale ai dipendenti senza corrispondere maggiorazione straordinaria per le ore normali prestate di domenica. Chi lavora la domenica nel proprio orario ordinario ha quindi diritto a un riposo in un altro giorno, non a una percentuale in più per il solo fatto che è domenica. Le modalità delle aperture domenicali e festive sono oggetto di confronto a livello aziendale: un accordo integrativo può riconoscere di più, e va letto accanto al CCNL. Se la domenica lavorata coincide con il giorno di riposo settimanale vale invece la riga dedicata nella tabella: 35% e riposo compensativo.
Festivi: quali sono e come si pagano
Le festività retribuite sono tre nazionali (25 aprile, 1° maggio, 2 giugno) e nove infrasettimanali: 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì dopo Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre e la solennità del patrono del luogo di lavoro. Le ore prestate in questi giorni, a qualsiasi titolo richieste, si pagano come straordinario festivo, cioè con il 35%. Se la festività cade di domenica, i lavoratori con retribuzione fissa mensile ricevono un importo in più pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto; lo stesso vale per il 4 novembre, spostato alla prima domenica del mese dalla L. 54/1977.
Lavoro notturno: l’orario del contratto e quello della legge
Il CCNL rinvia al D.Lgs. 66/2003 per stabilire chi è lavoratore notturno, ma ai soli fini della paga considera notturno il lavoro dalle 22 alle 6. I due piani non coincidono:
- paga: ogni ora ordinaria tra le 22 e le 6 ha il 25% in più;
- tutele di legge: «lavoro notturno» è l’attività svolta per almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra mezzanotte e le 5; «lavoratore notturno» è chi svolge in modo normale almeno 3 ore del proprio tempo di lavoro giornaliero nel periodo notturno, oppure chi lo fa secondo i criteri dei contratti collettivi; in mancanza di una disciplina collettiva, chi lavora di notte per almeno 80 giorni lavorativi l’anno (D.Lgs. 66/2003, art. 1).
Per il lavoratore notturno l’orario non può superare in media le 8 ore nelle 24 (art. 13), con visita medica preventiva e controlli periodici (art. 14). Il D.Lgs. 151/2001 (art. 53) vieta il notturno alla donna in gravidanza e fino a un anno di età del bambino, e lo rende facoltativo, su richiesta, per la madre (o il padre affidatario) di un figlio fino a 3 anni, per il genitore solo affidatario di un figlio convivente fino a 12 anni e per chi assiste un disabile grave.
Tassazione agevolata delle maggiorazioni nel 2026
Per il 2026 la legge di bilancio (L. 199/2025) prevede un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per turni, entro 1.500 € l’anno, per i dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 40.000 €. Si applica alle somme che il contratto o l’azienda riconoscono davvero: la domenica ordinaria senza maggiorazione non ne genera.
Riposi che non si toccano
Il riposo settimanale è di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, di regola la domenica, calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni. Il riposo giornaliero è di 11 ore consecutive (art. 7 D.Lgs. 66/2003): il CCNL ammette un frazionamento in caso di cambio turno, in attesa degli accordi aziendali o territoriali, e indica come adeguata protezione un riposo minimo di 9 ore consecutive.
Casi pratici
Approfondisci con la guida pratica
Domande frequenti
Quanto vale la maggiorazione per il lavoro notturno?
La domenica lavorata si paga di più?
Come si pagano i festivi?
Notturno e festivo si sommano?
Chi è il lavoratore notturno per la legge?
Le maggiorazioni hanno una tassazione agevolata?
Una lavoratrice incinta può fare il turno di notte?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sul testo dell’ipotesi di accordo del 22 dicembre 2011 del CCNL della distribuzione cooperativa, non modificato in questa materia dall’ipotesi di rinnovo del 29 marzo 2024, e sul D.Lgs. 66/2003. Gli accordi aziendali possono prevedere trattamenti migliorativi. Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil).