Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Cooperative di Consumo

Lavoro festivo, domenicale e notturno nel CCNL Cooperative di Consumo

Nel CCNL della distribuzione cooperativa il lavoro ordinario di notte (dalle 22 alle 6) vale il 25% in più sulla retribuzione normale. La domenica lavorata nelle aperture autorizzate non dà invece diritto a maggiorazione straordinaria: dà diritto al riposo settimanale in un altro giorno. I festivi e il riposo settimanale lavorato si pagano il 35% in più.

In sintesi

Notturno ordinario (22-6): quota oraria della retribuzione di fatto più 25% sulla retribuzione normale. Straordinario: 20% fino alla 48ª ora settimanale, 25% oltre; festivo 35%; notturno 55%. Ore nel giorno di riposo settimanale: 35% e riposo compensativo. Domenica ordinaria nelle aperture autorizzate: nessuna maggiorazione, ma il riposo settimanale va dato. Le maggiorazioni non si cumulano: vale la più alta.

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Dati contrattuali

Parti datoriali
Ancc-Coop · Confcooperative Consumo e Utenza · A.G.C.I. Agrital
Parti sindacali
Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
Data rinnovo
29 marzo 2024 (ipotesi di accordo)
Vigenza
1° aprile 2023 – 31 marzo 2027
Notturno ordinario
22-6: +25% sulla retribuzione normale
Festivo e riposo lavorato
+35%
Fonte
Testo dell’ipotesi di accordo del 22 dicembre 2011 (artt. «Lavoro ordinario notturno», «Maggiorazioni», «Riposo settimanale», «Festività», «Lavoro festivo»), non modificato dall’ipotesi di rinnovo del 29 marzo 2024

Le maggiorazioni in tabella

Lavoro notturno, festivo e domenicale nel CCNL Distribuzione Cooperativa
Situazione Cosa spetta
Lavoro ordinario notturno (dalle 22 alle 6) Quota oraria della retribuzione di fatto più maggiorazione del 25% calcolata sulla retribuzione normale
Straordinario diurno feriale Quota oraria della retribuzione di fatto più 20% fino alla 48ª ora settimanale, 25% per le ore oltre la 48ª
Straordinario nei giorni festivi Quota oraria della retribuzione di fatto più 35% sulla retribuzione normale
Straordinario notturno (22-6, se non sono turni regolari di servizio) Quota oraria della retribuzione di fatto più 55% sulla quota oraria della retribuzione normale
Ore lavorate nel giorno di riposo settimanale Sola maggiorazione del 35% sulla quota oraria della retribuzione normale, fermo il riposo compensativo
Ore di lavoro in una delle festività elencate dal contratto Pagate come lavoro straordinario festivo (35%)
Ore normali di domenica nei negozi autorizzati all’apertura Nessuna maggiorazione straordinaria; il riposo settimanale va dato in un altro giorno
Festività che cade di domenica (lavoratori a retribuzione mensile fissa) In più rispetto alla retribuzione mensile, un importo pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto

Cumulo: le maggiorazioni dell’articolo sul lavoro straordinario non sono cumulabili tra loro né con altre maggiorazioni; se ne concorrono più d’una si applica soltanto la più alta. Il testo parla di «retribuzione normale» per la base della maggiorazione e di «retribuzione di fatto» per la quota oraria pagata.

Domenica: perché in genere non c’è la maggiorazione

Il contratto stabilisce che le imprese autorizzate all’apertura domenicale di negozi, spacci o magazzini devono dare il riposo settimanale ai dipendenti senza corrispondere maggiorazione straordinaria per le ore normali prestate di domenica. Chi lavora la domenica nel proprio orario ordinario ha quindi diritto a un riposo in un altro giorno, non a una percentuale in più per il solo fatto che è domenica. Le modalità delle aperture domenicali e festive sono oggetto di confronto a livello aziendale: un accordo integrativo può riconoscere di più, e va letto accanto al CCNL. Se la domenica lavorata coincide con il giorno di riposo settimanale vale invece la riga dedicata nella tabella: 35% e riposo compensativo.

Festivi: quali sono e come si pagano

Le festività retribuite sono tre nazionali (25 aprile, 1° maggio, 2 giugno) e nove infrasettimanali: 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì dopo Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre e la solennità del patrono del luogo di lavoro. Le ore prestate in questi giorni, a qualsiasi titolo richieste, si pagano come straordinario festivo, cioè con il 35%. Se la festività cade di domenica, i lavoratori con retribuzione fissa mensile ricevono un importo in più pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto; lo stesso vale per il 4 novembre, spostato alla prima domenica del mese dalla L. 54/1977.

Lavoro notturno: l’orario del contratto e quello della legge

Il CCNL rinvia al D.Lgs. 66/2003 per stabilire chi è lavoratore notturno, ma ai soli fini della paga considera notturno il lavoro dalle 22 alle 6. I due piani non coincidono:

  • paga: ogni ora ordinaria tra le 22 e le 6 ha il 25% in più;
  • tutele di legge: «lavoro notturno» è l’attività svolta per almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra mezzanotte e le 5; «lavoratore notturno» è chi svolge in modo normale almeno 3 ore del proprio tempo di lavoro giornaliero nel periodo notturno, oppure chi lo fa secondo i criteri dei contratti collettivi; in mancanza di una disciplina collettiva, chi lavora di notte per almeno 80 giorni lavorativi l’anno (D.Lgs. 66/2003, art. 1).

Per il lavoratore notturno l’orario non può superare in media le 8 ore nelle 24 (art. 13), con visita medica preventiva e controlli periodici (art. 14). Il D.Lgs. 151/2001 (art. 53) vieta il notturno alla donna in gravidanza e fino a un anno di età del bambino, e lo rende facoltativo, su richiesta, per la madre (o il padre affidatario) di un figlio fino a 3 anni, per il genitore solo affidatario di un figlio convivente fino a 12 anni e per chi assiste un disabile grave.

Tassazione agevolata delle maggiorazioni nel 2026

Per il 2026 la legge di bilancio (L. 199/2025) prevede un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per turni, entro 1.500 € l’anno, per i dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 40.000 €. Si applica alle somme che il contratto o l’azienda riconoscono davvero: la domenica ordinaria senza maggiorazione non ne genera.

Riposi che non si toccano

Il riposo settimanale è di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, di regola la domenica, calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni. Il riposo giornaliero è di 11 ore consecutive (art. 7 D.Lgs. 66/2003): il CCNL ammette un frazionamento in caso di cambio turno, in attesa degli accordi aziendali o territoriali, e indica come adeguata protezione un riposo minimo di 9 ore consecutive.

Casi pratici

Tizio – Domenica in un supermercato
Tizio lavora la domenica nel suo orario normale in un negozio autorizzato all’apertura. Non ha una maggiorazione del CCNL per il solo fatto che è domenica; ha diritto al riposo settimanale di 24 ore in un altro giorno. Se invece lavora nel giorno che l’azienda gli aveva assegnato come riposo, quelle ore valgono il 35% in più e il riposo va recuperato.
Caia – Un turno di notte
Caia lavora dalle 22 alle 6 nel suo orario ordinario. Su una paga oraria ipotetica di 10,00 € (per semplicità retribuzione normale e di fatto coincidono) l’ora vale 12,50 €. Se le ore fossero straordinarie notturne al di fuori dei turni regolari, il 55% porterebbe l’ora a 15,50 €.
Sempronio – Il 25 aprile
Sempronio lavora il 25 aprile. Le ore sono pagate come straordinario festivo: con la stessa paga oraria ipotetica di 10,00 €, 13,50 € l’ora. Se le ore ricadessero anche nella fascia notturna, non si sommano le percentuali: si applica la più alta.

Approfondisci con la guida pratica

Lavoro festivo e domenicale: come va pagato →

Domande frequenti

Quanto vale la maggiorazione per il lavoro notturno?
Il lavoro ordinario dalle 22 alle 6 ha il 25% in più sulla retribuzione normale; lo straordinario notturno, se non è un turno regolare di servizio, il 55%.
La domenica lavorata si paga di più?
Se sono ore normali in un negozio autorizzato all’apertura, il CCNL esclude la maggiorazione straordinaria e dà il riposo settimanale in un altro giorno. Le ore nel giorno di riposo settimanale hanno il 35%; accordi aziendali possono prevedere di più.
Come si pagano i festivi?
Le ore di lavoro nei giorni di festività elencati dal contratto sono pagate come straordinario festivo, con il 35% in più. Se la festività cade di domenica, chi ha la retribuzione mensile fissa riceve in più una quota giornaliera della retribuzione di fatto.
Notturno e festivo si sommano?
No. Le maggiorazioni dell’articolo sul lavoro straordinario non sono cumulabili tra loro né con altre: se ne concorrono più d’una si applica la più alta.
Chi è il lavoratore notturno per la legge?
Chi svolge di notte, in modo normale, almeno 3 ore del proprio orario giornaliero, o rientra nei criteri del contratto collettivo; in difetto, chi lavora di notte almeno 80 giorni l’anno (D.Lgs. 66/2003, art. 1).
Le maggiorazioni hanno una tassazione agevolata?
Nel 2026 sì, con imposta sostitutiva del 15% fino a 1.500 € l’anno su maggiorazioni e indennità per notturno, festivo, riposo settimanale lavorato e turni, per i dipendenti privati con reddito 2025 fino a 40.000 € (L. 199/2025).
Una lavoratrice incinta può fare il turno di notte?
No: dalla gravidanza e fino a un anno di età del bambino il notturno è vietato (art. 53 D.Lgs. 151/2001). Dopo, e fino ai 3 anni del figlio, può rifiutarlo.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sul testo dell’ipotesi di accordo del 22 dicembre 2011 del CCNL della distribuzione cooperativa, non modificato in questa materia dall’ipotesi di rinnovo del 29 marzo 2024, e sul D.Lgs. 66/2003. Gli accordi aziendali possono prevedere trattamenti migliorativi. Per situazioni individuali rivolgersi al sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil).

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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