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La guida
Sanzioni disciplinari nel CCNL Cooperative di Consumo: contestazione e difesa
Nelle cooperative di consumo una contestazione su cassa, clienti o orario può chiudersi con un rimprovero, una multa o una sospensione. Qualunque sia il fatto, la sanzione è valida solo se il datore rispetta la procedura dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori: contestazione scritta, almeno 5 giorni per difendersi, proporzionalità.
Nessuna sanzione disciplinare, salvo il rimprovero verbale, è valida senza contestazione scritta e almeno 5 giorni per le giustificazioni (art. 7 L. 300/1970). Limiti di legge: multa fino a 4 ore di retribuzione base, sospensione fino a 10 giorni. Le sanzioni di oltre 2 anni non contano per la recidiva. Entro 20 giorni dall’applicazione si può chiedere il collegio di conciliazione e arbitrato, e la sanzione resta sospesa.
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I tetti di legge in tabella
| Sanzione | In che cosa consiste | Limite e forma |
|---|---|---|
| Rimprovero verbale | Richiamo orale per mancanze lievi | Unica sanzione senza contestazione scritta preventiva |
| Rimprovero scritto | Richiamo formale messo agli atti | Contestazione scritta e 5 giorni per la difesa |
| Multa | Trattenuta sulla retribuzione | Non oltre 4 ore di retribuzione base |
| Sospensione | Allontanamento senza retribuzione | Non oltre 10 giorni |
| Licenziamento disciplinare | Recesso per giusta causa o giustificato motivo soggettivo | Stessa procedura di contestazione e difesa |
Nota: la legge fissa i tetti e la procedura; l’elenco delle mancanze e la sanzione corrispondente sono nel codice disciplinare del CCNL, negli articoli «Provvedimenti disciplinari» e «Contestazione degli addebiti». Il testo di quegli articoli non è tra i documenti ufficiali del contratto che abbiamo potuto consultare, perciò non lo riproduciamo: non diamo quindi l’elenco delle singole mancanze.
Da dove nasce il potere disciplinare
Il lavoratore deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione (art. 2104 c.c.) e osservare l’obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.). L’inosservanza permette al datore di applicare sanzioni, che però devono essere proporzionate all’infrazione (art. 2106 c.c.). Nelle cooperative di consumo i casi più frequenti riguardano la gestione della cassa, i prezzi e il rapporto con i clienti.
La procedura passo per passo
- Codice disciplinare conoscibile: le norme sulle sanzioni e sulle mancanze devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.
- Contestazione scritta: il datore deve contestare l’addebito in modo specifico e tempestivo. Una contestazione generica o tardiva rende viziata la sanzione.
- Almeno 5 giorni per difendersi: la sanzione, salvo il rimprovero verbale, non può essere applicata prima che siano trascorsi 5 giorni dalla contestazione. Il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante sindacale.
- Proporzionalità e oblio: la sanzione va commisurata alla gravità effettiva; le sanzioni applicate da oltre 2 anni non possono essere richiamate per la recidiva.
Ammanchi di cassa
L’ammanco non equivale in automatico a una sottrazione: va provato e contestato in modo preciso (importo, giorno, turno), tenendo conto di fondi cassa condivisi e di procedure aziendali. Il licenziamento è l’extrema ratio e presuppone una lesione irrimediabile del vincolo di fiducia.
Come si impugna una sanzione
Entro 20 giorni dall’applicazione della sanzione il lavoratore, anche tramite il sindacato, può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro; fino alla pronuncia del collegio la sanzione resta sospesa. Se il datore non nomina il proprio rappresentante entro 10 giorni dall’invito dell’Ispettorato, la sanzione non ha effetto. È sempre possibile rivolgersi al giudice del lavoro. Per il licenziamento le conseguenze dipendono dalla data di assunzione: tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015) per gli assunti dal 7 marzo 2015, art. 18 per gli altri.
Casi pratici
Approfondisci con la guida pratica
Domande frequenti
Quanti giorni ho per giustificarmi?
Quanto può valere una multa?
Entro quanto posso impugnare una sanzione?
Una vecchia sanzione può essere usata contro di me?
Un ammanco di cassa giustifica sempre il licenziamento?
Se il codice disciplinare non era affisso la sanzione è valida?
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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e si basano sull’art. 7 della L. 300/1970 e sugli artt. 2104-2106 c.c. L’elenco delle mancanze e delle sanzioni corrispondenti è nel codice disciplinare del CCNL della distribuzione cooperativa; per il caso concreto rivolgersi al sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.