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Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Vale sempre il percorso più breve fra quelli astrattamente disponibili
  • Le distanze si misurano con tavole note del Comune sede dell'ufficio
  • I parametri devono essere oggettivi e verificabili in giudizio
  • Norma di completamento dei criteri tariffari sulle indennità

Testo dell'articoloVigente

Art. 21 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia

1. Nel calcolo delle distanze computabili ai fini dell'indennità di trasferta si deve tener conto della più breve fra quelle che si possono percorrere per raggiungere il luogo dove l'atto deve essere eseguito.

2. Le distanze sono calcolate secondo tavole note del Comune dove ha sede l'ufficio e, comunque, secondo tavole note, fondate su parametri obiettivi e comprovabili.

Commento

L'articolo fissa il criterio cardine per il calcolo dell'indennità di trasferta spettante all'ufficiale giudiziario quando si reca a notificare o eseguire un atto fuori dalla sede dell'ufficio. Il riferimento è sempre alla distanza minima percorribile, non a quella effettivamente seguita: il legislatore evita così che la scelta di un itinerario meno diretto incida sui costi sopportati dalla parte istante o dall'erario.

Il principio della distanza minima

Il comma 1 impone di considerare la più breve fra le distanze utili a raggiungere il luogo dell'atto. La regola opera come parametro oggettivo: l'ufficiale giudiziario non ha discrezionalità nel gonfiare il chilometraggio scegliendo percorsi alternativi, e la cancelleria che liquida i compensi deve allinearsi al dato cartografico. Si tratta di una declinazione del principio di buona amministrazione applicato al servizio pubblico di notificazione.

Le tavole comunali come fonte di calcolo

Il comma 2 individua le tavole note del Comune sede dell'ufficio come strumento ordinario di misura. Quando il Comune non disponga di tabulati ufficiali, si ricorre comunque a tavole basate su parametri oggettivi e comprovabili — oggi tipicamente cartografia digitale o servizi di routing georeferenziati. La verificabilità in giudizio è essenziale, perché la parte che si vede addebitare un'indennità superiore al dovuto può contestare il calcolo in sede di liquidazione.

Funzione di chiusura del sistema tariffario

L'art. 21 si raccorda con gli artt. 26, 35 e 38 del medesimo testo unico, che fissano gli importi unitari dell'indennità di trasferta per scaglioni chilometrici. Senza un criterio uniforme di misurazione, gli scaglioni rischierebbero di prestarsi a contestazioni continue. La norma assolve dunque una funzione di chiusura del sistema, riducendo il contenzioso sulle voci di spesa minori ma quantitativamente molto frequenti.

Rilevanza per la parte che anticipa

La parte che richiede la notificazione anticipa il diritto unico e l'indennità di trasferta secondo gli artt. 27 e 30. Conoscere il criterio della distanza minima consente di prevedere con sufficiente precisione il costo del singolo atto, soprattutto nelle pratiche seriali (recupero crediti, sfratti, notificazioni di ricorsi). Per la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato (artt. 74 ss.), la regola incide sull'importo prenotato a debito.

Profili pratici per la cancelleria

L'art. 21 è applicato quotidianamente dagli uffici notifiche, esecuzioni e protesti nella liquidazione delle voci dovute. La prassi più consolidata si serve oggi di cartografia digitale messa a disposizione dagli enti locali o di servizi di routing georeferenziati di pubblico accesso. La parte che riceve la nota può sempre verificare il calcolo allegando una stampa della cartografia, e il giudice in sede di contestazione ex art. 91 c.p.c. valuta le prove documentali su base oggettiva. Il principio della distanza minima è coerente con la regola dell'art. 92 c.p.c. che impone al giudice di evitare liquidazioni sovradimensionate, e si raccorda alla disciplina dell'art. 24 cost. sul giusto procedimento attraverso il presidio del principio di proporzionalità delle spese di giustizia.

Casi pratici

Caso 1: Notifica con due itinerari possibili

Caso 2: Contestazione del calcolo

Domande frequenti

Come si calcolano le distanze per l'indennità di trasferta?

Si prende sempre la distanza più breve fra le percorribili e la si misura secondo tavole note del Comune sede dell'ufficio o, in mancanza, tavole basate su parametri oggettivi e verificabili.

L'ufficiale giudiziario può scegliere un itinerario più lungo?

No. Il criterio di calcolo è oggettivo e prescinde dal percorso concretamente seguito: l'indennità si liquida sulla distanza minima utile a raggiungere il luogo dell'atto.

Cosa succede se manca una tavola comunale?

Si applica una tavola fondata su parametri oggettivi e comprovabili, oggi tipicamente cartografia digitale, purché verificabile in sede di contestazione.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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