Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 11-bis D.Lgs. 28/2010 – Accordo di conciliazione sottoscritto dalle amministrazioni pubbliche
D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – testo aggiornato
1. Ai rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, di cui all' articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , che sottoscrivono un accordo di conciliazione si applica l'articolo 1, comma 1.1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 . (9) (10)
Vedi anche
→art. 10 MEDIAZIONE→art. 11 MEDIAZIONE→art. 12 MEDIAZIONE→art. 12-bis MEDIAZIONE→art. 183 c.p.c.→art. 1 Cartabia→art. 1965 c.c. (Transazione)→art. 24 Cost. (Difesa)→Art. 13 D.Lgs. 28/2010 – Spese processuali in caso di rifiuto della proposta di conciliazione→Art. 9 D.Lgs. 28/2010 – Dovere di riservatezza→Art. 8-ter D.Lgs. 28/2010 – (Incontri di mediazione con modalità audiovisive da remoto)→Art. 14 D.Lgs. 28/2010 – Obblighi del mediatore
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 11-bis disciplina specificamente la mediazione con pubblica amministrazione. È una norma di rilievo strategico, perché supera storiche resistenze della parte pubblica a strumenti consensuali.
Le resistenze tradizionali
Storicamente la P.A. ha mostrato cautela verso gli accordi conciliativi. La ragione: il rischio di responsabilità erariale per dirigenti che, transigendo, possano essere accusati di danno per l'erario. Questa preoccupazione, comprensibile, generava una sorta di inerzia conciliativa che riduceva l'efficacia della mediazione nelle controversie con enti pubblici.
La soluzione normativa
La Cartabia ha codificato regole specifiche per superare l'impasse. Il dirigente che sottoscrive l'accordo agisce sulla base di una valutazione documentata di convenienza, riferita al rischio del giudizio. La responsabilità erariale resta possibile solo in caso di dolo o colpa grave, non per scelte rientranti nella ragionevole valutazione tecnica.
Modalità di partecipazione
La P.A. partecipa al procedimento tramite rappresentante munito di procura con potere di transazione. Tipicamente il dirigente competente o un avvocato dell'Avvocatura dello Stato (per le amministrazioni statali). Il rappresentante deve poter valutare la proposta e impegnarsi nel merito.
Approvazione interna
L'accordo può richiedere atti interni di approvazione (determinazione dirigenziale, parere di organi consultivi). Il regolamento dell'amministrazione disciplina queste procedure. Nelle controversie di maggior rilievo, è prassi sottoporre l'accordo a parere preventivo dell'Avvocatura.
Profili di controllo
La Corte dei conti può valutare l'accordo nell'esercizio del proprio controllo. Le motivazioni dell'amministrazione devono essere documentate: convenienza economica, riduzione del contenzioso, certezza dell'esito, costi processuali risparmiati. Un accordo ben motivato resiste al controllo erariale.
Effetti sulla diffusione
L'art. 11-bis ha contribuito a sbloccare la mediazione con P.A. Statistiche degli organismi mostrano crescita significativa dei casi conciliati con enti pubblici, in materie come appalti, espropri, danni urbanistici, controversie sanitarie. La sede mediativa permette soluzioni che il giudice non sempre può offrire (modifiche contrattuali, riconoscimenti parziali, scaglionature).
Casi pratici
Caso 1: contenzioso espropriativo
Tizio ha pendente un contenzioso con il Comune per indennità di esproprio. La mediazione consente di chiudere la controversia con un accordo motivato: il Comune evita un giudizio incerto e Tizio ottiene un'indennità più rapida. La determinazione dirigenziale documenta la convenienza dell'operazione.
Caso 2: controversia sanitaria
Caia agisce per responsabilità sanitaria contro una ASL. In mediazione si raggiunge un accordo che prevede risarcimento e adozione di protocolli di miglioramento. La ASL trasmette l'accordo al proprio organismo di controllo interno: la documentazione di convenienza la mette al riparo da contestazioni erariali.
Domande frequenti
La pubblica amministrazione può transigere in mediazione?
Sì, l'art. 11-bis ne disciplina espressamente la partecipazione, anche con potere transattivo, attraverso rappresentante munito di procura.
Quale responsabilità grava sul dirigente che sottoscrive?
Responsabilità erariale solo in caso di dolo o colpa grave. La valutazione di convenienza documentata protegge da contestazioni.
L'accordo della P.A. è automaticamente vincolante?
Può richiedere atti interni di approvazione (determinazioni dirigenziali, pareri). Il regolamento dell'amministrazione disciplina i passaggi necessari.