← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I residui passivi sono somme impegnate ma non pagate entro la fine dell'esercizio.
  • È vietato mantenere nel conto dei residui somme non effettivamente impegnate ai sensi dell'art. 183 TUEL.
  • Le somme non impegnate entro l'esercizio diventano economie di spesa.
  • Le economie concorrono a determinare il risultato di amministrazione.
  • La corretta gestione dei residui è presidio fondamentale dell'attendibilità del bilancio.

Testo dell'articoloVigente

Art. 190 TUEL — Articolo 190

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate entro il termine dell’esercizio.

2. È vietata la conservazione nel conto dei residui di somme non impegnate ai sensi dell’articolo 183.

3. Le somme non impegnate entro il termine dell’esercizio costituiscono economia di spesa e, a tale titolo, concorrono a determinare i risultati finali della gestione.

Commento

L'articolo 190 TUEL definisce la fisionomia tecnico-contabile dei residui passivi negli enti locali, una nozione apparentemente arida ma cruciale per la tenuta degli equilibri di bilancio e per la veridicità del rendiconto. La norma fissa una regola sostanziale e una proibizione esplicita, con conseguenze che si riverberano sul risultato di amministrazione e sull'attendibilità complessiva della gestione finanziaria.

Cosa qualifica un residuo passivo

Un residuo passivo nasce solo se ricorre il binomio impegno-mancato pagamento. L'impegno, disciplinato dall'art. 183 TUEL, costituisce la prima fase della spesa: con esso l'ente vincola contabilmente le risorse a copertura di un'obbligazione giuridicamente perfezionata. Se a fine esercizio l'obbligazione esiste, è esigibile o sta per diventarlo, ma non è ancora stata pagata, la somma confluisce tra i residui passivi e attende ordinazione e pagamento nell'esercizio successivo. Con l'avvento dell'armonizzazione contabile (D.Lgs. 118/2011) la nozione si è raffinata: i residui passivi attivi devono corrispondere a obbligazioni effettivamente esigibili nell'esercizio in cui si chiude la gestione, mentre le somme imputate a esercizi futuri confluiscono nel Fondo pluriennale vincolato.

Il divieto di mantenere residui non genuini

Il secondo comma dell'articolo è una norma di garanzia: non si possono iscrivere tra i residui somme prive di impegno regolare. È un divieto antielusivo, che mira a impedire la conservazione fittizia di risorse al solo scopo di traslare disponibilità da un esercizio all'altro. Le esperienze degli enti in crisi hanno mostrato come la gestione disinvolta dei residui sia stata storicamente uno dei principali vettori di squilibrio. La Corte dei conti, in funzione consultiva e di controllo, vigila costantemente sulla coerenza tra impegni e residui, segnalando casi di residui passivi privi di sottostante giuridico.

Economie di spesa e impatto sul risultato di amministrazione

Le somme stanziate ma non impegnate entro la chiusura dell'esercizio non possono in alcun modo trasformarsi in residui: la norma le qualifica come economie di spesa. Esse concorrono in positivo alla determinazione del risultato finale di gestione, alimentando l'avanzo libero o riducendo il disavanzo, a seconda del quadro complessivo. Sotto il profilo programmatorio, l'analisi delle economie di spesa è uno strumento prezioso per misurare la capacità realizzativa dell'ente: stanziamenti sistematicamente non impegnati segnalano spesso bilanci sovradimensionati o programmi non attuabili.

Riaccertamento e tenuta dei residui

Il principio applicato della contabilità finanziaria (allegato n. 4/2 al D.Lgs. 118/2011) impone all'ente, prima della chiusura dell'esercizio, di procedere al riaccertamento ordinario dei residui (richiamato anche dall'art. 228 TUEL). Si tratta di una verifica analitica volta a stabilire, voce per voce, se le somme conservino i requisiti per la conservazione in bilancio o se debbano essere eliminate, reimputate ad altro esercizio o gestite tramite Fondo pluriennale vincolato. La Ragioneria generale dello Stato e il MEF hanno chiarito ripetutamente che il riaccertamento non è un adempimento formale, ma una vera revisione critica delle posizioni contabili.

Collegamenti con la disciplina degli equilibri

La gestione dei residui passivi si intreccia con gli articoli 193 e 194 TUEL: una massa di residui non genuini può alterare il quadro degli equilibri di parte corrente e mascherare situazioni di debito fuori bilancio. Per questo l'articolo 190 va letto in chiave sistemica, come componente di un più ampio impianto di trasparenza e veridicità contabile imposto dal principio costituzionale dell'equilibrio di bilancio (art. 81 Cost.).

Domande frequenti

Quando una spesa diventa residuo passivo?

Quando entro la chiusura dell'esercizio l'ente ha assunto un impegno regolare ai sensi dell'art. 183 TUEL ma non ha ancora effettuato il pagamento. Se manca l'impegno, la somma non può confluire tra i residui ma diventa economia di spesa.

Cosa succede se l'ente conserva tra i residui somme non impegnate?

Si tratta di una violazione del comma 2 dell'art. 190 TUEL. La Corte dei conti, in sede di controllo, può rilevare l'irregolarità, imponendo l'eliminazione dei residui non genuini e l'eventuale rideterminazione del risultato di amministrazione.

Come si distinguono economie di spesa e residui passivi?

Le economie nascono da somme stanziate ma non impegnate entro l'esercizio: confluiscono nel risultato di amministrazione. I residui passivi nascono invece da somme impegnate ma non pagate: rimangono in bilancio come debiti da estinguere.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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