Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 189 TUEL – Articolo 189

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

1. Costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio.

2. Sono mantenute tra i residui dell’esercizio esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titolo giuridico che costituisca l’ente locale creditore della correlativa entrata esigibile nell’esercizio, secondo i principi applicati della contabilità finanziaria di cui all’allegato n. 4/2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. . 83

3. Alla chiusura dell’esercizio le somme rese disponibili dalla Cassa depositi e prestiti a titolo di finanziamento e non ancora prelevate dall’ente costituiscono residui attivi a valere dell’entrata classificata come prelievi da depositi bancari, nell’ambito del titolo Entrate da riduzione di attività finanziarie, tipologia Altre entrate per riduzione di attività finanziarie. 83

4. Le somme iscritte tra le entrate di competenza e non accertate entro il termine dell’esercizio costituiscono minori entrate rispetto alle previsioni ed tale titolo, concorrono a determinare i risultati finali della gestione. 83

In sintesi

  • Costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio.
  • Sono mantenuti tra i residui solo le entrate accertate con esistente titolo giuridico.
  • Il riaccertamento dei residui è operazione contabile fondamentale.
  • I residui inesigibili sono cancellati e coperti dal FCDE.
  • La corretta gestione dei residui presidia l'attendibilità del bilancio.
Indice dei contenuti

L'articolo 189 disciplina i residui attivi, categoria contabile delicata che riflette il fisiologico sfasamento temporale tra accertamento delle entrate e loro riscossione, ma che può anche cristallizzare situazioni patologiche di crediti vetusti e di dubbia esigibilità.

La nozione di residuo attivo

Costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio. La nozione presuppone un accertamento regolarmente effettuato ai sensi dell'articolo 179: senza accertamento valido, non vi è credito da iscrivere tra i residui. La sinergia con la disciplina dell'accertamento è strutturale, in piena coerenza con i principi di veridicità e attendibilità di cui all'articolo 162.

La condizione del titolo giuridico

Sono mantenute tra i residui esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titolo giuridico che le sostiene. La condizione è essenziale: non basta una pretesa creditoria generica; serve un fondamento giuridico solido che renda effettivamente esigibile il credito. La verifica del titolo è momento cruciale del riaccertamento annuale dei residui.

Il riaccertamento dei residui

Il riaccertamento è l'operazione contabile annuale con cui l'ente verifica la sussistenza dei residui attivi: accerta che il titolo giuridico permanga, che il debitore sia ancora soggetto obbligato, che il credito sia ancora esigibile. È un'operazione qualificata, che richiede analisi puntuale di ciascuna posizione e non può limitarsi a meri riporti automatici. Le pronunce della Corte dei conti, in linea generale, evidenziano la criticità di un riaccertamento meramente formale.

La cancellazione dei residui inesigibili

I residui che, all'esito del riaccertamento, risultano definitivamente inesigibili devono essere cancellati. La cancellazione produce una variazione negativa del risultato di amministrazione, ma trova copertura nel fondo crediti di dubbia esigibilità ai sensi dell'articolo 167. La sinergia tra cancellazione, FCDE e mantenimento dell'equilibrio è essenziale per evitare che la dichiarazione di inesigibilità produca disavanzi.

La rappresentazione attendibile

La corretta gestione dei residui attivi è presidio essenziale dell'attendibilità del bilancio. Un bilancio gonfiato di residui inesigibili è ingannevole, perché rappresenta una capacità finanziaria che in realtà non esiste; può alimentare decisioni allocative errate e protrarre nel tempo squilibri latenti. La rigorosa applicazione delle regole sui residui, in linea generale, e l'adeguato dimensionamento del FCDE costituiscono i due pilastri della solidità della rappresentazione contabile delle entrate. Le linee guida ANCI, gli orientamenti dell'Osservatorio sulla finanza locale, di Funzione Pubblica e di ANAC, e le pronunce della Corte dei conti offrono indicazioni applicative essenziali, in piena sinergia con il buon andamento di cui all'articolo 97 della Costituzione e con la Legge 241/1990 sulla trasparenza.

Casi pratici

Caso 1: riaccertamento rigoroso

Tizio, responsabile finanziario del Comune Tau-quattro, conduce il riaccertamento annuale dei residui attivi analizzando posizione per posizione. Per i crediti tributari vetusti per cui è intervenuta la prescrizione, propone la cancellazione, coperta dal FCDE adeguatamente dimensionato.

Caso 2: gonfiamento da evitare

Caia, dirigente finanziaria del Comune Ypsilon-quattro, propone di cancellare residui attivi privi di titolo giuridico solido che venivano da anni mantenuti in bilancio. La cancellazione, in linea generale, è coperta dal FCDE e ripristina la veridicità della rappresentazione delle entrate, base solida per la successiva programmazione.

Domande frequenti

Cosa sono i residui attivi?

Sono le somme accertate ma non riscosse entro il termine dell'esercizio; presuppongono un accertamento regolarmente effettuato ed esprimono il fisiologico sfasamento temporale tra accertamento e riscossione delle entrate.

Quali residui possono essere mantenuti?

Sono mantenute esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titolo giuridico che le sostiene; senza titolo giuridico solido il residuo non può essere conservato e deve essere cancellato.

Cos'è il riaccertamento dei residui?

È l'operazione contabile annuale con cui l'ente verifica la sussistenza dei residui attivi, accertando la permanenza del titolo giuridico, l'identità del debitore obbligato e l'esigibilità del credito; non può limitarsi a meri riporti automatici.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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