← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il direttore generale può essere nominato nei comuni con più di 15.000 abitanti e nelle province.
  • La nomina è competenza del sindaco/presidente, previa deliberazione di giunta.
  • Il contratto è a tempo determinato, esterno alla dotazione organica.
  • Sovrintende alla gestione, attua gli indirizzi e predispone PEG e PDO.
  • Nei comuni più piccoli, la nomina richiede convenzione con altri comuni per raggiungere la soglia demografica.

Testo dell'articoloVigente

Art. 108 TUEL — Articolo 108

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Il sindaco nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e il presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale, possono nominare un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, che provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco o dal presidente della provincia, e che sovrintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza. Compete in particolare al direttore generale la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi previsto dall’articolo 197, comma 2, lettera a), nonché la proposta di piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169. A tali fini, al direttore generale rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’ente, ad eccezione del segretario del comune e della provincia. 130

2. Il direttore generale è revocato dal sindaco o dal presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale. La durata dell’incarico non può eccedere quella del mandato del sindaco o del presidente della provincia.

3. Nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti è consentito procedere alla nomina del direttore generale previa stipula di convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i 15.000 abitanti. In tal caso il direttore generale dovrà provvedere anche alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati.

4. Quando non risultino stipulate le convenzioni previste dal comma 3 e in ogni altro caso in cui il direttore generale non sia stato nominato, le relative funzioni possono essere conferite dal sindaco o dal presidente della provincia al segretario.

Commento

L'articolo 108 introduce la figura del direttore generale, espressione di un modello manageriale di gestione dell'ente locale che si è affermato negli anni Novanta in parallelo con la riforma della dirigenza pubblica. Si tratta di una figura facoltativa, ma di grande impatto organizzativo nei contesti in cui viene attivata.

La logica della figura

Il direttore generale è concepito come trait d'union tra l'indirizzo politico e la dirigenza tecnica: non è un dirigente in più, ma un vertice operativo che riceve gli indirizzi dal sindaco o dal presidente e li traduce in obiettivi gestionali coordinati per l'intera macchina amministrativa. La sua funzione è quella di garantire unitarietà di azione, evitando frammentazioni e silos tra i diversi settori.

Soglia demografica e nomina

Il comma 1 condiziona la nomina nei comuni alla soglia dei 15.000 abitanti, una soglia che riflette l'esigenza di dotare di figura manageriale apicale gli enti di dimensione significativa, lasciando quelli più piccoli alla guida del segretario. La nomina è del sindaco o del presidente della provincia, previa deliberazione della giunta: il filtro collegiale garantisce una scelta condivisa nell'esecutivo. La forma contrattuale è quella del tempo determinato, esterno alla dotazione organica, secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione: il direttore generale non è un dipendente di ruolo dell'ente ma una figura fiduciaria, tipicamente proveniente dall'esterno della pubblica amministrazione o da altri enti.

I compiti tipici

Tra i compiti specifici la norma indica la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi (PDO) previsto dall'articolo 197, comma 2, lettera a), e la proposta di piano esecutivo di gestione (PEG) previsto dall'articolo 169. Sono i due strumenti di programmazione operativa di breve periodo che traducono il bilancio in obiettivi assegnati ai dirigenti. Il direttore generale risponde al sindaco e a lui rispondono i dirigenti dell'ente, ad eccezione del segretario (che mantiene il suo rapporto funzionale diretto con il sindaco).

Revoca e durata

Il comma 2 disciplina la revoca, simmetrica alla nomina: provvedimento del sindaco o presidente, previa deliberazione di giunta. La durata dell'incarico non può eccedere il mandato del vertice politico, in coerenza con il modello fiduciario.

La convenzione per comuni sotto soglia

Il comma 3 consente la nomina anche nei comuni sotto i 15.000 abitanti, previa convenzione tra comuni la cui popolazione sommata raggiunga tale soglia. In tal caso il direttore generale gestisce in modo coordinato o unitario i servizi tra gli enti convenzionati. È uno strumento di efficienza che valorizza l'associazionismo intercomunale.

L'attribuzione al segretario

Il comma 4 prevede che, in assenza di nomina del direttore generale o di convenzione, le relative funzioni possano essere conferite dal sindaco al segretario. È una soluzione che coniuga le due figure apicali in un'unica posizione, evitando duplicazioni nei comuni di minore dimensione. Le indicazioni ANCI e gli orientamenti della giurisprudenza amministrativa raccomandano di formalizzare con precisione il conferimento e il trattamento economico aggiuntivo correlato.

Domande frequenti

Quando può essere nominato il direttore generale di un comune?

La nomina è facoltativa ed è consentita nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e nelle province. Nei comuni di minori dimensioni, è possibile la nomina previa stipula di convenzione con altri comuni la cui popolazione sommata raggiunga i 15.000 abitanti.

Chi nomina e revoca il direttore generale?

Sia la nomina sia la revoca sono di competenza del sindaco (o presidente della provincia), previa deliberazione della giunta. Si tratta di una figura fiduciaria con contratto a tempo determinato di durata non superiore al mandato del vertice politico che ha effettuato la nomina.

Quali sono i compiti del direttore generale?

Il direttore generale attua gli indirizzi e gli obiettivi del vertice politico e sovrintende alla gestione dell'ente. Tra i compiti tipici figurano la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi (PDO) e la proposta del piano esecutivo di gestione (PEG). I dirigenti dell'ente rispondono al direttore generale, ad eccezione del segretario.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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