← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Gli enti locali adeguano statuti e regolamenti ai principi del capo dedicato a dirigenti e personale.
  • L'adeguamento avviene nell'esercizio della potestà statutaria e regolamentare di ciascun ente.
  • Riferimento esplicito anche al capo II del D.Lgs. 29/1993 (oggi assorbito nel D.Lgs. 165/2001).
  • Si tiene conto delle peculiarità organizzative dell'ente.
  • Norma di rinvio alla disciplina nazionale della dirigenza pubblica.

Testo dell'articoloVigente

Art. 111 TUEL — Articolo 111

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Gli enti locali, tenendo conto delle proprie peculiarità nell’esercizio della propria potestà statutaria e regolamentare, adeguano lo statuto ed il regolamento ai principi del presente capo e del capo II del decreto legislativo del febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni.

Commento

L'articolo 111 è una norma di sistema, breve ma di forte impatto: stabilisce che gli enti locali, nell'esercizio della propria potestà statutaria e regolamentare, adeguano lo statuto e i regolamenti ai principi del capo del TUEL dedicato a dirigenti e personale e a quelli della disciplina nazionale del lavoro pubblico (riferimento storico al capo II del D.Lgs. 29/1993, oggi confluito nel D.Lgs. 165/2001).

Il principio dell'adeguamento

La norma non introduce nuove regole sostanziali ma impone agli enti locali un obbligo di conformazione del proprio diritto interno (statuto e regolamenti) ai principi nazionali. È un meccanismo che coniuga autonomia statutaria e unitarietà di sistema: gli enti conservano la facoltà di modulare l'organizzazione secondo le proprie esigenze, ma non possono discostarsi dai principi cardine fissati dal legislatore statale.

La valorizzazione delle peculiarità

L'inciso "tenendo conto delle proprie peculiarità" è significativo: il legislatore non impone un modello uniforme ma autorizza modulazioni. Un comune montano, un comune metropolitano, una provincia industriale possono organizzare diversamente la propria dirigenza, l'articolazione degli uffici, le procedure interne, purché restino fermi i principi essenziali. È un'applicazione concreta del principio costituzionale di adeguatezza e differenziazione introdotto poi in modo organico dalla riforma del titolo V.

Il rinvio dinamico al D.Lgs. 165/2001

Sebbene il testo storico citi il D.Lgs. 29/1993, il rinvio si intende oggi automaticamente esteso al D.Lgs. 165/2001 (Testo unico del pubblico impiego), che ha sostituito il D.Lgs. 29 conservandone l'impianto. È un rinvio dinamico che assicura coerenza tra disciplina della dirigenza locale e disciplina generale del lavoro pubblico, in materia di reclutamento, valutazione, responsabilità, rapporti con la politica.

Implicazioni operative

Sul piano pratico, l'articolo 111 implica che statuti e regolamenti devono essere periodicamente rivisti per recepire le modifiche della disciplina nazionale: l'introduzione del nuovo regime dei contratti collettivi, le riforme sulla valutazione dei dirigenti, le evoluzioni in materia di anticorruzione e trasparenza, le novità in tema di salute e sicurezza, le previsioni sulla mobilità. Un regolamento di organizzazione obsoleto rispetto alla normativa statale è esposto al rischio di disapplicazione da parte del giudice ordinario o amministrativo nei singoli casi controversi. Le linee guida ANCI sui regolamenti tipo, le indicazioni della Funzione Pubblica e gli orientamenti dell'ARAN sui contratti collettivi sono punti di riferimento utili per il professionista che assiste l'ente nell'aggiornamento.

Domande frequenti

Cosa impone agli enti locali l'articolo 111 TUEL?

L'articolo 111 impone agli enti locali di adeguare il proprio statuto e i regolamenti ai principi del capo del TUEL dedicato a dirigenti e personale, nonché ai principi della disciplina nazionale del pubblico impiego. È un obbligo di conformazione del diritto interno dell'ente ai principi statali.

Gli enti locali devono adottare un modello organizzativo uniforme?

No. La norma autorizza espressamente la valorizzazione delle peculiarità dell'ente: ciascun comune o provincia modula l'organizzazione secondo le proprie esigenze, purché rispetti i principi cardine fissati dal legislatore statale. È un equilibrio tra autonomia e unitarietà di sistema.

Il rinvio al D.Lgs. 29/1993 è ancora attuale?

Il rinvio si intende oggi riferito al D.Lgs. 165/2001 (Testo unico del pubblico impiego), che ha sostituito il D.Lgs. 29/1993 conservandone l'impianto fondamentale. È un rinvio dinamico che garantisce coerenza tra disciplina della dirigenza locale e normativa generale del lavoro pubblico.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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