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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 232 c.c. – Presunzione di concepimento durante il matrimonio
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Presunzione di concepimento durante il matrimonio.
Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.
La presunzione non opera decorsi trecento giorni dalla pronuncia di separazione giudiziale, o dalla omologazione di separazione consensuale, ovvero dalla data della comparizione dei coniugi avanti al giudice quando gli stessi sono stati autorizzati a vivere separatamente nelle more del giudizio di separazione o dei giudizi previsti nel comma precedente.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 231 - Art. 231 Codice Civile: Paternita’ del marito→Cod. civ. art. 233 - Art. 233 Codice Civile: Nascita del figlio prima dei centottanta→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 230-ter Codice Civile: Diritti del convivente→Art. 230 bis Codice Civile: Impresa familiare→Art. 230 Codice Civile: Limiti al prelevamento nei riguardi dei terzi→Art. 234 Codice Civile: Nascita del figlio dopo i trecento giorni→Art. 229 Codice Civile: Ripetizione del valore in caso di mancanza→Art. 235 Codice Civile: Disconoscimento di paternità→Art. 228 Codice Civile: Prelevamento di beni mobili
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Presume concepito durante il matrimonio il figlio nato entro trecento giorni dal suo scioglimento, salvo separazione dei coniugi.
Ratio
L'art. 232 c.c. ha la funzione di estendere temporalmente la presunzione di paternità oltre la formale vigenza del matrimonio, tenendo conto dei tempi fisiologici della gestazione. Il secondo comma introduce un'eccezione razionale: quando i coniugi vivono separati da oltre trecento giorni, viene meno il presupposto fattuale della convivenza che giustifica la presunzione.
Analisi
Il primo comma stabilisce la presunzione positiva: il figlio nato entro trecento giorni dalla fine del matrimonio si presume concepito durante il matrimonio. Il secondo comma introduce una deroga: la presunzione non opera se, al momento della nascita, sono già trascorsi trecento giorni dalla pronuncia di separazione giudiziale, dall'omologazione della separazione consensuale o dalla comparizione dei coniugi avanti al giudice. In tal caso la coabitazione coniugale è venuta meno da un lasso di tempo superiore alla durata massima della gestazione.
Quando si applica
La presunzione del primo comma si applica ogni volta che il figlio nasce entro trecento giorni dalla fine del matrimonio. La deroga del secondo comma opera quando la separazione precede di oltre trecento giorni la nascita del figlio, recidendo il collegamento temporale con il matrimonio.
Connessioni
Art. 231 c.c. (presunzione di paternità del marito); art. 234 c.c. (prova del concepimento per figli nati oltre i trecento giorni); art. 243-bis c.c. (azione di disconoscimento); D.Lgs. 154/2013 (riforma della filiazione).
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 266/2006
Nel dichiarare incostituzionale l'art. 235, primo comma, n. 3, c.c. nella parte in cui subordinava l'esame delle prove tecniche all'adulterio della moglie, la Corte ha inciso anche sull'efficacia pratica della presunzione di concepimento durante il matrimonio ex art. 232 c.c., rendendo più agevole la prova della non paternità mediante accertamenti genetici.
Casi pratici
Caso 1: Tizio nasce 250 giorni dopo l'annullamento del matrimonio tra Caio e Sempronio
Si presume concepito durante il matrimonio per l'effetto della presunzione legale dell'articolo 232.
Caso 2: Caso 2
Mevio nasce 280 giorni dopo la pronuncia di separazione giudiziale tra Filano e Lavinia. La presunzione non opera perché sono passati 280 giorni, limite ordinario della presunzione.
Caso 3: Nino nasce 350 giorni dopo lo scioglimento del matrimonio
Nino non è presunto figlio legittimo perché superato il termine massimo di trecento giorni dalla cessazione del matrimonio.
Domande frequenti
Cosa si intende per «cessazione degli effetti civili del matrimonio»?
Si riferisce al matrimonio concordatario: la cessazione degli effetti civili corrisponde alla pronuncia del divorzio o all'annullamento da parte del tribunale civile.
Se i coniugi si riconciliano dopo la separazione, la presunzione torna a operare?
La riconciliazione interrompe gli effetti della separazione. Se il figlio nasce dopo la riconciliazione e la successiva definitiva fine del matrimonio, occorre valutare i termini decorrenti da quest'ultimo evento.
La presunzione del primo comma è assoluta?
No. È relativa: il marito o gli altri legittimati possono superarla proponendo azione di disconoscimento ex art. 243-bis c.c.
I trecento giorni decorrono dalla sentenza definitiva o da quella di primo grado?
Per la separazione giudiziale rileva la pronuncia che autorizza i coniugi a vivere separatamente; per il divorzio e l'annullamento rileva la sentenza passata in giudicato.
Cosa accade se il figlio nasce esattamente al trecentesimo giorno?
Il termine di trecento giorni è computato secondo le regole ordinarie del calendario: il giorno iniziale non si conta e il termine scade allo spirare del trecentesimo giorno. Un figlio nato al trecentesimo giorno rientra ancora nella presunzione.
Fonti consultate: 1 fonte verificate