Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 235 c.c. [Disconoscimento di paternità] (1)

Articolo abrogato dal d.lgs. 28 dicembre 2013, n. 154

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Articolo abrogato per effetto della riforma del diritto della filiazione.
  • La norma originaria disciplinava l'azione di disconoscimento della paternità.
  • La riforma ha ridisegnato l'intero sistema delle azioni di stato nella filiazione.
  • Il quadro normativo vigente si ricava dagli artt. 243-bis e seguenti c.c.
Indice dei contenuti

L'art. 235 c.c. è stato abrogato dalla riforma della filiazione del 2012-2013 che ha eliminato le azioni di disconoscimento fondate su prove ematologiche.

Ratio

L'art. 235 c.c. nella sua versione originaria stabiliva i casi in cui il marito poteva esercitare l'azione di disconoscimento della paternità, elencando le ipotesi tipiche (adulterio, separazione, impotenza) e disciplinando il ruolo delle prove biologiche. La ratio storica era quella di contemperare la presunzione di paternità matrimoniale con la possibilità di superarla in presenza di elementi gravi e specifici.

Analisi

L'articolo è stato abrogato dalla legge 10 dicembre 2012, n. 219 e dal successivo decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154, che hanno attuato una complessiva riforma del diritto della filiazione. La riforma ha perseguito l'obiettivo di unificare lo stato giuridico di tutti i figli, eliminando la distinzione tra figli legittimi e naturali, e ha contestualmente riorganizzato le azioni di stato. Le disposizioni già contenute nell'art. 235 c.c. sono confluite, in forma aggiornata e sistematizzata, negli articoli 243-bis e seguenti del codice civile, che oggi disciplinano organicamente l'azione di disconoscimento della paternità alla luce dei principi costituzionali e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Quando si applica

La norma non è più applicabile. Per le azioni di disconoscimento della paternità occorre fare riferimento agli artt. 243-bis e ss. c.c. vigenti.

Connessioni

Artt. 231, 232, 233, 234 c.c. (presunzione di paternità); artt. 243-bis e ss. c.c. (disciplina vigente del disconoscimento); l. 219/2012; d.lgs. 154/2013.

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 266/2006

ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE PARZIALE

La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 235, primo comma, n. 3, c.c. nella parte in cui, ai fini dell'azione di disconoscimento di paternità, subordinava l'esame delle prove genetiche o ematologiche alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie. Si tutela il diritto allo status e all'identità biologica del figlio ai sensi dell'art. 24 Cost.

Corte Cost., sent. n. 134/1985

ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE PARZIALE

Pronuncia additiva sull'art. 244, secondo comma, c.c. in relazione all'ipotesi di adulterio di cui all'art. 235, n. 3, c.c.: il termine annuale per esercitare l'azione di disconoscimento decorre dalla scoperta effettiva dell'adulterio della moglie e non rigidamente dalla nascita del figlio.

Domande frequenti

Perché l'art. 235 c.c. è stato abrogato?

È stato abrogato dalla riforma della filiazione del 2012-2013 (l. 219/2012 e d.lgs. 154/2013), che ha riorganizzato le azioni di stato e unificato la condizione giuridica di tutti i figli.

Dove si trova oggi la disciplina del disconoscimento di paternità?

Negli articoli 243-bis e seguenti del codice civile, introdotti dal d.lgs. 154/2013.

L'abrogazione ha effetti sui giudizi in corso al momento della riforma?

La questione intertemporale era regolata dalle disposizioni transitorie del d.lgs. 154/2013; in linea generale le norme processuali si applicano ai giudizi instaurati successivamente all'entrata in vigore della riforma.

La presunzione di paternità è ancora in vigore?

Sì, la presunzione di paternità è tuttora prevista dall'art. 231 c.c., rimasto invariato nella sua struttura essenziale.

Cosa prevedeva originariamente l'art. 235 c.c.?

Elencava le ipotesi tipiche legittimanti l'azione di disconoscimento (adulterio, separazione, impotenza, distanza temporale) e disciplinava l'ammissibilità delle prove biologiche.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-07
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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