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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 238 c.c. Irreclamabilità di uno stato di figlio contrario

In vigore

a quello attribuito dall'atto di nascita (1) Salvo quanto disposto dagli articoli 128, 234, 239, 240 e 244 (2), nessuno può reclamare uno stato contrario a quello che gli attribuiscono l’atto di nascita di figlio nato nel matrimonio (3) e il possesso di stato conforme all’atto stesso. […] (4).

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In sintesi

  • Principio di stabilità dello stato: chi ha atto di nascita e possesso di stato conformi non può reclamare uno stato diverso.
  • Le eccezioni sono tassative e indicate per rinvio: artt. 128, 234, 239, 240 e 244 c.c.
  • La norma tutela la certezza dei rapporti giuridici familiari e la stabilità dello stato delle persone.
  • Il divieto opera solo quando atto di nascita e possesso di stato siano tra loro conformi, non quando divergano.
  • La riforma del 2012-2013 ha aggiornato i riferimenti normativi interni eliminando distinzioni tra filiazione legittima e naturale.

Chi possiede uno stato di figlio conforme all'atto di nascita non può reclamare uno stato contrario, salvo le eccezioni tassativamente previste dalla legge.

Ratio
L'art. 238 c.c. esprime il principio di indisponibilità e stabilità dello stato delle persone: uno stato filiale consolidato, documentato dall'atto di nascita e confermato dal possesso di stato, non può essere rimesso in discussione ad libitum. La norma tutela al contempo l'interesse individuale alla certezza della propria identità e l'interesse generale alla stabilità dei rapporti familiari e successori.
Analisi
Il meccanismo della norma è duplice. In positivo, pone un divieto assoluto di reclamo dello stato contrario quando atto di nascita e possesso di stato siano tra loro conformi. In negativo, individua le eccezioni per rinvio tassativo: il matrimonio putativo (art. 128 c.c.), l'azione di reclamo nei casi di supposizione di parto e sostituzione di neonato (art. 234 c.c., ora confluito nell'art. 239 c.c.), le ipotesi di reclamo disciplinate dall'art. 239 c.c., il disconoscimento (art. 240 c.c., oggi art. 243-bis c.c.) e l'azione di contestazione della legittimità (art. 244 c.c.). La conformità richiesta è quella tra atto di nascita e possesso di stato: se i due elementi divergono, il divieto non opera e lo stato è controvertibile nelle forme ordinarie. La norma non preclude l'azione di nullità o falsità dell'atto di nascita, che resta esperibile nelle forme proprie.
Quando si applica
Opera ogni volta che un soggetto intenda contestare il proprio stato filiale o rivendicarne uno diverso, mentre possiede un atto di nascita e un possesso di stato tra loro conformi. Il giudice deve preliminarmente accertare la conformità tra i due elementi prima di valutare l'ammissibilità dell'azione.
Connessioni
Art. 128 c.c. (matrimonio putativo); art. 239 c.c. (reclamo stato di figlio); artt. 243-bis e ss. c.c. (disconoscimento); art. 236 c.c. (prova della filiazione); art. 237 c.c. (possesso di stato).

Domande frequenti

Quando opera il divieto dell'art. 238 c.c.?

Quando atto di nascita e possesso di stato sono entrambi presenti e tra loro conformi nell'attribuire al soggetto un determinato stato filiale.

Quali sono le eccezioni al divieto di reclamo dello stato contrario?

Le eccezioni sono tassative: artt. 128, 234, 239, 240 e 244 c.c. (nella numerazione vigente post-riforma del 2013, i riferimenti sono aggiornati agli articoli corrispondenti).

Se atto di nascita e possesso di stato divergono, si applica ugualmente il divieto?

No: il divieto presuppone la conformità tra i due elementi. In caso di divergenza, lo stato è controvertibile nelle forme ordinarie.

L'art. 238 c.c. impedisce anche l'azione di falsità dell'atto di nascita?

No: la norma non preclude le azioni volte a far dichiarare la falsità o la nullità dell'atto di nascita, che restano esperibili nelle forme proprie.

La norma si applica anche ai figli nati fuori dal matrimonio?

Sì: dopo la riforma del 2012-2013 la norma ha portata generale e si applica a tutti i figli, indipendentemente dall'origine della filiazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-07
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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