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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 239 c.c. Reclamo dello stato di figlio (1)

In vigore

Qualora si tratti di supposizione di parto o di sostituzione di neonato, il figlio può reclamare uno stato diverso. L’azione di reclamo dello stato di figlio può essere esercitata anche da chi è nato nel matrimonio ma fu iscritto come figlio di ignoti, salvo che sia intervenuta sentenza di adozione. L’azione può inoltre essere esercitata per reclamare uno stato di figlio conforme alla presunzione di paternità da chi è stato riconosciuto in contrasto con tale presunzione e da chi fu iscritto in conformità di altra presunzione di paternità. L’azione può, altresì, essere esercitata per reclamare un diverso stato di figlio quando il precedente è stato comunque rimosso.

In sintesi

  • L'azione di reclamo è esperibile in caso di supposizione di parto o sostituzione di neonato.
  • Può essere esercitata da chi, nato nel matrimonio, fu iscritto come figlio di ignoti (salvo sentenza di adozione passata in giudicato).
  • Legittimato attivo è anche chi sia stato riconosciuto in contrasto con la presunzione di paternità, per reclamare lo stato conforme a tale presunzione.
  • L'azione è esperibile altresì da chi fu iscritto in conformità di altra presunzione di paternità, per reclamare lo stato corrispondente alla presunzione prevalente.
  • La norma consente il reclamo di un diverso stato di figlio anche quando il precedente stato sia stato comunque rimosso.

L'azione di reclamo dello stato di figlio consente di rivendicare uno stato filiale diverso da quello risultante dagli atti, nei casi tassativamente previsti dalla legge.

Ratio
L'art. 239 c.c. costituisce una delle eccezioni tassative al principio di stabilità dello stato sancito dall'art. 238 c.c. La norma risponde all'esigenza di garantire la corrispondenza tra la verità biologica e/o giuridica della filiazione e lo stato formalmente attribuito, in situazioni patologiche nelle quali lo stato originariamente registrato è frutto di falsità, errore o contraddizione con le presunzioni legali.
Analisi
La disposizione individua quattro distinte fattispecie legittimanti. La prima è la supposizione di parto (attribuzione fittizia della maternità) o la sostituzione di neonato, ipotesi di falsità materiale che giustificano il reclamo da parte del figlio verso il proprio vero stato. La seconda riguarda il soggetto nato nel matrimonio ma iscritto come figlio di ignoti: costui può agire per reclamare lo stato che gli spetta, con l'unico limite dell'intervenuta adozione definitiva, che consolida un nuovo stato non più modificabile. La terza ipotesi tutela chi è stato riconosciuto come figlio in contrasto con la presunzione di paternità: può reclamare lo stato di figlio del marito, conforme alla presunzione legale, esperendo l'azione prevista dall'art. 239 c.c. La quarta riguarda chi è stato iscritto in conformità di una presunzione di paternità diversa da quella applicabile al caso: può reclamare lo stato corrispondente alla presunzione corretta. La clausola finale («quando il precedente è stato comunque rimosso») ha funzione di chiusura: una volta che lo stato originario sia stato eliminato, l'azione di reclamo consente di acquisirne uno nuovo. L'azione spetta in primo luogo al figlio; la legittimazione degli altri soggetti è disciplinata dalle norme processuali e dalla giurisprudenza.
Quando si applica
La norma si applica nelle fattispecie tassativamente elencate. Il giudice verifica preliminarmente la sussistenza di uno dei casi previsti; in caso contrario, l'azione è inammissibile per effetto del divieto dell'art. 238 c.c.
Connessioni
Art. 238 c.c. (divieto generale di reclamo, di cui l'art. 239 è eccezione); art. 231 c.c. (presunzione di paternità); artt. 243-bis e ss. c.c. (disconoscimento); art. 300 c.p. (sostituzione di neonato); artt. 29 e ss. d.P.R. 396/2000 (stato civile).

Domande frequenti

Chi può esercitare l'azione di reclamo dello stato di figlio?

L'azione spetta principalmente al figlio; la legittimazione di altri soggetti dipende dalla specifica fattispecie e dalle norme processuali applicabili.

L'azione di reclamo è soggetta a termini di prescrizione o decadenza?

La norma sostanziale non fissa termini; i termini processuali vanno verificati in relazione alla specifica fattispecie e alle disposizioni di coordinamento del d.lgs. 154/2013.

Cosa si intende per supposizione di parto?

L'attribuzione fittizia della maternità a una donna che non ha partorito il figlio, ad esempio dichiarando come proprio un bambino nato da altri.

L'adozione definitiva preclude sempre l'azione di reclamo?

Solo nella specifica ipotesi del soggetto nato nel matrimonio e iscritto come figlio di ignoti: se è intervenuta sentenza di adozione passata in giudicato, l'azione non è esperibile.

L'art. 239 c.c. si coordina con le norme penali sulla sostituzione di neonato?

Sì: la sostituzione di neonato rileva sia penalmente (art. 566 c.p.) sia civilmente, consentendo l'esercizio dell'azione di reclamo; i due procedimenti sono autonomi ma possono svolgersi in parallelo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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