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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 64 Cost. – Sezione I: Le Camere
In vigore dal 1° gennaio 1948
Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
Vedi anche
→Cost. art. 63 - Articolo 63 della Costituzione italiana→Cost. art. 65 - Articolo 65 della Costituzione italiana→T.U. Pubb. Impiego art. 1 - Art. 1 TUPI - Finalità ed ambito di applicazione→T.U. Immigrazione art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 286/1998 - Ambito di applicazione→CdS art. 1 - Art. 1 C.d.S.: Principi generali→Art. 62 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 66 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 61 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 67 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 60 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 68 Cost.: Sezione I: Le Camere→Art. 59 Cost.: Sezione I: Le Camere
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Regole fondamentali per il funzionamento delle Camere: regolamenti interni, sedute pubbliche, quorum e diritti del Governo.
Ratio
L'articolo 64 della Costituzione disciplina l'autonomia organizzativa delle Camere, il principio di pubblicità dei lavori parlamentari, i requisiti di validità delle deliberazioni e le prerogative del Governo nel partecipare ai dibattiti. La disposizione riflette un equilibrio tra autonomia parlamentare, trasparenza democratica e necessità di coordinamento tra poteri dello Stato. Questi elementi sono fondativi per il corretto funzionamento del sistema bicamerale italiano e della separazione dei poteri.
Analisi
La prima parte della norma conferisce a ciascuna Camera il potere di adottare il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti. Si tratta di un'autonomia sostanziale nella determinazione delle procedure interne, dalla discussione all'approvazione dei disegni di legge, dalla composizione delle commissioni ai tempi di discussione. La second a parte stabilisce il principio di pubblicità delle sedute ordinarie, quale riflesso della sovranità popolare. Tuttavia, la stessa disposizione consente alle Camere, per deliberazione, di riunirsi in seduta segreta quando lo ritengano opportuno. Questo meccanismo preserva, in circostanze eccezionali, la possibilità di discussioni riservate su materie sensibili. La terza parte della norma fissa i requisiti di validità delle deliberazioni: necessaria la maggioranza dei componenti in seduta e la maggioranza dei presenti per l'approvazione, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale (come per le leggi costituzionali). La quarta parte riconosce ai membri del Governo diritto di assistere alle sedute e obbligo di essere sentiti quando lo richiedono, garantendo il coordinamento tra poteri esecutivo e legislativo.
Quando si applica
La disposizione relativa ai regolamenti si applica quando una Camera intende adottare o modificare il proprio regolamento, operazione che richiede deliberazione a maggioranza assoluta. Il principio di pubblicità si applica ordinariamente a tutte le sedute; le sedute segrete rimangono eccezioni straordinarie, deliberate in base a valutazioni di opportunità politica o di riservatezza. I requisiti di validità delle deliberazioni si applicano a tutte le votazioni, garantendo che ogni decisione parlamentare sia assunta con il raggiungimento dei quorum richiesti. Le prerogative del Governo si applicano ordinariamente durante i dibattiti parlamentari su materie di competenza governativa.
Connessioni
L'articolo 64 Cost. si connette agli articoli 70-78, che disciplinano il procedimento legislativo ordinario e straordinario. Si relaziona inoltre all'articolo 92 Cost., che disciplina la composizione e i poteri del Governo. Infine, interagisce con gli articoli 94 e 95 Cost., che regolano i rapporti di fiducia tra Governo e Camere e la responsabilità ministeriale.
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 154/1985
La Corte ha affermato che i regolamenti parlamentari adottati ex art. 64 Cost. non rientrano nella categoria degli atti aventi forza di legge sindacabili in via di legittimita costituzionale ex art. 134 Cost. L'art. 64 Cost. configura il regolamento parlamentare come fonte dotata di sfera di competenza riservata e distinta da quella della legge ordinaria, espressione dell'autonomia normativa delle Camere.
Corte Cost., sent. n. 120/2014
La Corte ha confermato i principi gia espressi sull'insindacabilita dei regolamenti parlamentari, precisando i limiti dell'autodichia delle Camere. Il regolamento parlamentare ex art. 64 Cost. e fonte ad efficacia esterna fuori dalla gerarchia delle fonti ma incontra come unico limite la Costituzione stessa, sindacabile soltanto nei conflitti di attribuzione tra poteri.
Casi pratici
Caso 1: Regolamento parlamentare e maggioranza assoluta
La Camera dei Deputati discute una riforma del proprio regolamento interno. Tizio, deputato di minoranza, fa notare che, essendo presenti 310 deputati su 400, la votazione non è sufficiente: per modificare il regolamento occorrono 201 voti favorevoli (la metà più uno dei 400 componenti), indipendentemente dal numero dei presenti.
Caso 2: Seduta segreta e voto contrario di Caio
Il Senato deve esaminare documenti riservati dei servizi di sicurezza. Su proposta del Governo, viene messa ai voti la delibera di adunanza in seduta segreta. Caio, senatore, vota contro, ritenendo che la trasparenza debba prevalere; la proposta passa comunque a maggioranza semplice dei presenti, e i giornalisti vengono fatti uscire dall'aula.
Caso 3: Ministro chiamato a riferire in aula
La Commissione Finanze della Camera convoca il Ministro dell'Economia Sempronio per chiarimenti urgenti su una manovra fiscale. Sempronio, pur non essendo parlamentare, è obbligato a presentarsi: l'art. 64 co. 4 Cost. impone l'obbligo di assistere quando richiesto, e il suo rifiuto configurerebbe una grave violazione costituzionale.
Domande frequenti
Cos'è il quorum strutturale previsto dall'art. 64 della Costituzione?
È il numero minimo di parlamentari che devono essere presenti affinché una Camera possa deliberare validamente: la maggioranza assoluta dei componenti, ovvero la metà più uno del totale dei seggi.
Le sedute parlamentari sono sempre pubbliche?
Di regola sì: il principio di pubblicità garantisce il controllo democratico. Tuttavia ciascuna Camera e il Parlamento in seduta comune possono deliberare, a maggioranza, di riunirsi in seduta segreta per specifiche necessità.
Con quale maggioranza viene approvato il regolamento della Camera o del Senato?
A maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, soglia più alta di quella ordinaria: ciò garantisce stabilità e condivisione trasversale delle regole che disciplinano i lavori parlamentari.
Un ministro non parlamentare può partecipare alle sedute delle Camere?
Sì. I membri del Governo, anche se privi di mandato parlamentare, hanno diritto di assistere a tutte le sedute. Se convocati dalle Camere, l'assistenza diventa un obbligo costituzionale.
Cosa succede se una deliberazione parlamentare viene adottata senza il numero legale?
La deliberazione è invalida. Senza la presenza della maggioranza assoluta dei componenti (numero legale) la Camera non può votare; eventuali delibere prive di tale presupposto sono costituzionalmente illegittime e improduttive di effetti.
Fonti consultate: 2 fontei verificate