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Testo dell'articoloAbrogato
Art. 647 c.p. Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito
Articolo abrogato dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7
[Abrogato]
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In sintesi
- Tre ipotesi: trovamento e appropriazione di cosa smarrita altrui
- Seconda ipotesi: trovamento di tesoro e mancata restituzione quota proprietario fondo
- Terza ipotesi: appropriazione di cosa ricevuta per errore altrui o caso fortuito
- Pena base: multa o reclusione fino a un anno
- Pena aggravata (fino a due anni) se si conosceva il proprietario della cosa appropriata
Indice dei contenuti
Appropriazione di cose smarrite, tesoro o avute per errore: chi non segue le regole civili e si appropria rischia multa o reclusione fino a due anni.
Ratio
L'articolo 647 c.p. protegge il diritto di proprietà contro l'ingiusta appropriazione di cose che il colpevole ha acquistato per caso, senza preesistente rapporto patrimoniale con la vittima. A differenza dell'appropriazione indebita (art. 646), qui non v'è possesso legittimo iniziale: il trovamento è casuale. Il legislatore protegge il proprietario originario imponendo al trovatore di rispettare le procedure civili (denuncia al sindaco, pubblicazione, attesa) prima di considerare la cosa sua.
Analisi
L'articolo si articola in tre numeri: (1) trovamento di denaro o cose smarrite, appropriazione senza seguire prescrizioni legali civili; (2) trovamento di tesoro (oggetti di valore storico/artistico sepolto), appropriazione della quota proprietario fondo (art. 932 c.c.); (3) appropriazione di cose ricevute per errore altrui o caso fortuito (es., consegna di pacco sbagliato, denaro errato in bonifico). Il comma 2 aggrava la pena se il colpevole conosceva il proprietario. Il comma 3 stabilisce procedibilità a querela, salvo circostanze aggravanti.
Quando si applica
Esempi: Tizio trova 500 euro in strada e se li appropria senza denunciare al sindaco; Caio scopre una moneta d'oro storica nel giardino e la vende senza cedere quota al proprietario fondo; Sempronio riceve per errore un pacco con orologi da 5.000 euro, non lo restituisce ma lo vende. Se Tizio conosceva il proprietario della borsa persa (es., l'ha vista con il collega), la pena aumenta da uno a due anni.
Connessioni
Si coordina strettamente con le norme civili di acquisizione per trovamento (art. 927-932 c.c.): obbligo di denuncia al sindaco, attesa di prescrizione, diritti del proprietario. Si distingue dall'appropriazione indebita (art. 646) per assenza iniziale di possesso legittimo. Rinvia all'articolo 61 c.p. per aggravanti (conoscenza proprietario, rapporto fiduciario); all'articolo 172 c.p. sugli effetti della condanna; alle norme sulla restituzione (art. 194 ss. CPP).
Pronunce della Corte Costituzionale
Corte Cost., sent. n. 233/2018
Prassi dell'Agenzia delle Entrate
Ministero della Giustizia
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio ritrova una borsa in strada contenente 3.000 euro e documenti di identità (carta d'identità, letteralmente). Sa benissimo che appartiene a Caio (suo vicino) perché ha visto la foto. Non la restituisce e se ne appropria. Integra l'ipotesi aggravata dell'articolo 647: conoscenza del proprietario. Rischia reclusione fino a due anni, dato che la pena base (fino a un anno) si aumenta in virtù della circostanza aggravante.
Caso 2: Sempronio, per errore della banca, riceve 10.000 euro non suoi tramite bonifico
La banca gli comunica l'errore entro pochi giorni. Sempronio, anziché restituire, trasferisce i fondi su altro conto e li spende. Si appropria di cosa avuta per errore altrui. Integra l'ipotesi 3 dell'articolo 647. Rischia fino a un anno di reclusione o multa. Se sapesse che il denaro era di Filano (suo datore di lavoro), la pena salirà fino a due anni.
Domande frequenti
Se trovo denaro per strada, posso tenerlo?
No, secondo il diritto penale e civile. Devi denunciare al Sindaco e seguire le procedure civili di acquisizione. Se te lo appropri direttamente, integri il reato di appropriazione di cose smarrite, con pena fino a un anno o multa.
Che differenza c'è tra appropriazione di cosa smarrita e furto?
Nel furto, prendi di nascosto. Nell'appropriazione di cosa smarrita, la cosa è già accessibile (persa, abbandonata) e tu la prendi senza seguire procedure legali. È un reato contro la proprietà, non contro il possesso.
Se trovo un anello d'oro nel giardino, cosa devo fare?
Se è un tesoro (oggetto di valore storico/artistico), devi denunciare al proprietario del fondo e alla Sovrintendenza. Se te lo appropri senza cedere la quota al proprietario, rischi fino a un anno di reclusione (o due se conoscevi il proprietario).
La banca mi accredita denaro per errore: devo restituirlo o è mio?
Devi restituirlo. Se lo tieni consapevolmente, commetti appropriazione di cosa avuta per errore altrui (ipotesi 3 dell'art. 647). Rischi fino a un anno di reclusione.
Se conosco il proprietario, cambia la pena?
Sì, se conoscevi il proprietario (per nome, rapporto, vicinanza), la pena si aggrava: da reclusione fino a un anno passa a reclusione fino a due anni, riflettendo il maggiore tradimento di fiducia.
Spiegazione
Puniva (oggi depenalizzato e trasformato in illecito civile dal D.Lgs. 7/2016) l’appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito: chi, trovata una cosa altrui smarrita, se ne appropria senza osservare le norme civili sul ritrovamento. Oggi il fatto comporta la restituzione e una sanzione pecuniaria civile, oltre al risarcimento.
Come funziona e quando si applica
Il codice civile (artt. 927-929) impone a chi trova una cosa smarrita di restituirla al proprietario o di consegnarla al sindaco. L’inosservanza, un tempo reato, dà oggi luogo a responsabilità civile e a sanzione pecuniaria a favore dello Stato.
Esempio pratico
Chi trova un telefono smarrito e lo tiene per sé, anziché consegnarlo, non commette più reato ma è tenuto alla restituzione, al risarcimento e a una sanzione civile.
Domande frequenti
Tenersi un oggetto trovato è reato?
Non più: l’art. 647 c.p. è stato depenalizzato nel 2016; resta un illecito civile con obbligo di restituzione e sanzione pecuniaria.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.