Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 646 c.p. – Appropriazione indebita

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire diecimila.

Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.

COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 APRILE 2018, N. 36.

In sintesi

  • Reato patrimoniale: furto di cosa già in possesso legittimo del colpevole
  • Esempio tipico: deposito abusivamente non restituito, denaro commerciale incassato ma non versato
  • Elemento fondamentale: possesso legittimo del bene inizialmente, appropriazione illecita successiva
  • Pena: reclusione fino a tre anni e multa fino a 1.032 euro
  • Aggravante se appropriazione di bene dato in deposito necessario
Indice dei contenuti

Appropriazione indebita: chi, avendo il possesso legittimo di denaro altrui, lo si appropria illegittimamente rischia reclusione fino a tre anni.

Ratio

L'articolo 646 c.p. tutela il diritto di proprietà contro chi ha inizialmente un titolo legittimo di possesso (deposito, mandato, sequestro, comodato) ma successivamente decide di appropriarsi della cosa. A differenza del furto (art. 624 c.p.), qui il colpevole non deve sorprendere il proprietario: il rischio è interno, cioè il tradimento della fiducia già riposta. Il legislatore punisce questo tradimento perché lede la fiducia nei rapporti patrimoniali e commerciali.

Analisi

L'articolo 646 richiede: (1) il possesso legittimo di denaro o cosa mobile altrui, a qualsiasi titolo (deposito, mandato, comodato, sequestro, affidamento temporaneo); (2) la decisione successiva di appropriarsi della cosa per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto; (3) la mancata restituzione. Il comma 2 aggraviato se la cosa era data in deposito necessario (es. bagagli in albergo, auto in parcheggio). Il comma 3 prevede procedibilità d'ufficio se ricorre deposito necessario o altre circostanze aggravanti (art. 61 n. 11 c.p.).

Quando si applica

Esempi: un commesso di banca incassa denaro cliente e lo trattiene per sé; un avvocato riceve deposito cauzionale e non lo restituisce; un parcheggiatore guarda l'auto altrui e poi la vende; un mediatore riceve caparra per acquisto casa e la dilapida; un genitore temporaneamente custode di eredità minorile si appropria dei fondi. In tutti questi casi vi è possesso inizialmente legittimo, poi conversione illecita.

Connessioni

Si distingue dal furto (art. 624 c.p.) perché non c'è sorpresa; dal ricettamento (art. 648 c.p.) perché non c'è acquisizione da terzo; dalla circonvenzione (art. 643 c.p.) perché non v'è inganno sulla capacità della vittima. Si coordina con l'articolo 647 c.p. (appropriazione di cose smarrite) che prevede pena minore, e con norme civili su deposito (art. 1769 ss. c.c.) e mandato (art. 1703 ss. c.c.).

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, agente immobiliare, riceve da Caio la caparra di 20.000 euro per acquisto appartamento. Caio autorizza Tizio a depositare i fondi su conto fiduciario. Tizio, invece, versa i soldi su conto personale e li spende per vacanze. Si appropria illegittimamente del denaro che aveva in possesso legittimo per mandato. Integra il reato di appropriazione indebita. Rischia reclusione fino a tre anni e multa sino a 1.032 euro.

Caso 2: Caso 2

Sempronio, portiere di albergo, riceve da Mevio i bagagli per depositarli in cassaforte (deposito necessario). Nei giorni successivi, Sempronio apre i bagagli e si appropria di contanti e gioielli trovati. Il reato è qualificato per la circostanza aggravante di deposito necessario: la pena si aumenta. Sempronio rischia reclusione fino a tre anni con aggravante, dato che violava un rapporto di fiducia strutturale.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra furto e appropriazione indebita?

Nel furto, prendi la cosa di nascosto, sorprendendo il proprietario. Nell'appropriazione indebita, già hai la cosa legittimamente e decidi poi di non restituirla. Nel primo c'è violazione della vigilanza; nel secondo, tradimento della fiducia.

Se ricevo una cauzione e non la restituisco, commetto appropriazione indebita?

Sì, se la cauzione ti è stata consegnata con obbligo di restituzione. Hai il possesso legittimo iniziale ma appropriandotene malamente, integri il reato. Rischi fino a tre anni di reclusione.

Vale se dimentico semplicemente di restituire?

La semplice dimenticanza non basta. È necessario il dolo (coscienza e volontà) di appropriarsi della cosa, cioè di non restituirla consapevolmente per procurare profitto. La negligenza non è sufficiente.

Se sono depositario di un bene e lo do a un amico, commetto reato?

Sì, se non autorizzato. Hai violato l'obbligo di custodia e restituire; dare a terzi senza consenso del proprietario trasforma il tuo possesso legittimo in appropriazione indebita.

Quale pena rischio se commetto appropriazione indebita di cosa ricevuta in deposito?

Reclusione fino a tre anni e multa fino a 1.032 euro. Se il deposito era necessario (es. albergo, parcheggio, banca), la pena si aggrava secondo le circostanze.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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