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Art. 646 c.p. Appropriazione indebita
In vigore dal 1° luglio 1931
Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 .
Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.
Si procede d’ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell’articolo 61.(1)
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Appropriazione indebita: chi, avendo il possesso legittimo di denaro altrui, lo si appropria illegittimamente rischia reclusione fino a tre anni.
Ratio
L'articolo 646 c.p. tutela il diritto di proprietà contro chi ha inizialmente un titolo legittimo di possesso (deposito, mandato, sequestro, comodato) ma successivamente decide di appropriarsi della cosa. A differenza del furto (art. 624 c.p.), qui il colpevole non deve sorprendere il proprietario: il rischio è interno, cioè il tradimento della fiducia già riposta. Il legislatore punisce questo tradimento perché lede la fiducia nei rapporti patrimoniali e commerciali.
Analisi
L'articolo 646 richiede: (1) il possesso legittimo di denaro o cosa mobile altrui, a qualsiasi titolo (deposito, mandato, comodato, sequestro, affidamento temporaneo); (2) la decisione successiva di appropriarsi della cosa per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto; (3) la mancata restituzione. Il comma 2 aggraviato se la cosa era data in deposito necessario (es. bagagli in albergo, auto in parcheggio). Il comma 3 prevede procedibilità d'ufficio se ricorre deposito necessario o altre circostanze aggravanti (art. 61 n. 11 c.p.).
Quando si applica
Esempi: un commesso di banca incassa denaro cliente e lo trattiene per sé; un avvocato riceve deposito cauzionale e non lo restituisce; un parcheggiatore guarda l'auto altrui e poi la vende; un mediatore riceve caparra per acquisto casa e la dilapida; un genitore temporaneamente custode di eredità minorile si appropria dei fondi. In tutti questi casi vi è possesso inizialmente legittimo, poi conversione illecita.
Connessioni
Si distingue dal furto (art. 624 c.p.) perché non c'è sorpresa; dal ricettamento (art. 648 c.p.) perché non c'è acquisizione da terzo; dalla circonvenzione (art. 643 c.p.) perché non v'è inganno sulla capacità della vittima. Si coordina con l'articolo 647 c.p. (appropriazione di cose smarrite) che prevede pena minore, e con norme civili su deposito (art. 1769 ss. c.c.) e mandato (art. 1703 ss. c.c.).
Domande frequenti
Qual è la differenza tra furto e appropriazione indebita?
Nel furto, prendi la cosa di nascosto, sorprendendo il proprietario. Nell'appropriazione indebita, già hai la cosa legittimamente e decidi poi di non restituirla. Nel primo c'è violazione della vigilanza; nel secondo, tradimento della fiducia.
Se ricevo una cauzione e non la restituisco, commetto appropriazione indebita?
Sì, se la cauzione ti è stata consegnata con obbligo di restituzione. Hai il possesso legittimo iniziale ma appropriandotene malamente, integri il reato. Rischi fino a tre anni di reclusione.
Vale se dimentico semplicemente di restituire?
La semplice dimenticanza non basta. È necessario il dolo (coscienza e volontà) di appropriarsi della cosa, cioè di non restituirla consapevolmente per procurare profitto. La negligenza non è sufficiente.
Se sono depositario di un bene e lo do a un amico, commetto reato?
Sì, se non autorizzato. Hai violato l'obbligo di custodia e restituire; dare a terzi senza consenso del proprietario trasforma il tuo possesso legittimo in appropriazione indebita.
Quale pena rischio se commetto appropriazione indebita di cosa ricevuta in deposito?
Reclusione fino a tre anni e multa fino a 1.032 euro. Se il deposito era necessario (es. albergo, parcheggio, banca), la pena si aggrava secondo le circostanze.