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La guida
Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento
Dove esistono mense aziendali o grandi siti produttivi, il servizio sostitutivo del pasto può assumere forme diverse — mensa interna, convenzioni, buoni pasto, indennità sostitutiva — ciascuna con un proprio trattamento fiscale. Capire quale spetta e quanto è esente da imposte evita sorprese in busta paga.
La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici (dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €); l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il diritto al beneficio nasce dal CCNL.
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Le forme del servizio pasto a confronto
Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Nel CCNL Laterizi il beneficio non è un diritto uniforme: l’art. 29 rimette l’istituzione della mensa all’accordo tra direzione aziendale e RSU; le soglie di esenzione sono fissate dalla legge.
| Forma | In che cosa consiste | Regime fiscale |
|---|---|---|
| Mensa aziendale / convenzioni | Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi | Non concorre al reddito (esente, senza limite) |
| Buono pasto cartaceo | Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata | Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile |
| Buono pasto elettronico | Ticket su card/app | Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile |
| Indennità sostitutiva di mensa | Somma in denaro al posto del servizio | Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione |
Mensa aziendale e forme alternative
Nei grandi siti produttivi il pasto può essere garantito in più modi, fiscalmente non equivalenti.
La mensa aziendale e le convenzioni
La somministrazione di vitto in una mensa gestita direttamente dal datore o da terzi, e le convenzioni con esercizi di ristorazione, non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, TUIR): è la forma fiscalmente più vantaggiosa, senza limiti di importo.
I buoni pasto
Dove la mensa non c’è, il datore può riconoscere buoni pasto: esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici, con imponibile sull’eccedenza.
L’indennità sostitutiva
La somma in denaro erogata al posto del servizio mensa è di norma imponibile, salvo l’esenzione fino a 5,29 €/giorno riservata agli addetti ai cantieri e alle strutture lavorative a carattere temporaneo o in zone prive di ristorazione.
Un diritto contrattuale, non di legge
È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal contratto collettivo o dalla contrattazione aziendale. Nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento l’art. 29 non fissa un diritto uniforme: dato che la struttura dei settori e la varietà delle situazioni di fatto non consentono una regolamentazione uniforme, la materia è affrontata tra direzione aziendale e RSU. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.
Cosa dice il CCNL Laterizi
- Mensa (art. 29): ferme restando le situazioni in atto, se in sede aziendale si decide di istituire il servizio, l’azienda mette a disposizione un locale idoneo, attrezzato e con i requisiti di igiene, e le parti definiscono il numero delle portate e la ripartizione della spesa tra azienda e lavoratori. Si tiene conto della distanza dallo stabilimento rispetto alla residenza dei lavoratori e del rapporto tra maestranze e utilizzatori.
- Trasferta (art. 76): a chi è incaricato di prestazioni fuori dal comune o oltre 5 km dallo stabilimento sono rimborsate le spese di viaggio, vitto e alloggio nei limiti della normalità, su nota documentata, salvo accordi forfetari; a livello aziendale si stabilisce il rimborso forfetario del pasto per gli autisti che non rientrano in sede nelle ore dei pasti.
- TFR (art. 54): l’indennità di mensa è tra le voci che compongono la retribuzione annua utile per il TFR.
Casi pratici
Domande frequenti
Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
Il pasto consumato nella mensa aziendale è tassato?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e premio di risultato.
Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per il CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento si veda il testo del 12 febbraio 2020 (artt. 29, 54 e 76); per i buoni pasto, L. 199/2025, art. 1, c. 14. Mensa, buoni pasto e indennità dipendono dall’accordo aziendale.