Indice
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La guida

CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento

Dove esistono mense aziendali o grandi siti produttivi, il servizio sostitutivo del pasto può assumere forme diverse — mensa interna, convenzioni, buoni pasto, indennità sostitutiva — ciascuna con un proprio trattamento fiscale. Capire quale spetta e quanto è esente da imposte evita sorprese in busta paga.

In sintesi

La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici (dal 1° gennaio 2026; fino al 2025: 8 €); l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il diritto al beneficio nasce dal CCNL.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Confindustria Ceramica (Raggruppamento Laterizi) · Assobeton · Feneal-Uil · Filca-Cisl · Fillea-Cgil
Istituti trattati
Mensa aziendale · Buoni pasto · Indennità sostitutiva · Regime fiscale
Riferimenti
Art. 29 (mensa), art. 54 (TFR) e art. 76 (trasferta) del CCNL · Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto)
Fonte
Testo del CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento del 12 febbraio 2020; L. 199/2025, art. 1, c. 14

Le forme del servizio pasto a confronto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Nel CCNL Laterizi il beneficio non è un diritto uniforme: l’art. 29 rimette l’istituzione della mensa all’accordo tra direzione aziendale e RSU; le soglie di esenzione sono fissate dalla legge.

Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
Forma In che cosa consiste Regime fiscale
Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 10,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Il CCNL non stabilisce un importo di buono pasto o di indennità di mensa: se e come spettano lo decide l’accordo aziendale (art. 29). Le soglie di esenzione sono quelle di legge riportate in tabella.

Mensa aziendale e forme alternative

Nei grandi siti produttivi il pasto può essere garantito in più modi, fiscalmente non equivalenti.

La mensa aziendale e le convenzioni

La somministrazione di vitto in una mensa gestita direttamente dal datore o da terzi, e le convenzioni con esercizi di ristorazione, non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, TUIR): è la forma fiscalmente più vantaggiosa, senza limiti di importo.

I buoni pasto

Dove la mensa non c’è, il datore può riconoscere buoni pasto: esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 10 €/giorno se elettronici, con imponibile sull’eccedenza.

L’indennità sostitutiva

La somma in denaro erogata al posto del servizio mensa è di norma imponibile, salvo l’esenzione fino a 5,29 €/giorno riservata agli addetti ai cantieri e alle strutture lavorative a carattere temporaneo o in zone prive di ristorazione.

Un diritto contrattuale, non di legge

È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal contratto collettivo o dalla contrattazione aziendale. Nel CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento l’art. 29 non fissa un diritto uniforme: dato che la struttura dei settori e la varietà delle situazioni di fatto non consentono una regolamentazione uniforme, la materia è affrontata tra direzione aziendale e RSU. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Cosa dice il CCNL Laterizi

  • Mensa (art. 29): ferme restando le situazioni in atto, se in sede aziendale si decide di istituire il servizio, l’azienda mette a disposizione un locale idoneo, attrezzato e con i requisiti di igiene, e le parti definiscono il numero delle portate e la ripartizione della spesa tra azienda e lavoratori. Si tiene conto della distanza dallo stabilimento rispetto alla residenza dei lavoratori e del rapporto tra maestranze e utilizzatori.
  • Trasferta (art. 76): a chi è incaricato di prestazioni fuori dal comune o oltre 5 km dallo stabilimento sono rimborsate le spese di viaggio, vitto e alloggio nei limiti della normalità, su nota documentata, salvo accordi forfetari; a livello aziendale si stabilisce il rimborso forfetario del pasto per gli autisti che non rientrano in sede nelle ore dei pasti.
  • TFR (art. 54): l’indennità di mensa è tra le voci che compongono la retribuzione annua utile per il TFR.

Casi pratici

Tizio — mensa aziendale interna
Tizio lavora in uno stabilimento con mensa interna. Il valore del pasto consumato in mensa non concorre al suo reddito: è integralmente esente, senza limiti di importo. Se in alcune giornate la mensa è chiusa e riceve un buono pasto elettronico, quel buono è esente fino a 10 €.
Caia — indennità sostitutiva in trasferta di cantiere
Caia è addetta a un cantiere temporaneo in una zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti di legge, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; l’eventuale eccedenza è imponibile.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. L’accordo aziendale (art. 29 del CCNL) individua quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
L’art. 54 del CCNL include l’indennità di mensa tra le voci della retribuzione annua utile per il TFR. Per mensa interna e buoni pasto non c’è nel CCNL una regola analoga: se spettano, il loro trattamento ai fini del TFR dipende dall’accordo aziendale; la quota imponibile oltre le soglie fiscali segue il regime ordinario.
Il pasto consumato nella mensa aziendale è tassato?
No. La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR), senza limiti di importo. È la forma più vantaggiosa rispetto a buoni pasto e indennità.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento per livello, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima e premio di risultato.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per il CCNL Laterizi e Manufatti in Cemento si veda il testo del 12 febbraio 2020 (artt. 29, 54 e 76); per i buoni pasto, L. 199/2025, art. 1, c. 14. Mensa, buoni pasto e indennità dipendono dall’accordo aziendale.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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