Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria è costituito con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, ed ha sede in Roma.
2. Il Consiglio di presidenza è composto da undici componenti eletti dai giudici e dai magistrati tributari e da quattro componenti eletti dal Parlamento, due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, tra i professori di università in materie giuridiche o i soggetti abilitati alla difesa dinanzi alle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado che risultino iscritti ai rispettivi albi professionali da almeno dodici anni.
3. Il Consiglio di presidenza elegge nel suo seno un presidente tra i componenti eletti dal Parlamento.
4. I componenti del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria eletti dal Parlamento, finchè sono in carica, non possono esercitare attività professionale in ambito tributario, né alcuna altra attività suscettibile di interferire con le funzioni degli organi di giustizia tributaria.
5. I componenti del Consiglio di presidenza sono eletti da tutti i componenti delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado con voto personale, diretto e segreto, e non sono rieleggibili.
Welfare, sanità integrativa FONTUR ed EBITERME nel CCNL Aziende Termali
Il rinnovo del CCNL Aziende Termali dell’ottobre 2024 segna un passaggio importante nel welfare di settore: per la prima volta tutti i lavoratori a tempo indeterminato vengono iscritti automaticamente a un sistema di assistenza sanitaria integrativa. È la principale novità sociale del contratto.
In sintesi
Dal 1° gennaio 2025 i lavoratori termali a tempo indeterminato sono obbligatoriamente iscritti a FONTUR (fondo sanitario integrativo turismo): 10 euro/mese azienda + 2 euro/mese lavoratore + 15 euro una tantum all’iscrizione. Le aziende non aderenti pagano un EDR sostitutivo di 16 euro per 14 mensilità. EBITERME gestisce la bilateralità del settore.
Welfare contrattuale nel CCNL Aziende Termali 2024-2027
Istituto
Soggetto gestore
Contribuzione
Decorrenza
Sanità integrativa
FONTUR
10 €/mese (az.) + 2 €/mese (lav.) + 15 € una tantum
1° gennaio 2025
EDR sostitutivo (no FONTUR)
Datore di lavoro
16 € lordi × 14 mensilità
Per le aziende non aderenti
Bilateralità
EBITERME
Contributi bilaterali
In vigore
Previdenza complementare
Da definire (silenzio-assenso TFR)
TFR maturando
Promozione contrattuale
Per le prestazioni sanitarie coperte da FONTUR (visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, rimborsi farmaceutici, ecc.) consultare direttamente il regolamento di FONTUR pubblicato sul sito www.fontur.it. Il regolamento CCNL Terme 2025 è disponibile sul portale del fondo.
FONTUR: il fondo sanitario integrativo del settore termale
FONTUR è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa del Turismo, già operativo per altri settori del comparto (alberghi, ristorazione, agenzie di viaggio). Con il rinnovo del CCNL Aziende Termali dell’8 ottobre 2024, l’adesione è estesa anche al personale delle terme.
A partire dal 1° gennaio 2025, tutti i lavoratori del settore termale assunti con contratto a tempo indeterminato vengono automaticamente iscritti a FONTUR. Non è necessaria alcuna richiesta individuale: l’iscrizione è automatica e obbligatoria.
La struttura della contribuzione è la seguente:
Quota una tantum di iscrizione: 15 euro per ciascun lavoratore, a carico esclusivo dell’azienda, versata all’atto dell’iscrizione;
Contributo mensile aziendale: 10 euro al mese per ogni lavoratore iscritto;
Contributo mensile del lavoratore: 2 euro al mese, generalmente trattenuto dalla busta paga.
In totale, il costo mensile del sistema per ogni lavoratore è di 12 euro (più la quota una tantum iniziale).
EDR sostitutivo per le aziende non aderenti
Le aziende che non aderiscono al sistema FONTUR o che non versano i contributi previsti sono tenute a corrispondere direttamente ai lavoratori un Elemento Distinto della Retribuzione (EDR) non riassorbibile pari a 16 euro lordi per ciascuna delle 14 mensilità (tredicesima e quattordicesima comprese), per un importo annuo di 224 euro lordi per lavoratore.
L’EDR sostitutivo è soggetto a contribuzione previdenziale ordinaria e tassazione IRPEF, a differenza dei contributi FONTUR che hanno un diverso trattamento fiscale.
EBITERME: l’ente bilaterale del settore
EBITERME («Ente Bilaterale Terme») è l’organismo paritetico istituito tra Federterme Confindustria e le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil). Si occupa di:
Formazione e aggiornamento professionale degli addetti del settore;
Gestione della bilateralità: osservatorio del mercato del lavoro, analisi occupazionale, statistiche di settore;
Commissione paritetica per le pari opportunità: istituita dal rinnovo 2024 con il compito di analizzare l’occupazione femminile nel settore e promuovere azioni positive. Si riunisce presso EBITERME nelle aziende con oltre 50 dipendenti;
Assistenza nella conciliazione di controversie di lavoro;
Promozione della previdenza complementare tra i lavoratori del settore.
Previdenza complementare
Il CCNL Aziende Termali promuove l’adesione alla previdenza complementare, in linea con la normativa nazionale (D.Lgs. 252/2005). Non è stato identificato dalle fonti disponibili un fondo pensione di settore dedicato specificamente alle terme; la previdenza complementare è incentivata attraverso il sistema del silenzio-assenso sul TFR: il lavoratore che non esprime una scelta esplicita entro 6 mesi dall’assunzione vede il proprio TFR maturando destinato automaticamente al fondo pensione complementare di riferimento. EBITERME e le organizzazioni sindacali forniscono informazioni e assistenza per la scelta.
Casi pratici
Tizio — Lavoratore a tempo indeterminato, iscrizione automatica FONTUR
Tizio lavora a tempo indeterminato in uno stabilimento termale. Da gennaio 2025 trova in busta paga una trattenuta di 2 euro mensili per FONTUR. L’azienda versa i 15 euro di iscrizione e i 10 euro mensili. Tizio può consultare le prestazioni sanitarie disponibili su www.fontur.it e utilizzare il fondo per visite specialistiche, dentista e diagnostica.
Caia — Azienda che non aderisce a FONTUR
L’azienda di Caia non aderisce a FONTUR. Deve quindi corrispondere a Caia un EDR di 16 euro lordi per 14 mensilità (totale 224 euro lordi annui). Questo importo compare in busta paga come «EDR non riassorbibile» e è soggetto a tassazione e contribuzione ordinaria.
Sempronio — Lavoratore stagionale, accesso a FONTUR
Sempronio è assunto con contratto stagionale (aprile-ottobre). L’obbligo di iscrizione automatica riguarda i contratti a tempo indeterminato. Sempronio si informa presso la rappresentanza sindacale aziendale (RSA) o direttamente FONTUR per verificare se la sua condizione di stagionale gli consenta l’accesso volontario al fondo.
Domande frequenti
Cos’è FONTUR e chi ne beneficia?
FONTUR è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa del Turismo. Dal 1° gennaio 2025, tutti i lavoratori del settore termale a tempo indeterminato vi sono iscritti automaticamente. Eroga prestazioni sanitarie integrative al SSN (visite, diagnostica, odontoiatria, ecc.).
Quanto costa l’iscrizione a FONTUR?
15 euro una tantum a carico dell’azienda all’iscrizione, più 10 euro/mese azienda e 2 euro/mese lavoratore in contribuzione corrente.
Cosa succede se l’azienda non aderisce a FONTUR?
Deve erogare un EDR non riassorbibile di 16 euro lordi per 14 mensilità (224 euro annui) al lavoratore, soggetto a tassazione ordinaria.
Cos’è EBITERME?
È l’Ente Bilaterale del settore termale, costituito da Federterme Confindustria e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil. Si occupa di formazione, bilateralità, pari opportunità e promuove la previdenza complementare.
Il lavoratore stagionale ha diritto a FONTUR?
L’obbligo riguarda i contratti a tempo indeterminato. Per i lavoratori stagionali le modalità dipendono dagli accordi specifici; verificare con FONTUR o il sindacato di categoria.
Esiste un fondo pensione di settore per le terme?
Il CCNL promuove la previdenza complementare ma non risulta identificato un fondo pensione dedicato esclusivamente alle terme. Il lavoratore può aderire ai fondi aperti o a quello eventualmente indicato dalla contrattazione, destinandovi il TFR tramite silenzio-assenso.
Guida a finalità divulgativa, aggiornata al rinnovo del CCNL Aziende Termali dell’8 ottobre 2024 (vigenza 1° ottobre 2024 – 31 dicembre 2027). Per le prestazioni di FONTUR consultare il regolamento ufficiale su www.fontur.it. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le sigle sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil), EBITERME o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Imputazione per trasparenza: la perdita della società di persone non resta in capo alla società ma viene attribuita ai soci in proporzione alla quota di partecipazione agli utili indicata nell’atto costitutivo.
Come si usa la perdita: il socio persona fisica riceve la sua quota di perdita e la compensa con altri redditi nel proprio modello IRPEF, oppure, se non basta, la riporta agli anni successivi.
Contabilità ordinaria vs semplificata: in entrambi i casi la perdita fluisce ai soci, ma le regole di utilizzo differiscono per le perdite che eccedono il reddito imponibile della società.
Perdite eccedenti non utilizzate: l’ammontare che non è stato compensato nell’anno viene comunicato ai soci nel prospetto allegato alla dichiarazione SP, con l’indicazione se è utilizzabile in misura piena o limitata.
Il prospetto ai soci: la SNC o SAS deve rilasciare a ogni socio un prospetto con reddito o perdita, quota percentuale di partecipazione e ritenute riattribuite.
Società di comodo: se la società risulta di comodo, le perdite non possono abbattere il reddito minimo presunto; l’eccedenza non compensata va comunicata ugualmente ai soci.
Perché la perdita della SNC tocca direttamente i soci
Quando una SNC (società in nome collettivo) o una SAS (società in accomandita semplice) chiude l’anno in perdita, quel risultato negativo non rimane ‘intrappolato’ nella società. Per le società di persone vale il principio della tassazione per trasparenza: il fisco guarda attraverso la società e imputa redditi e perdite direttamente ai soci, come se li avessero prodotti personalmente.
Il meccanismo funziona con la quota di partecipazione. Se la SNC ha due soci – Tizio al 60% e Caio al 40% – e chiude con una perdita di 50.000 euro, Tizio riceve 30.000 euro di perdita e Caio 20.000 euro. Ognuno porta quella perdita nella propria dichiarazione dei redditi e la usa per abbattere altri redditi imponibili.
Le istruzioni Redditi SP 2026 distinguono il trattamento della perdita a seconda del regime contabile adottato. In contabilità ordinaria (quadro RF), la perdita risulta dal rigo RF66 preceduta dal segno meno e viene riportata nel quadro RN della dichiarazione SP per poi essere comunicata ai soci. In contabilità semplificata (quadro RG), la perdita emerge dal rigo RG34 con analogo percorso. In entrambi i casi le regole di compensazione seguono l’art. 8 del TUIR per i soci persone fisiche.
Attenzione: le perdite d’impresa in capo alla persona fisica seguono regole diverse rispetto alle perdite delle imprese soggette a IRES. Per i soci delle società di persone la disciplina non è quella dell’art. 84 del TUIR (riporto in avanti con limite dell’80%) ma quella dell’art. 8, che permette in molti casi la compensazione con qualsiasi altro reddito dell’anno.
Perdite della società di persone: sintesi del meccanismo
Situazione
Cosa succede
Perdita che copre altri redditi del socio nello stesso anno
Il socio la compensa in IRPEF nell'anno stesso, abbattendo la base imponibile
Perdita eccedente i redditi del socio nell'anno
L'eccedenza si riporta agli anni successivi, senza limite di tempo (regime ordinario)
Perdita di contabilità semplificata del socio non compensata nell'anno
Comunicata nel prospetto SP; il socio la riporta alle annualità successive
Perdita in presenza di 'reddito minimo' da societa di comodo
La perdita non puo abbattere il reddito minimo; l'eccedenza non compensata va al socio nel prospetto
Quote di perdita indicate nel prospetto come 'piena misura'
Il socio le usa senza il limite dell'80% previsto per le imprese IRES
Esempio pratico
Alfa SNC (due soci: Tizio al 60%, Caio al 40%) chiude il 2025 con una perdita fiscale di 80.000 euro determinata nel quadro RG. Tizio riceve una quota di perdita di 48.000 euro, Caio di 32.000 euro. Tizio ha anche un reddito da lavoro dipendente di 35.000 euro: compensa la sua quota di perdita (48.000) con tale reddito, azzerandolo, e riporta il residuo di 13.000 euro all’anno successivo. Caio ha redditi da fabbricati per 10.000 euro: azzera anche quelli e riporta 22.000 euro. La SNC indica queste perdite nel prospetto da rilasciare ai soci allegato alla dichiarazione SP, precisando se sono utilizzabili in misura piena.
Documenti necessari
Modello Redditi SP 2026 (quadro RF o RG per il calcolo, quadro RN per il riepilogo)
Prospetto da rilasciare ai soci con quota di perdita e indicazione sul regime di utilizzo
Atto costitutivo o scrittura privata autenticata con le quote di partecipazione
Dichiarazione IRPEF del singolo socio (quadro RH del modello Redditi PF o del 730)
Eventuale quadro RS per le perdite da riportare formatesi prima di operazioni straordinarie
Tizio e Caio: la perdita di Alfa SNC compensa i redditi personali
Scenario. Alfa SNC (commercio al dettaglio, contabilità semplificata) chiude il 2025 con perdita fiscale di 60.000 euro. Tizio ha quota del 70%, Caio del 30%. Tizio ha anche stipendio da lavoro dipendente; Caio non ha altri redditi.
Come si applica. La perdita viene ripartita: Tizio riceve 42.000 euro di perdita, Caio 18.000 euro. Tizio li compensa con il proprio reddito da lavoro dipendente, abbattendo la sua base IRPEF di 42.000 euro. Caio, non avendo altri redditi nell’anno, riporta i suoi 18.000 euro di perdita alle dichiarazioni future, dove potranno compensare redditi di qualsiasi categoria.
In pratica
La perdita imputata al socio non è soggetta all’80% di limite tipico delle imprese IRES: nel regime di trasparenza delle societa di persone l’utilizzo e piu ampio.
Il prospetto che la SNC rilascia al socio deve indicare esplicitamente se la perdita e utilizzabile in misura piena ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR.
Beta SAS con perdite accumulate: come si riportano agli anni successivi
Scenario. Beta SAS (consulenza informatica, contabilita ordinaria) registra una perdita di 30.000 euro nel 2025. Il socio accomandatario Sempronio (quota 80%) ha gia riportato perdite da anni precedenti. Il socio accomandante (quota 20%) ha redditi da lavoro autonomo.
Come si applica. La perdita 2025 di 30.000 euro si ripartisce: 24.000 a Sempronio, 6.000 al socio accomandante. Sempronio somma i 24.000 alle perdite pregresse da riportare. Il socio accomandante compensa i 6.000 euro con i propri redditi da lavoro autonomo, riducendo il suo IRPEF. Le perdite in contabilita ordinaria non compensate nell’anno vengono indicate nel quadro RN della dichiarazione SP (rigo RN14) e comunicate nel prospetto ai soci.
In pratica
Le perdite eccedenti comunicata ai soci nel prospetto SP devono essere inserite dal socio nella propria dichiarazione: per le persone fisiche tipicamente nel quadro RH del modello Redditi PF.
Se la SAS e di comodo, la perdita non puo abbattere il reddito minimo presunto dalla legge: l’eccedenza non compensata e comunque comunicata al socio perche possa utilizzarla in futuro.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Un socio accomandante di una SAS puo detrarre la perdita imputata dalla societa?
Si. Anche il socio accomandante riceve la propria quota di perdita in proporzione alla partecipazione agli utili. La regola della responsabilita limitata all’accomandante vale sul piano civilistico, ma fiscalmente la perdita viene imputata a tutti i soci, sia accomandatari sia accomandanti, con il meccanismo della trasparenza.
Le perdite della SNC si possono portare in avanti senza limiti di tempo?
Per i soci persone fisiche che utilizzano le perdite nella propria dichiarazione IRPEF non c’e un termine massimo di riporto. Le perdite non compensate nell’anno possono essere utilizzate nelle dichiarazioni degli anni successivi finche non si esauriscono.
Cosa succede se un socio esce dalla SNC durante l'anno?
Le perdite (e i redditi) si imputano in base alla quota di partecipazione valida per il periodo di attivita nell’anno. La SNC deve compilare il quadro RO indicando anche i soci usciti nel corso dell’esercizio e comunicare loro la quota di competenza.
La perdita della societa puo azzerare anche i redditi da lavoro dipendente del socio?
Si. Le perdite d’impresa imputate per trasparenza dal socio possono compensare redditi di qualsiasi categoria, incluso il reddito da lavoro dipendente, nella dichiarazione del socio stesso.
Se la societa di persone e di comodo, come cambiano le regole sulle perdite?
Se la SNC o SAS risulta di comodo ai sensi dell’art. 30 della legge 724/1994, le perdite non possono abbattere il reddito minimo presunto dalla legge. L’eccedenza non compensata per effetto di questa limitazione viene comunque indicata nel quadro RN (rigo RN14) e comunicata ai soci nel prospetto allegato alla dichiarazione SP.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
L'azione a difesa dei diritti che si riferiscono all'integrità dell'opera può condurre alla rimozione o distruzione dell'esemplare deformato, mutilato o comunque modificato dell'opera, solo quando non sia possibile ripristinare detto esemplare nella forma primitiva a spese della parte interessata ad evitare la rimozione o la distruzione.
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. La segreteria dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.
2. Uguale avviso deve essere dato quando la trattazione sia stata rinviata dal presidente in caso di giustificato impedimento del relatore, che non possa essere sostituito, o di alcuna delle parti o per esigenze del servizio.
Le accise sono imposte indirette sul consumo di prodotti specifici: energetici, alcol, tabacchi, energia elettrica.
Sono disciplinate dal Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995) e gestite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Si calcolano sulla quantità (euro per litro, per kg, per kWh, per metro cubo), non sul valore del prodotto.
L’accisa è dovuta dal fabbricante o depositario autorizzato, ma viene trasferita sul prezzo finale pagato dal consumatore.
Sull’importo già comprensivo di accisa si applica poi l’IVA: si parla quindi di «tassa sulla tassa».
I prodotti possono circolare in regime di sospensione d’imposta nei depositi fiscali: l’accisa scatta solo all’immissione in consumo.
Che cosa sono le accise
Ogni volta che fai il pieno di benzina, paghi la bolletta della luce o compri un pacchetto di sigarette, una parte del prezzo è costituita dall’accisa. Si tratta di un’imposta indiretta, cioè un’imposta che non colpisce il tuo reddito ma il consumo di certi prodotti. In Italia le accise sono disciplinate dal Testo Unico Accise, il D.Lgs. 504/1995, e la loro gestione spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La caratteristica più importante dell’accisa è che si misura sulla quantità, non sul valore. Mentre l’IVA è sempre una percentuale del prezzo (es. il 22% di quello che paghi), l’accisa è un importo fisso per ogni unità di prodotto: tanti euro per ogni litro di carburante, tanti euro per ogni kWh di energia elettrica consumata, tanti euro per ogni metro cubo di gas. Questo significa che l’accisa non cambia al variare del prezzo di mercato del prodotto, ma solo quando il legislatore decide di modificarla.
Da un punto di vista legale, l’accisa non è dovuta direttamente dal consumatore finale, ma dal fabbricante o dal depositario autorizzato (cioè chi gestisce il deposito fiscale). In pratica, però, questo costo viene riversato a valle lungo tutta la filiera e finisce nel prezzo che tu paghi alla pompa, in bolletta o al supermercato. A quel punto, sull’importo già comprensivo di accisa viene applicata anche l’IVA: ecco perché si parla spesso di «tassa sulla tassa», specialmente per i carburanti.
I prodotti soggetti ad accisa possono essere prodotti, trasportati e stoccati in regime di sospensione d’imposta, cioè senza che l’accisa sia ancora dovuta. Questo avviene all’interno di depositi fiscali appositamente autorizzati. L’imposta diventa esigibile solo nel momento in cui il prodotto viene immesso in consumo, cioè esce dal deposito per essere venduto o consegnato all’utente finale. La circolazione in sospensione è tracciata con documenti elettronici (e-AD per i prodotti in sospensione, e-DAS per quelli già immessi in consumo).
I principali prodotti soggetti ad accisa
Categoria
Base di calcolo
Note principali
Carburanti (benzina, gasolio)
Euro per litro
Accisa elevata; su cui si applica anche l'IVA
Energia elettrica
Euro per kWh
Esenzioni/riduzioni per uso domestico entro certe soglie
Gas naturale (metano)
Euro per metro cubo
Aliquote differenziate per uso civile e industriale
Alcol e bevande alcoliche
Euro per ettolitro/grado
Vino: aliquota zero, ma soggetto ai vincoli amministrativi
Tabacchi lavorati
Componente prevalente del prezzo
Prezzo al pubblico fissato in tariffa, regime di monopolio
Esempio pratico
Immagina che Tizio faccia il pieno da 50 litri di benzina. Il prezzo alla pompa include tre voci principali: il costo industriale del carburante, l’accisa (un importo fisso per litro, stabilito dalla legge e di importo elevato) e l’IVA calcolata sull’importo già comprensivo di accisa. Se l’accisa fosse, in via puramente illustrativa, pari a una certa cifra per litro, su 50 litri Tizio pagherebbe quella cifra moltiplicata per 50, più l’IVA. Anche se il prezzo del petrolio scende, l’accisa rimane invariata: cambia solo la quota ‘industriale’, non quella fiscale.
Documenti necessari
D.Lgs. 504/1995 – Testo Unico Accise (struttura normativa di riferimento)
Documenti elettronici e-AD e e-DAS (per la circolazione dei prodotti in sospensione d’imposta)
Istanza trimestrale all’Agenzia delle Dogane (per il rimborso accisa gasolio autotrasporto)
Bolletta energetica (per verificare la voce accisa su luce e gas)
Licenza/autorizzazione deposito fiscale (per operatori del settore)
Tizio, consumatore finale: paga l'accisa senza saperlo
Scenario. Tizio è un privato che ogni settimana fa il pieno di gasolio e paga la bolletta della luce. Non ha rapporti diretti con l’Agenzia delle Dogane e non riceve nessun avviso fiscale sulle accise.
Come si applica. Dal punto di vista giuridico, il debitore dell’accisa è il depositario autorizzato che immette il carburante in consumo, non Tizio. Tuttavia il depositario incorpora il costo dell’accisa nel prezzo di vendita, che Tizio paga alla pompa. Lo stesso meccanismo si ripete in bolletta: il distributore di energia addebita l’accisa come voce separata (obbligatoria per legge), e sull’intero importo (accisa inclusa) applica l’IVA. Tizio sopporta economicamente l’imposta, ma non ha obblighi dichiarativi né di versamento verso il Fisco per questo.
In pratica
Il consumatore finale non dichiara né versa l’accisa: lo fa il produttore/distributore.
In bolletta la voce ‘accisa’ è esposta separatamente: è utile verificarla per capire la composizione del costo.
L’IVA si calcola sull’importo comprensivo di accisa, quindi un’accisa più alta aumenta anche la base IVA.
Caio, titolare di un'azienda agricola: gasolio agevolato
Scenario. Caio gestisce un’azienda agricola e utilizza gasolio per i trattori e i macchinari agricoli. Il prezzo alla pompa standard include un’accisa elevata, ma Caio ha sentito parlare di un regime agevolato per l’agricoltura.
Come si applica. La normativa sulle accise prevede per il gasolio destinato a usi agricoli un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria applicata ai carburanti per autotrazione. Caio può acquistare gasolio ‘agricolo’ beneficiando di questa agevolazione, a condizione di rispettare i requisiti previsti (tipo di attività, macchinari, documentazione). L’Agenzia delle Dogane gestisce questi regimi agevolati e può effettuare controlli sulla destinazione effettiva del prodotto.
In pratica
Il gasolio agricolo sconta un’accisa ridotta rispetto a quello per uso autotrazione: il risparmio può essere significativo.
Occorre rispettare i requisiti normativi e conservare la documentazione che attesti l’uso agricolo del carburante.
In caso di controllo, l’utilizzo del gasolio agevolato per scopi diversi da quelli previsti comporta il recupero dell’accisa piena più sanzioni.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Formalmente l’accisa è dovuta dal fabbricante o dal depositario autorizzato che immette il prodotto in consumo. In pratica, però, il costo viene trasferito al consumatore finale attraverso il prezzo di vendita. Il consumatore non ha obblighi di dichiarazione o versamento diretto.
Perché l'accisa si chiama 'tassa sulla tassa'?
Perché l’IVA (che è una percentuale) si calcola sull’importo già comprensivo di accisa. Quindi se l’accisa è alta, la base su cui si calcola l’IVA è più alta, e il consumatore paga IVA anche sulla quota di accisa, non solo sul costo ‘industriale’ del prodotto.
Il vino è soggetto ad accisa?
Il vino rientra nella categoria delle bevande alcoliche soggette al regime delle accise, ma sconta un’aliquota pari a zero. Resta comunque soggetto agli obblighi amministrativi e documentali del settore (registri, documenti di circolazione).
Cosa succede se un prodotto circola fuori dal deposito fiscale senza pagare l'accisa?
Se un prodotto viene immesso in consumo senza che l’accisa venga assolta, si configura una violazione grave con conseguente recupero dell’imposta, sanzioni e, nei casi più seri, profili penali. Il sistema dei depositi fiscali e dei documenti elettronici (e-AD, e-DAS) serve proprio a tracciare i prodotti e garantire il pagamento.
Le accise cambiano spesso?
Le aliquote possono essere modificate dal legislatore, di solito con la legge di bilancio annuale. La struttura normativa (il D.Lgs. 504/1995) è stabile, ma i valori specifici per litro, kWh o metro cubo possono variare. Per conoscere le aliquote vigenti occorre sempre verificare la misura aggiornata pubblicata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Le accise si applicano anche sull'energia elettrica?
Sì. L’accisa sull’energia elettrica si applica per kWh consumato ed è esposta in bolletta. Sono previste esenzioni o riduzioni per le utenze domestiche entro certi livelli di consumo o di potenza impegnata, e regimi specifici per gli usi industriali sopra determinate soglie.
Art. 277 RD 12/1941 – Disposizioni di coordinamento, integrative e complementari
Ordinamento giudiziario (Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12)
Disposizioni di coordinamento, integrative e complementari. Con successivi decreti reali, su proposta del Ministro di grazia e giustizia di concerto con il Ministro delle finanze, sono emanate le norme di coordinamento e le altre, anche di carattere integrativo e complementare, occorrenti per la completa attuazione del presente ordinamento. Visto, d’ordine di Sua Maestà il Re d’Italia e di Albania Imperatore d’Etiopia Il Ministro per la grazia e giustizia GRANDI Il Ministro per le finanze DI REVEL
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Se il contratto ha per oggetto opere che non sono state ancora create si devono osservare le norme seguenti: 1) è nullo il contratto che abbia per oggetto tutte le opere o categorie di opere che l'autore possa creare, senza limite di tempo; 2) senza pregiudizio delle norme regolanti i contratti di lavoro o di impiego, i contratti concernenti l'alienazione dei diritti esclusivi di autore per opere da crearsi non possono avere una durata superiore ai dieci anni; 3) se fu determinata l'opera da creare, ma non fu fissato il termine nel quale l'opera deve essere consegnata, l'editore ha sempre il diritto di ricorrere all'autorità giudiziaria per la fissazione di un termine.
Se il termine fu fissato, l'autorità giudiziaria ha facoltà di prorogarlo.
L’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) e una figura professionale regolata dal DPCM 9 febbraio 2018, che ne definisce il profilo e impone una formazione obbligatoria di 700 ore. Il personale esposto a radiazioni ionizzanti (radiografie) e soggetto al D.Lgs. 101/2020 con sorveglianza medica e formazione specifica. Tutto il personale che tratta dati sanitari dei pazienti e vincolato dal GDPR e dal segreto professionale sanitario.
Ultimo rinnovo disponibile: testo in vigore con accordi integrativi 2022-2024 (rinnovo atteso 2025-2026)
Vigenza
Prorogato fino a rinnovo; ultimo accordo economico indicativo maggio 2026
Platea
~60.000-80.000 (ASO, igienisti dentali, segretarie, ausiliari studi dentistici)
Tabella riepilogativa
Obblighi normativi specifici per il personale degli studi odontoiatrici
Norma
Soggetto obbligato
Adempimento principale
DPCM 9/2/2018 (profilo ASO)
ASO e datori che le impiegano
Attestato di qualifica 700 ore (formazione iniziale)
D.Lgs. 101/2020 (radioprotezione)
Personale esposto (ASO, assistente OPT)
Sorveglianza medica annuale, formazione, registro esposizioni
D.Lgs. 81/2008 (sicurezza lavoro)
Tutto il personale
Formazione 8-12 ore, DPI, DVR, medico competente
GDPR – Reg. UE 2016/679
Tutto il personale che tratta dati sanitari
Designazione come autorizzato al trattamento, riservatezza
D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy)
Datore (titolare trattamento)
Registro trattamenti, consenso pazienti, misure di sicurezza
Il profilo professionale ASO: DPCM 9 febbraio 2018
Il DPCM 9 febbraio 2018 ha istituito e regolamentato la figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO), colmando una lacuna normativa che per decenni aveva lasciato questa professione senza un riconoscimento giuridico formale.
Contenuto del DPCM:
Profilo professionale: l’ASO opera in affiancamento al medico odontoiatra per la preparazione del paziente, l’assistenza alla poltrona durante le sedute cliniche, la gestione e sterilizzazione degli strumenti, la preparazione dei materiali odontoiatrici e le attivita di segreteria correlate alle prestazioni cliniche.
Formazione obbligatoria: percorso di 700 ore articolato in moduli teorici (anatomia, microbiologia, farmacologia di base, normativa sicurezza e radioprotezione) e pratici (tirocinio in studio). La formazione e erogata da enti accreditati dalle Regioni.
Attestato di qualifica: rilasciato al termine del percorso, necessario per svolgere legalmente le mansioni di ASO come dipendente di uno studio odontoiatrico. Chi esercitava prima del 2018 ha beneficiato di un regime transitorio.
Il CCNL degli studi odontoiatrici ha recepito la figura ASO inquadrandola al livello II (con attestato) o al livello III-IV (in formazione o senza attestato).
Radioprotezione: D.Lgs. 101/2020 e obblighi per lo studio
Il D.Lgs. 101/2020 (attuativo della Direttiva Euratom 2013/59) ha ridisegnato il quadro della radioprotezione per i lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti. Negli studi odontoiatrici la fonte di esposizione principale e l’apparecchiatura per radiografie intraorali e l’ortopantomografo (OPT).
Obblighi del titolare dello studio (datore di lavoro):
Nominare un esperto qualificato in radioprotezione (o medico autorizzato) per la sorveglianza fisica e la classificazione del personale esposto.
Classificare il personale in Categoria A (esposizione superiore a 6 mSv/anno) o Categoria B (1-6 mSv/anno) in base alla valutazione dosimetrica.
Assicurare la sorveglianza medica annuale per il personale classificato (esame medico, eventuale dosimetria individuale).
Tenere il registro degli esposti e conservarlo per 30 anni dalla cessazione dell’esposizione.
Fornire formazione specifica in radioprotezione a tutto il personale che opera in prossimita delle apparecchiature.
Le lavoratrici in gravidanza devono essere immediatamente allontanate dalle mansioni con esposizione a radiazioni (art. 11 D.Lgs. 151/2001). Alla comunicazione dello stato di gravidanza, il titolare adotta immediatamente le misure di protezione o, se impossibile, anticipa il congedo.
Privacy sanitaria e GDPR in studio odontoiatrico
Il dato sanitario e una categoria speciale di dato personale ai sensi dell’art. 9 GDPR (Reg. UE 2016/679) e del D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy). Lo studio odontoiatrico, come titolare del trattamento, e tenuto a:
Acquisire il consenso esplicito del paziente per il trattamento dei dati sanitari (cartella clinica, radiografie, fotografie intraorali) prima di avviare le prestazioni.
Redigere e tenere aggiornato il registro delle attivita di trattamento (art. 30 GDPR).
Designare formalmente il personale (ASO, segretarie, igienisti) come autorizzati al trattamento con istruzioni scritte che specificano le finalita e i limiti dell’accesso ai dati.
Adottare misure di sicurezza tecniche e organizzative: credenziali di accesso individuali per il gestionale clinico, blocco automatico dei terminali, archivi cartacei chiusi a chiave.
Garantire il segreto professionale sanitario: tutto il personale e vincolato all’obbligo di riservatezza anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro. La violazione configura illecito civile (risarcimento danni) e penale (art. 622 c.p.).
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha emanato specifiche linee guida per le strutture sanitarie che si applicano anche agli studi odontoiatrici privati.
Casi pratici
Tizio – ASO senza attestato DPCM 2018: rischio per lo studio
Lo studio ha assunto Tizio come ASO senza il corso da 700 ore, in regime di apprendistato. Il DPCM 2018 non esenta l’apprendista dagli obblighi di qualifica se svolge mansioni clinico-assistenziali tipiche dell’ASO. Il titolare rischia sanzioni ispettive e, in caso di evento avverso al paziente, responsabilita professionale aggravata. La soluzione corretta e iscrivere Tizio al percorso formativo entro i tempi previsti.
Caia – Gravidanza e radioprotezione: allontanamento immediato
Caia e ASO e comunica la gravidanza al titolare. Il titolare deve immediatamente sospenderla dalle mansioni in prossimita dell’apparecchiatura radiologica e assegnarla a mansioni di reception e sterilizzazione non radioscopica. Se non vi sono mansioni alternative, richiede all’Ispettorato del Lavoro l’anticipazione dell’astensione obbligatoria (dal primo mese, ai sensi dell’art. 11 D.Lgs. 151/2001).
Sempronio – Violazione GDPR: comunicazione dati paziente a terzi
Sempronio e segretaria e risponde al telefono a un parente di un paziente, confermando la diagnosi e il piano di cura. Si tratta di comunicazione non autorizzata di dato sanitario a soggetto non legittimato, in violazione del GDPR. Il titolare dello studio (titolare del trattamento) e responsabile dell’inadeguata formazione di Sempronio e puo essere sanzionato dal Garante. Sempronio risponde disciplinarmente e, nei casi piu gravi, penalmente (art. 622 c.p.).
Domande frequenti
Un'ASO senza attestato DPCM 2018 puo lavorare regolarmente?
No: dal DPCM 9 febbraio 2018 il possesso dell’attestato e obbligatorio per svolgere le mansioni di ASO. Il personale in formazione (apprendistato) puo svolgere attivita di studio sotto supervisione, ma non autonomamente. Gli studi che impiegano ASO senza attestato rischiano sanzioni ispettive.
La sorveglianza medica per radioprotezione e obbligatoria ogni anno?
Si: il D.Lgs. 101/2020 impone la visita medica annuale per il personale classificato esposto (Categoria A o B). La visita e effettuata dal medico autorizzato (o dal medico competente con specifica abilitazione) e l’idoneita e documentata in cartella sanitaria.
Il personale dello studio puo accedere liberamente alle cartelle cliniche di tutti i pazienti?
No: ogni autorizzato al trattamento ha accesso ai dati solo nella misura necessaria per le proprie mansioni (principio di minimizzazione, art. 5 GDPR). L’accesso indiscriminato alle cartelle di pazienti non seguiti direttamente configura violazione del GDPR e puo costituire reato ex art. 622 c.p.
Il segreto professionale sanitario si applica anche alle segretarie dello studio?
Si: l’obbligo di riservatezza si estende a tutto il personale che, nell’ambito delle proprie mansioni, viene a conoscenza di dati sanitari dei pazienti. Il vincolo permane anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
Chi e responsabile della formazione sulla privacy in studio?
Il titolare dello studio (in quanto titolare del trattamento ai sensi del GDPR) e responsabile della formazione del personale sugli obblighi di riservatezza e sulle procedure di trattamento dei dati. La formazione deve essere documentata e periodicamente aggiornata (almeno ogni 2 anni o in caso di cambiamenti normativi rilevanti).
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Studi Odontoiatrici e Medici. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Testo vigente – Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (aggiornato da Normattiva)
1. Ai documenti atti ad esprimere le volontà del disponente in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni della medesima legge.
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