Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 52 Codice Penale: (Difesa legittima)

    Articolo 52 Codice Penale: (Difesa legittima)

    Art. 52 c.p. – Difesa legittima

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

    Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

    a) la propria o la altrui incolumità:

    b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

    Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

    Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone .

  • Articolo 55 Codice Penale: (Eccesso colposo)

    Articolo 55 Codice Penale: (Eccesso colposo)

    Art. 55 c.p. – Eccesso colposo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54, si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’Autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

    Nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, n. 5) ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto .

  • Art. 61-bis c.p.: Circostanza aggravante del reato transnazionale

    Art. 61-bis c.p.: Circostanza aggravante del reato transnazionale

    Art. 61-bis c.p. – Circostanza aggravante del reato transnazionale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Per i reati puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni nella commissione dei quali abbia dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato la pena è aumentata da un terzo alla metà. Si applica altresì il secondo comma dell’articolo 416-bis.1.

  • Articolo 62 Codice Penale: (Circostanze attenuanti comuni)

    Articolo 62 Codice Penale: (Circostanze attenuanti comuni)

    Art. 62 c.p. – Circostanze attenuanti comuni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Attenuano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze attenuanti speciali, le circostanze seguenti:

    1° l’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale;

    2° l’aver reagito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui;

    3° l’avere agito per suggestione di una folla in tumulto, quando non si tratta di riunioni o assembramenti vietati dalla legge o dall’Autorità, e il colpevole non è delinquente o contravventore abituale o professionale, o delinquente per tendenza;

    4) l’avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l’avere agito per conseguire o l’avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l’evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità;

    5° l’essere concorso a determinare l’evento, insieme con l’azione o l’omissione del colpevole, il fatto doloso della persona offesa;

    6° l’avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e, quando sia possibile, mediante le restituzioni; o l’essersi, prima del giudizio e fuori del caso preveduto nell’ultimo capoverso dell’articolo 56, adoperato spontaneamente ed efficacemente per elidere o attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato ; o l’avere partecipato a un programma di giustizia riparativa con la vittima del reato, concluso con un esito riparativo. Qualora l’esito riparativo comporti l’assunzione da parte dell’imputato di impegni comportamentali, la circostanza è valutata solo quando gli impegni sono stati rispettati .

  • Articolo 62-bis Codice Penale: (Circostanze attenuanti generiche)

    Articolo 62-bis Codice Penale: (Circostanze attenuanti generiche)

    Art. 62-bis c.p. – Circostanze attenuanti generiche

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice, indipendentemente dalle circostanze previste nell’articolo 62, può prendere in considerazione altre circostanze diverse, qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena. Esse sono considerate in ogni caso, ai fini dell’applicazione di questo capo, come una sola circostanza, la quale può anche concorrere con una o più delle circostanze indicate nel predetto articolo 62.

    Ai fini dell’applicazione del primo comma non si tiene conto dei criteri di cui all’articolo 133, primo comma, numero 3), e secondo comma, nei casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, in relazione ai delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nel caso in cui siano puniti con la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni.

    In ogni caso, l’assenza di precedenti condanne per altri reati a carico del condannato non puo` essere, per ciò solo, posta a fondamento della concessione delle circostanze di cui al primo comma.

  • Art. 66 c.p.: Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti

    Art. 66 c.p.: Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti

    Art. 66 c.p. – Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell’articolo 63, né comunque eccedere:

    1) gli anni trenta, se si tratta della reclusione;

    2) gli anni cinque, se si tratta dell’arresto;

    3) e, rispettivamente, lire venti milioni o quattro milioni, se si tratta della multa o dell’ammenda; ovvero, rispettivamente, lire sessanta milioni o dodici milioni se il giudice si avvale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell’articolo 133-bis .

  • Art. 67 c.p.: Limiti delle diminuzioni di pena nel caso di concorso di più circostanze attenuanti

    Art. 67 c.p.: Limiti delle diminuzioni di pena nel caso di concorso di più circostanze attenuanti

    Art. 67 c.p. – Limiti delle diminuzioni di pena nel caso di concorso di più circostanze attenuanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Se concorrono più circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore:

    1° a quindici anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena di morte;

    2° a dieci anni di reclusione, se per il delitto la legge stabilisce la pena dell’ergastolo.

    Le altre pene sono diminuite. In tal caso, quando non si tratta delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell’articolo 63, la pena non può essere applicata in misura inferiore ad un quarto.

  • Articolo 68 Codice Penale: (Limiti al concorso di circostanze)

    Articolo 68 Codice Penale: (Limiti al concorso di circostanze)

    Art. 68 c.p. – Limiti al concorso di circostanze

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo quanto è disposto nell’articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sé un’altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sé un’altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena.

    Se le circostanze aggravanti o attenuanti importano lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.

  • Art. 69 c.p.: (Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti)

    Art. 69 c.p.: (Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti)

    Art. 69 c.p. – Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando concorrono insieme circostanze aggravanti e circostanze attenuanti, e le prime sono dal giudice ritenute prevalenti, non si tien conto delle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti, e si fa luogo soltanto agli aumenti di pena stabiliti per le circostanze aggravanti.

    Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti, non si tien conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime, e si fa luogo soltanto alle diminuzioni di pena stabilite per le circostanze attenuanti.

    Se fra le circostanze aggravanti e quelle attenuanti il giudice ritiene che vi sia equivalenza, si applica la pena che sarebbe inflitta se non concorresse alcuna di dette circostanze.

    Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, nonché dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato. COMMA ABROGATO DAL D.L. 11 APRILE 1974, N. 99, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA l. 7 GIUGNO 1974, N. 220.

  • Art. 69-bis c.p.: Casi di esclusione del giudizio di comparazione tra circostanze

    Art. 69-bis c.p.: Casi di esclusione del giudizio di comparazione tra circostanze

    Art. 69-bis c.p. – Casi di esclusione del giudizio di comparazione tra circostanze

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Per i delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6), del codice di procedura penale le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall’articolo 98, concorrenti con le aggravanti di cui agli articoli 111 e 112, primo comma, numeri 3) e 4), e secondo comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste se chi ha determinato altri a commettere il reato, o si è avvalso di altri nella commissione del delitto, ne è il genitore esercente la responsabilità genitoriale ovvero il fratello o la sorella e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti.

  • Art. 76 c.p.: Pene concorrenti considerate come pena unica ovvero come pene distinte

    Art. 76 c.p.: Pene concorrenti considerate come pena unica ovvero come pene distinte

    Art. 76 c.p. – Pene concorrenti considerate come pena unica ovvero come pene distinte

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che la legge stabilisca altrimenti, le pene della stessa specie concorrenti a norma dell’articolo 73 si considerano come pena unica per ogni effetto giuridico.

    Le pene di specie diversa concorrenti a norma degli articoli 74 e 75 si considerano egualmente, per ogni effetto giuridico, come pena unica della specie più grave. Nondimeno si considerano come pene distinte, agli effetti della loro esecuzione, dell’applicazione delle misure di sicurezza e in ogni altro caso stabilito dalla legge.

    Se una pena pecuniaria concorre con un’altra pena di specie diversa, le pene si considerano distinte per qualsiasi effetto giuridico.

  • Art. 78 c.p.: (Limiti degli aumenti delle pene principali)

    Art. 78 c.p.: (Limiti degli aumenti delle pene principali)

    Art. 78 c.p. – Limiti degli aumenti delle pene principali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nel caso di concorso di reati preveduto dall’articolo 73, la pena da applicare a norma dello stesso articolo non può essere superiore al quintuplo della più grave fra le pene concorrenti, né comunque eccedere:

    1) trenta anni per la reclusione;

    2) sei anni per l’arresto;

    3) lire trenta milioni per la multa e sei milioni per l’ammenda; ovvero lire centoventicinque milioni per la multa e venticinque milioni per l’ammenda, se il giudice si vale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell’articolo 133-bis. 169a Nel caso di concorso di reati preveduto dall’articolo 74, la durata delle pene da applicare a norma dell’articolo stesso non può superare gli anni trenta. La parte della pena eccedente tale limite è detratta in ogni caso dall’arresto.

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