Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 81 Codice Penale: (Concorso formale. Reato continuato)

    Articolo 81 Codice Penale: (Concorso formale. Reato continuato)

    Art. 81 c.p. (Concorso formale. Reato continuato)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.

    Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.

    Nei casi preveduti da quest’articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.

    Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, l’aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

  • Art. 82 c.p.: Offesa di persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta

    Art. 82 c.p.: Offesa di persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta

    Art. 82 c.p. – Offesa di persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un’altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere, salve, per quanto riguarda le circostanze aggravanti e attenuanti, le disposizioni dell’articolo 60.

    Qualora, oltre alla persona diversa, sia offesa anche quella alla quale l’offesa era diretta, il colpevole soggiace alla pena stabilita per il reato più grave, aumentata fino alla metà.

  • Art. 87 c.p.: Stato preordinato d’incapacità d’intendere o di volere

    Art. 87 c.p.: Stato preordinato d’incapacità d’intendere o di volere

    Art. 87 c.p. – Stato preordinato d’incapacità d’intendere o di volere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La disposizione della prima parte dell’articolo 85 non si applica a chi si è messo in stato d’incapacità d’intendere o di volere al fine di commettere il reato, o di prepararsi una scusa.

  • Art. 99 Codice Penale: Recidiva

    Art. 99 Codice Penale: Recidiva

    Art. 99 c.p. Recidiva(1)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chi, dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro, può essere sottoposto ad un aumento di un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto non colposo.

    La pena può essere aumentata fino alla metà:

    :1) se il nuovo delitto non colposo è della stessa indole;

    :2) se il nuovo delitto non colposo è stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente;

    :3) se il nuovo delitto non colposo è stato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena.

    Qualora concorrano più circostanze fra quelle indicate al secondo comma, l’aumento di pena è della metà.

    Se il recidivo commette un altro delitto non colposo, l’aumento della pena, nel caso di cui al primo comma, è della metà e, nei casi previsti dal secondo comma, è di due terzi.

    Se si tratta di uno dei delitti indicati all’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, l’aumento della pena per la recidiva è obbligatorio e, nei casi indicati al secondo comma, non può essere inferiore ad un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto.

    In nessun caso l’aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo delitto non colposo.

  • Articolo 103 Codice Penale: Abitualità ritenuta dal giudice

    Articolo 103 Codice Penale: Abitualità ritenuta dal giudice

    Art. 103 c.p. – Abitualità ritenuta dal giudice

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Fuori del caso indicato nell’articolo precedente, la dichiarazione di abitualità nel delitto è pronunciata anche contro chi, dopo essere stato condannato per due delitti non colposi, riporta un’altra condanna per delitto non colposo, se il giudice, tenuto conto della specie e gravità dei reati, del tempo entro il quale sono stati commessi, della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nel capoverso dell’articolo 133, ritiene che il colpevole sia dedito al delitto.

  • Articolo 104 Codice Penale: Abitualità nelle contravvenzioni

    Articolo 104 Codice Penale: Abitualità nelle contravvenzioni

    Art. 104 c.p. – Abitualità nelle contravvenzioni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chi, dopo essere stato condannato alla pena dell’arresto per tre contravvenzioni della stessa indole, riporta condanna per un’altra contravvenzione, anche della stessa indole, è dichiarato contravventore abituale, se il giudice, tenuto conto della specie e gravità dei reati, del tempo entro il quale sono stati commessi, della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nel capoverso dell’articolo 133, ritiene che il colpevole sia dedito al reato.

  • Articolo 105 Codice Penale: Professionalità nel reato

    Articolo 105 Codice Penale: Professionalità nel reato

    Art. 105 c.p. – Professionalità nel reato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chi, trovandosi nelle condizioni richieste per la dichiarazione di abitualità, riporta condanna per un altro reato, è dichiarato delinquente o contravventore professionale, qualora, avuto riguardo alla natura dei reati, alla condotta e al genere di vita del colpevole e alle altre circostanze indicate nel capoverso dell’articolo 133, debba ritenersi che egli viva abitualmente, anche in parte soltanto, dei proventi del reato.

  • Articolo 108 Codice Penale: Tendenza a delinquere

    Articolo 108 Codice Penale: Tendenza a delinquere

    Art. 108 c.p. – Tendenza a delinquere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    È dichiarato delinquente per tendenza chi, sebbene non recidivo o delinquente abituale o professionale, commette un delitto non colposo, contro la vita o l’incolumità individuale, anche non preveduto dal capo primo del titolo dodicesimo del libro secondo di questo codice, il quale, per sé e unitamente alle circostanze indicate nel capoverso dell’articolo 133, riveli una speciale inclinazione al delitto, che trovi sua causa nell’indole particolarmente malvagia del colpevole.

    La disposizione di questo articolo non si applica se la inclinazione al delitto è originata dall’infermità preveduta dagli articoli 88 e 89.

  • Articolo 112 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Articolo 112 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Art. 112 c.p. – Circostanze aggravanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La pena da infliggere per il reato commesso è aumentata:

    1° se il numero delle persone, che sono concorse nel reato, è di cinque o più, salvo che la legge disponga altrimenti;

    2° per chi, anche fuori dei casi preveduti dai due numeri seguenti, ha promosso od organizzato la cooperazione nel reato, ovvero diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo;

    3° per chi, nell’esercizio della sua autorità, direzione o vigilanza, ha determinato a commettere il reato persone ad esso soggette;

    4) per chi, fuori del caso preveduto dall’articolo 111, ha determinato a commettere il reato un minore di anni 18 o una persona in stato di infermità o di deficienza psichica, ovvero si è comunque avvalso degli stessi o con gli stessi ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza.

    La pena è aumentata fino alla metà per chi si è avvalso di persona non imputabile o non punibile, a cagione di una condizione o qualità personale, o con la stessa ha partecipato nella commissione di un delitto per il quale è previsto l’arresto in flagranza.

    Se chi ha determinato altri a commettere il reato o si è avvalso di altri o con questi ha partecipato nella commissione del delitto ne è il genitore esercente la responsabilità genitoriale , nel caso previsto dal numero 4 del primo comma la pena è aumentata fino alla metà e in quello previsto dal secondo comma la pena è aumentata fino a due terzi.

    Gli aggravamenti di pena stabiliti nei numeri 1°, 2° e 3° di questo articolo si applicano anche se taluno dei partecipi al fatto non è imputabile o non è punibile.

  • Articolo 113 Codice Penale: Cooperazione nel delitto colposo

    Articolo 113 Codice Penale: Cooperazione nel delitto colposo

    Art. 113 c.p. – Cooperazione nel delitto colposo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nel delitto colposo, quando l’evento è stato cagionato dalla cooperazione di più persone, ciascuna di queste soggiace alle pene stabilite per il delitto stesso.

    La pena è aumentata per chi ha determinato altri a cooperare nel delitto, quando concorrono le condizioni stabilite nell’articolo 111 e nei numeri 3° e 4° dell’articolo 112.

  • Articolo 114 Codice Penale: Circostanze attenuanti

    Articolo 114 Codice Penale: Circostanze attenuanti

    Art. 114 c.p. – Circostanze attenuanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice, qualora ritenga che l’opera prestata da taluna delle persone che sono concorse nel reato a norma degli articoli 110 e 113 abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato, può diminuire la pena.

    Tale disposizione non si applica nei casi indicati nell’articolo 112.

    La pena può altresì essere diminuita per chi è stato determinato a commettere il reato o a cooperare nel reato, quando concorrono le condizioni stabilite nei numeri 3° e 4° del primo comma e nel terzo comma dell’articolo 112.

  • Articolo 131 Codice Penale: Reato complesso. Procedibilità di ufficio

    Articolo 131 Codice Penale: Reato complesso. Procedibilità di ufficio

    Art. 131 c.p. – Reato complesso. Procedibilità di ufficio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei casi preveduti dall’articolo 84, per il reato complesso si procede sempre di ufficio, se per taluno dei reati, che ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti, si deve procedere di ufficio.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.