Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 127 bis TUF – (Annullabilità delle deliberazioni e diritto di recesso)

    Art. 127 bis TUF – (Annullabilità delle deliberazioni e diritto di recesso)

    Art. 127 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Annullabilità delle deliberazioni e diritto di recesso)

    1. Ai fini dell’ articolo 2377 del codice civile colui a cui favore sia effettuata la registrazione delle azioni successivamente alla data indicata nell’articolo 83-sexies, comma 2 e prima dell’apertura dei lavori dell’assemblea, è considerato assente all’assemblea.

    2. Ai fini dell’esercizio del diritto di recesso previsto dall’ articolo 2437 del codice civile, colui a cui favore sia effettuata, successivamente alla data di cui all’articolo 83-sexies, comma 2, e prima dell’apertura dei lavori dell’assemblea, la registrazione in conto delle azioni è considerato non aver concorso all’approvazione delle deliberazioni.

    3. La presente disposizione si applica anche alle società italiane con azioni ammesse nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani o di altri paesi dell’Unione europea con il consenso dell’emittente.

  • Art. 133 Codice del Processo Amministrativo – Materie di giurisdizione esclusiva

    Art. 133 Codice del Processo Amministrativo – Materie di giurisdizione esclusiva

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, salvo ulteriori previsioni di legge:

    a) le controversie in materia di:

    1) risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento amministrativo;

    2) formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi integrativi o sostitutivi di provvedimento amministrativo e degli accordi fra pubbliche amministrazioni;

    3) silenzio di cui all’articolo 31, commi 1, 2 e 3, e provvedimenti espressi adottati in sede di verifica di segnalazione certificata, denuncia e dichiarazione di inizio attività, di cui all’articolo 19, comma 6-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241; 4) determinazione e corresponsione dell’indennizzo dovuto in caso di revoca del provvedimento amministrativo;

    5) nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato;

    6) diritto di accesso ai documenti amministrativi e violazione degli obblighi di trasparenza amministrativa;

    a-bis) le controversie relative all’applicazione dell’articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241; b) le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, ad eccezione delle controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi e quelle attribuite ai tribunali delle acque pubbliche e al Tribunale superiore delle acque pubbliche;

    c) le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi, ovvero relative a provvedimenti adottati dalla pubblica amministrazione o dal gestore di un pubblico servizio in un procedimento amministrativo, ovvero ancora relative all’affidamento di un pubblico servizio, ed alla vigilanza e controllo nei confronti del gestore, nonché afferenti alla vigilanza sul credito, sulle assicurazioni e sul mercato mobiliare, al servizio farmaceutico, ai trasporti, alle telecomunicazioni e ai servizi di pubblica utilità;

    d) le controversie concernenti l’esercizio del diritto a chiedere e ottenere l’uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi statali;

    e) le controversie:

    1) relative a procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi, forniture, svolte da soggetti comunque tenuti, nella scelta del contraente o del socio, all’applicazione della normativa comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza pubblica previsti dalla normativa statale o regionale, ivi incluse quelle risarcitorie e con estensione della giurisdizione esclusiva alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di annullamento dell’aggiudicazione ed alle sanzioni alternative;

    2) relative al divieto di rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, relative alla clausola di revisione del prezzo e al relativo provvedimento applicativo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, nell’ipotesi di cui all’articolo 115 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché quelle relative ai provvedimenti applicativi dell’adeguamento dei prezzi ai sensi dell’articolo 133, commi 3 e 4, dello stesso decreto;

    f) le controversie aventi ad oggetto gli atti e i provvedimenti delle pubbliche amministrazioni in materia urbanistica e edilizia, concernente tutti gli aspetti dell’uso del territorio, e ferme restando le giurisdizioni del Tribunale superiore delle acque pubbliche e del Commissario liquidatore per gli usi civici, nonché del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa;

    g) le controversie aventi ad oggetto gli atti, i provvedimenti, gli accordi e i comportamenti, riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere, delle pubbliche amministrazioni in materia di espropriazione per pubblica utilità, ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario per quelle riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa;

    h) le controversie aventi ad oggetto i decreti di espropriazione per causa di pubblica utilità delle invenzioni industriali;

    i) le controversie relative ai rapporti di lavoro del personale in regime di diritto pubblico;

    l) le controversie aventi ad oggetto tutti i provvedimenti, compresi quelli sanzionatori ed esclusi quelli inerenti ai rapporti di impiego privatizzati, adottati , dagli Organismi di cui agli articoli 112-bis, 113 e 128-duodecies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e dalle altre Autorità istituite ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, dalla Commissione vigilanza fondi pensione, dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della pubblica amministrazione, dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, comprese le controversie relative ai ricorsi avverso gli atti che applicano le sanzioni ai sensi dell’articolo 326 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209; m) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in materia di comunicazioni elettroniche, compresi quelli relativi all’imposizione di servitù, nonché i giudizi riguardanti l’assegnazione di diritti d’uso delle frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 8 a 13 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, incluse le procedure di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75;

    n) le controversie relative alle sanzioni amministrative ed ai provvedimenti adottati dall’organismo di regolazione competente in materia di infrastrutture ferroviarie ai sensi dell’articolo 37 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188;

    o) le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia, ivi comprese quelle inerenti l’energia da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche e quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti;

    p) le controversie aventi ad oggetto le ordinanze e i provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonché gli atti, i provvedimenti e le ordinanze emanati ai sensi dell’articolo 5, commi 2 e 4 della medesima legge n. 225 del 1992 e le controversie comunque attinenti alla complessiva azione di gestione del ciclo dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti della pubblica amministrazione riconducibili, anche mediatamente, all’esercizio di un pubblico potere, quand’anche relative a diritti costituzionalmente tutelati; q) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti anche contingibili ed urgenti, emanati dal Sindaco in materia di ordine e sicurezza pubblica, di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, di edilità e di polizia locale, d’igiene pubblica e dell’abitato;

    r) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti relativi alla disciplina o al divieto dell’esercizio d’industrie insalubri o pericolose;

    s) le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti adottati in violazione delle disposizioni in materia di danno all’ambiente, nonché avverso il silenzio inadempimento del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il risarcimento del danno subito a causa del ritardo nell’attivazione, da parte del medesimo Ministro, delle misure di precauzione, di prevenzione o di contenimento del danno ambientale, nonché quelle inerenti le ordinanze ministeriali di ripristino ambientale e di risarcimento del danno ambientale;

    t) le controversie relative all’applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;

    u) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in materia di passaporti;

    v) le controversie tra lo Stato e i suoi creditori riguardanti l’interpretazione dei contratti aventi per oggetto i titoli di Stato o le leggi relative ad essi o comunque sul debito pubblico;

    z) le controversie aventi ad oggetto atti del Comitato olimpico nazionale italiano o delle Federazioni sportive non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo ed escluse quelle inerenti i rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti; z-bis) le controversie aventi ad oggetto tutti i provvedimenti, compresi quelli sanzionatori ed esclusi quelli inerenti i rapporti di impiego, adottati dall’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale di cui alla lettera h) del comma 2 dell’articolo 37 della legge 4 giugno 2010, n. 96; z-ter) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua istituita dall’articolo 10, comma 11, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106; z-quater) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149; z-quinquies) le controversie relative all’esercizio dei poteri speciali inerenti alle attività di rilevanza strategica nei settori della difesa e della sicurezza nazionale e nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni; z-sexies) le controversie relative agli atti ed ai provvedimenti che concedono aiuti di Stato in violazione dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e le controversie aventi ad oggetto gli atti e i provvedimenti adottati in esecuzione di una decisione di recupero di cui all’articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, a prescindere dalla forma dell’aiuto e dal soggetto che l’ha concesso.

  • Art. 127 TUF – (Voto per corrispondenza o in via elettronica)

    Art. 127 TUF – (Voto per corrispondenza o in via elettronica)

    Art. 127 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Voto per corrispondenza o in via elettronica)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. La Consob stabilisce con regolamento le modalità di esercizio del voto e di svolgimento dell’assemblea nei casi previsti dall’ articolo 2370, comma quarto, del codice civile.

  • Art. 42 Rev. Leg. – Personale – Testo aggiornato

    Art. 42 Rev. Leg. – Personale – Testo aggiornato

    Art. 42 Rev. Leg. – Personale

    D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – testo aggiornato

    1. Al fine di assicurare l’efficace e corretto svolgimento delle funzioni attribuite al Ministero dell’economia e delle finanze dal presente decreto, in sede di prima applicazione dello stesso il predetto Ministero, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e nel limite di spesa di 300.000 euro annui a decorrere dall’anno 2010, può conferire fino a tre incarichi di livello dirigenziale non generale in deroga al limite quantitativo previsto dall’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,e successive modificazioni, nonchè ai divieti ed alle limitazioni previsti dalla legislazione vigente. I predetti incarichi sono conferiti su posti individuati nell’ambito della dotazione organica del Ministero con decreto da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

    2. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze è istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, la Commissione centrale per i revisori legali. Ad essa sono trasferite le risorse finanziarie e strumentali della Commissione prevista dall’articolo 1 del decreto del Presiden- te della Repubblica 6 marzo 1998, n. 99, che è contestualmente soppressa. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti i compiti della Commissione, nonchè la composizione e i relativi compensi. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio.

  • Art. 126 bis TUF – Integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea e presentazione…

    Art. 126 bis TUF – Integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea e presentazione…

    Art. 126 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea e presentazione di nuove proposte di delibera

    1. I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, entro tre giorni dalla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea, ovvero entro due giorni nel caso di convocazione ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 3, o dell’articolo 104, comma 2, l’integrazione dell’elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti…. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 MARZO 2026, N. 47. Per le società cooperative la misura del capitale è determinata dagli statuti anche in deroga all’articolo

    135. Delle integrazioni all’ordine del giorno è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell’avviso di convocazione, entro gli otto giorni successivi alla pubblicazione dell’avviso stesso, ovvero entro i cinque giorni successivi alla pubblicazione del medesimo avviso prima dell’assemblea nel caso di convocazione ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 3, o dell’articolo 104, comma 2.

    2. I soli soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono, altresì, presentare proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno, come eventualmente integrato ai sensi del comma 1, entro dieci giorni dalla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea, ovvero entro sette giorni dalla pubblicazione dell’avviso nel caso di convocazione ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 3, o dell’articolo 104, comma 2, ovvero entro il termine del ventesimo giorno precedente la data dell’assemblea in caso di convocazione ai sensi dell’articolo 125-bis, comma

    2. Per le società cooperative la misura del capitale è determinata dagli statuti anche in deroga all’articolo

    135. Della presentazione di tali proposte è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell’avviso di convocazione, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’assemblea. Le ulteriori proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno, come eventualmente integrato ai sensi del comma 1, sono messe a disposizione del pubblico con le modalità di cui all’articolo 125-ter, comma 1, contestualmente alla pubblicazione della notizia della presentazione. Il termine è ridotto a sette giorni nel caso di assemblea convocata ai sensi dell’articolo 104, comma 2, ovvero nel caso di assemblea convocata ai sensi dell’articolo 125-bis, comma

    3.

    2-bis. Le richieste di integrazione dell’elenco delle materie da trattare e le proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno sono presentate per iscritto, anche per corrispondenza ovvero in via elettronica, nel rispetto degli eventuali requisiti strettamente necessari per l’identificazione dei richiedenti indicati dalla società, fermo quanto previsto dall’articolo 83-quinquies, comma 3, e sono messe a disposizione del pubblico con le modalità di cui all’articolo 125-ter, comma 1.

    3. L’integrazione dell’ordine del giorno non è ammessa per gli argomenti sui quali l’assemblea delibera, a norma di legge, su proposta dell’organo di amministrazione o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta, diversa da quelle indicate all’articolo 125-ter, comma

    1. 4. I soci che richiedono l’integrazione ai sensi del comma 1 e quelli che presentano proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno ai sensi del comma 2 predispongono una relazione che riporti la motivazione delle proposte di deliberazione sulle nuove materie di cui essi propongono la trattazione ovvero la motivazione relativa alle ulteriori proposte di deliberazione presentate su materie già all’ordine del giorno. La relazione è trasmessa all’organo di amministrazione entro il termine ultimo rispettivamente previsto dai commi 1 e 2. L’organo di amministrazione mette a disposizione del pubblico la relazione, accompagnata dalle proprie eventuali valutazioni, contestualmente alla pubblicazione della notizia dell’integrazione o della presentazione, con le modalità indicate all’articolo 125-ter, comma

    1.

    5. Se l’organo di amministrazione, ovvero, in caso di inerzia di questo, il collegio sindacale, o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione, non provvedono all’integrazione dell’ordine del giorno con le nuove materie o proposte presentate ai sensi dei commi 1 e 2, il tribunale, sentiti i componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ove il rifiuto di provvedere risulti ingiustificato, ordina con decreto l’integrazione. Il decreto è pubblicato con le modalità previste dall’articolo 125-ter, comma

    1.

  • Art. 389 DPR 495/1992 – Ricevibilità ed effetti dei pagamenti

    Art. 389 DPR 495/1992 – Ricevibilità ed effetti dei pagamenti

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Il pagamento effettuato in misura inferiore rispetto a quanto previsto dal codice, non ha valore quale pagamento ai fini dell'estinzione dell'obbligazione.

    2. Nei casi di cui al comma 1 la somma versata è tenuta in acconto per la completa estinzione dell'obbligazione conseguente al verbale divenuto titolo esecutivo, e la somma da iscrivere a ruolo è pari alla differenza tra quella dovuta a norma dell'articolo 203, comma 3, del codice, e l'acconto fornito.

    3. L'eventuale pagamento, oltre sessanta giorni dalla contestazione o notificazione, ma prima della formazione del ruolo, è pari alla somma dovuta a norma dell'articolo 203, comma 3, del codice, oltre alle spese del procedimento e non dà luogo all'emissione del ruolo stesso. In tal caso deve essere rilasciata quietanza analoga a quella di cui all'articolo

    387. La somma riscossa fa parte dei proventi di cui all'articolo 206 del codice, unitamente a quelli riscossi a mezzo dei ruoli di cui all' articolo 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

  • Art. 132 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali del Parlamento europeo

    Art. 132 Codice del Processo Amministrativo – Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali del Parlamento europeo

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Le parti del giudizio di primo grado possono proporre appello mediante dichiarazione da presentare presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale che ha pronunciato la sentenza, entro il termine di cinque giorni decorrenti dalla pubblicazione della sentenza o, in mancanza, del dispositivo.

    2. L’atto di appello contenente i motivi deve essere depositato entro il termine di trenta giorni decorrenti dalla ricezione dell’avviso di pubblicazione della sentenza.

    3. Per quanto non disposto dal presente articolo si applicano le norme dell’articolo 131.

    LIBRO QUINTO – NORME FINALI

  • Art. 126 TUF – Convocazioni successive alla prima

    Art. 126 TUF – Convocazioni successive alla prima

    Art. 126 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Convocazioni successive alla prima

    In vigore dal 01/07/1998

    1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N.

    37.

    2. Qualora lo statuto preveda la possibilità di convocazioni successive alla prima, se il giorno per la seconda convocazione o per quelle successive non è indicato nell’avviso di convocazione, l’assemblea in seconda o successiva convocazione è tenuta entro trenta giorni. In tal caso i termini previsti dall’articolo 125-bis, commi 1 e 2, sono ridotti a ventuno giorni purché l’elenco delle materie da trattare non venga modificato. Nel caso di assemblea convocata ai sensi dell’articolo 125-bis, comma 2, le liste per l’elezione dei componenti del consiglio di amministrazione e del componente di minoranza del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza già depositate presso l’emittente sono considerate valide anche in relazione alla nuova convocazione. È consentita la presentazione di nuove liste e i termini previsti dall’articolo 147-ter, comma 1-bis, sono ridotti rispettivamente a quindici e dieci giorni.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N.

    37. 4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N.

    37. 5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAO 2004, N. 37.

  • Patto di non concorrenza e patto di prova del dirigente del terziario

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il patto di non concorrenza per il dirigente del terziario deve essere pattuito per iscritto con corrispettivo adeguato, avere un limite territoriale e temporale determinato (max 3 anni) e riguardare attivita specifiche. Il patto di prova ha una durata massima di 6 mesi per i dirigenti. Entrambi devono rispettare i requisiti di validita del codice civile.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Tabella riepilogativa

    Patto di non concorrenza – Dirigente del terziario: requisiti di validita
    Requisito Contenuto minimo Conseguenza dell’assenza
    Forma scritta Atto scritto separato o clausola contrattuale Nullita del patto
    Corrispettivo Adeguato; almeno 15-25% della RGA annua (linea guida) Nullita o riduzione giudiziale
    Limite temporale Max 3 anni (dirigenti) Riduzione al massimo legale
    Limite territoriale Area geografica determinata o determinabile Nullita del patto
    Oggetto determinato Attivita specifiche, non generica concorrenza Nullita parziale o totale
    Corrispettivo differito Erogabile in corso di rapporto o alla cessazione N/A

    Il patto di non concorrenza: requisiti ex art. 2125 c.c.

    Il patto di non concorrenza (art. 2125 c.c.) vincola il dirigente, dopo la cessazione del rapporto, a non svolgere attivita concorrenziali con l’ex datore. Per i dirigenti del terziario, i requisiti di validita sono:

    • Forma scritta ad substantiam: la mancanza di forma scritta determina la nullita.
    • Corrispettivo adeguato: la legge non fissa la misura minima, ma la giurisprudenza richiede un corrispettivo proporzionato al sacrificio imposto. Per i dirigenti, corrispettivi inferiori al 15-20% della RGA annua per ogni anno di vincolo sono stati ritenuti non adeguati.
    • Limite temporale: max 3 anni per i dirigenti (art. 2125, co. 2, c.c.).
    • Limite territoriale e oggettivo: il patto deve indicare l’area geografica e le attivita vietate in modo specifico.

    Il CCNL Manageritalia non disciplina specificamente il corrispettivo minimo del patto di non concorrenza, rimettendo la determinazione alla contrattazione individuale.

    Patto di prova: durata massima per i dirigenti

    Il patto di prova consente a entrambe le parti di recedere liberamente durante un periodo iniziale del rapporto, senza obbligo di motivazione e senza preavviso (art. 2096 c.c.).

    Il CCNL Manageritalia fissa la durata massima del periodo di prova in 6 mesi per i dirigenti. Durante il periodo di prova:

    • entrambe le parti possono recedere liberamente e senza preavviso (salvo diverso accordo);
    • se il periodo di prova si esaurisce senza recesso, il rapporto si consolida definitivamente con decorrenza dalla data di assunzione;
    • in caso di malattia, il decorso del periodo di prova e sospeso.

    Il patto di prova deve essere pattuito per iscritto nel contratto individuale: la sua assenza non pregiudica il rapporto, ma preclude il recesso libero.

    Altre clausole tipiche del contratto del dirigente

    Oltre a patto di non concorrenza e patto di prova, il contratto individuale del dirigente del terziario contiene spesso:

    • Clausola di riservatezza: obbligo di mantenere riservate le informazioni aziendali confidenziali, con durata che puo estendersi oltre la cessazione del rapporto. Diversa dal patto di non concorrenza: non limita l’attivita lavorativa ma tutela le informazioni.
    • Clausola di esclusivita: divieto di svolgere, anche a titolo gratuito, attivita per soggetti terzi. E implicita nel rapporto di lavoro subordinato, ma spesso esplicitata con clausola espressa.
    • Clausola di stabilizzazione: penale a carico del dirigente che si dimetta prima di un termine minimo. Deve avere una penale proporzionata per non essere abusiva.
    • Golden parachute: indennita aggiuntiva in caso di licenziamento o cambio di controllo societario (change of control), negoziata individualmente.

    Casi pratici

    Tizio – Patto di non concorrenza con corrispettivo inadeguato
    Tizio firma un patto di non concorrenza con corrispettivo di 5.000 euro per 2 anni di vincolo su un’RGA di 80.000 euro (6,25% annuo). Dopo la cessazione, il nuovo datore e un competitor e Tizio impugna il patto sostenendone la nullita per corrispettivo irrisorio. Il tribunale, richiamando la giurisprudenza sulla proporzionalita, dichiara il patto nullo: Tizio puo lavorare per il competitor.
    Caia – Recesso nel periodo di prova e malattia
    Caia viene assunta con 6 mesi di prova. Al terzo mese si ammala per 30 giorni: il periodo di prova si sospende per 30 giorni e riprende al rientro. L’azienda non puo recedere durante la malattia invocando la fine formale del periodo di prova: il termine e prorogato. Caia completa la prova al settimo mese di rapporto.
    Sempronio – Change of control e golden parachute
    Sempronio ha nel contratto una clausola di golden parachute: in caso di cambio di controllo dell’azienda, riceve 18 mensilita di RGA se viene licenziato entro 12 mesi dall’operazione. L’azienda viene acquisita e Sempronio e licenziato 8 mesi dopo. La clausola e azionabile: Sempronio riceve le 18 mensilita contrattuali, in aggiunta all’indennita di preavviso. Il golden parachute non e sostitutivo dell’indennita supplementare salvo espressa previsione contrattuale.

    Domande frequenti

    Un patto di non concorrenza senza corrispettivo e valido?
    No. L’art. 2125 c.c. richiede espressamente un corrispettivo. Un patto senza corrispettivo o con corrispettivo simbolico (irrisorio) e nullo. Il dirigente non e vincolato e puo lavorare liberamente per un competitor.
    Il corrispettivo del patto di non concorrenza si paga sempre alla fine?
    No. Puo essere corrisposto in corso di rapporto (come quota mensile o annuale della RGA) oppure in un’unica soluzione alla cessazione. La modalita e liberamente pattuita. Se pagato in corso di rapporto, resta dovuto anche se il rapporto si risolve anticipatamente per giusta causa del lavoratore.
    Il patto di prova deve specificare le mansioni?
    Si, secondo la giurisprudenza prevalente, il patto di prova deve indicare le mansioni oggetto di verifica con sufficiente precisione. Un patto di prova generico (es. ‘prova per tutte le mansioni dirigenziali’) potrebbe essere dichiarato invalido.
    Il dirigente puo svolgere attivita di amministratore di altra societa durante il rapporto?
    Solo con autorizzazione scritta del datore. La clausola di esclusivita implicita nel rapporto di lavoro subordinato vietarebbe attivita in concorrenza. Per societa non concorrenti, l’autorizzazione e prassi comune e spesso prevista contrattualmente con una lista di cariche consentite.
    Cosa e il garden leave?
    Il garden leave e un istituto anglosassone recepito nella prassi italiana: il datore, durante il periodo di preavviso, dispensa il dirigente dal lavoro pur mantenendolo in organico e continuando a pagarne la retribuzione. Il dirigente e vincolato da esclusivita ma non lavora effettivamente. Serve a proteggere le informazioni aziendali nel periodo di transizione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, indennita supplementare, CCNL Manageritalia 2026, CCNL Manageritalia, CCNL Manageritalia 2026 e calcolo, destinazione e anticipo.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 125 ter TUF – Relazioni sulle materie all’ordine del giorno

    Art. 125 ter TUF – Relazioni sulle materie all’ordine del giorno

    Art. 125 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Relazioni sulle materie all’ordine del giorno

    1. Ove già non richiesto da altre disposizioni di legge, l’organo di amministrazione entro il termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea previsto in ragione di ciascuna delle materie all’ordine del giorno, mette a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet della società, e con le altre modalità previste dalla Consob con regolamento, una relazione su ciascuna delle materie all’ordine del giorno.

    2. Le relazioni predisposte ai sensi di altre norme di legge sono messe a disposizione del pubblico nei termini indicati dalle medesime norme, con le modalità previste dal comma

    1. La relazione di cui all’ articolo 2446, primo comma, del codice civile è messa a disposizione del pubblico almeno ventuno giorni prima dell’assemblea. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 154-ter, commi 1, 1-bis, 1-ter e

    1-quater. (123)

    3. Nel caso di convocazione dell’assemblea ai sensi dell’ articolo 2367 del codice civile, la relazione sulle materie da trattare è predisposta dai soci che richiedono la convocazione dell’assemblea. L’organo di amministrazione ovvero i sindaci o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione, ove abbiano provveduto alla convocazione ai sensi dell’articolo 2367, secondo comma, primo periodo, del codice civile, mettono a disposizione del pubblico la relazione, accompagnata dalle proprie eventuali valutazioni, contestualmente alla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea con le modalità di cui al comma 1.

  • Art. 125 quater TUF – Sito Internet

    Art. 125 quater TUF – Sito Internet

    Art. 125 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sito Internet

    1. Fermo restando quanto previsto negli articoli 125-bis e 125-ter, sono messi a disposizione sul sito Internet della società: a) entro il termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione previsto per ciascuna delle materie all’ordine del giorno a cui si riferiscono, ovvero il successivo termine previsto dalla legge per la loro pubblicazione, i documenti che saranno sottoposti all’assemblea; b) entro il termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione, i moduli utilizzabili in via facoltativa per il voto per delega e, qualora previsto dallo statuto, per il voto per corrispondenza; qualora i moduli non possono essere resi disponibili in forma elettronica per motivi tecnici, sul medesimo sito sono indicate le modalità per ottenerli in forma cartacea e, in tal caso, la società è tenuta a trasmetterli gratuitamente, previa richiesta, per corrispondenza, anche per il tramite degli intermediari; c) entro il termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione, informazioni sull’ammontare del capitale sociale con l’indicazione del numero e delle categorie di azioni in cui è suddiviso.

    2. Un rendiconto sintetico delle votazioni contenente il numero di azioni rappresentate in assemblea e delle azioni per le quali è stato espresso il voto, la percentuale di capitale che tali azioni rappresentano, nonché il numero di voti favorevoli e contrari alla delibera e il numero di astensioni, è reso disponibile sul sito Internet della società entro cinque giorni dalla data dell’assemblea. Il verbale dell’assemblea di cui all’ articolo 2375 del codice civile è comunque reso disponibile sul sito Internet entro trenta giorni dalla data dell’assemblea. 2-bis. La società trasmette ai depositari centrali, con le modalità indicate nel regolamento adottato ai sensi dell’articolo 82, comma 4-bis, le informazioni previste dal comma 1 e le altre informazioni individuate con le disposizioni adottate ai sensi dell’articolo 92, comma 3.

  • Art. 125 bis TUF – Avviso di convocazione dell’assemblea

    Art. 125 bis TUF – Avviso di convocazione dell’assemblea

    Art. 125 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Avviso di convocazione dell’assemblea

    1. L’assemblea è convocata mediante avviso pubblicato sul sito Internet della società entro il trentesimo giorno precedente la data dell’assemblea, nonché con le altre modalità ed entro i termini previsti dalla Consob con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 113-ter, comma 3, ivi inclusa la pubblicazione per estratto sui giornali quotidiani. (45)

    2. Nel caso di assemblea convocata per l’elezione mediante voto di lista dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, il termine per la pubblicazione dell’avviso di convocazione è anticipato al quarantesimo giorno precedente la data dell’assemblea. (45)

    3. Per le assemblee previste dagli articoli 2446, 2447 e 2487 del codice civile, il termine indicato nel comma 1 è posticipato al ventunesimo giorno precedente la data dell’assemblea.

    4. L’avviso di convocazione reca: a) l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza nonché l’elenco delle materie da trattare; b) una descrizione chiara e precisa delle procedure da rispettare per poter partecipare e votare in assemblea, ivi comprese le informazioni riguardanti: 1) i termini per l’esercizio del diritto di porre domande prima dell’assemblea e del diritto di integrare l’ordine del giorno o di presentare ulteriori proposte su materie già all’ordine del giorno, nonché, anche mediante riferimento al sito Internet della società, le eventuali ulteriori modalità per l’esercizio di tali diritti; 2) la procedura per l’esercizio del voto per delega e, in particolare, le modalità per il reperimento dei moduli utilizzabili in via facoltativa per il voto per delega nonché le modalità per l’eventuale notifica, anche elettronica, delle deleghe di voto; 3) la procedura per il conferimento delle deleghe al soggetto eventualmente designato dalla società ai sensi dell’articolo 135-undecies, con la precisazione che la delega non ha effetto con riguardo alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto; 4) le procedure di voto per corrispondenza o con mezzi elettronici, se previsto dallo statuto; c) la data indicata nell’articolo 83-sexies, comma 2, con la precisazione che coloro che diventeranno titolari delle azioni solo successivamente a tale data non avranno il diritto di intervenire e votare in assemblea; d) le modalità e i termini di reperibilità del testo integrale delle proposte di deliberazione, unitamente alle relazioni illustrative, e dei documenti che saranno sottoposti all’assemblea; d-bis) le modalità e i termini di presentazione delle liste o delle candidature per l’elezione dei componenti del consiglio di amministrazione e del componente di minoranza del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza; e) l’indirizzo del sito Internet indicato nell’articolo 125-quater; f) le altre informazioni la cui indicazione nell’avviso di convocazione è richiesta da altre disposizioni. (45)

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.