Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 125 TUF – Convocazione dell’assemblea su richiesta della minoranza (abrogato)

    Art. 125 TUF – Convocazione dell’assemblea su richiesta della minoranza (abrogato)

    Art. 125 TUF – Convocazione dell’assemblea su richiesta della minoranza

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 6 febbrao 2004, n. 37. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Gli amministratori convocano l’assemblea entro trenta giorni dalla richiesta quando ne fanno domanda tanti soci che rappresentino almeno il dieci per cento del capitale sociale o la minore percentuale stabilita nell’atto costitutivo e nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare.

    2. Entro il termine indicato nel comma 1, gli amministratori, in considerazione degli argomenti da trattare, possono, nell’interesse della società, deliberare di non procedere alla convocazione.

    3. Il presidente del tribunale, su ricorso dei soci che hanno richiesto la convocazione, può ordinare con decreto, sentiti gli amministratori e i sindaci, la convocazione dell’assemblea, designando la persona che deve presiederla.

    4. Se la richiesta è fatta da tanti soci che rappresentino almeno il quinto del capitale sociale, si applica l’ articolo 2367 del codice civile

  • Art. 124 ter TUF – (Informazione relativa ai codici di comportamento)

    Art. 124 ter TUF – (Informazione relativa ai codici di comportamento)

    Art. 124 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Informazione relativa ai codici di comportamento)

    1. La Consob, negli ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicità cui sono sottoposti i codici di comportamento in materia di governo societario promossi da società di gestione del mercato o da associazioni di categoria.

  • Art. 124 sexies TUF – (Strategia d’investimento degli investitori istituzionali e accordi con i gestori di attivi)

    Art. 124 sexies TUF – (Strategia d’investimento degli investitori istituzionali e accordi con i gestori di attivi)

    Art. 124 sexies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Strategia d’investimento degli investitori istituzionali e accordi con i gestori di attivi)

    1. Gli investitori istituzionali comunicano al pubblico in che modo gli elementi principali della loro strategia di investimento azionario sono coerenti con il profilo e la durata delle loro passività, in particolare delle passività a lungo termine, e in che modo contribuiscono al rendimento a medio e lungo termine dei loro attivi.

    2. Salvo quanto previsto dal comma 3, gli investitori istituzionali che investono per il tramite di gestori di attivi, come definiti all’ articolo 2, lettera f), della direttiva 2007/36/CE, comunicano al pubblico le seguenti informazioni relative all’accordo di gestione, su base individuale o collettiva, con il predetto gestore di attivi: a) le modalità con cui l’accordo incentiva il gestore di attivi ad allineare la strategia e le decisioni di investimento al profilo e alla durata delle passività degli investitori istituzionali, in particolare delle passività a lungo termine; b) le modalità con cui l’accordo incentiva il gestore di attivi a prendere decisioni di investimento basate sulle valutazioni relative ai risultati finanziari e non finanziari a lungo e medio termine delle società partecipate e a impegnarsi con tali società al fine di migliorarne i risultati a medio e lungo termine; c) le modalità con cui il metodo e l’orizzonte temporale di valutazione dei risultati del gestore di attivi e la sua remunerazione per l’attività di gestione, sono in linea con il profilo e la durata delle passività dell’investitore istituzionale, in particolare delle passività a lungo termine, e tengono conto dei risultati assoluti a lungo termine; d) le modalità con cui l’investitore istituzionale controlla i costi di rotazione del portafoglio sostenuti dal gestore di attivi, nonché le modalità con cui definisce e controlla un valore prefissato di rotazione del portafoglio e il relativo intervallo di variazione; e) l’eventuale durata dell’accordo con il gestore di attivi.

    3. Qualora l’accordo con il gestore di attivi di cui al comma 2 non includa uno o più degli elementi indicati nel medesimo comma, l’investitore istituzionale illustra in modo chiaro e articolato le ragioni di tale scelta.

    4. Le informazioni di cui al presente articolo sono messe a disposizione del pubblico gratuitamente sul sito internet dell’investitore istituzionale o attraverso altri mezzi facilmente accessibili on-line e, salvo modifiche sostanziali, sono aggiornate su base annua.

    5. Le imprese di cui all’articolo 124-quater, comma 1, lettera b), n. 1), inseriscono tali informazioni nella relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria di cui all’ articolo 47-septies del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. Si applicano altresì gli articoli 47-octies, 47-novies e 47-decies del medesimo decreto legislativo.

  • Art. 124 septies TUF – (Trasparenza dei gestori di attivi)

    Art. 124 septies TUF – (Trasparenza dei gestori di attivi)

    Art. 124 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Trasparenza dei gestori di attivi)

    1. I gestori di attivi comunicano, con frequenza annuale, agli investitori istituzionali indicati all’ articolo 2, lettera e), della direttiva 2007/36/CE, con cui hanno concluso gli accordi di cui all’articolo 124-sexies, in che modo la loro strategia d’investimento e la relativa attuazione rispettano tali accordi e contribuiscono al rendimento a medio e lungo termine degli attivi degli investitori istituzionali o dei fondi.

    2. La comunicazione prevista al comma 1 comprende: a) le relazioni sui principali rischi a medio e lungo termine associati agli investimenti, sulla composizione del portafoglio, sulla sua rotazione e sui relativi costi, sul ricorso ai consulenti in materia di voto ai fini delle attività di impegno e, ove applicabile, sulla loro politica di concessione di titoli in prestito nonché il modo in cui quest’ultima viene implementata al fine di perseguire le loro attività di impegno, in particolare in occasione delle assemblee generali delle società partecipate; b) informazioni in merito all’eventuale adozione, e alle relative modalità, di decisioni di investimento sulla base di una valutazione dei risultati a medio e lungo termine delle società partecipate, compresi i risultati non finanziari; c) informazioni in merito all’eventuale insorgenza di conflitti di interessi in connessione con le attività di impegno e le misure adottate dai gestori di attivi per gestirli.

    3. I gestori di attivi non provvedono alla comunicazione di cui al presente articolo, qualora le informazioni richieste siano già a disposizione del pubblico.

    4. Le informazioni di cui al comma 1 sono comunicate con la relazione annuale del fondo o, nel caso del servizio di investimento di gestione del portafoglio, con il rendiconto periodico.

  • Art. 218 CPI – Decadenza dalla carica di componente il Consiglio dell’ordine, scioglimento e mancata costituzione del Consiglio dell’ordine

    Art. 218 CPI – Decadenza dalla carica di componente il Consiglio dell’ordine, scioglimento e mancata costituzione del Consiglio dell’ordine

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I componenti che, senza giustificati motivi, non intervengono per tre volte consecutive alle sedute del Consiglio dell’ordine sono da questo dichiarati decaduti dalla carica.

    2. Il Consiglio può essere sciolto dal Ministro delle attività produttive, se non è in grado di funzionare ed in ogni caso se sono cessati o decaduti più di quattro degli originari componenti ovvero nel caso che siano accertate gravi irregolarità.

    3. In caso di scioglimento del Consiglio, le sue funzioni sono assunte da un commissario nominato dal Ministro delle attività produttive. Il commissario provvede, entro sessanta giorni, ad indire nuove elezioni, per lo svolgimento delle quali l’assemblea deve riunirsi non prima di trenta giorni e non oltre sessanta giorni dalla data dell’atto di convocazione.

  • Art. 124 quinquies TUF – (Politica di impegno)

    Art. 124 quinquies TUF – (Politica di impegno)

    Art. 124 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Politica di impegno)

    1. Salvo quanto previsto dal comma 3, gli investitori istituzionali e i gestori di attivi adottano e comunicano al pubblico una politica di impegno che descriva le modalità con cui integrano l’impegno in qualità di azionisti nella loro strategia di investimento. La politica descrive le modalità con cui monitorano le società partecipate su questioni rilevanti, compresi la strategia, i risultati finanziari e non finanziari nonché i rischi, la struttura del capitale, l’impatto sociale e ambientale e il governo societario, dialogano con le società partecipate, esercitano i diritti di voto e altri diritti connessi alle azioni, collaborano con altri azionisti, comunicano con i pertinenti portatori di interesse delle società partecipate e gestiscono gli attuali e potenziali conflitti di interesse in relazione al loro impegno.

    2. Salvo quanto previsto dal comma 3, gli investitori istituzionali e i gestori di attivi comunicano al pubblico, su base annua, le modalità di attuazione di tale politica di impegno, includendo una descrizione generale del comportamento di voto, una spiegazione dei voti più significativi e del ricorso ai servizi dei consulenti in materia di voto. Essi comunicano al pubblico come hanno espresso il voto nelle assemblee generali delle società di cui sono azionisti e possono escludere i voti ritenuti non significativi in relazione all’oggetto della votazione o alle dimensioni della partecipazione nelle società.

    3. Gli investitori istituzionali e i gestori di attivi forniscono una comunicazione al pubblico chiara e motivata delle ragioni dell’eventuale scelta di non adempiere ad una o più delle disposizioni di cui ai commi 1 e

    2. 4. Gli investitori istituzionali e i gestori di attivi rispettano le disposizioni relative ai conflitti di interessi previste dalle discipline di settore anche nell’attuazione della politica di impegno adottata dagli stessi e pubblicata ai sensi del comma

    1. 5. Le informazioni di cui ai commi 1, 2 e 3, sono messe a disposizione del pubblico gratuitamente sul sito internet degli investitori istituzionali o dei gestori di attivi o attraverso altri mezzi facilmente accessibili on-line.

    6. Nel caso in cui i gestori di attivi attuino la politica di impegno con riferimento all’esercizio del diritto di voto per conto di investitori istituzionali, questi ultimi indicano dove i gestori di attivi hanno reso pubbliche le informazioni riguardanti il voto.

  • Welfare e benefit del dirigente del terziario: auto, fringe benefit e pacchetto manageriale

    CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia)

    In sintesi

    Il pacchetto retributivo del dirigente del terziario include tipicamente fringe benefit (auto aziendale, telefono, assicurazioni) e componenti di welfare aziendale (piani salute aggiuntivi, previdenza complementare volontaria). I fringe benefit sono soggetti a tassazione IRPEF secondo i criteri del TUIR, con limiti di esenzione elevati per il 2024-2026.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confcommercio · Manageritalia
    Ultimo rinnovo
    5 novembre 2025 (Confcommercio-Manageritalia, vigenza 2026-2028)
    Vigenza
    1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028
    Platea
    Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi

    Tabella riepilogativa

    Principali benefit del dirigente del terziario
    Benefit Trattamento fiscale Note
    Auto aziendale ad uso promiscuo Imponibile IRPEF in base a percorrenza convenzionale (TUIR art. 51) 30% percorrenza media 15.000 km/anno × tariffa ACI
    Telefono aziendale Esente se uso prevalentemente lavorativo Soglia esenzione: uso non privato documentato
    Rimborso spese analitiche Non imponibile (documentato) Scontrini, ricevute, nota spese
    Rimborso spese forfettario Imponibile se supera limite ex TUIR Attenzione al cumulo analitico+forfettario
    Assicurazione vita e infortuni extra-professionale Esente IRPEF entro soglie TUIR Premio a carico del datore: no imponibile entro soglie
    Piani welfare aziendale (piattaforme) Esente IRPEF entro 1.000 € (o 2.000 € per specifiche fattispecie) Flexible benefit: buoni pasto, cultura, sport, istruzione
    Alloggio aziendale Imponibile per la differenza tra valore figurativo e canone pagato Base per TFR e contributi

    L'auto aziendale: benefit e fiscalita

    L’auto aziendale ad uso promiscuo (lavorativo e privato) e uno dei benefit piu diffusi nel pacchetto retributivo dei dirigenti del terziario. Ai fini fiscali, il benefit imponibile e calcolato convenzionalmente: il 30% del costo di percorrenza per 15.000 km annui secondo le tabelle ACI, indipendentemente dall’uso effettivo privato.

    La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una modulazione delle aliquote in base alle emissioni di CO2: auto piu inquinanti hanno una percentuale di imponibile piu alta (fino al 50% per vetture con emissioni > 160 g/km), auto ibride ed elettriche beneficiano di percentuali ridotte (15-20%).

    Il valore del benefit auto concorre alla base di calcolo del TFR e dei contributi previdenziali.

    Fringe benefit: limiti di esenzione 2024-2026

    Il D.L. 48/2023 (Decreto Lavoro) e le successive Leggi di Bilancio hanno elevato la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit:

    • 1.000 euro annui per tutti i lavoratori dipendenti (in luogo della soglia ordinaria di 258,23 euro);
    • 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico (comunicazione al datore richiesta).

    Entro queste soglie, i fringe benefit (auto, telefono, buoni acquisto, rimborso utenze domestiche) non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF. Il superamento della soglia rende imponibile l’intero valore del benefit (non solo la quota eccedente).

    Per i dirigenti con pacchetti benefit elevati, il monitoraggio del plafond annuo e essenziale per ottimizzare il carico fiscale.

    Piani di welfare aziendale e flexible benefit

    I piani di welfare aziendale consentono al dirigente di convertire parte della retribuzione (o del premio di risultato) in servizi e prestazioni esenti IRPEF: buoni pasto, rimborsi per istruzione dei figli, abbonamenti trasporti, check-up medici aggiuntivi, contributi previdenza complementare volontaria.

    I flexible benefit (su piattaforma aziendale) permettono al dirigente di scegliere il mix di servizi piu adatto alle proprie esigenze, nei limiti del budget welfare assegnato. La conversione di premio di risultato in welfare benefit e agevolata fiscalmente se disciplinata da accordo aziendale ai sensi dell’art. 1, co. 184-190, L. 208/2015.

    Il Fasdac (assistenza sanitaria obbligatoria Manageritalia) non esaurisce il bisogno sanitario dei dirigenti: molte aziende integrano con polizze sanitarie aziendali aggiuntive per prestazioni non coperte dal Fasdac.

    Casi pratici

    Tizio – Auto aziendale e calcolo del benefit imponibile
    Tizio ha un’auto aziendale con emissioni di 120 g/km e costo ACI per 15.000 km di 4.200 euro annui. Il benefit imponibile e il 30%: 4.200 × 30% = 1.260 euro annui, che si aggiungono alla RGA imponibile IRPEF. Sul benefit si pagano anche i contributi previdenziali. Per ridurre l’imponibile, Tizio potrebbe valutare il passaggio a un’auto ibrida (beneficio al 15-20%).
    Caia – Ottimizzazione del pacchetto welfare
    Caia ha un budget welfare aziendale di 3.000 euro annui. Alloca: 500 euro per abbonamento trasporti, 1.200 euro per rimborso rette scolastiche dei figli, 600 euro per check-up medico privato, 700 euro per previdenza complementare volontaria. L’intero importo e esente IRPEF (entro il plafond di 2.000 euro per lavoratori con figli a carico + ulteriori soglie per previdenza e trasporti). Il risparmio fiscale stimato e di circa 1.200-1.400 euro.
    Sempronio – Rimborso spese forfettario e cumulo
    Sempronio riceve un’indennita forfettaria di trasferta di 77 euro/giorno per le trasferte in Italia (oltre i limiti di esenzio TUIR: 46,48 euro/giorno). La quota eccedente (30,52 euro/giorno) e imponibile IRPEF. L’azienda opta per il rimborso analitico documentato per le trasferte in aree metropolitane ad alto costo, evitando il cumulo sfavorevole tra forfettario e analitico.

    Domande frequenti

    Il benefit auto aziendale si computa nella base del TFR?
    Si. Il valore annuo del benefit auto (calcolato convenzionalmente) concorre alla retribuzione annua ai fini del calcolo del TFR (retribuzione / 13,5). E anche soggetto a contribuzione previdenziale.
    I buoni pasto sono soggetti a contributi?
    I buoni pasto non concorrono alla retribuzione imponibile ai fini contributivi fino al limite giornaliero di 8 euro (buoni cartacei) o 4 euro (buoni cartacei vecchie soglie). Sopra tale soglia, la differenza e imponibile sia ai fini IRPEF che contributivi.
    Il welfare aziendale si cumula con il Fasdac?
    Si. Il Fasdac e il fondo obbligatorio CCNL Manageritalia. Il welfare aziendale aggiuntivo (polizze sanitarie integrative, rimborsi sanitari su piattaforma) si cumula con il Fasdac, coprendo prestazioni non rimborsate o non rimborsabili dal fondo obbligatorio.
    Come funziona la conversione del premio di risultato in welfare?
    Se l’azienda ha un accordo di secondo livello ai sensi della normativa sul salario produttivita, il dirigente puo optare per convertire il premio di risultato (o parte di esso) in servizi welfare esenti IRPEF, anziche riceverlo come reddito tassato. La scelta e individuale e va comunicata al datore prima dell’erogazione.
    Il telefono aziendale e sempre esente?
    E esente se il telefono e assegnato prevalentemente per esigenze lavorative. Se l’uso privato e significativo, il benefit e tassabile in proporzione. Nella pratica, i telefoni aziendali assegnati ai dirigenti sono quasi sempre considerati esenti, salvo che l’azienda non effettui rilevazioni sull’uso privato.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimo contrattuale, indennita supplementare, CCNL Manageritalia 2026, CCNL Manageritalia, CCNL Manageritalia 2026 e calcolo, destinazione e anticipo.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Commercio (Manageritalia). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 124 quater TUF – (Definizioni e ambito applicativo)

    Art. 124 quater TUF – (Definizioni e ambito applicativo)

    Art. 124 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Definizioni e ambito applicativo)

    1. Nella presente sezione si intendono per: a) “gestore di attivi”: le Sgr, le Sicav in gestione interna autorizzate, le Sicaf in gestione interna autorizzate, le società di partenariato in gestione interna autorizzate, e i soggetti autorizzati in Italia a prestare il servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettera d); b) “investitore istituzionale”: 1) un’impresa di assicurazione o di riassicurazione come definite alle lettere u) e cc) del comma 1 dell’articolo 1 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, incluse le sedi secondarie in Italia di imprese aventi sede legale in uno Stato terzo, autorizzate ad esercitare attività di assicurazione o di riassicurazione nei rami vita ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, del medesimo decreto; 2) i fondi pensione con almeno cento aderenti, che risultino iscritti all’albo tenuto dalla COVIP e che rientrino tra quelli di cui agli articoli 4, comma 1, e 12 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, ovvero tra quelli dell’articolo 20 del medesimo decreto aventi soggettività giuridica; c) “consulente in materia di voto”: un soggetto che analizza, a titolo professionale e commerciale, le informazioni diffuse dalle società e, se del caso, altre informazioni riguardanti società europee con azioni quotate nei mercati regolamentati di uno Stato membro dell’Unione europea nell’ottica di informare gli investitori in relazione alle decisioni di voto fornendo ricerche, consigli o raccomandazioni di voto connessi all’esercizio dei diritti di voto.

    2. Le disposizioni previste nella presente sezione si applicano agli investitori istituzionali e ai gestori di attivi che investono in società con azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di un altro Stato membro dell’Unione europea.

    3. Le disposizioni previste nella presente sezione per i consulenti in materia di voto si applicano ai soggetti: a) aventi la sede legale in Italia; b) aventi una sede, anche secondaria, in Italia, qualora non abbiano la sede legale o la sede principale in un altro Stato membro dell’Unione europea. (89)

  • Art. 124 octies TUF – (Trasparenza dei consulenti in materia di voto)

    Art. 124 octies TUF – (Trasparenza dei consulenti in materia di voto)

    Art. 124 octies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Trasparenza dei consulenti in materia di voto)

    1. I consulenti in materia di voto, anche al fine di informare adeguatamente i clienti sull’accuratezza e affidabilità delle loro attività, pubblicano annualmente una relazione che contenga almeno le seguenti informazioni in relazione all’elaborazione delle loro ricerche, dei loro consigli e delle loro raccomandazioni di voto: a) le caratteristiche essenziali delle metodologie e dei modelli applicati; b) le principali fonti di informazione utilizzate; c) le procedure messe in atto per garantire la qualità delle ricerche, dei consigli e delle raccomandazioni di voto nonché le qualifiche del personale coinvolto; d) le modalità con cui, eventualmente, tengono conto delle condizioni normative e del mercato nazionale nonché delle condizioni specifiche delle società; e) le caratteristiche essenziali delle politiche di voto applicate per ciascun mercato; f) la portata e la natura del dialogo, se del caso, intrattenuto con le società oggetto delle loro ricerche, dei loro consigli o delle loro raccomandazioni di voto e con i portatori di interesse della società; g) la politica relativa alla prevenzione e alla gestione dei potenziali conflitti di interesse; h) l’eventuale adesione ad un codice di comportamento ovvero l’illustrazione in maniera chiara e motivata delle ragioni della mancata adesione. I consulenti in materia di voto che aderiscono ad un codice di comportamento riferiscono altresì in merito all’applicazione di tale codice, anche con riferimento alle informazioni richieste dalle lettere precedenti, specificando l’eventuale mancata adesione ad una o più disposizioni del codice, le ragioni della stessa e le eventuali misure alternative adottate.

    2. La relazione indicata al comma 1 è resa disponibile al pubblico, gratuitamente, sul sito internet del consulente in materia di voto e rimane a disposizione del pubblico per almeno tre anni a decorrere dalla data di pubblicazione.

    3. Ai consulenti in materia di voto si applicano gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115, comma 1, lettere a), b) e c).

    4. I consulenti in materia di voto, nell’ambito dello svolgimento del servizio richiesto, individuano e comunicano senza indugio ai loro clienti qualsiasi conflitto di interesse reale o potenziale o relazione commerciale che possa influenzare l’elaborazione delle loro ricerche, dei loro consigli o delle loro raccomandazioni di voto e le azioni intraprese per eliminare, attenuare o gestire gli eventuali conflitti di interesse reali o potenziali.

  • Art. 91 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di rimedi per l’esecuzione delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo

    Art. 91 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di rimedi per l’esecuzione delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Quando, in data anteriore all’entrata in vigore del presente decreto, è divenuta definitiva la decisione con cui la Corte europea ha accertato una violazione dei diritti riconosciuti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali o dai Protocolli addizionali alla Convenzione, ovvero la Corte europea ha disposto, ai sensi dell’articolo 37 della Convenzione, la cancellazione dal ruolo del ricorso a seguito del riconoscimento unilaterale della violazione da parte dello Stato, il termine indicato nell’ articolo 628-bis, comma 2, del codice di procedura penale decorre dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.

    2. Per i reati commessi in data anteriore al 1° gennaio 2020, la prescrizione riprende il suo corso in ogni caso in cui la Corte di cassazione dispone la riapertura del processo ai sensi dell’ articolo 628-bis, comma 5, del codice di procedura penale . Note all’art. 91: – Per l’ articolo 628-bis del codice di procedura penale si veda l’articolo 36.

  • Art. 124 novies TUF – (Poteri regolamentari)

    Art. 124 novies TUF – (Poteri regolamentari)

    Art. 124 novies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Poteri regolamentari)

    1. La Consob, sentite la Banca d’Italia, l’IVASS e la COVIP, disciplina con regolamento termini e modalità della comunicazione, prevista dall’articolo 124-septies, agli investitori istituzionali da parte dei gestori di attivi.

    2. La Consob, sentita la Banca d’Italia, stabilisce con regolamento termini e modalità di pubblicazione della politica di impegno dei gestori di attivi, delle modalità di attuazione della stessa e degli ulteriori elementi informativi, di cui all’articolo 124-quinquies, commi 1, 2 e

    3. 3. L’IVASS e la COVIP disciplinano con proprio regolamento, secondo le rispettive attribuzioni di vigilanza e con riferimento ai soggetti vigilati dalle medesime autorità, i termini e le modalità di pubblicazione delle seguenti informazioni: a) la politica di impegno degli investitori istituzionali, le modalità di attuazione e gli ulteriori elementi informativi, di cui all’articolo 124-quinquies, commi 1, 2 e 3; b) gli elementi della strategia di investimento azionario adottata dagli investitori istituzionali o dell’accordo stipulato con il gestore di attivi e gli elementi informativi, di cui all’articolo 124-sexies, commi 1, 2 e

    3. 4. La Consob detta con regolamento termini e modalità di pubblicazione da parte dei consulenti in materia di voto della relazione indicata all’articolo 124-octies.

  • Art. 124-bis TUF – Obblighi di informazione relativi ai codici di comportamento (abrogato)

    Art. 124-bis TUF – Obblighi di informazione relativi ai codici di comportamento (abrogato)

    Art. 124-bis TUF – Obblighi di informazione relativi ai codici di comportamento

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 3 novembre 2008, n. 173. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. Le società di cui al presente capo diffondono annualmente, nei termini e con le modalità stabiliti dalla CONSOB, informazioni sull’adesione a codici di comportamento promossi da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria degli operatori e sull’osservanza degli impegni a ciò conseguenti, motivando le ragioni dell’eventuale inadempimento

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.