Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 96 ter T.U.B. Poteri della Banca d’Italia.

In vigore dal 09/01/2026

Modificato da: Decreto legislativo del 31/12/2025 n. 208 Articolo 1

“1. La Banca d’Italia, avendo riguardo alla tutela dei depositanti e alla capacità dei sistemi di garanzia di effettuare i rimborsi dei depositi protetti:

a) riconosce i sistemi di garanzia, approvandone gli statuti, a condizione che i sistemi stessi presentino caratteristiche adeguate allo svolgimento delle funzioni disciplinate dalla presente sezione e tali da comportare una ripartizione equilibrata dei rischi di insolvenza sul sistema bancario; se lo statuto prevede che possano essere attuati gli interventi indicati all’articolo 96-bis, comma 1-bis, lettera d), verifica che il sistema di garanzia sia dotato di procedure e sistemi appropriati per selezionare la tipologia di intervento, darvi esecuzione e monitorarne i rischi;

b) vigila sul rispetto di quanto previsto ai sensi della presente sezione; a tal fine si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 51, comma 1, 52 e 53-bis, comma 1, lettere a), b) e c), nonché, al fine di verificare l’esattezza dei dati e delle informazioni forniti alla Banca d’Italia, l’articolo 54, comma 1;

c) verifica che la tutela offerta dai sistemi di garanzia esteri cui aderiscono le succursali italiane di banche di Stato terzo sia equivalente a quella offerta dai sistemi di garanzia italiani ai sensi di quanto previsto all’articolo 96, comma 3;

d) definisce le procedure di coordinamento con le autorità degli Stati membri in ordine all’adesione delle succursali di banche comunitarie a un sistema di garanzia italiano e alla loro esclusione dallo stesso;

e) congiuntamente alle autorità degli Stati membri interessati, approva l’istituzione di sistemi di garanzia transfrontalieri o la fusione fra sistemi di garanzia di Stati membri diversi e partecipa alla vigilanza su di essi;

f) informa senza indugio i sistemi di garanzia se rileva che una banca aderente presenta criticità tali da poter determinare l’attivazione del sistema;

g) può emanare disposizioni attuative delle norme contenute nella presente Sezione.

2. I sistemi di garanzia informano tempestivamente la Banca d’Italia degli atti e degli eventi di maggior rilievo relativi all’esercizio delle proprie funzioni e trasmettono, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione dettagliata sull’attività svolta nell’anno precedente e sul piano delle attività predisposto per l’anno in corso.”

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In sintesi

  • La Banca d'Italia esercita poteri di riconoscimento, approvazione degli statuti e vigilanza sui sistemi di garanzia dei depositi (FITD e FGDCC), verificando l'adeguatezza delle procedure e la capacità di effettuare i rimborsi.
  • L'autorità di supervisione comprende poteri ispettivi, informativi e regolamentari; la Banca d'Italia può emanare disposizioni attuative delle norme della Sezione IV-bis del TUB.
  • È previsto un coordinamento istituzionale con le autorità degli altri Stati membri UE per le succursali di banche comunitarie e per i sistemi transfrontalieri.
  • I sistemi di garanzia trasmettono annualmente una relazione dettagliata sull'attività svolta e un piano delle attività per l'anno in corso.

Art. 96-ter TUB, Poteri della Banca d'Italia sui sistemi di garanzia dei depositi

Il ruolo regolatorio e di vigilanza della Banca d'Italia

L'art. 96-ter del TUB attribuisce alla Banca d'Italia un ampio fascio di poteri nei confronti dei sistemi di garanzia dei depositi (DGS), che spaziano dal riconoscimento iniziale alla vigilanza continuativa, fino al coordinamento sovranazionale. La norma è stata riformata dal D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 30 (recepimento Direttiva 2014/49/UE DGSD II) e aggiornata dal D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 208.

La scelta del legislatore europeo, recepita in Italia, è quella di non affidare la gestione dei DGS direttamente a un'autorità pubblica, ma di riconoscere sistemi privati a adesione obbligatoria, sottoposti a controllo pubblico stringente. In tal modo si combina la flessibilità operativa dei consorzi privati (FITD e FGDCC) con le garanzie di stabilità e tutela sistemica assicurate dalla supervisione pubblica.

Il potere di riconoscimento e approvazione degli statuti

Il comma 1, lett. a) attribuisce alla Banca d'Italia il potere di riconoscere i DGS approvandone gli statuti. Il riconoscimento è subordinato alla verifica che il sistema presenti caratteristiche adeguate allo svolgimento delle funzioni di garanzia e che assicuri una ripartizione equilibrata dei rischi di insolvenza sul sistema bancario. Se lo statuto prevede interventi preventivi (art. 96-bis, comma 1-bis, lett. d), la Banca d'Italia verifica altresì che il DGS sia dotato di procedure e sistemi appropriati per selezionare, eseguire e monitorare tali interventi. Questo presidio mira a evitare che i DGS si trasformino in strumenti di sostegno discrezionale a banche non recuperabili, con potenziali effetti distorsivi sulla concorrenza e sulla disciplina di mercato.

Vigilanza corrente: poteri ispettivi e informativi

La lett. b) estende alla vigilanza sui DGS alcune delle più incisive prerogative ispettive e informative della Banca d'Italia, rinviando in quanto compatibili agli artt. 51 (segnalazioni periodiche), 52 (ispezioni), 53-bis, comma 1, lett. a), b) e c) (provvedimenti correttivi, sanzioni, rimozione di esponenti aziendali) e 54, comma 1 (verifica dell'esattezza dei dati). Si tratta di un rinvio «in quanto compatibili», che consente un'applicazione ragionata tenuto conto della natura privatistica dei DGS e della loro funzione non lucrativa.

Equivalenza della tutela per le succursali extra-UE

La lett. c) affida alla Banca d'Italia il compito di verificare che la tutela offerta dai DGS esteri cui aderiscono le succursali italiane di banche extra-UE sia equivalente a quella assicurata dai sistemi italiani. In mancanza di equivalenza, la banca extra-UE non può operare tramite succursale in Italia senza aderire a un DGS italiano o senza fornire protezione alternativa equivalente. Questo meccanismo di equivalenza bilaterale è una scelta del legislatore italiano che va oltre il minimo armonizzato dalla DGSD, la quale disciplina solo le banche UE.

Coordinamento europeo e sistemi transfrontalieri

Le lett. d) ed e) presidiano la dimensione transfrontaliera. La lett. d) affida alla Banca d'Italia la definizione delle procedure di coordinamento con le autorità degli altri Stati membri per l'adesione integrativa di succursali di banche UE a un DGS italiano; la lett. e) prevede che l'istituzione di sistemi di garanzia transfrontalieri o la fusione tra DGS di diversi Stati membri richiedano l'approvazione congiunta delle autorità di supervisione interessate. Entrambe le disposizioni attuano i principi di cooperazione tra autorità home/host previsti dalla DGSD.

Il dovere di allerta preventiva

La lett. f) introduce un obbligo di comunicazione immediata della Banca d'Italia ai DGS competenti quando rileva che una banca aderente presenta criticità tali da poter determinare l'attivazione del sistema. Questo meccanismo di early warning è funzionale a consentire al DGS di prepararsi operativamente (predisposizione dei fondi, aggiornamento delle liste dei depositanti, ecc.) prima che si materializzi l'evento di rimborso. La norma si collega all'obbligo di rimborso entro 7 giorni lavorativi previsto dalla DGSD per i nuovi casi di indisponibilità dei depositi.

Obblighi informativi dei DGS verso la Banca d'Italia

Il comma 2 impone ai sistemi di garanzia un duplice obbligo informativo: la comunicazione tempestiva degli atti e degli eventi di maggior rilievo e la trasmissione, entro il 31 marzo di ogni anno, di una relazione dettagliata sull'attività svolta nell'anno precedente e di un piano delle attività per l'anno in corso. La relazione annuale costituisce lo strumento principale di supervisione ex post, mentre la comunicazione degli eventi rilevanti consente alla Banca d'Italia di esercitare una vigilanza reattiva e tempestiva.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Chi riconosce ufficialmente il FITD e il FGDCC in Italia?

È la Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 96-ter, comma 1, lett. a), TUB, ad approvare gli statuti dei sistemi di garanzia e a conferire loro il riconoscimento ufficiale come DGS ai fini della direttiva 2014/49/UE. Il riconoscimento è subordinato alla verifica che il sistema sia adeguato allo svolgimento delle funzioni di garanzia e assicuri una ripartizione equilibrata dei rischi di insolvenza.

Quali poteri ispettivi ha la Banca d'Italia sui sistemi di garanzia?

Ai sensi dell'art. 96-ter, comma 1, lett. b), la Banca d'Italia applica, in quanto compatibili, i poteri di vigilanza previsti dagli artt. 51 (segnalazioni), 52 (ispezioni), 53-bis (provvedimenti correttivi e sanzioni) e 54 (verifica dell'esattezza dei dati) del TUB. Questi poteri consentono un controllo continuativo e incisivo sull'operato dei DGS, garantendo che i fondi raccolti vengano gestiti in modo prudente e trasparente.

I DGS stranieri operanti in Italia devono offrire la stessa tutela di quelli italiani?

Sì, per quanto riguarda le succursali italiane di banche extra-UE. L'art. 96-ter, comma 1, lett. c) affida alla Banca d'Italia il compito di verificare l'equivalenza della tutela offerta dai DGS esteri rispetto agli standard italiani. In mancanza di equivalenza, la succursale extra-UE deve trovare una copertura alternativa o aderire a un DGS italiano.

Come funziona l'allerta preventiva della Banca d'Italia verso i DGS?

L'art. 96-ter, comma 1, lett. f) obbliga la Banca d'Italia a informare senza indugio i DGS quando rileva che una banca aderente presenta criticità tali da poter determinare l'attivazione del sistema. Questo early warning consente ai DGS di prepararsi operativamente (raccolta fondi, aggiornamento liste depositanti) prima che si verifichi l'evento di rimborso, rispettando i termini stringenti previsti dalla DGSD.

Con quale cadenza i sistemi di garanzia devono informare la Banca d'Italia?

I DGS sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Banca d'Italia tutti gli atti e gli eventi di maggior rilievo relativi all'esercizio delle proprie funzioni e a trasmettere entro il 31 marzo di ogni anno una relazione dettagliata sull'attività svolta nell'anno precedente, accompagnata dal piano delle attività per l'anno in corso (art. 96-ter, comma 2, TUB).

Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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