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Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 67 c.p.c. – Responsabilità del custode
Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)
Ferme le disposizioni del codice penale, il custode che non esegue l’incarico assunto può essere condannato dal giudice a una pena pecuniaria non superiore a lire cinquemila.
Egli è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti, se non esercita la custodia da buon padre di famiglia.
Vedi anche
→Cod. proc. civ. art. 66 - Articolo 66 Codice di Procedura Civile: Sostituzione del custode→Cod. proc. civ. art. 68 - Articolo 68 Codice di Procedura Civile: Altri ausiliari→Cod. civ. art. 1 - Art. 1 Codice Civile Capacità giuridica→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 65 Codice di Procedura Civile: Custode→Articolo 69 Codice di Procedura Civile: Azione del pubblico ministero→Articolo 64 Codice di Procedura Civile: Responsabilità del consulente→Art. 70 c.p.c.: Intervento in causa del pubblico ministero→Art. 63 c.p.c.: Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione del→Art. 71 c.p.c.: Comunicazione degli atti processuali al pubblico→Articolo 62 Codice di Procedura Civile: Attività del consulente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il custode inadempiente rischia sanzione pecuniaria e risarcimento danni se non esercita la custodia da buon padre di famiglia.
Ratio della norma
L'art. 67 c.p.c. presidia la corretta esecuzione dell'ufficio di custode, figura ausiliaria del giudice cui è affidata la conservazione di beni oggetto di sequestro, pignoramento o altra misura cautelare. La norma mira a garantire che chi assume tale incarico lo svolga con la diligenza richiesta, attraverso un doppio binario sanzionatorio: disciplinare-pecuniario da un lato, civilistico-risarcitorio dall'altro. Si vuole così tutelare l'integrità patrimoniale dei beni e la fiducia riposta dall'ordinamento nell'ausiliario.
Analisi del testo
Il primo comma fa salva l'applicazione del codice penale, in particolare le disposizioni su peculato, appropriazione indebita e rifiuto di atti d'ufficio, e attribuisce al giudice il potere di comminare una pena pecuniaria da 250 a 500 euro al custode che non esegue l'incarico assunto. Si tratta di una misura disciplinare officiosa, irrogabile d'ufficio senza necessità di istanza di parte. Il secondo comma introduce la responsabilità civile: il custode è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti qualora non abbia esercitato la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia, standard corrispondente alla diligenza ordinaria ex art. 1176, comma 1, c.c. Il richiamo al bonus pater familias esclude, in linea generale, una responsabilità di tipo oggettivo: occorre accertare la colpa del custode.
Quando si applica
La norma si applica ogni qualvolta un soggetto sia investito della qualità di custode nel processo civile: tipicamente nei casi di sequestro conservativo o giudiziario (artt. 670-671 c.p.c.), di pignoramento di beni mobili o immobili, nonché nelle procedure esecutive. Il custode può essere il debitore stesso, un terzo nominato dal giudice o un istituto specializzato. La sanzione pecuniaria è irrogabile dal giudice che ha conferito l'incarico, mentre l'azione risarcitoria è esercitata dalle parti danneggiate nelle forme ordinarie.
Connessioni con altre norme
L'art. 67 c.p.c. si coordina con l'art. 65 c.p.c., che definisce i doveri generali del custode, e con l'art. 66 c.p.c. sulla sostituzione del custode. Sul piano del diritto sostanziale, il richiamo al buon padre di famiglia rinvia all'art. 1176 c.c. in tema di diligenza nell'adempimento. Per i profili penali, vengono in rilievo gli artt. 314, 646 e 388 c.p. In materia di esecuzione forzata, gli artt. 520 e 559 c.p.c. disciplinano specificamente la custodia dei beni mobili e immobili pignorati.
Casi pratici
Caso 1: Custode che lascia deteriorare il bene pignorato
Tizio è nominato custode di un macchinario industriale pignorato nell'ambito di una procedura esecutiva. Anziché provvedere alla manutenzione ordinaria, lascia il bene esposto agli agenti atmosferici per mesi. Caio, creditore procedente, subisce una significativa riduzione del valore del bene all'asta. Il giudice dell'esecuzione, rilevato l'inadempimento, condanna Tizio alla pena pecuniaria di 500 euro ex art. 67, comma 1, c.p.c.; Caio agisce inoltre in giudizio per il risarcimento del danno patrimoniale subito.
Caso 2: Custode che consente l'uso non autorizzato del bene sequestrato
Sempronio, nominato custode di un autoveicolo sottoposto a sequestro giudiziario, permette al debitore di utilizzarlo per svolgere attività lavorativa, in assenza di autorizzazione del giudice. L'auto viene coinvolta in un incidente e risulta gravemente danneggiata. Il giudice accerta che Sempronio non ha esercitato la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia e lo condanna al risarcimento dei danni a favore delle parti, oltre alla sanzione pecuniaria.
Caso 3: Custode di immobile che omette di riferire situazioni di pericolo
Caio è nominato custode di un immobile pignorato. Riscontra infiltrazioni d'acqua che minacciano la struttura ma omette di informare il giudice e di adottare misure conservative urgenti. L'immobile subisce danni strutturali che ne abbattono il valore. Il giudice, su segnalazione del creditore Sempronio, rileva la violazione dei doveri di custodia e applica la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 67 c.p.c.; Sempronio agisce separatamente per ottenere il risarcimento del pregiudizio patrimoniale.
Domande frequenti
Qual è la sanzione prevista per il custode inadempiente?
Il giudice può condannare il custode a una pena pecuniaria compresa tra 250 e 500 euro, ferme restando le eventuali responsabilità penali previste dal codice penale.
Il custode deve risarcire i danni anche senza colpa?
No. La responsabilità risarcitoria sorge solo se il custode non ha esercitato la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia: occorre quindi accertare una condotta colposa, non si tratta di responsabilità oggettiva.
Chi può essere nominato custode nel processo civile?
Il custode può essere il debitore stesso, un terzo privato o un istituto specializzato, nominato dal giudice. In ogni caso, una volta accettato l'incarico, è soggetto agli obblighi e alle responsabilità previsti dall'art. 67 c.p.c.
La sanzione pecuniaria ex art. 67 c.p.c. esclude la responsabilità penale?
No. L'art. 67, comma 1, c.p.c. fa espressamente salve le disposizioni del codice penale: la pena pecuniaria civile e le eventuali sanzioni penali (es. per peculato o appropriazione indebita) si applicano in modo concorrente.
Come si valuta la diligenza del custode?
Il parametro di riferimento è quello del buon padre di famiglia, corrispondente alla diligenza ordinaria ex art. 1176, comma 1, c.c. Il giudice verifica se il custode abbia adottato le misure conservative normalmente attese da una persona di media avvedutezza nella medesima situazione.
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