- Il modello e' soggetto a convalida indipendente periodica.
- La convalida verifica adeguatezza di dati, metodologia, ipotesi, calibrazione e risultati.
- L'unita' di convalida e' indipendente dalle unita' che sviluppano e usano il modello.
- La frequenza minima e' annuale, con focus su moduli a rotazione.
- I risultati sono riportati al CdA e all'IVASS.
Testo dell'articoloVigente
Art. 46-terdecies D.Lgs. 209/2005 — (Standard di convalida)
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 — Codice delle assicurazioni private
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1. L'impresa adotta un ciclo regolare di convalida del proprio modello interno che include, con riferimento a tale modello, il monitoraggio del corretto funzionamento, il riesame della continua adeguatezza delle specifiche e il raffronto delle risultanze con i dati tratti dall'esperienza.
2. L'impresa include nella procedura di convalida del modello interno un processo statistico efficace che consenta all'impresa medesima di dimostrare all'IVASS che i requisiti patrimoniali che risultano da tale modello sono appropriati.
3. L'impresa utilizza metodi statistici che consentano di verificare l'appropriatezza della distribuzione di probabilità prevista sia rispetto all'esperienza passata sia rispetto a tutti i nuovi dati rilevanti e alle nuove informazioni relativi a tale distribuzione di probabilità.
4. L'impresa include nella procedura di convalida del modello interno un'analisi della stabilità di tale modello ed in particolare la verifica della sensibilità delle risultanze a variazioni delle principali ipotesi sottostanti. Tale procedura di convalida include altresì la valutazione dell'accuratezza, della completezza e dell'adeguatezza dei dati utilizzati nel modello interno.
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Commento
Logica della convalida indipendente
Lo standard di convalida e' un presidio di terza linea: una funzione indipendente verifica che il modello sviluppato (prima linea) e validato dal risk management (seconda linea) sia effettivamente robusto e affidabile. La convalida e' uno dei sei standard fondamentali (art. 124 direttiva 2009/138/CE).
Indipendenza organizzativa
L'unita' di convalida non può essere responsabile dello sviluppo del modello né del suo uso operativo. Tipicamente e' una funzione separata dal risk management e dalla funzione attuariale, oppure e' affidata a internal audit con team specializzato, oppure e' esternalizzata a societa' di consulenza qualificate. Anche quando esternalizzata, la responsabilita' resta dell'impresa.
Ambito della convalida
La convalida copre: qualita' dei dati (data lineage, controlli, integrita'); metodologia statistica (distribuzioni, correlazioni, ipotesi); calibrazione (parametri, sensibilita'); validazione del codice (testing, replicabilita'); governance (policy, ruoli, comitati); use test (effettivo uso nella gestione). Non tutto e' coperto ogni anno: la convalida segue piano pluriennale a rotazione, con copertura completa nel ciclo (tipicamente triennale).
Modalita' di lavoro
Esame documentale, interviste, esecuzione di test indipendenti, riconciliazioni, benchmark con peer. I findings sono classificati per gravita': critici (azione immediata), significativi (piano in 90 giorni), minori (monitoraggio). Il report finale e' indirizzato al CdA, al comitato rischi e all'IVASS.
Profili di responsabilita'
L'IVASS valuta i report di convalida in sede di SREP. Una convalida che non rileva problemi già noti può essere giudicata inadeguata; una convalida che rileva problemi non sanati può attivare il regime di non conformita' (art. 46-septies).
Rapporti con la formula standard
L'impresa che utilizza un modello interno totale o parziale ai sensi del Capo III non torna automaticamente alla formula standard al verificarsi di scostamenti: deve presentare istanza motivata e ottenere l'autorizzazione IVASS (art. 46-sexies). Nel frattempo continua a operare con il modello, fermi gli interventi correttivi previsti. La regola evita oscillazioni opportunistiche fra i due regimi, soprattutto nelle fasi di mercato in cui la formula standard risulterebbe meno onerosa. Art. 46-terdecies si inserisce in questo equilibrio: i requisiti tecnici imposti hanno la funzione di rendere il modello stabilmente affidabile, non di costituire una barriera all'ingresso una tantum.
Documentazione richiesta in sede ispettiva
IVASS, in sede di vigilanza prudenziale, esige che gli esiti applicativi di art. 46-terdecies risultino tracciabili: documentazione tecnica del modello (versionata), evidenza dei test di stress, registro delle modifiche maggiori e minori, verbali del comitato rischi, parere della funzione attuariale e della funzione di controllo dei rischi. La carenza documentale è autonomamente censurabile, anche in assenza di errori sostanziali nei calcoli, perché compromette la verificabilità ex post del Requisito Patrimoniale di Solvibilità. Le imprese predispongono di norma un 'model documentation manual' aggiornato almeno annualmente.
Casi pratici
Caso 1: Caso Tizio S.p.A. — convalida esternalizzata
Caso 2: Caso Caia Group — finding critico su data lineage
Domande frequenti
La convalida puo' essere esternalizzata?
Si', a societa' di consulenza qualificate. La responsabilita' della convalida resta dell'impresa, che deve garantire indipendenza, competenza e continuita' del fornitore.
Con che frequenza si convalida ogni modulo?
Almeno una volta in un ciclo triennale, con frequenza maggiore per moduli a maggior impatto (mercato, sottoscrizione principale) e per aree a maggior rischio (calibrazione, dati).
Chi riceve il report di convalida?
Il consiglio di amministrazione, il comitato rischi, l'organo di controllo (collegio sindacale o consiglio di sorveglianza), l'IVASS come parte della reportistica.
Vedi anche