Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1831 c.c. – Chiusura del conto
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
La chiusura del conto con la liquidazione del saldo è fatta alle scadenze stabilite dal contratto o dagli usi e, in mancanza, al termine di ogni semestre, computabile dalla data del contratto.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 1830 - Articolo 1830 Codice Civile: Sequestro o pignoramento del saldo→Cod. civ. art. 1832 - Articolo 1832 Codice Civile: Approvazione del conto→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 1829 Codice Civile: Crediti verso terzi→Articolo 1833 Codice Civile: Recesso dal contratto→Art. 1828 c.c.: Efficacia della garanzia dei crediti iscritti→Articolo 1834 Codice Civile: Depositi di danaro→Articolo 1827 Codice Civile: Effetti dell’inclusione nel conto→Articolo 1835 Codice Civile: Libretto di deposito a risparmio→Articolo 1826 Codice Civile: Spese e diritti di commissione
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Significato e funzione della chiusura del conto corrente
L’articolo 1831 del Codice Civile disciplina la chiusura del conto corrente ordinario, ossia il momento in cui le reciproche partite annotate nel conto vengono compensate e si determina il saldo netto esigibile. Si tratta di una disposizione centrale nell’economia del contratto di conto corrente, poiche stabilisce la scansione temporale entro cui i rapporti di dare e avere tra i correntisti vengono regolati.
La cadenza della chiusura: contratto, usi e regola suppletiva
La norma prevede un ordine gerarchico nella determinazione delle scadenze. In primo luogo valgono le previsioni contrattuali: le parti, nell’esercizio della loro autonomia negoziale, possono stabilire qualsiasi periodicita ritengano opportuna, mensile, trimestrale, annuale o altra ancora. In mancanza di accordo esplicito, entrano in gioco gli usi del settore, che nel commercio individuano prassi consolidate per determinati tipi di rapporti. Solo ove manchino sia clausole contrattuali sia usi applicabili, scatta la regola suppletiva legale: la chiusura avviene al termine di ogni semestre, computabile dalla data di stipula del contratto.
Il calcolo del semestre e la sua decorrenza
Un profilo pratico di rilievo riguarda la decorrenza del termine semestrale. La norma chiarisce che il semestre si computa dalla data del contratto, non da quella del primo accredito o del primo movimento contabile. Questa precisazione evita incertezze operative: se Tizio e Caio stipulano un contratto di conto corrente il 15 marzo, la prima chiusura avverra il 15 settembre dello stesso anno, indipendentemente da quando siano cominciate le rimesse. Il meccanismo garantisce una certa prevedibilita nelle relazioni tra i correntisti.
Effetti giuridici della chiusura
La chiusura del conto ha un effetto novativo: le singole partite perdono la loro individualita e si fondono nel saldo, che diviene l’unica posta esigibile. Questo principio e fondamentale perche impedisce al correntista creditore di agire giudizialmente sulle singole rimesse anteriori alla chiusura, essendo queste ormai assorbite nel saldo. Solo il saldo di chiusura e, dunque, suscettibile di esecuzione forzata o di compensazione con altri crediti autonomi. L’articolo 1831 va letto in coordinamento con l’articolo 1823, che definisce il contratto di conto corrente, e con l’articolo 1832, che regola l’approvazione dell’estratto conto trasmesso alla controparte.
Rilevanza pratica nel conto corrente bancario
Sebbene la disciplina codicistica sia dettata per il conto corrente ordinario tra imprenditori, i principi dell’articolo 1831 sono stati storicamente applicati anche al conto corrente bancario, con le necessarie integrazioni derivanti dalla normativa speciale. In particolare, la periodicita di chiusura ha rilievo ai fini del calcolo degli interessi anatocistici, tema a lungo dibattuto in giurisprudenza e oggi regolato dalla delibera CICR del 2016 e dall’articolo 120 TUB.
Domande frequenti
Ogni quanto viene chiuso il conto corrente se il contratto non dice nulla?
In assenza di accordo contrattuale e di usi applicabili, la legge prevede la chiusura al termine di ogni semestre, calcolato dalla data di stipula del contratto.
Le parti possono scegliere una cadenza diversa da quella semestrale?
Si: l’articolo 1831 e una norma suppletiva. Le parti possono liberamente concordare qualsiasi periodicita di chiusura, anche mensile o annuale.
Da quando decorre il semestre per la chiusura del conto?
Il semestre decorre dalla data di conclusione del contratto, non dall’inizio delle operazioni contabili.
Cosa succede al momento della chiusura del conto?
Le singole partite annotate vengono compensate e si determina un saldo netto, che e l’unica posta esigibile dalla parte creditrice.
La disciplina dell’art. 1831 si applica anche ai conti correnti bancari?
In linea di principio si, ma il conto corrente bancario e soggetto anche alla normativa speciale del Testo Unico Bancario e alle delibere CICR, che integrano e talvolta derogano alle regole codicistiche.