- Il bilancio di previsione è composto da due parti: entrata e spesa.
- Le entrate sono classificate per titoli, tipologie e categorie.
- Le spese sono classificate per missioni, programmi, titoli e macroaggregati.
- La struttura segue gli schemi armonizzati del D.Lgs. 118/2011.
- Garantisce uniformità e comparabilità a livello nazionale.
Testo dell'articoloVigente
Art. 165 TUEL — Articolo 165
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Il bilancio di previsione finanziario è composto da due parti, relative rispettivamente all’entrata ed alla spesa ed è redatto secondo lo schema previsto dall’allegato n. 9 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. 83
2. Le previsioni di entrata del bilancio di previsione sono classificate, secondo le modalità indicate all’ art. 15 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , in:
a) titoli, definiti secondo la fonte di provenienza delle entrate;
b) tipologie, definite in base alla natura delle entrate, nell’ambito di ciascuna fonte di provenienza.
3. Ai fini della gestione, nel Piano esecutivo di gestione, le tipologie sono ripartite in categorie, in capitoli ed eventualmente in articoli. Le categorie di entrata degli enti locali sono individuate nell’elenco di cui all’allegato n. 13/2 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. Nell’ambito delle categorie è data separata evidenza delle eventuali quote di entrata non ricorrente. La Giunta, contestualmente alla proposta di bilancio, trasmette, a fini conoscitivi, la proposta di articolazione delle tipologie in categorie.
4. Le previsioni di spesa del bilancio di previsione sono classificate secondo le modalità indicate all’ art. 14 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 in:
a) missioni, che rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti dagli enti locali, utilizzando risorse finanziarie, umane e strumentali ad esse destinate;
b) programmi, che rappresentano gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell’ambito delle missioni. I programmi sono ripartiti in titoli e sono raccordati alla relativa codificazione COFOG di secondo livello (Gruppi), secondo le corrispondenze individuate nel glossario, di cui al comma 3-ter dell’art. 14, che costituisce parte integrante dell’allegato n. 14.
5. Ai fini della gestione, nel Piano esecutivo di gestione, i programmi sono ripartiti in titoli, macroaggregati, capitoli ed eventualmente in articoli. I macroaggregati di spesa degli enti locali sono individuati nell’elenco di cui all’allegato n. 14 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni. La Giunta, contestualmente alla proposta di bilancio trasmette, a fini conoscitivi, la proposta di articolazione dei programmi in macroaggregati.
6. Il bilancio di previsione finanziario indica, per ciascuna unità di voto:
a) l’ammontare presunto dei residui attivi o passivi alla chiusura dell’esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce;
b) l’ammontare delle previsioni di competenza e di cassa definitive dell’anno precedente a quello cui si riferisce il bilancio;
c) l’ammontare degli accertamenti e degli impegni che si prevede di imputare in ciascuno degli esercizi cui il bilancio si riferisce, nel rispetto del principio della competenza finanziaria;
d) l’ammontare delle entrate che si prevede di riscuotere o delle spese di cui si autorizza il pagamento nel primo esercizio considerato nel bilancio, senza distinzioni fra riscossioni e pagamenti in conto competenza e in conto residui.
7. In bilancio, prima di tutte le entrate e le spese, sono iscritti:
a) in entrata gli importi relativi al fondo pluriennale vincolato di parte corrente e al fondo pluriennale vincolato in c/capitale;
b) in entrata del primo esercizio gli importi relativi all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione presunto, nei casi individuati dall’art. 187, commi 3 e 3-bis, con l’indicazione della quota vincolata del risultato di amministrazione utilizzata anticipatamente;
c) in uscita l’importo del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’esercizio precedente cui il bilancio si riferisce. Il disavanzo di amministrazione presunto può essere iscritto nella spesa degli esercizi successivi secondo le modalità previste dall’art. 188;
d) in entrata del primo esercizio il fondo di cassa presunto dell’esercizio precedente.
8. In bilancio, gli stanziamenti di competenza relativi alla spesa di cui al comma 6, lettere b) e c), individuano:
a) la quota che è già stata impegnata negli esercizi precedenti con imputazione all’esercizio cui si riferisce il bilancio;
b) la quota di competenza costituita dal fondo pluriennale vincolato, destinata alla copertura degli impegni che sono stati assunti negli esercizi precedenti con imputazione agli esercizi successivi e degli impegni che si prevede di assumere nell’esercizio con imputazione agli esercizi successivi. Con riferimento a tale quota non è possibile impegnare e pagare con imputazione all’esercizio cui lo stanziamento si riferisce. Agli stanziamenti di spesa riguardanti il fondo pluriennale vincolato è attribuito il codice della missione e del programma di spesa cui il fondo si riferisce e il codice del piano dei conti relativo al fondo pluriennale vincolato.
9. I bilanci di previsione degli enti locali recepiscono, per quanto non contrasta con la normativa del presente testo unico, le norme recate dalle leggi delle rispettive regioni di appartenenza riguardanti le entrate e le spese relative a funzioni delegate, al fine di consentire la possibilità del controllo regionale sulla destinazione dei fondi assegnati agli enti locali e l’omogeneità delle classificazioni di dette spese nei bilanci di previsione degli enti rispetto a quelle contenute nei rispettivi bilanci di previsione regionali. Le entrate e le spese per le funzioni delegate dalle regioni non possono essere collocate tra i servizi per conto di terzi nei bilanci di previsione degli enti locali.
10. Il bilancio di previsione si conclude con più quadri riepilogativi, secondo gli schemi previsti dall’allegato n. 9 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.
11. Formano oggetto di specifica approvazione del consiglio le previsioni di cui al comma 6, lettere c) e d), per ogni unità di voto, e le previsioni del comma 7.
12. COMMA NON PIÙ PREVISTO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 83
13. COMMA NON PIÙ PREVISTO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 83
14. COMMA NON PIÙ PREVISTO DAL D.LGS. 23 GIUGNO 2011, N. 118 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2014, N. 126 . 83
Commento
L'articolo 165 definisce la struttura del bilancio di previsione finanziario, declinando in modo organico la classificazione di entrate e spese secondo gli schemi armonizzati introdotti dal D.Lgs. 118/2011. Si tratta della disposizione tecnica che dà sostanza al principio di armonizzazione contabile delle pubbliche amministrazioni.
La struttura a due parti
Il bilancio è composto da due parti: entrata e spesa. La separazione concettuale tra le due parti riflette la classica logica della contabilità pubblica, ma la rappresentazione moderna integra le due dimensioni attraverso indicatori di equilibrio e di copertura. La struttura, in linea generale, garantisce chiarezza di rappresentazione e leggibilità per cittadini e operatori, in piena sinergia con i principi del buon andamento e della trasparenza.
La classificazione delle entrate
Le entrate sono classificate per titoli, tipologie e categorie. I titoli sono la prima ripartizione e raggruppano le entrate per natura: entrate correnti di natura tributaria; trasferimenti correnti; entrate extratributarie; entrate in conto capitale; entrate da riduzione di attività finanziarie; accensione prestiti; anticipazioni da istituto tesoriere; partite di giro. Le tipologie articolano i titoli; le categorie disaggregano ulteriormente, fornendo il dettaglio operativo.
La classificazione delle spese
Le spese sono classificate per missioni, programmi, titoli e macroaggregati. Le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti; i programmi articolano le missioni in linee di azione coerenti; i titoli classificano le spese per natura economica (correnti, in conto capitale, ecc.); i macroaggregati offrono ulteriore dettaglio economico. La struttura multidimensionale consente molteplici letture, in linea generale, arricchendo l'analisi della gestione.
Lo schema armonizzato
La classificazione segue gli schemi armonizzati allegati al D.Lgs. 118/2011. La standardizzazione garantisce uniformità tra tutti gli enti pubblici italiani, consentendo confronti e consolidamenti. I codici sono univoci e le associazioni tra missioni, programmi e classificazione COFOG (UE) consentono confronti anche a livello internazionale, presupposto della corretta partecipazione italiana alla sorveglianza europea.
Funzioni della struttura
La struttura non è esercizio di tecnicismo contabile fine a se stesso: assolve a molteplici funzioni. Sostiene la decisione consiliare, consente il controllo interno ed esterno, alimenta i sistemi di consolidamento, supporta la lettura strategica della gestione. Le linee guida ANCI, gli orientamenti dell'Osservatorio sulla finanza locale e le pronunce della Corte dei conti, in linea generale, offrono indicazioni interpretative essenziali. Funzione Pubblica e ANAC monitorano i profili di trasparenza e anticorruzione connessi.
Domande frequenti
Da quali parti è composto il bilancio di previsione?
Il bilancio è composto da due parti: una relativa alle entrate e una relativa alle spese, ciascuna articolata secondo gli schemi armonizzati introdotti dal D.Lgs. 118/2011.
Come sono classificate le entrate?
Le entrate sono classificate per titoli (natura economica), tipologie (articolazione del titolo) e categorie (dettaglio operativo), secondo la classificazione armonizzata applicabile a tutte le pubbliche amministrazioni.
Come sono classificate le spese?
Le spese sono classificate per missioni (funzioni principali), programmi (linee di azione), titoli (natura economica) e macroaggregati (dettaglio economico), secondo gli schemi armonizzati.
Vedi anche