In sintesi
- Nei comitati regionali di controllo possono essere attivati servizi di consulenza per gli enti locali.
- Gli enti possono ottenere preventive valutazioni su atti complessi o nuovi.
- La regione disciplina con propria normativa modalità organizzative e di espletamento.
- Strumento di prevenzione di illegittimità tramite parere consultivo non vincolante.
- Funzione collaborativa accanto a quella tradizionale di controllo.
Testo dell'articoloVigente
Art. 129 TUEL — Articolo 129
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Possono essere attivati nell’ambito dei comitati regionali di controllo servizi di consulenza ai quali gli enti locali possono rivolgersi al fine di ottenere preventivi elementi valutativi in ordine all’adozione di atti o provvedimenti di particolare complessità o che attengano ad aspetti nuovi dell’attività deliberativa. La regione disciplina con propria normativa le modalità organizzative e di espletamento dei servizi di consulenza.
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Commento
L'articolo 129 disciplina i servizi di consulenza nell'ambito del sistema CO.RE.CO., introducendo una funzione collaborativa accanto a quella tradizionale di controllo. Anche questa previsione è superata dall'evoluzione costituzionale del 2001, ma incarna un'idea moderna del rapporto tra organo di controllo ed ente controllato: non solo sanzione e annullamento, ma anche supporto preventivo per evitare il sorgere di illegittimità.
La logica della consulenza preventiva
Il comma 1 prevedeva la possibilità di attivare, nell'ambito dei CO.RE.CO., servizi di consulenza ai quali gli enti locali potessero rivolgersi per ottenere preventivi elementi valutativi in ordine all'adozione di atti o provvedimenti di particolare complessità o che attenessero ad aspetti nuovi dell'attività deliberativa. La logica era quella della prevenzione: meglio chiarire in via consultiva i dubbi di legittimità prima che l'atto fosse adottato, piuttosto che dover successivamente annullare l'atto in sede di controllo.
I presupposti del ricorso alla consulenza
La norma individua due categorie di atti per cui era utile la consulenza:
Il ricorso alla consulenza non era un obbligo ma una facoltà dell'ente: una sorta di autotutela preventiva di legittimità.
Il rinvio alla normativa regionale
Come per molte norme del titolo VI, l'articolo 129 affidava alla disciplina regionale le modalità organizzative e di espletamento dei servizi di consulenza. La regione poteva quindi definire la struttura del servizio (sezione dedicata, ufficio interno al CO.RE.CO., gruppo di esperti), le procedure di richiesta (forma scritta, contenuti minimi della richiesta, eventuale contraddittorio), i tempi di risposta, i contenuti del parere, i casi di gratuità o di costo per l'ente.
Significato sistematico
L'articolo 129 esprime un'idea moderna del controllo amministrativo: non solo verifica ex post di legittimità, ma anche collaborazione ex ante per orientare l'azione amministrativa verso scelte legittime ed efficaci. È una logica che oggi ritroviamo in molti istituti:
L'evoluzione attuale
Pur essendo formalmente superata dalla riforma del 2001, l'idea della consulenza preventiva resta viva e si è arricchita di nuove forme. Le sezioni regionali della Corte dei conti hanno consolidato una giurisprudenza consultiva su materie di rilievo (società partecipate, indebitamento, gestione del personale, contratti pubblici), che orienta concretamente l'azione degli enti locali. Gli ordini professionali, le associazioni di categoria e le strutture di consulenza specializzata costituiscono ulteriori canali. Le indicazioni operative dell'ANCI sui servizi di assistenza tecnica agli enti locali e gli orientamenti della Funzione Pubblica rappresentano riferimenti pratici per il professionista che assiste un comune o una provincia.
Domande frequenti
Cosa erano i servizi di consulenza dei CO.RE.CO.?
Erano strutture interne al comitato regionale di controllo a cui gli enti locali potevano rivolgersi per ottenere preventivi elementi valutativi su atti di particolare complessità o su aspetti nuovi dell'attività deliberativa. Erano uno strumento di prevenzione delle illegittimità, non vincolante.
L'articolo 129 trova ancora applicazione?
Non nella sua forma originaria, essendo stato superato dalla riforma costituzionale del 2001 che ha smantellato il sistema CO.RE.CO. Tuttavia, l'idea della consulenza preventiva è viva nelle funzioni consultive della Corte dei conti (sezioni regionali) e in altre strutture di supporto come ANCI, autorità di settore e Consiglio di Stato.
Quali sono oggi i canali di consulenza per un comune?
I principali sono: i pareri della Corte dei conti in sede consultiva ex art. 7 L. 131/2003, le linee guida e le note interpretative ministeriali, i servizi di assistenza tecnica dell'ANCI, i pareri delle autorità di settore (ANAC, AGCM, ARERA), i pareri del Consiglio di Stato in sede consultiva e la consulenza professionale di studi specializzati.
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