Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Prassi e linee guida
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 12 L. 104/1992 – Diritto all’educazione e all’istruzione

L. 5 febbraio 1992, n. 104 – Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Testo vigente letto su Normattiva l’8 ottobre 2026.

1. Al bambino da 0 a 3 anni handicappato è garantito l’inserimento negli asili nido.

2. È garantito il diritto all’educazione e all’istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie.

3. L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

4. L’esercizio del diritto all’educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né di altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap.

5. Contestualmente all’accertamento previsto dall’articolo 4 per le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti, le commissioni mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295, effettuano, ove richiesto dai genitori della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente certificati ai sensi del citato articolo 4, o da chi esercita la responsabilità genitoriale, l’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica. Tale accertamento è propedeutico alla redazione del profilo di funzionamento, predisposto secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ai fini della formulazione del Piano educativo individualizzato (PEI) facente parte del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328.

6. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 13 APRILE 2017, N. 66.

7. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 13 APRILE 2017, N. 66.

8. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 13 APRILE 2017, N. 66.

9. Ai minori handicappati soggetti all’obbligo scolastico, temporaneamente impediti per motivi di salute a frequentare la scuola, sono comunque garantire l’educazione e l’istruzione scolastica. A tal fine il provveditore agli studi, d’intesa con le unità sanitarie locali e i centri di recupero e di riabilitazione, pubblici e privati, convenzionati con i Ministeri della sanità e del lavoro e della previdenza sociale, provvede alla istituzione, per i minori ricoverati, di classi ordinarie quali sezioni staccate della scuola statale. A tali classi possono essere ammessi anche i minori ricoverati nei centri di degenza, che non versino in situazioni di handicap e per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza della scuola dell’obbligo per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione.

La frequenza di tali classi, attestata dall’autorità scolastica mediante una relazione sulle attività svolte dai docenti in servizio presso il centro di degenza, è equiparata ad ogni effetto alla frequenza delle classi alle quali i minori sono iscritti.

10. Negli ospedali, nelle cliniche e nelle divisioni pediatriche gli obiettivi di cui al presente articolo possono essere perseguiti anche mediante l’ultilizzazione di personale in possesso di specifica formazione psicopedagogica che abbia una esperienza acquisita presso i nasocomi o segua un periodo di tirocinio di un anno sotto la guida di personale esperto.

Nota di aggiornamento (2), riportata da Normattiva

Il D.L. 27 agosto 1993, n. 324, convertito con modificazioni dalla L. 27 ottobre 1993, n. 423, ha disposto (con l’art. 2, comma 1) che “L’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, va interpretato nel senso che l’individuazione dell’alunno come persona handicappata, necessaria per assicurare l’esercizio del diritto all’educazione, all’istruzione ed all’integrazione scolastica di cui agli articoli 12 e 13 della medesima legge, non consiste nell’accertamento previsto dall’articolo 4 della legge stessa, ma è effettuata secondo i criteri stabiliti nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 7 dell’anzidetto articolo 12”.

Nota di aggiornamento (22), riportata da Normattiva

Il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66 ha disposto (con l’art. 19, comma 2) che la presente modifica ha effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Nota di aggiornamento (24), riportata da Normattiva

Il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66, come modificato dalla L. 30 dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l’art. 19, comma 2) la proroga dell’entrata in vigore della soppressione dei commi 6, 7 e 8 del presente articolo dal 1° gennaio 2019 al 1° settembre 2019 e che la modifica di cui al comma 5 ha effetto a decorrere dal 1° settembre 2019.

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In sintesi

  • L'art. 12 sancisce il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle classi comuni.
  • L'integrazione scolastica si attua dalla scuola materna alle università.
  • Il diritto include il diritto al lavoro di chi opera con il minore con handicap (insegnanti di sostegno).
  • Il PEI - Piano Educativo Individualizzato - è lo strumento operativo dell'integrazione (oggi disciplinato dal D.Lgs. 66/2017).
  • L'integrazione non riguarda solo il versante didattico ma il progetto di vita globale dello studente.
  • Il diritto allo studio è di rango costituzionale (art. 34 Cost.) ed è esigibile in via giudiziale.
Indice dei contenuti

Inclusione scolastica come diritto fondamentale

L'art. 12 L. 104/1992 sancisce il diritto della persona handicappata all'educazione e all'istruzione e ne fissa il principio cardine: l'inclusione nelle classi comuni di ogni ordine e grado. L'Italia ha così realizzato, fin dagli anni Settanta con la L. 517/1977 e con la sentenza della Corte cost. n. 215/1987, un modello di scuola inclusiva tra i più avanzati al mondo. L'art. 12 ne è la cristallizzazione: vieta classi differenziali e scuole speciali, salvo casi di estrema necessità, e impone l'integrazione come metodo ordinario.

Dal nido all'università

Il diritto all'integrazione copre l'intero ciclo educativo, dalla scuola dell'infanzia all'università. Il comma 3 dell'art. 12 specifica che l'integrazione si realizza con la presenza degli alunni handicappati nelle classi comuni, con il sostegno di insegnanti specializzati e con l'attivazione di servizi di supporto. La continuità del progetto educativo lungo i cicli scolastici è oggi rafforzata dal D.Lgs. 66/2017, che ha riformato la disciplina dell'inclusione introducendo il Piano per l'Inclusione (PI) di istituto, i Gruppi di Lavoro Operativi (GLO) e una nuova procedura di valutazione del fabbisogno di sostegno.

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Strumento centrale dell'integrazione è il PEI, redatto dal GLO della scuola con la partecipazione dei genitori, dell'unità multidisciplinare ASL e degli operatori coinvolti. Il PEI definisce obiettivi educativi, didattici, riabilitativi e socio-relazionali, indicando le ore di sostegno necessarie, le modalità di didattica differenziata, le attività di assistenza personale e quelle integrate con l'extrascuola. Il PEI deve essere periodicamente verificato e aggiornato. Le sue carenze sono motivo di impugnazione amministrativa e giudiziale.

L'insegnante di sostegno

L'insegnante di sostegno è figura cardine: è insegnante della classe, non dell'alunno con disabilità. Il suo ruolo è facilitare l'inclusione di tutto il gruppo classe attorno al bisogno educativo speciale. La determinazione delle ore di sostegno è uno dei contenziosi più frequenti: tagli alle ore richieste dal PEI sono regolarmente impugnati e il giudice amministrativo (TAR, Cons. Stato) annulla i provvedimenti che non motivano adeguatamente la riduzione. La Corte costituzionale (sent. 80/2010) ha affermato il diritto al sostegno in deroga, oltre i contingenti standard, per gli alunni con disabilità grave.

Valutazione del fabbisogno

Il D.Lgs. 66/2017 ha riformato la valutazione del fabbisogno di sostegno introducendo il Profilo di Funzionamento, redatto sulla base dell'ICF dell'OMS. Il documento sostituisce la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale, integrandoli in un'unica valutazione multidimensionale. Si tratta di un cambiamento culturale importante: dalla diagnosi della patologia alla descrizione del funzionamento globale, che orienta meglio gli interventi educativi e didattici.

Diritto azionabile in giudizio

Il diritto all'inclusione scolastica è diritto soggettivo perfetto, azionabile davanti al giudice amministrativo. I provvedimenti che riducono le ore di sostegno richieste dal PEI sono sistematicamente annullati se non motivati su base oggettiva. La giurisprudenza riconosce inoltre risarcimento del danno (anche non patrimoniale) per i casi di mancata o ridotta erogazione del sostegno: art. 2043 c.c. per la PA scolastica. L'art. 12 è quindi una norma di forte effettività, sostenuta da un orientamento giurisprudenziale consolidato.

Prassi e linee guida

Casi pratici

Caso 1: Tizio: ricorso contro taglio ore sostegno

Tizio, padre di un minore con disabilità grave, vede ridotte da 22 a 12 le ore settimanali di sostegno indicate dal PEI. Ricorre al TAR ex art. 12 L. 104/1992 richiamando Corte cost. 80/2010. Il TAR annulla il provvedimento e impone alla scuola di assegnare le ore indicate dal PEI, ordinando inoltre il risarcimento per il periodo di insufficiente sostegno.

Caso 2: Caia: continuità didattica

Caia, alunna autistica, ha costruito un solido rapporto con l'insegnante di sostegno. L'istituto vuole assegnarle altro insegnante. La famiglia richiama l'art. 12 e la continuità del progetto educativo. Il dirigente, tenuto conto del PEI e della giurisprudenza, conferma l'insegnante per il successivo anno scolastico.

Caso 3: Sempronio: università e diritto allo studio

Sempronio, studente con disabilità motoria, frequenta l'università. Richiama l'art. 12 L. 104/1992 e la L. 17/1999 per ottenere tutorato, materiali accessibili e prove d'esame adattate. L'ateneo predispone un piano personalizzato; in caso di rifiuto è ammesso ricorso al TAR per violazione del diritto allo studio.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 12 L. 104/1992 è una delle norme più applicate della legge: ogni anno migliaia di ricorsi al TAR per ore di sostegno. La giurisprudenza è consolidata: il diritto è perfetto, le riduzioni vanno motivate, i tagli automatici sono illegittimi. Il D.Lgs. 66/2017 ha rafforzato gli strumenti del PEI e del Profilo di Funzionamento.

Domande frequenti

Cosa stabilisce l'art. 12 L. 104/1992?

Sancisce il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle classi comuni di ogni ordine e grado, dalla scuola dell'infanzia all'università. Vieta classi differenziali e impone l'inclusione come metodo ordinario, con sostegno specializzato e progetto personalizzato.

Cos'è il PEI?

Il Piano Educativo Individualizzato è il documento che definisce gli obiettivi e gli strumenti dell'inclusione per ogni alunno con disabilità. È redatto dal GLO con genitori e ASL, indica le ore di sostegno, le modalità didattiche e i servizi di assistenza. È disciplinato dal D.Lgs. 66/2017 come riformato dal D.Lgs. 96/2019.

Le ore di sostegno possono essere ridotte?

Solo con motivazione oggettiva e su base individualizzata. Tagli automatici contro le indicazioni del PEI sono illegittimi e annullati dalla giurisprudenza amministrativa. La Corte costituzionale (sent. 80/2010) ha affermato il diritto al sostegno in deroga ai contingenti standard per la disabilità grave.

L'inclusione vale anche all'università?

Sì. La L. 17/1999, integrando l'art. 12 L. 104, garantisce agli studenti universitari con disabilità tutorato specializzato, materiali accessibili, prove d'esame adattate, sussidi tecnici. Ogni ateneo nomina un delegato del rettore per l'inclusione e predispone servizi dedicati.

Come si reagisce a un'inadeguata erogazione del sostegno?

Si può presentare ricorso al TAR contro il provvedimento di assegnazione ore (entro 60 giorni) o per silenzio. Il giudice amministrativo annulla i tagli ingiustificati e può imporre l'erogazione delle ore richieste dal PEI. È inoltre possibile chiedere risarcimento ex art. 2043 c.c. per il danno conseguito.

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.