In sintesi
- Modalita transitoria di pagamento del diritto di copia: marche da bollo sull'originale.
- Norma applicabile fino al regolamento di riscossione previsto dall'art. 196.
- Obbligo per il funzionario di apporre e annullare la marca.
- Soluzione che precede l'introduzione del modello F23 e del pagamento telematico.
- Rilevanza residuale ma non abrogata.
Testo dell'articoloVigente
Art. 264 D.P.R. 115/2002
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia
1. Sino all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 196, il pagamento è effettuato mediante l'applicazione di marche da bollo sull'originale.
2. Il funzionario addetto all'ufficio annulla le marche, mediante timbro a secco dell'ufficio, e attesta l'avvenuto versamento sulla copia.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'articolo 264 contiene una regola di tipo strumentale, oggi quasi ovunque superata dalla telematizzazione: in attesa del regolamento previsto dall'art. 196, il diritto di copia si paga apponendo marche da bollo sull'originale dell'atto, secondo gli importi delle tabelle allegate al Testo Unico. Il funzionario di cancelleria appone e annulla materialmente le marche.
Il sistema delle marche
Prima dell'introduzione dei codici tributo per il modello F23 e, successivamente, del versamento via pagoPA, il diritto di copia veniva assolto fisicamente con valori bollati acquistati in tabaccheria. La marca si applicava sull'originale dell'atto richiesto e veniva annullata dal funzionario con timbro e data, generando una prova documentale dell'avvenuto pagamento.
Ruolo del funzionario
La cancelleria non si limita a ricevere: l'annullamento materiale della marca e un atto di pubblico ufficiale che attesta la regolarita del pagamento e impedisce il riutilizzo del valore bollato. La mancata o irregolare annullazione integra una violazione fiscale, oggetto di sanzioni amministrative ai sensi delle norme sull'imposta di bollo.
Convivenza con il modello F23 e pagoPA
Dopo l'introduzione del modello F23 (codice tributo dedicato) e, piu recentemente, del sistema pagoPA (D.Lgs. 82/2005, CAD), il pagamento del diritto di copia avviene quasi sempre in forma elettronica. La norma sulle marche conserva applicazione residuale: ad esempio per piccole somme richieste in cancellerie non ancora integrate ai sistemi telematici o per copie occasionali al pubblico.
Rapporto con l'art. 196 e il regolamento di riscossione
La disposizione e dichiaratamente transitoria. Il regolamento dell'art. 196, che avrebbe dovuto razionalizzare le modalita di pagamento dei diritti, non e stato mai adottato in modo organico. Le scelte di telematizzazione sono state introdotte con provvedimenti dirigenziali del Ministero della Giustizia e con interventi del CAD: il risultato e un sistema misto che lascia in vigore l'art. 264 per il pagamento in marca.
Marca da bollo digitale e prospettive future
La marca da bollo digitale (codice identificativo univoco generato dall'Agenzia delle Entrate) e ormai utilizzata in via prevalente per il pagamento del diritto di copia nei sistemi telematici. Il funzionario di cancelleria verifica l'autenticita del codice direttamente nel sistema informativo, senza necessita di apporre fisicamente alcun valore bollato. L'art. 264 va quindi letto in chiave evolutiva: il principio della tracciabilita del pagamento sopravvive, la forma materiale della marca diventa eccezionale.
Per le cancellerie ancora in fase di transizione, la marca cartacea resta uno strumento valido. Il difensore in studio deve organizzare il flusso documentale per non perdere ricevute, soprattutto quando il pagamento e effettuato in tempi diversi dal ritiro della copia. La conservazione delle quietanze rileva sia per la corretta liquidazione delle spese di lite sia per eventuali contestazioni successive.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Tizio chiede copia in cancelleria periferica
Caso 2: Caso 2 — Caia paga con F23 ma viene richiesta marca
Domande frequenti
Posso ancora pagare il diritto di copia con marche da bollo?
Si, dove la cancelleria non sia integrata ai sistemi telematici. La regola dell'art. 264 non e stata abrogata e costituisce ancora la base normativa del pagamento in valori bollati.
Chi annulla la marca da bollo?
Il funzionario di cancelleria, con timbro e data, apponendola sull'originale dell'atto a cui si riferisce la copia. L'annullamento previene il riuso fraudolento del valore.
Cosa succede se la marca non viene annullata?
Si configura un'irregolarita nell'assolvimento dell'imposta di bollo, con responsabilita del funzionario e applicazione delle sanzioni amministrative previste dal DPR 642/1972.
Vedi anche