Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 250 D.P.R. 115/2002

D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

1. Nel processo amministrativo, contabile e tributario non si applica la disciplina del presente testo unico relativa al diritto di certificato.

In sintesi

  • Esclude l'applicazione della disciplina sul diritto di certificato nei processi speciali.
  • Riguarda i processi davanti a TAR/Consiglio di Stato, Corte dei conti, Commissioni tributarie.
  • Norma di apertura della Parte VIII del testo unico dedicata ai processi speciali.
  • Coerente con la specificità dei riti amministrativo, contabile e tributario.
  • Le regole sui certificati seguono i rispettivi codici di rito.
Indice dei contenuti

L'articolo 250 apre la Parte VIII del testo unico, dedicata alle disposizioni speciali per i processi amministrativo, contabile e tributario. La norma chiarisce subito un punto di confine: la disciplina del diritto di certificato (tassa dovuta per il rilascio di certificati relativi agli atti processuali) non si applica a questi tre tipi di processo. Si tratta di una scelta di sistema, coerente con la specificità dei riti speciali.

Cos'è il diritto di certificato

Il diritto di certificato è regolato dagli artt. 273 ss. del testo unico ed è la somma dovuta per il rilascio di certificati relativi a fatti, atti, situazioni risultanti dal fascicolo processuale (certificato di pendenza di lite, di passaggio in giudicato, di mancato gravame). Nel processo civile e penale ordinario rappresenta una voce di entrata erariale collegata all'attività certificativa delle cancellerie.

Le ragioni dell'esclusione

Nei processi davanti a TAR e Consiglio di Stato, alla Corte dei conti e alle Commissioni tributarie le regole sui certificati sono disciplinate dai rispettivi corpi normativi: il codice del processo amministrativo (D.Lgs. 104/2010), il codice di giustizia contabile (D.Lgs. 174/2016) e il D.Lgs. 546/1992 sul contenzioso tributario. L'art. 250 evita interferenze e duplicazioni, lasciando ciascun rito autonomo.

L'ambito applicativo della Parte VIII

La Parte VIII contiene norme dedicate alle specificità procedurali e finanziarie dei tre riti speciali: importi del contributo unificato, modalità di pagamento delle spese, peculiarità del processo contabile, regime del processo tributario. L'art. 250 introduce il blocco con una norma negativa: tutto ciò che non è specificamente regolato segue le regole speciali, non quelle generali del DPR 115/2002.

Coordinate sistematiche

La norma si lega agli artt. 273-281 stesso testo unico (diritto di certificato in materia civile e penale), al D.Lgs. 104/2010 (codice del processo amministrativo), al D.Lgs. 174/2016 (codice di giustizia contabile), al D.Lgs. 546/1992 (processo tributario) e all'art. 24 Cost. sulla garanzia di tutela giurisdizionale.

Rilievo operativo

Per chi deve interfacciarsi con TAR, Corte dei conti o Corti tributarie la conseguenza pratica è che le regole sui certificati vanno cercate nei codici di settore. Per il processo amministrativo, le segreterie applicano i criteri del D.Lgs. 104/2010 e dei regolamenti del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa; per il contabile, il D.Lgs. 174/2016 e le regole interne della Corte dei conti; per il tributario, il D.Lgs. 546/1992 e le direttive del MEF. Spesso le certificazioni nei processi speciali sono gratuite o a costi molto contenuti, in coerenza con l'effettività della tutela giurisdizionale.

Sotto il profilo della tutela del cittadino, la specificità di disciplina nei processi speciali è un valore: ciascuna giurisdizione ha sviluppato regole calibrate sui propri tempi, sulle proprie esigenze e sui propri utenti tipici (cittadini contro pubblica amministrazione, amministratori in giudizi di responsabilità, contribuenti contro fisco).

Casi pratici

Caso 1: Tizio chiede certificato al TAR

Caso 2: Caio chiede certificato alla Commissione tributaria

Domande frequenti

A quali processi non si applica la disciplina del diritto di certificato?

Ai processi amministrativo, contabile e tributario, secondo l'art. 250 del testo unico spese di giustizia.

Perché il legislatore ha escluso questi processi?

Per evitare sovrapposizioni con le discipline speciali (D.Lgs. 104/2010 per il TAR, D.Lgs. 174/2016 per la Corte dei conti, D.Lgs. 546/1992 per il tributario), che regolano autonomamente le certificazioni.

Significa che nei processi speciali non si paga nulla per i certificati?

No: si applicano le regole tariffarie previste dai rispettivi codici di rito, che possono prevedere oneri specifici o esenzioni in base al tipo di certificazione richiesta.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-24
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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