Testo dell'articoloVigente
Art. 249 D.P.R. 115/2002
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia
1. Alla riscossione del contributo unificato si applicano gli articoli: 208, comma 2, riferito all'articolo 247; 210; 211, comma 2; 213; 214; 215; 216; 219; 220; 222; 223; 224; 225; 226; 227; 228; 230; 231; 234.
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Vedi anche
→art. 247 SPESE (Ufficio competente per la riscossione del co)→art. 248 SPESE (Invito al pagamento del contributo unificato)→art. 250 SPESE (Inapplicabilità del diritto di certificato n)→art. 251 SPESE (Funzionario competente per l'ordine di pagam)→art. 24 Cost. (Difesa)→art. 113 Cost. (Tutela giurisd.)→art. 91 c.p.c. (Spese)→art. 535 c.p.p. (Spese penali)→Art. 246 D.P.R. 115/2002 – Versamento agli ufficiali giudiziari della percentuale sul riscosso→Art. 252 D.P.R. 115/2002 – Costo per il rilascio di copia conforme in casi particolari→Art. 245 D.P.R. 115/2002 – Privilegi→Art. 253 D.P.R. 115/2002 – Determinazione dell’importo e pagamento
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'articolo 249 è una clausola di rinvio sistemico: estende alla riscossione del contributo unificato un nutrito gruppo di norme già previste dal testo unico per altre voci (spese di giustizia, sanzioni amministrative pecuniarie). La scelta tecnica è efficiente: anziché replicare la disciplina, il legislatore opera un rinvio puntuale agli articoli applicabili, garantendo coerenza sistematica.
L'ampio elenco dei richiami
Le norme richiamate coprono l'intero arco del recupero: art. 208, comma 2 (riferito all'art. 247 per la competenza); art. 210 (concessionario); art. 211, comma 2 (modalità di trasmissione); artt. 213-216 (registri e contabilità); art. 219 (annullamento del credito); artt. 220, 222-228, 230 (iscrizione a ruolo e azioni esecutive); art. 231 (rendicontazione); art. 234 (poteri esecutivi).
L'effetto pratico
Per il contribuente che non paga il contributo unificato dopo l'invito ex art. 248, il quadro è chiaro: si applicano le stesse regole previste per chiunque altro debba spese di giustizia. Iscrizione a ruolo, attivazione del concessionario, pignoramenti, rateizzazioni, eventuale annullamento per irreperibilità: tutto segue il percorso ordinario, senza specialità procedurali per il CU.
L'uniformità procedurale
La scelta del rinvio garantisce un'unica filiera operativa: il concessionario tratta i crediti relativi al contributo unificato con gli stessi sistemi informatici, le stesse procedure e gli stessi tempi previsti per gli altri crediti. Questo facilita anche il monitoraggio e la rendicontazione complessiva al Ministero della giustizia.
I rinvii non richiamati
L'art. 249 non richiama alcune norme: in particolare, non sono richiamate le disposizioni sulla conversione delle pene pecuniarie (artt. 236-239), perché il CU non è una pena ma un tributo. Il principio è che si applica solo ciò che è espressamente richiamato.
Coordinate sistematiche
La norma chiude il capo dedicato alla riscossione del contributo unificato (artt. 247-249) e si collega agli artt. 9-18 stesso testo unico (disciplina sostanziale), al DPR 602/1973 (riscossione coattiva), all'art. 28 L. 689/1981 (prescrizione) e alle convenzioni Ministero della giustizia con Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Rilievo operativo
Per le parti che non hanno pagato il contributo unificato la rete delle norme richiamate dall'art. 249 significa che, dopo l'invito al pagamento, il percorso è quello standard di chi ha un debito tributario: iscrizione a ruolo, cartella, eventuale pignoramento o fermo. Per i difensori è importante avvisare i clienti che eventuali errori nel calcolo del CU al momento del deposito generano contestazioni tardive ma certe, con aggravio sostanziale di costi (interessi + sanzioni fino al 200%). Per gli uffici il rinvio garantisce uniformità procedurale e semplifica la gestione informatica del recupero.
L'uniformità procedurale garantita dall'art. 249 rappresenta anche un vantaggio per i sistemi informativi: i flussi di dati tra ufficio giudiziario, concessionario e Ministero seguono lo stesso schema delle altre voci di riscossione, semplificando integrazione, monitoraggio e rendicontazione complessiva al governo.
Casi pratici
Caso 1: Tizio non paga e arriva la cartella
Caso 2: Caio rateizza il debito da CU
Domande frequenti
Quali norme del testo unico si applicano alla riscossione del contributo unificato?
Quelle elencate nell'art. 249: artt. 208 c.2, 210, 211 c.2, 213, 214, 215, 216, 219, 220, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 230, 231, 234.
Perché il legislatore usa la tecnica del rinvio invece di ripetere le regole?
Per garantire uniformità procedurale tra le diverse voci della riscossione e per evitare la duplicazione di norme sostanzialmente identiche.
Si applicano al CU anche le norme sulla conversione delle pene pecuniarie?
No: il contributo unificato è un tributo e non una pena, quindi le norme sulla conversione (artt. 236-239) non sono richiamate dall'art. 249.