In sintesi
- In caso di appello con sospensione o impugnazione cautelare, la parte paga solo il costo materiale delle copie.
- Si tratta di copie conformi di documenti e atti già prodotti nel giudizio.
- Norma agevolativa per garantire tempestività della tutela cautelare.
- Esclude l'applicazione dei diritti di copia ordinari del DPR 115/2002.
- Riflette il principio di effettività della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.).
Testo dell'articoloVigente
Art. 252 D.P.R. 115/2002
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — T.U. spese di giustizia
1. Nel caso di appello con richiesta di sospensione della sentenza impugnata ovvero di impugnazione del provvedimento cautelare, per il rilascio di copia conforme dei documenti e degli atti prodotti la parte è obbligata al pagamento solo del costo materiale di riproduzione.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
L'articolo 252 risponde a un'esigenza pratica fortemente sentita nel processo amministrativo: quando occorre depositare in tempi rapidi le copie degli atti per attivare la tutela cautelare in appello o per impugnare un provvedimento cautelare, l'aggravio economico dei diritti di copia ordinari sarebbe penalizzante. La norma riduce l'onere al solo costo materiale di riproduzione, in coerenza con l'effettività della tutela giurisdizionale.
L'ambito applicativo
La norma copre due ipotesi: l'appello al Consiglio di Stato con richiesta di sospensione della sentenza impugnata, e l'impugnazione del provvedimento cautelare di primo grado (decreto monocratico o ordinanza collegiale del TAR). Sono i due snodi in cui occorre un fascicolo aggiornato in tempi strettissimi, perché l'udienza cautelare segue di pochi giorni il deposito.
Cosa significa 'costo materiale di riproduzione'
Il costo materiale corrisponde all'effettivo onere di fotocopiatura, stampa o digitalizzazione (carta, toner, energia, manodopera minima): si tratta di una somma simbolica, ben lontana dai diritti di copia ordinari che variano per pagina secondo le tabelle. L'idea è recuperare il puro costo vivo senza generare entrata erariale.
La determinazione del costo
L'art. 253, immediatamente successivo, demanda al Segretario generale della giustizia amministrativa la determinazione concreta dell'importo e delle modalità di pagamento, in modo che sia comunque più basso del prezzo ordinario delle copie autentiche. La struttura tariffaria oggi prevede importi a pagina molto contenuti (intorno a pochi centesimi), pagabili contestualmente al ritiro.
L'impatto sull'effettività della tutela
Nel processo amministrativo cautelare i tempi sono ristrettissimi: l'appello cautelare al Consiglio di Stato si propone entro 30 giorni dalla notifica o 60 dalla pubblicazione, con udienza fissata a breve. La possibilità di ottenere rapidamente copie a costo simbolico è strumentale all'effettività della tutela cautelare e all'art. 24 Cost.
Coordinate sistematiche
La norma si lega all'art. 253 stesso testo unico (determinazione costi), agli artt. 55-62 D.Lgs. 104/2010 (codice processo amministrativo, tutela cautelare), agli artt. 268-272 DPR 115/2002 (diritti di copia in materia civile) e all'art. 24 Cost.
Rilievo operativo
Per gli avvocati che operano davanti agli organi della giustizia amministrativa l'art. 252 è uno strumento prezioso nelle fasi cautelari. Sapere che le copie costano poche unità di euro consente di organizzare il deposito senza ostacoli economici. Buona prassi: verificare prima la tariffa effettiva applicata dal singolo ufficio (può variare leggermente tra TAR e Consiglio di Stato), preparare l'elenco delle copie necessarie e prevedere il pagamento contestuale al ritiro. La norma non si applica invece nei procedimenti ordinari di merito, dove valgono i diritti di copia ordinari del DPR 115/2002.
Sotto il profilo dell'effettività della tutela cautelare, l'art. 252 si inserisce in un quadro più ampio di norme processuali che mirano a rendere accessibile e tempestiva la tutela d'urgenza davanti al giudice amministrativo, includendo termini brevi, decreti monocratici e fissazione celere delle udienze cautelari collegiali.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Tizio impugna ordinanza cautelare TAR
Caso 2: Caso 2 — Caio appella sentenza con sospensiva
Domande frequenti
Quando si applica la riduzione al solo costo materiale di copia?
In caso di appello con richiesta di sospensione della sentenza impugnata o di impugnazione del provvedimento cautelare, davanti agli organi della giustizia amministrativa.
Cosa si intende per 'costo materiale di riproduzione'?
Il puro onere vivo di fotocopiatura, stampa o digitalizzazione, ben inferiore ai diritti di copia ordinari previsti per le copie autentiche.
Chi determina concretamente l'importo da pagare?
Il Segretario generale della giustizia amministrativa, secondo le direttive del Consiglio di presidenza, come previsto dal successivo art. 253.
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