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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Istituisce il patrocinio a spese dello Stato per il procedimento di mediazione condizione di procedibilità.
  • Riguarda cittadino italiano non abbiente, straniero regolarmente soggiornante, apolide ed enti/associazioni senza scopo di lucro.
  • Il beneficio è concesso solo se è raggiunto l'accordo di conciliazione (logica premiale).
  • Esclusa l'ammissione nelle controversie per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo cessione in pagamento).
  • Implementa la delega Cartabia (L. 206/2021) di estensione delle tutele ai non abbienti nelle ADR.

Testo dell'articoloVigente

Art. 15-bis D.Lgs. 28/2010 — Istituzione del patrocinio e ambito di applicabilità

D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 — testo aggiornato

1. È assicurato, alle condizioni stabilite nel presente capo, al cittadino italiano non abbiente il patrocinio a spese dello Stato … per l'assistenza dell'avvocato nel procedimento di mediazione nei casi di cui all'articolo 5, comma 1, se è raggiunto l'accordo di conciliazione. Il patrocinio a spese dello Stato è, altresì, assicurato allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del procedimento di mediazione, all'apolide e ad enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.

2. L'ammissione al patrocinio è esclusa nelle controversie per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti. (9) (10)

Commento

L'articolo 15-bis colma una storica lacuna del sistema della mediazione civile italiano: l'estensione del patrocinio a spese dello Stato anche al procedimento conciliativo. Inserito dal decreto legislativo 149/2022 (riforma Cartabia) in attuazione della legge delega 206/2021, l'articolo segna un punto di svolta nella prospettiva costituzionale del diritto di difesa: la mediazione obbligatoria, sempre più centrale nel sistema processuale, non può rimanere preclusa a chi non ha mezzi.

Il presupposto soggettivo: chi può accedere

Il comma 1 individua quattro categorie di beneficiari. Prima, il cittadino italiano non abbiente, secondo le condizioni reddituali del successivo articolo 15-ter. Seconda, lo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del procedimento di mediazione: la formula richiama analogamente quella prevista per il patrocinio civile generale e tutela il legittimo affidamento sul possesso del titolo di soggiorno al momento dell'evento. Terzo, l'apolide. Quarta categoria, gli enti o le associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica: il legislatore include il terzo settore non profit, riconoscendone la fragilità economica strutturale rispetto a controparti commerciali.

L'ambito oggettivo: solo mediazione obbligatoria

Il beneficio opera nei casi di cui all'articolo 5, comma 1, ovvero quando la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale (condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e sanitaria, da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, e le altre materie introdotte dalla Cartabia). La scelta è coerente: dove la mediazione è imposta dalla legge come filtro al processo, lo Stato si fa carico dei costi per chi non può sostenerli. Resta esclusa la mediazione facoltativa.

La condizione premiale: solo se si raggiunge l'accordo

Un tratto distintivo, e meritevole di particolare attenzione, è il vincolo posto dalla legge: il patrocinio è assicurato "se è raggiunto l'accordo di conciliazione". La formula appare inizialmente paradossale — come può un beneficio essere subordinato a un esito? — ma trova spiegazione nella logica del meccanismo di liquidazione ex post: il consiglio dell'ordine conferma l'ammissione solo dopo la conciliazione, sulla parcella vistata. In assenza di accordo, l'ammissione anticipata decade e il professionista non viene retribuito dallo Stato. Si tratta di un'opzione legislativa criticata da una parte della dottrina come eccessivamente premiale, ma giustificata dal Governo con l'esigenza di contenere la spesa pubblica e di incentivare uno sforzo conciliativo effettivo.

L'esclusione per cessione di crediti altrui

Il comma 2 esclude l'ammissione nelle controversie per cessione di crediti e ragioni altrui, salvo che la cessione appaia indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti. È una clausola anti-abuso: impedisce che un soggetto agiamoso ceda fittiziamente un credito a un non abbiente per beneficiare del patrocinio gratuito. L'eccezione, parallela a quella prevista per il patrocinio generale, tutela il caso fisiologico della datio in solutum (cessione del credito come pagamento di un debito preesistente).

Coordinamento sistematico con il patrocinio civile generale

L'articolo 15-bis costituisce capo a sé all'interno del decreto 28/2010, ma rinvia largamente alla disciplina del Testo unico spese di giustizia (D.P.R. 115/2002). Gli articoli successivi del medesimo capo (15-ter sulle condizioni reddituali, 15-quater sull'istanza, 15-quinquies sull'organo competente, 15-sexies sul ricorso avverso il rigetto, 15-septies sugli effetti dell'ammissione, 15-octies sulla liquidazione, 15-novies sulla revoca, 15-decies sui controlli, 15-undecies sulle disposizioni finanziarie) costruiscono un microsistema parallelo a quello processuale civile, adattato alle peculiarità della mediazione.

Impatto pratico per l'avvocato

Per il legale che assiste una parte potenzialmente non abbiente, l'articolo 15-bis impone un'analisi preliminare strutturata. Prima, verifica della materia: rientra tra quelle dell'articolo 5, comma 1? Seconda, verifica reddituale ex articolo 15-ter. Terza, valutazione della concretezza della prospettiva conciliativa: in assenza di accordo, il compenso non sarà liquidato dallo Stato. Quarto punto, predisposizione dell'istanza di ammissione anticipata secondo i requisiti dell'articolo 15-quater. La condizione premiale rende strategicamente delicata l'assistenza: il professionista deve calibrare aspettative realistiche con la parte assistita, evitando di accettare incarichi in controversie dove la conciliazione appare improbabile.

Domande frequenti

Chi può accedere al patrocinio a spese dello Stato per la mediazione?

Il cittadino italiano non abbiente, lo straniero regolarmente soggiornante al momento del sorgere del rapporto, l'apolide e gli enti/associazioni senza scopo di lucro che non esercitano attività economica, sempre nei casi di mediazione obbligatoria ex art. 5, comma 1.

Il patrocinio è sempre garantito o solo a determinate condizioni?

Il beneficio è subordinato al raggiungimento dell'accordo di conciliazione. Senza accordo, l'ammissione anticipata decade e il professionista non viene liquidato dallo Stato. È una scelta premiale criticata in dottrina ma confermata dal legislatore.

Vale per qualsiasi mediazione?

No, solo per le mediazioni condizione di procedibilità ex art. 5, comma 1 del D.Lgs. 28/2010 (condominio, diritti reali, successioni, locazione, responsabilità medica, contratti bancari e altre materie introdotte dalla riforma Cartabia). Resta esclusa la mediazione facoltativa.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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