← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Gli enti locali possono utilizzare in cassa le entrate a destinazione vincolata per finanziare spese correnti.
  • Il limite massimo coincide con l'anticipazione di tesoreria disponibile ex art. 222.
  • Sono esclusi gli enti in stato di dissesto fino al decreto ex art. 261, c. 3.
  • È richiesta la previa delibera di giunta e la registrazione di ordinativi di regolazione contabile.
  • Le somme utilizzate devono essere reintegrate con i primi introiti non vincolati.

Testo dell'articoloVigente

Art. 195 TUEL — Articolo 195

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto finanziario sino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 261, comma 3, possono disporre l’utilizzo, in termini di cassa, delle entrate vincolate di cui all’art. 180, comma 3, lettera d ) per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, per un importo non superiore all’anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi dell’articolo 222. I movimenti di utilizzo e di reintegro delle somme vincolate di cui all’art. 180, comma 3, sono oggetto di registrazione contabile secondo le modalità indicate nel principio applicato della contabilità finanziaria. 83

2. L’utilizzo di entrate vincolate presuppone l’adozione della deliberazione della giunta relativa all’anticipazione di tesoreria di cui all’articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all’inizio di ciascun esercizio ed è attivato dall’ente con l’emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento di regolazione contabile . 83

3. Il ricorso all’utilizzo delle entrate vincolate , secondo le modalità di cui ai commi 1 e 2, vincola una quota corrispondente dell’anticipazione di tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di destinazione viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono state utilizzate per il pagamento di spese correnti. La ricostituzione dei vincoli è perfezionata con l’emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento di regolazione contabile. 83

4. Gli enti locali che hanno deliberato alienazioni del patrimonio ai sensi dell’articolo 193 possono, nelle more del perfezionamento di tali atti, utilizzare in termini di cassa le entrate vincolate , fatta eccezione per i trasferimenti di enti del settore pubblico allargato e del ricavato dei mutui e dei prestiti, con obbligo di reintegrare le somme vincolate con il ricavato delle alienazioni. 83

Commento

L'articolo 195 TUEL disciplina uno strumento delicato di gestione della liquidità dell'ente locale: l'utilizzo in termini di cassa delle entrate vincolate per coprire spese correnti. È una flessibilità operativa importante, perché consente all'ente di superare temporanei stress di liquidità senza dover ricorrere immediatamente all'anticipazione di tesoreria, ma è anche un meccanismo che, se mal gestito, può occultare problemi finanziari strutturali.

Il presupposto dell'utilizzo

La norma consente l'utilizzo entro un limite preciso: l'importo non superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile ex art. 222, ossia, in linea generale, i tre dodicesimi delle entrate correnti accertate nel penultimo anno. Sono espressamente esclusi gli enti in stato di dissesto finanziario fino all'emanazione del decreto di approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato (art. 261, c. 3). La logica è chiara: chi è in dissesto deve attenersi a regole più rigorose e non può attingere alle risorse vincolate per coprire correnti.

Le modalità tecniche

L'utilizzo presuppone la delibera della giunta relativa all'anticipazione di tesoreria di cui all'art. 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all'inizio di ciascun esercizio. L'attivazione concreta avviene con l'emissione di appositi ordinativi di incasso e di pagamento di regolazione contabile, secondo le modalità indicate nel principio applicato della contabilità finanziaria allegato al D.Lgs. 118/2011. Il principio richiede la massima trasparenza nella tracciabilità delle somme utilizzate e dei reintegri.

L'obbligo di reintegro

Il punto qualificante della disciplina è l'obbligo di ricostituire la consistenza delle somme vincolate utilizzate, attingendo ai primi introiti non vincolati che pervengono in tesoreria. La ricostituzione si perfeziona con appositi ordinativi di regolazione contabile. Si tratta di un meccanismo che presuppone una capacità di gestione dinamica della cassa: ogni utilizzo deve essere seguito, in tempi brevi, dal corrispondente reintegro, pena la perdita della disponibilità del vincolo.

L'utilizzo collegato alle alienazioni

Il comma 4 consente agli enti che hanno deliberato alienazioni patrimoniali, nelle more del perfezionamento degli atti, di utilizzare in cassa le entrate vincolate (con esclusione dei trasferimenti del settore pubblico allargato e del ricavato di mutui e prestiti), con obbligo di reintegro al momento dell'incasso del corrispettivo della vendita. È una facilitazione di cassa che riconosce la fisiologica asincronia tra delibera di alienazione e incasso effettivo.

Controlli e rischi

L'organo di revisione e la Corte dei conti monitorano l'utilizzo delle entrate vincolate, perché un ricorso continuativo e non riassorbito segnala una situazione di squilibrio strutturale: l'ente sta finanziando spese correnti con risorse che dovrebbero alimentare investimenti o specifiche destinazioni di legge. Le sezioni regionali della Corte dei conti hanno più volte richiamato gli enti su utilizzi prolungati e su mancati reintegri, evidenziando come tali pratiche siano spie di precrisi finanziaria.

Domande frequenti

Quale è il limite massimo di utilizzo delle entrate vincolate?

Il limite coincide con l'anticipazione di tesoreria disponibile ex art. 222: in linea generale i tre dodicesimi delle entrate correnti accertate nel penultimo anno. Per gli enti in dissesto fino al decreto sull'ipotesi di bilancio riequilibrato l'utilizzo è precluso.

Le somme utilizzate vanno restituite?

Sì. La ricostituzione del vincolo è obbligatoria e avviene attingendo ai primi introiti non vincolati che pervengono in tesoreria, con appositi ordinativi di regolazione contabile. La gestione richiede massima tracciabilità.

L'utilizzo continuativo delle entrate vincolate è legittimo?

Tecnicamente sì, nei limiti di legge, ma è una bandiera rossa di squilibrio strutturale. La Corte dei conti vigila e richiama gli enti che fanno ricorso costante alla flessibilità per coprire spese correnti, segnalando i rischi di precrisi finanziaria.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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