← Torna a TUEL — Testo Unico Enti Locali (D.Lgs. 267/2000)
Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato con provvedimento motivato.
  • Le modalità sono fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi.
  • Criteri: competenza professionale e coerenza con il programma del sindaco/presidente.
  • L'incarico è revocabile per inosservanza di direttive, mancato raggiungimento obiettivi o responsabilità gravi.
  • Nei comuni senza dirigenti, le relative funzioni sono attribuibili ai responsabili di servizio.

Testo dell'articoloVigente

Art. 109 TUEL — Articolo 109

D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato

1. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 50, comma 10, con provvedimento motivato e con le modalità fissate dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco o del presidente della provincia e sono revocati in caso di inosservanza delle direttive del sindaco o del presidente della provincia, della giunta o dell’assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169 o per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro. L’attribuzione degli incarichi può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi.

2. Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale le funzioni di cui all’articolo 107, commi 2 e 3, fatta salva l’applicazione dell’articolo 97, comma 4, lettera d), possono essere attribuite, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga a ogni diversa disposizione.

Commento

L'articolo 109 disciplina il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali negli enti locali, codificando un modello di rapporto di lavoro tipicamente fiduciario all'interno di una cornice di garanzie procedimentali. La norma è il punto di equilibrio tra esigenza di accountability e tutela della professionalità.

Il principio dell'incarico a tempo determinato

Il comma 1 stabilisce che gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato. Non si tratta del rapporto di lavoro (che può essere a tempo indeterminato in dipendenza dello status dirigenziale dell'interessato), ma dell'incarico funzionale: la titolarità di un determinato settore o servizio è temporanea e soggetta a verifica. Il rinvio all'articolo 50, comma 10, conferma il modello fiduciario nel rapporto tra organo politico e dirigenza.

La procedura di conferimento

Il conferimento avviene con provvedimento motivato e secondo le modalità fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi. Il regolamento è quindi la fonte centrale per la disciplina di dettaglio: criteri di valutazione, profili professionali richiesti, procedure di pubblicità interna, eventuali commissioni valutative. La motivazione è elemento essenziale, perché consente di apprezzare la coerenza tra le competenze del prescelto e il profilo della posizione.

Criteri di scelta

Il criterio guida è la "competenza professionale", da apprezzare in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco o del presidente della provincia. Si tratta di un binomio significativo: la competenza tecnica e la coerenza con l'indirizzo politico. L'amministratore non sceglie il dirigente in base alla pura simpatia, ma deve motivare la scelta in termini di capacità e di adeguatezza ai programmi.

Le cause di revoca

La revoca è prevista in casi specifici: inosservanza delle direttive del sindaco, della giunta o dell'assessore di riferimento; mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati nel PEG al termine dell'anno finanziario; responsabilità particolarmente grave o reiterata; altre ipotesi disciplinate dai contratti collettivi. La revoca non è quindi atto fiduciario libero, ma atto motivato collegato a presupposti oggettivi. La giurisprudenza amministrativa annulla con regolarità revoche fondate su motivazioni stereotipate o non documentate.

Il superamento del concorso

La precisazione finale del comma 1 ("L'attribuzione degli incarichi può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi") chiarisce che il conferimento dell'incarico dirigenziale non è vincolato alla precedente titolarità di funzioni dirigenziali ottenute per concorso: la posizione organizzativa è scollegata dal percorso storico del dipendente.

Comuni senza dirigenza

Il comma 2 affronta una realtà comune: molti comuni di piccola dimensione non hanno personale di qualifica dirigenziale. In tali enti, le funzioni dell'articolo 107, commi 2 e 3 (gestione amministrativa, finanziaria e tecnica) possono essere attribuite, con provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili di uffici o servizi, indipendentemente dalla qualifica funzionale. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 97, comma 4, lettera d), che riguarda le funzioni che lo statuto può attribuire al segretario. È il fondamento del cosiddetto "sistema delle posizioni organizzative" tipico dei comuni privi di dirigenza, ampiamente disciplinato anche dalla contrattazione collettiva e dagli orientamenti ANCI.

Domande frequenti

Come avviene il conferimento degli incarichi dirigenziali negli enti locali?

Il conferimento avviene con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, secondo le modalità fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi. I criteri sono la competenza professionale e la coerenza con gli obiettivi del programma di mandato. Gli incarichi sono a tempo determinato.

Quando può essere revocato un incarico dirigenziale?

La revoca è prevista in caso di inosservanza delle direttive del sindaco, della giunta o dell'assessore di riferimento, di mancato raggiungimento degli obiettivi al termine dell'anno finanziario, di responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi previsti dai contratti collettivi. È atto motivato e impugnabile davanti al giudice.

Cosa succede nei comuni privi di personale dirigenziale?

Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale, le funzioni dell'articolo 107, commi 2 e 3, possono essere attribuite con provvedimento motivato del sindaco ai responsabili degli uffici o servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale. È il fondamento del sistema delle posizioni organizzative dei piccoli comuni.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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