- Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato con provvedimento motivato.
- Le modalità sono fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi.
- Criteri: competenza professionale e coerenza con il programma del sindaco/presidente.
- L'incarico è revocabile per inosservanza di direttive, mancato raggiungimento obiettivi o responsabilità gravi.
- Nei comuni senza dirigenti, le relative funzioni sono attribuibili ai responsabili di servizio.
Testo dell'articoloVigente
Art. 109 TUEL — Articolo 109
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 50, comma 10, con provvedimento motivato e con le modalità fissate dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco o del presidente della provincia e sono revocati in caso di inosservanza delle direttive del sindaco o del presidente della provincia, della giunta o dell’assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169 o per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro. L’attribuzione degli incarichi può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi.
2. Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale le funzioni di cui all’articolo 107, commi 2 e 3, fatta salva l’applicazione dell’articolo 97, comma 4, lettera d), possono essere attribuite, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga a ogni diversa disposizione.
Commento
L'articolo 109 disciplina il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali negli enti locali, codificando un modello di rapporto di lavoro tipicamente fiduciario all'interno di una cornice di garanzie procedimentali. La norma è il punto di equilibrio tra esigenza di accountability e tutela della professionalità.
Il principio dell'incarico a tempo determinato
Il comma 1 stabilisce che gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato. Non si tratta del rapporto di lavoro (che può essere a tempo indeterminato in dipendenza dello status dirigenziale dell'interessato), ma dell'incarico funzionale: la titolarità di un determinato settore o servizio è temporanea e soggetta a verifica. Il rinvio all'articolo 50, comma 10, conferma il modello fiduciario nel rapporto tra organo politico e dirigenza.
La procedura di conferimento
Il conferimento avviene con provvedimento motivato e secondo le modalità fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi. Il regolamento è quindi la fonte centrale per la disciplina di dettaglio: criteri di valutazione, profili professionali richiesti, procedure di pubblicità interna, eventuali commissioni valutative. La motivazione è elemento essenziale, perché consente di apprezzare la coerenza tra le competenze del prescelto e il profilo della posizione.
Criteri di scelta
Il criterio guida è la "competenza professionale", da apprezzare in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco o del presidente della provincia. Si tratta di un binomio significativo: la competenza tecnica e la coerenza con l'indirizzo politico. L'amministratore non sceglie il dirigente in base alla pura simpatia, ma deve motivare la scelta in termini di capacità e di adeguatezza ai programmi.
Le cause di revoca
La revoca è prevista in casi specifici: inosservanza delle direttive del sindaco, della giunta o dell'assessore di riferimento; mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati nel PEG al termine dell'anno finanziario; responsabilità particolarmente grave o reiterata; altre ipotesi disciplinate dai contratti collettivi. La revoca non è quindi atto fiduciario libero, ma atto motivato collegato a presupposti oggettivi. La giurisprudenza amministrativa annulla con regolarità revoche fondate su motivazioni stereotipate o non documentate.
Il superamento del concorso
La precisazione finale del comma 1 ("L'attribuzione degli incarichi può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi") chiarisce che il conferimento dell'incarico dirigenziale non è vincolato alla precedente titolarità di funzioni dirigenziali ottenute per concorso: la posizione organizzativa è scollegata dal percorso storico del dipendente.
Comuni senza dirigenza
Il comma 2 affronta una realtà comune: molti comuni di piccola dimensione non hanno personale di qualifica dirigenziale. In tali enti, le funzioni dell'articolo 107, commi 2 e 3 (gestione amministrativa, finanziaria e tecnica) possono essere attribuite, con provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili di uffici o servizi, indipendentemente dalla qualifica funzionale. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 97, comma 4, lettera d), che riguarda le funzioni che lo statuto può attribuire al segretario. È il fondamento del cosiddetto "sistema delle posizioni organizzative" tipico dei comuni privi di dirigenza, ampiamente disciplinato anche dalla contrattazione collettiva e dagli orientamenti ANCI.
Domande frequenti
Come avviene il conferimento degli incarichi dirigenziali negli enti locali?
Il conferimento avviene con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, secondo le modalità fissate dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi. I criteri sono la competenza professionale e la coerenza con gli obiettivi del programma di mandato. Gli incarichi sono a tempo determinato.
Quando può essere revocato un incarico dirigenziale?
La revoca è prevista in caso di inosservanza delle direttive del sindaco, della giunta o dell'assessore di riferimento, di mancato raggiungimento degli obiettivi al termine dell'anno finanziario, di responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi previsti dai contratti collettivi. È atto motivato e impugnabile davanti al giudice.
Cosa succede nei comuni privi di personale dirigenziale?
Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale, le funzioni dell'articolo 107, commi 2 e 3, possono essere attribuite con provvedimento motivato del sindaco ai responsabili degli uffici o servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale. È il fondamento del sistema delle posizioni organizzative dei piccoli comuni.
Vedi anche