- Consigli e giunte individuano gli organismi collegiali indispensabili per i fini istituzionali.
- Organismi non considerati indispensabili sono soppressi.
- Le funzioni sono attribuite all'ufficio preminente nella materia.
- La revisione avviene entro sei mesi dall'inizio di ogni esercizio.
- L'obiettivo è risparmio di spese e maggiore efficienza.
Testo dell'articoloVigente
Art. 96 TUEL — Articolo 96
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 — testo aggiornato
1. Al fine di conseguire risparmi di spese e recuperi di efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi i consigli e le giunte, secondo le rispettive competenze, con provvedimento da emanare entro sei mesi dall’inizio di ogni esercizio finanziario, individuano i comitati, le commissioni, i consigli ed ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell’amministrazione o dell’ente interessato. Gli organismi non identificati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all’emanazione del provvedimento. Le relative funzioni sono attribuite all’ufficio che riveste preminente competenza nella materia.
Commento
L'articolo 96 introduce un meccanismo permanente di razionalizzazione degli organismi collegiali con funzioni amministrative all'interno degli enti locali. La norma è espressione del principio di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa e ha l'obiettivo di evitare la proliferazione di comitati, commissioni e organismi consultivi spesso poco operativi.
Identificazione degli organismi indispensabili
Consigli e giunte, secondo le rispettive competenze, identificano con provvedimento i comitati, le commissioni, i consigli e ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'amministrazione. La valutazione richiede un'analisi sostanziale: funzioni effettivamente svolte, qualità degli output, rapporto costi-benefici.
Soppressione degli organismi non indispensabili
Gli organismi non identificati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all'emanazione del provvedimento. La soppressione è automatica e definitiva. La regola produce un incentivo strutturale alla razionalizzazione, evitando il consolidamento di organismi inutili.
Attribuzione delle funzioni
Le funzioni degli organismi soppressi sono attribuite all'ufficio che riveste preminente competenza nella materia. Ciò impedisce vuoti funzionali e assicura che le competenze siano comunque esercitate, sebbene da strutture diverse. La continuità amministrativa è garantita.
Cadenza periodica
Il provvedimento di razionalizzazione deve essere emanato entro sei mesi dall'inizio di ogni esercizio finanziario. La cadenza annuale rende la revisione un esercizio sistematico, non un'iniziativa occasionale. Si attua un controllo continuo sull'architettura organizzativa.
Obiettivi della razionalizzazione
Il legislatore persegue due obiettivi: risparmio di spese (eliminazione di gettoni, indennità, spese di funzionamento) e recupero di efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi (semplificazione, accentramento decisionale). La norma riflette la convinzione che la moltiplicazione di organismi collegiali rallenti spesso l'azione amministrativa.
Applicazione pratica
Le linee guida ministeriali e l'ANCI hanno fornito indicazioni operative per l'applicazione dell'art. 96. La prassi più rigorosa accompagna il provvedimento con un'analisi sostanziale dell'attività degli organismi, evitando soppressioni puramente formali o, all'opposto, mantenimenti ingiustificati.
Domande frequenti
Quali organismi possono essere soppressi?
Tutti gli organismi collegiali con funzioni amministrative non identificati come indispensabili nel provvedimento annuale. Restano esclusi gli organi politici (consiglio, giunta) e quelli previsti direttamente da legge.
Come si attribuiscono le funzioni dell'organismo soppresso?
All'ufficio che riveste preminente competenza nella materia. La continuità funzionale è garantita: nessuna competenza resta priva di titolare.
Il provvedimento di razionalizzazione è obbligatorio ogni anno?
Sì, l'art. 96 prevede emanazione entro sei mesi dall'inizio dell'esercizio finanziario. La cadenza annuale rende la revisione un esercizio sistematico e ricorrente.
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